giovedì 18 giugno 2009
dopo 15 giorni, a circa 78 kg, continuo a stare bene..
E certo non sono pochi quelli che se ne stanno zitti zitti, augurandosi che io dia semplicemente forfait.. per poter tirare -loro- un sospiro di sollievo..
Non sto perciò a rispondere a chi mi pone il quesito interessato : "quanto a lungo vuoi continuare con lo sciopero della fame ?"
Ma a chi è sinceramente preoccupato per la mia salute, dico di stare tranquilli.
E dico anche che continuerò, semplicemente, finché riterrò che ne valga la pena (cfr.: mio comunicato stampa del 3 giugno u.s.)
Che ci sia almeno qualcuno disposto a dimostrare che "dare la propria parola" ha ancora un senso.
Con tanta ipocrisia dilagante, mi rendo conto che può essere un concetto difficile da afferrare. Ma tant'é..
Saluti
Fabrizio Frosini
venerdì 12 giugno 2009
al mio 10° giorno di sciopero della fame
Al mio 10° giorno di sciopero della fame: 79,4 kg (- 5,6 kg dal 3/06 mattina).
Continuo a stare bene.
Per ora con tè (black, strong tea with a cloud of milk) , spremute, un po' di yogurt (a volte un cucchiaio di ricotta nel tè : perché la cosa più fastidiosa è una frequente cefalea, che in genere rimane però di modesta entità.. da qui il ricorso ad un piccolo "aiuto" supplementare) e anche, a volte, un po' di insalata -- insalata e yogurt acido vanno bene insieme
Per ridurre la cefalea, comunque, sono tre giorni che non esco di casa : devo evitare di sprecare energie.
Per questa ragione il peso si è ridotto lievemente, rispetto ai primi giorni, nei quali percorrevo, "pedibus calcantibus", vari km/die..
Saluti
Fabrizio Frosini
mercoledì 3 giugno 2009
Sciopero della fame
Accadimenti in seno alla società Ecomedica, cui hanno fatto seguito notizie diffamatorie, propalate ad arte per creare un danno non solo economico ma anche all’onorabilità personale, mia in particolare e di altri soci già amministratori delle società del Gruppo, mi portano oggi a rendere pubblici fatti che rischiano di creare danni gravi alla Società che ho fondato circa 20 anni fa, e amministrato e diretto fino al marzo 2009.
Poiché la trasparenza è la migliore risposta a manovre siffatte, che mirano ad ottenere il controllo di una società da me fin dall’inizio realizzata con il preciso intento di farne riferimento e patrimonio di tutto il territorio (come il mio comportamento di sempre e l’apertura a tanti soci, avvenuta fin dagli anni ’90, puntualmente dimostra), sono a rendere noto, in questa presentazione, quanto accade e come i signori Angelini, Benedetti, Berni, Dragoni, Fontanelli, Forconi e altri, stanno operando.
L’iniziativa assunta dagli attuali consiglieri di amministrazione delle società del Gruppo Ecomedica, si inserisce in un clima di crescente antagonismo politico/economico, di cui già da tempo si erano riscontrate significative avvisaglie, tanto che due volte sono stato costretto a ricorrere alla magistratura presentando apposita denuncia querela.
Lo stato della Giustizia in Italia è peraltro tale che chi –per natura o interesse– voglia utilizzare i metodi più deprecabili per arrivare ad impossessarsi di un bene, infangando l’operato di chi quel bene l’ha pensato e costruito, ha un indubbio vantaggio rispetto a chi deve difendersi attraverso, appunto, le regolari vie legali, visti i tempi e le modalità cui queste devono attenersi.
Nello specifico, avendo io aperto le società da me fondate a terzi –in particolare la società di controllo del Gruppo– , alla fine del 2008 è accaduta una cosa che, con ben altre modalità, sarebbe da considerare normale evento societario : una rimodulazione delle “aggregazioni” interne, con cambio di maggioranza.
Simili eventi possono rappresentare anche un fatto positivo per una società, qualora la nuova maggioranza si formi su migliori proposte (piano industriale), potendo ciò rappresentare un beneficio per i soci, i dipendenti e finanche per gli utilizzatori.
Purtroppo, nel caso attuale, ciò non solo non è vero, ma addirittura la nuova conduzione mostra una preoccupante mancanza di visione generale e di volontà nel perseguire la mission dell’Istituto Ecomedica.
Molti hanno seguito, negli anni, le mie battaglie per portare nel territorio diagnostica avanzata (la Risonanza Magnetica, ad esempio, o la PET –ma questa non è arrivata, nonostante sia stato fra i primissimi in Europa a volerla realizzare) e modalità terapeutiche innovative (la Radioterapia).
Credo che non pochi, tuttora, le ricordino bene quelle mie battaglie.
Se oggi Ecomedica esiste ed è la realtà che tutti possono vedere, lo si deve alle incredibili energie che ho dovuto spendere per tenerla in vita contro un “sistema” che non solo è falsamente e/o molto “imperfettamente” democratico, ma frequentemente è addirittura antidemocratico ed incivile.
Ma di questo parleremo in sede “politica”, come stiamo facendo in questi giorni per le elezioni comunali – e, ancor più, in relazione alle prossime elezioni regionali.
Ma appunto: Ecomedica è oggi una realtà.
Basti pensare alla RADIOTERAPIA e al significato che ha, un siffatto servizio, per i malati di cancro e per le loro famiglie.
E questo lo si deve a me e a chi –soci e operatori, ai vari livelli– hanno collaborato con me nell’impresa.
Ed in particolare agli amministratori che, spendendosi senza sostanziale ritorno economico, per il solo bene della Società, hanno fatto sì che si realizzasse (almeno in gran parte) un progetto che ho ideato oltre 20 anni fa.
Ed ora che Ecomedica è la realtà che tutti possono apprezzare (: una realtà aperta al territorio ed operante in sinergia con il servizio pubblico della Asl11 –e di fatto, ciò che Ecomedica offre ed ha sempre offerto è “servizio pubblico”, in un campo estremamente importante e delicato quale è quello della salute) , gli “appetiti” di certuni stanno ponendo le basi di una crisi che può travolgere la Società e distruggerla.
Questo non posso accettarlo.
Quindi non mi rimane che tornare a “combattere” , nella maniera più trasparente possibile (non posso, né voglio, infatti scendere ai livelli di altri).
E a mettermi in gioco completamente.
Annuncio pertanto che oggi dò inizio allo sciopero della fame.
Lo faccio per me, per gli altri amministratori –ingiustamente e vergognosamente “tirati in ballo” per i fini personali / giochi di “potere” di cui sopra– , per chi è socio o lavora in Ecomedica.
E lo faccio per il territorio: in particolare per i malati.
Tutti, ma a maggior ragione per i malati di cancro.
Salvare Ecomedica significa far avere loro una chance in più di vita o di migliore qualità della vita.
Quanto durerà il mio sciopero della fame non mi è dato sapere.
Dipenderà in particolare da quanto gli amministratori pubblici e le istituzioni (soprattutto, trattandosi di sanità, la Regione) vorranno impegnarsi a fare per salvare Ecomedica : un’azienda, una missione, una filosofia di vita.
E dipenderà da quanto questa “faida”, che qualcuno –fra i soci Ecomedica– ha pervicacemente voluto e costruito, inventandosi vergognose e disonoranti falsità di comodo per sostenerla, andrà avanti.
Chi mi conosce sa che non ho certo paura di affrontare quanto vado ad affrontare.
E che, quando decido una cosa, ritenendola giusta, sono disposto ad accettarne tutte le conseguenze (al contrario di altri).
Viene infatti il momento in cui occorre alzarsi in piedi e mostrare che si è Uomini e non fantocci.
Se lo facessimo tutti, al momento opportuno, la realtà del nostro Paese sarebbe indubbiamente migliore.
Fabrizio Frosini
(Empoli, 3 Giugno 2009)
(ho presentato a parte, in conferenza stampa, stralci delle accuse rivolte a me e ai precedenti amministratori delle società del Gruppo Ecomedica, con le mie precisazioni).
domenica 25 maggio 2008
Fucecchio : democrazia zoppa..
Ennio (Meetup Empoli)
Hai ragione, Ennio.
Ci hanno volutamente MARGINALIZZATO, in modo da limitare al massimo la nostra visibilità!
Scriverò al sindaco e ai capogruppo delle forze politiche presenti in consiglio comunale, denunciando il comportamento antidemocratico tenuto dal comune di Fucecchio .
N.B.: già avevano tentato di impedirci di raccogliere le firme, sostenendo che il tavolo poteva essere autorizzato solo se ci fossimo limitati a dare ai cittadini l'indicazione di firmare in comune!
Il testo della lettera lo inserirò sul blog di Grillo e lo invierò per conoscenza ai giornali (anche se dubito che riportino la notizia).
Qui, ora, assumiamo comunque un impegno: il prossimo anno dobbiamo presentare la Lista Civica anche a Fucecchio!
Fabrizio Frosini
Egregio Sig. Sindaco,
E p.c.:
Sig. Presidente del Consiglio Comunale,
Sig.ri Capogruppo, Forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale,
Comune di Fucecchio
La presente per portare a Vs conoscenza un fatto che ci auguriamo vivamente non accada più, per il rispetto che si deve a tutti i cittadini in virtù di quei principi e valori democratici che devono caratterizzare tutte le articolazioni della società di un Paese civile, ed in particolare le così dette” istituzioni repubblicane”.
Attraverso un iscritto a questo Meetup (che conta attualmente circa 160 iscritti, in gran parte residenti nei comuni di quest’area), avevamo chiesto il permesso di tenere, in data 25 Maggio, un tavolo per la raccolta firme a supporto della proposta dei 3 referendum per una LIBERA INFORMAZIONE IN LIBERO STATO (: 1. Abrogazione Legge Gasparri ; 2. Abolizione Finanziamenti pubblici all’editoria ; 3. Abolizione Ordine dei giornalisti).
Con nostra domanda del 16 Maggio chiedevamo pertanto l’utilizzo di 4 mq di suolo pubblico in Corso Matteotti (o comunque un’area del centro interessata dall’evento pubblico denominato ”infiorata”, manifestazione di richiamo per tante persone).
Con stupore ci siamo visti invece “concedere” uno spazio nella deserta P.zza XX Settembre, con la giustificazione dell’assenza di spazi in centro, ma in realtà con il chiaro fine di emarginarci e tenerci lontani dalla zona di massimo afflusso, in quanto le foto da noi scattate il 25 mattina dimostrano che di spazi in centro ve ne erano ben più che a sufficienza ).
La nostra interpretazione sulla “strumentalità” di tale scelta è del resto rafforzata da quanto accaduto precedentemente alla formalizzazione della domanda, essendoci stato fatto presente che avremmo potuto tenere un tavolino NON per raccogliere le firme, ma solo per informare i cittadini che avrebbero potuto firmare presso il Comune (!?) : comportamento che nulla ha a che spartire con quei principi e valori democratici cui ci siamo sopra riferiti.
Alla luce di tale situazione e nella considerazione che rendere più viva e cogente l’implementazione di una sempre maggiore democrazia nel “sistema” sia un dovere civico primario, ci siamo convinti che la presenza di nostre Liste Civiche alle amministrative del prossimo anno sia non solo utile ma doverosa. Opereremo pertanto per concretizzare tale proposito anche a Fucecchio.
Con molti cordiali saluti
Fabrizio Frosini
(Meetup Amici Beppe Grillo Empoli)
domenica 18 maggio 2008
NON ACCETTIAMO IPOCRISIE..
Dovremmo forse affidarci a quella sorta di "opposizione" che si esprime nelle ipocrisie, nella praxi e nei rituali mafiosi dei "padrini" politici/affaristi toscani..?
No, grazie. Meglio morti che venduti..
Grazie Di Pietro.. Vieni a darci una mano anche in Toscana : per far riacquistare dignità a questa regione - definita "felix" dal gruppo politico più longevo d'Italia..
Già, Felix: come un gatto da laboratorio sul quale da decenni si sperimenta un'aberrante pseudocultura democratica..
Antonio, continua così..
Dal sito web di Antonio Di Pietro :
17 Maggio 2008
Ballarò
Lo scorso 13 maggio sono stato ospite di Giovanni Floris alla trasmissione Ballarò. Pubblico alcuni miei interventi su immigrazione e sicurezza, l'abolizione dell'ICI e lotta all'evasione fiscale, argomenti sui quali questo governo non ha alcuna credibilità e sui quali beneficierà del buon lavoro svolto nel breve tempo del governo Prodi.
(Antonio Di Pietro)
16 Maggio 2008
11 - Padania ladrona
Riporto un brano tratto da "Mani Sporche", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Barbacetto, Gomez e Travaglio, dal titolo "Padania ladrona'" (pag.289).
"I seguaci di Bossi hanno un problema: la Popolare Credieuronord, una piccola banca creata nel dicembre 2000 per "ritrovare i valori tipici della credibilità e della collaborazione del Nord". A finanziarla, dopo una campagna a tappeto nelle sezioni del partito, è stato il popolo leghista. Ma già nel 2003 la banca del Carroccio è a un passo dal fallimento. Il bilancio si chiude con 8 milioni di euro di perdite e 12 di sofferenze su 47 impieghi. Un brutto guaio, soprattutto perchè l'azienda è nata e cresciuta come una tasca della politica. Nel consiglio di amministrazione siedono i sottosegretari leghisti Maurizio Balocchi (Interno), Alberto Brambilla (Welfare), Stefano Stefani (Attività produttive), ma anche il deputato varesino Giancarlo Giorgietti, pupillo di Bossi e presidente della commissione Bilancio alla Camera. Insomma, se scattasse la bancarotta, sarebbe un duro colpo per il Carroccio. E se poi partono le inchieste giudiziarie, la situazione potrebbe ancor più aggravarsi. Attraverso la Credieuronord sono stati infatti riciclati 13 milioni di euro provenienti da una gigantesca truffa organizzata dai proprietari della - un tempo mitica - Radio 101 e da una commercialista, Carmen Gocini, ai danni di alcune procedure fallimentari del Tribunale milanese. Miliardi rubati e poi, come sosterrà la Procura di Milano, ripuliti grazie alla complicità dei vertici operativi della banca. Operazioni analoghe sono state condotte da vari personaggi legati ai "Cobas del latte", gli allevatori vicinissimi alla Lega che non volevano pagare le multe dell'Unione Europea per aver prodotto latte in eccedenza. Se esplode il bubbone Credieuronord, si fanno male in tanti. Meglio coprire tutto e tentare di metterci una pezza. Il salvatore, per i leghisti, si chiama Fiorani.
Con lui il Carroccio ha legami antichi: la scuola leghista di Varese e il prato di Pontida, quello che ogni anno si riempie di bandiere verdi per i comizi del Senatùr, sono stati acquistati con soldi della Popolare di Lodi: per un totale, tra i fidi e finanziamenti, di 10 milioni di euro, più un altro milione proveniente dalla Popolare di Crema (controllata dalla Lodi). tutti soldi ottenuti offrendo in pegno la storica sede milanese del partito di via Bellerio. Operazioni regolari, ma sintomatiche di un rapporto preferenziale, che ora viene sfruttato a fondo per evitare il crac di Credieuronord. Fiorani riesce a tenere in piedi la banchetta con una complicata operazione finanziaria. In cambio, ottiene la retromarcia della Lega sul governatore. Il 3 febbraio 2005 Maroni comunica ufficialmente che la Lega non mette più in discussione il mandato a vita di Fazio. E' la tomba della legge sul risparmio.
Sarà Fiorani, davanti ai pm milanesi, a raccontare anche questo patto con la Lega: salvataggio della banca in cambio del salvataggio del governatore."
(Antonio Di Pietro)
15 Maggio 2008
Non vogliamo ipocrisia
Riporto il video dell'intervista rilasciata a RepubblicaTv, oggi 15 maggio 2008, dove rispondo alle domande degli spettatori.
(Postato da Antonio Di Pietro in Politica)
La parzialità dell'Agcom
Contro Travaglio ed Anno Zero si manovra per non disturbare il manovratore. L’istruttoria avviata dall’ Agcom (quanto mai tempestiva) è solo l’ultimo tentativo per fermare chi ha ancora il coraggio di raccontare i fatti ,anche se sgraditi alla casta dei politici. Insomma verrebbe da dire: colpirne uno per addormentare la coscienza critica di cento.
Ancora non è chiaro quali sarebbero i capi d’imputazione per Travaglio, visto che ha solo raccontato fatti già noti e per i quali non si era levata alcuna indignazione. Episodi su cui molti cittadini, grazie all’informazione che hanno ricevuto, possono ora farsi un’opinione e giudicare liberamente.
L’Autority delle comunicazioni farebbe bene a spiegare come mai, solo in questa occasione, ha così prontamente e mirabilmente vigilato, mentre in tante altre occasioni è parsa “disattenta” tanto che a vigilare ci hanno dovuto pensare altri.
(Antonio Di Pietro)
IdV: unica opposizione
Pubblico il video ed il resoconto stenografico della dichiarazione di voto dell’Italia dei Valori per la fiducia al Governo, fiducia che non è stata data. Il mio discorso ha reso palese un fatto importante: esiste un’unica opposizione, quella dell’Italia dei Valori.
Antonio Di Pietro: Vorrei dirle con il sorriso sulle labbra, signor Presidente del Consiglio, che mai avrei immaginato, di trovarmi per la seconda volta a dare un giudizio sul suo Governo. La prima volta mi è capitato quando mi ha offerto di fare il Ministro dell'interno e non ho abboccato. Poi se l'è scordato, perché lei è abituato a dimenticare, quando le cose non le fanno piacere
(Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania - Una voce dai banchi del gruppo Italia dei Valori: «Lasciate parlare!»).
Gianfranco Fini: Prego di non interrompere. Lasciate esprimere all'onorevole Di Pietro la sua opinione.
Antonio Di Pietro: Quindi, signor Presidente del Consiglio, lasci che anche oggi - con il sorriso sulle labbra, ma sempre a testa alta - le diciamo: «noi no, noi dell'Italia dei Valori non abbocchiamo!» Noi dell'Italia dei Valori non intendiamo cadere nella tela del ragno che lei, ancora una volta, sta tentando di costruire con pacche sulle spalle, come ha detto lei: «volemose bene, va' che ce la famo». Lo dica agli altri, non lo dica a noi dell'Italia dei Valori! Infatti, noi dell'Italia dei Valori abbiamo memoria e soprattutto non intendiamo perdere la memoria.
Noi conosciamo la sua storia personale e politica e conosciamo bene anche la sua storia...
(Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).
Gianfranco Fini: Onorevole Di Pietro, la prego di proseguire e prego ancora i colleghi di non interrompere gli oratori.
Antonio Di Pietro: E soprattutto conosciamo bene la sua storia personale e giudiziaria e quella dei tanti...
(Vivi Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).
Antonio Di Pietro: Signor Presidente della Camera, darmi la possibilità di parlare è un suo compito.
Gianfranco Fini: Onorevole Di Pietro, lei non è nuovo di quest'Aula e sa che è abbastanza naturale che ci sia, nei limiti...
Antonio Di Pietro: Solo quando riguarda me, però.
Gianfranco Fini: Ovviamente dipende unicamente da ciò che si dice
(Applausi dei deputati dei gruppo Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)...
Gianfranco Fini: .. fermo restando che ho già invitato la parte destra dell'emiciclo a non interromperla. Prego, onorevole Di Pietro, continui.
Antonio Di Pietro: Ha ragione signor Presidente della Camera, dipende da quello che si dice: non bisogna disturbare il manovratore!
(Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e Partito Democratico)
Ma noi dell'Italia dei Valori conosciamo la storia anche dei suoi tanti dipendenti e sodali che si è portato in Parlamento con sé a titolo di ringraziamento per i favori e le omertà di cui si sono resi complici. Noi dell'Italia dei Valori conosciamo bene le sue bugie e la sua capacità di distorcere la verità dei fatti.
Antonio Di Pietro: Soprattutto conosciamo bene la tela sul controllo dell'informazione e sul sistema di disinformazione che ha messo in piedi (Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e Partito Democratico). Soprattutto conosciamo la disinformazione che ha posto e ha fatto porre in essere per far credere che la colpa dei mali dell'Italia non sarebbe di chi li ha commessi ma di chi li ha scoperti.
Lei ha mentito a ripetizione nel corso della sua carriera politica e da ultimo ha fatto credere agli italiani di aver lasciato l'ultima volta il Governo con i conti in ordine, mentre invece ha truccato le carte fin quando l'Unione europea non l'ha scoperto e sanzionato, e quel povero Prodi si è dovuto far carico di far quadrare i conti e ne ha pagato le conseguenze (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo Partito Democratico - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della libertà).
Lei, signor Presidente del Consiglio, spesso - ed ancora ieri - ha detto di ringraziare e apprezzare il lavoro dei giudici. Ma va! È un falso storico, signor Presidente: lei odia i giudici indipendenti che fanno il loro dovere, a lei quei giudici fanno orrore! Lei vuole solo una giustizia forte con i deboli e debole con i forti!
(Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della libertà)
Lei vuole solo una giustizia che fa comodo a lei, una giustizia a suo uso e consumo, e quando non le basta si fa le leggi apposta per fare in modo che la giustizia funzioni come dice lei.
Lei è in conflitto di interesse con se stesso e nulla vuole fare per risolverlo. Così ancora oggi nessuno di noi può sapere, quando decide qualcosa, se lo fa per sé o per gli altri, e quali altri poi. Lei non ci ha detto ieri come intende risolvere il conflitto di interesse, anzi ce lo ha detto con il suo silenzio: non intende risolverlo.
Lei ieri ha descritto un Paese di sogni e di balocchi, in un esercizio di equilibrismo per farci stare dentro tutti: nord e sud, poveri e ricchi, imprenditori, lavoratori e parti sociali deboli, pacifisti e guerrafondai, rigoristi e scialacquatori. Insomma, ha fatto solo un discorso furbo per cercare di imbavagliare l'opposizione. Ma noi non abbocchiamo.
Lei dice di volere il dialogo...
Antonio Di Pietro: ... ma noi crediamo che lei voglia un dialogo ad una voce sola: la sua. E chi non la pensa come lei è solo un qualunquista, un forcaiolo, un populista; insomma un disturbatore da isolare e condannare.
Lei dice di volere una giustizia che funzioni, lo ha ripetuto anche in questi giorni. Ma come può funzionare - di grazia - una giustizia con le leggi ad personam che si è fatto fare nella scorsa legislatura? Come può funzionare un libero mercato, che lei dice di volere, quando ci sono falsificatori di bilanci - che lei conosce molto bene, a lei molto vicini - che grazie alle leggi fatte fare da lei e dal suo Governo oggi possono stare ancora liberi in giro per l'Italia?
Lei dice che vuole combattere l'evasione fiscale, ma intanto ogni giorno se ne inventa una, nel corso del processo che la riguarda a Milano, per ritardare i tempi della giustizia che la riguarda.
Lei dice che vuole combattere la criminalità organizzata, ma la criminalità organizzata oggi si combatte prevedendo ferree leggi e decisi interventi sull'evasione fiscale, sul falso in bilancio, sulla contiguità esistente e persistente tra politica e mafia, sulla non candidabilità delle persone condannate. Se lo ricordi questo leitmotiv, perché lo sentirà per tutta la legislatura
(Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
Sono tutte questioni chiave su cui lei si è ben guardato dal prendere posizione.Certo, lei ha più volte teso la mano all'opposizione, a quell'opposizione che pensa di ingraziarsi ammiccando un po' di più. Io non credo che il Partito Democratico, che è un partito che ha la sua storia, ha un suo passato, cadrà nel trabocchetto, né ci cadremo noi dell'Italia dei Valori.
Noi crediamo che fare opposizione vuol dire innanzitutto riscrivere la verità rispetto alle disinformazioni che lei ha portato avanti in questi anni nel nostro Paese. L'opposizione ideale che vuole lei è quella di un'opposizione morbida che non denuncia, non alza i toni, non fa battaglie anche dure per il rispetto delle regole democratiche, insomma un'opposizione di Governo. Noi questa opposizione non la faremo, né crediamo che la faranno gli amici del Partito Democratico, perché una cosa è ascoltarla, un'altra è venirle appresso.
Insomma, sappia signor Presidente del Consiglio che da oggi esiste ed esisterà un'opposizione forte, decisa e senza compromessi, fatta di critiche, ma anche di proposte costruttive, che è quella dell'Italia dei Valori.
Antonio Di Pietro: Un'opposizione che avrà anche il coraggio e il dovere, allorché lei dovesse fare un provvedimento negli interessi dei cittadini, di votarlo, ma mai di scambiare la sua politica come una politica nell'interesse della collettività. Noi crediamo che lei abbia fatto e si sia messo a fare politica per i suoi interessi personali e giudiziari (Proteste dei deputati del gruppo Popolo della Libertà - Una voce dai banchi del gruppo Popolo della Libertà: «Vergogna!»); è questa la verità che non ci toglie nessuno. Noi non le diamo la fiducia (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo del Partito Democratico - Commenti di deputati del Popolo della Libertà)!
(Antonio Di Pietro)
13 Maggio 2008
Il discorso di Silvio Berlusconi
Il discorso del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al Parlamento per chiedere la fiducia al suo Governo – in puro stile “papista” e pseudobuonista - ricorda tanto la favola del ragno che invita la mosca nella propria ragnatela. Non so se il partito democratico farà l’allocco e ci cadrà ma certamente non lo faremo noi dell’Italia dei Valori.
Egli ha descritto il paese da sogni e di balocchi che vorrebbe ma non ha indicato come fare per realizzarlo. Il suo discorso – pieno di “ma anche” è apparso solo un esercizio di equilibrismo per farci stare dentro tutto ed il contrario di tutto, nella speranza di ingraziarsi maggioranza e opposizione, Nord e Sud, lavoratori e datori di lavoro, imprenditori e sindacati, parti sociali deboli e poteri forti, pacifisti e guerrafondai, rigoristi e scialacquatori.
Dice di volere il dialogo ma ad una voce sola: la sua! E chi non la pensa come lui “peste lo colga”: è solo un qualunquista, un forcaiolo, un populista, insomma un disturbatore del manovratore da isolare e condannare.
Per rendersene conto basta rileggere il suo discorso, pieno non di proposte di governo ma di “eclatanti omissioni” su questioni chiave, come il rilancio della lotta all’evasione fiscale, la funzionalità della giustizia, la trasparenza dei mercati, la pluralità dell’informazione, la lotta alla “Casta”, gli sprechi nella pubblica amministrazione, la lentezza e la farraginosità della burocrazia, la questione della Rai come servizio pubblico, la scandalosa vicenda Europa/-Rete4 ed il connesso rispetto delle Direttive e delle sentenze degli organismi di controllo.
Nel suo discorso, Berlusconi ha posto l’accento sul verbo “crescere”. Avrebbe dovuto usare il verbo “cambiare”. Senza un cambiamento la crescita non potrà avvenire. Il verbo giusto è cambiare.
Per ripartire bisogna eliminare alla radice le cause che in questo momento bloccano il Paese. Tra queste la mancanza di una libera informazione, la diffusione della criminalità organizzata, la non certezza della pena.
Economia e etica sono due facce della stessa medaglia. Una forte economia non può prescindere dall’”etica dei comportamenti” e questo non è il caso dell’Italia con leggi ad personam e condannati eletti in Parlamento su precisa scelta del leader del PDL.
Un Paese che voglia attrarre investimenti dall’estero non può permettersi ombre su chi ha primarie responsabilità nel sistema bancario come è il caso di Cesare Geronzi.
La libera informazione è alla base della democrazia. La recente sentenza della Corte di Giustizia europea impone che Rete 4, di proprietà del presidente del Consiglio, ceda le sue frequenze a Europa 7, in caso contrario i cittadini italiani pagheranno, con effetto retroattivo dal primo gennaio 2006, tutti i giorni 300.000 euro di multa. L’Alitalia costa ai contribuenti più di un milione di euro al giorno grazie alla mancata fusione con Air France dovuta al PDL. Di fronte a un debito pubblico di circa 1630 miliardi di euro con interessi annui di 70 miliardi di euro pagati dallo Stato, Rete 4 e Alitalia possono sembrare sciocchezze, ma sono un chiaro segnale di chi fatica a distinguere gli interessi privati da quelli pubblici.
Berlusconi dice di voler rivalutare la casa come bene primario. Ma per dare concretezza a questi obiettivi bisognerà rivedere i rapporti tra istituti di credito e cittadini, decine di migliaia di famiglie stanno perdendo la casa per l’impossibilità di pagare il mutuo.
Egli dice che vuole una giustizia che funzioni ma non dice che bisogna cancellare le leggi vergogna che hanno accorciato i tempi di prescrizione rendendo quasi impossibile ogni condanna.
Egli dice che vuole servizi efficienti accompagnati a una diminuzione dei costi dello Stato. Chi non li vorrebbe? Non ho però sentito quali in concreto sono le misure che consentirebbero questi obiettivi. Ad esempio l’abolizione delle Province, l’accorpamento delle Province, l’abolizione delle Comunità montane, l’allineamento dei compensi parlamentari al resto d’Europa, un utilizzo produttivo e controllato dei miliardi di euro di finanziamento della Comunità Europea, una rivisitazione complete e concreta della legge sui finanziamenti pubblici ai partiti ed ai cosiddetti giornali di partito.
Il federalismo fiscale della Lega può conciliarsi con i 15 miliardi di euro per lo Stretto di Messina?
Con le centinaia di migliaia di dipendenti pubblici e para pubblici del nostro Meridione? Il Sud non può sopravvivere se le risorse fiscali rimarranno nel Nord. Tutti sanno che il federalismo fiscale senza una reale autonomia economica del Sud è solo fumo negli occhi e che il Sud, fino a quando non sarà affrancato dalla criminalità organizzata, non potrà essere autonomo. Ma la criminalità organizzata oggi si combatte prevedendo ferree leggi e decisi interventi sull’evasione fiscale, sui falsi in bilancio, sulla contiguità esistente e persistente fra politica e mafia, sulla non candidabilità delle persone condannate, tutte questioni-chiave di cui il Presidente del Consiglio si è ben guardato dal prendere posizione.
Egli ha più volte teso la mano all’opposizione, ha chiesto e offerto collaborazione, alla condizione, ovviamente, che non venga alterato lo status quo sull’informazione e sulla giustizia.
L’opposizione ideale per Silvio Berlusconi è un’opposizione morbida che non denunci, non alzi i toni, non faccia battaglie, anche dure, per il rispetto delle regole democratiche. Insomma una “opposizione di Governo”.
Ripeto, non so cosa voglia fare e come voglia comportarsi il Partito democratico di Veltroni. Da oggi, però, deve essere chiaro che esiste ed esisterà una opposizione forte, decisa e senza compromessi, fatta di critiche ma anche di proposte costruttive, che è quella dell’Italia dei Valori.
(Antonio Di Pietro)
Il silenzio dei magistrati
Bavaglio all'informazione e bavaglio alla giustizia sono questi i primi fatti tangibili del governo del centrodestra a cui fa sponda un tacito consenso di questa finta opposizione.
Oggi Clementina Forleo verrà "cacciata" da Milano, non potrà più esercitare in quella città. Le parole di oggi di Silvio Berlusconi secondo cui "il rispetto va ai magistrati che compiono in silenzio il proprio dovere" trovano da subito effettivo riscontro. Lascio, come altre volte ho fatto, all’articolo di Marco Travaglio “Colpirne una…” de l’Unità, che condivido completamente, il commento a questa vicenda:
"Se il plenum del Csm confermerà l’indicazione data ieri dalla Commissione competente, Clementina Forleo sarà cacciata da Milano per “incompatibilità ambientale”. Il suo peccato mortale, come tutti han capito fin troppo bene, è stato quello di mettere nero su bianco i nomi dei parlamentari intercettati durante le scalate di Antonveneta, Rcs e Bnl e chiedere al Parlamento l’autorizzazione a usare le loro telefonate. Non potendo dichiarare ufficialmente che andava punita per questo, a perenne ammonimento per tutti gli altri magistrati che osassero fare altrettanto, insomma a futura memoria, la commissione ha deciso di cacciarla perché avrebbe cattivi rapporti con i cancellieri del tribunale (testuale); perché avrebbe turbato l’opinione pubblica con denunce infondate (e pazienza se poi si son rivelate fondatissime), perché avrebbe detto a un convegno cose che non ha mai detto, e perché avrebbe chiesto a un pm notizie di un provvedimento interdittivo che la Procura le aveva preannunciato dicendole di tenersi pronta. Insomma, incolpazioni inventate o faccenduole che sono normale routine in un ufficio giudiziario. Alla fine, in questo mondo alla rovescia, il topolino ha partorito la montagna: una sanzione mostruosa, che sarebbe apparsa sproporzionata anche se gli addebiti mossi alla Forleo fossero stati fondati. Clementina Forleo non potrà più fare il giudice a Milano e dovrà emigrare altrove con quel che resta della sua famiglia già falcidiata da lutti, minacce e attacchi. Il voto è stato tutt’altro che unanime, a riprova del fatto la sanzione non era affatto obbligata. Per il trasferimento han votato i membri laici, cioè politici: la comunista Vacca (che aveva anticipato il giudizio prim’ancora che iniziasse il procedimento, ma non ha sentito neppure il dovere di astenersi: bella garanzia di “terzietà”) e Anedda di An; e poi il togato di Unicost, Roia. Contro, ha votato il presidente della commissione, Patrono di MI. I due di Md, pilatescamente, si sono astenuti: se avessero votato contro sarebbe finita 3 a 3. E la manovra sarebbe fallita. Una manovra che, molto probabilmente, è illegittima. L’ordinamento giudiziario Castelli-Mastella vieta trasferimenti d’ufficio dei magistrati per fatti che implichino comportamenti colpevoli: l’incompatibilità può derivare solo da fatti incolpevoli, per esempio da parentele con altri giudici o con imputati dello stesso distretto. Ma qui le condotte contestate alla Forleo, se dimostrate, implicano che lei sia colpevole. Dunque andavano esaminate in sede disciplinare, con una procedura molto più garantista. Ma si temeva di non riuscire a punirla nemmeno sul fronte disciplinare: perché, per una dimenticanza degli analfabeti che hanno approvato la Castelli-Mastella, nella lista degli illeciti disciplinari non figurano le esternazioni. E qui proprio di esternazioni si tratta. Dunque, sapendo che in sede disciplinare non c’era trippa per gatti, si sono usate condotte ipoteticamente colpevoli per dichiarare l’incompatibilità. Il risultato è a metà fra l’inquietante e l’esilarante: se qualcuno ritiene che la Forleo sia una pazza furiosa che litiga con tutti e lancia allarmi infondati, che senso ha spostarla da Milano a Roma o a Vipiteno? Il fatto è che anche la manovra per farla apparire pazza è fallita: tutti conoscono la sua preparazione giuridica, la sua laboriosità, il suo carattere. Come diceva Montanelli, “tutte le persone di carattere hanno un pessimo carattere”. Ma che c’entra il carattere con la capacità di un giudice? Patrono ha votato contro il trasferimento anche perché, per la nuova legge, la Forleo è “scaduta” come gip avendo esercitato l’incarico da più di 10 anni e, al pari di centinaia di gip, dovrà passare al tribunale. Bastava aspettare qualche mese (in attesa che il Csm bandisse quei posti) e il nodo si sarebbe sciolto da sé. Ma qui bisognava dare una lezione purchessia, a prescindere. La sentenza, richiesta a gran voce dai politici di destra e sinistra, era scritta fin da luglio, quando la gip osò fare il suo dovere anziché voltarsi dall’altra. Calamandrei diceva: “Non temo i giudici corrotti, ma i giudici conformisti”. Questo Csm e questa politica temono i giudici anticonformisti. Colpirne uno (anzi due: c’è pure De Magistris) per educarne diecimila."
(Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia)
12 Maggio 2008
Informazione oscurata
E' proprio vero: la lingua batte dove il dente duole!
Gli attacchi che sta subendo il giornalista Marco Travaglio solo per aver raccontato la cronaca di fatti veri ed accaduti e che riguardano nientemeno la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Schifani, dimostrano che, come al solito, quando si tratta di difendere la Casta, i vari esponenti di partito di destra e di sinistra fanno quadrato e diventano un tutt’uno (come accadde ai tempi dell’indulto).
Allora mi domando e domando: ma un giornalista che rivela circostanze sconosciute alla maggioranza dei cittadini adempie al proprio dovere di cronaca e di critica o no? Se Schifani risulta essere stato socio di persone di malaffare, allora il presidente del Senato, proprio per l'alta carica che ricopre ne spieghi le ragioni o contesti i fatti. E' un suo dovere morale.
Ed ancora mi domando e domando, questa volta ai tanti benpensanti del Partito Democratico: ma sapete chi sono i condannati per mafia Nino Mandalà e Benny D’Agostino? E sapete cosa vuol dire essere stati soci con costoro ai tempi d’oro della mafia, come lo fu Schifani? Ed allora, che male c’e’ se un giornalista indipendente pone delle domande trasparenti ed altrettanto trasparentemente informa l’opinione pubblica?
Che senso ha attaccare Travaglio per aver solo detto ciò che è vero? Invece di prendersela con lui non sarebbe meglio prendere spunto da questo fatto per impostare una campagna di informazione capillare e veritiera su chi sta al Parlamento, al Governo o nelle altra istituzioni controllate dalla politica? Oppure il silenzio è dovuto al fatto che anche tra le file del centrosinistra ci sono alcune posizioni imbarazzanti per cui è meglio far finta di niente e schierarsi con l’avversario nella speranza che un giorno il favore possa tornare?
(Antonio Di Pietro)
lunedì 3 marzo 2008
La profondità del reale.. l'abisso del degrado..
Fabrizio Frosini
domenica 2 marzo 2008
Fuori tutti. Avete distrutto il Paese.. E degradato la Toscana..
Fuori tutti. In quindici anni avete riportato il Paese al dopoguerra. La Finocchiaro e Bianco si dicono stupiti che io supporti la lista civica regionale di Sonia Alfano in Sicilia. Anime belle, voi mi offendete. Tra voi e lo psiconano non c’è differenza. Siete il partito dello status quo che ha lasciato fare al centrodestra ogni porcata senza mai muovere un dito. Il partito di Bassolino, la cozza di Napoli.
[..] Le elezioni sono incostituzionali, non possiamo scegliere il candidato. Possiamo solo votare il Partito Unico dei Gemelli Siamesi.
Un tedesco che non avesse votato durante il nazismo. Un sovietico che non avesse votato durante lo stalinismo. Un italiano che non avesse votato durante il fascismo. Come li chiamereste? Democratici, persone libere? Siatelo anche voi. Non votate per le elezioni politiche. Esercitate il vostro diritto di non essere presi per il culo. (Beppe Grillo)
Lei ha indetto le Elezioni del 13 Aprile.
Per le ragioni che seguiranno, signor Presidente, le rimetto il mio certificato elettorale certo che nella sua figura istituzionale di garante della Costituzione potrà, meglio di ognuno di noi, spingere il Parlamento e gli eletti a correggere queste pericolose crepe nella struttura portante delle nostre istituzioni.
Conservi cortesemente il mio Certificato Elettorale sino alla data in cui potrò ritornare ad essere Cittadino di un Paese Democratico.
Premesso che la Corte Costituzionale, pur non entrando nel merito della legittimità della legge elettorale in vigore, con le sentenze 15/16/17 del 2008 ha recentemente espresso importanti rilievi, e considerato che la convocazione dei comizi elettorali non permette di chiedere un giudizio di merito in tempo utile per le elezioni del 13 Aprile, ho deciso come cittadino di non partecipare a queste elezioni e restituire il certificato elettorale, qui accluso.
E' una decisione molto sofferta, consapevole che il rifiuto ad esercitare il diritto del voto viola lo spirito dell'articolo 48 della Costituzione, che ne sancisce il dovere civico, e costituisce implicitamente una delegittimazione degli organi istituzionali eletti. Non di meno, in tutta coscienza non posso esimermi dal contrastare, con questo mezzo cosi estremo, una legge elettorale che ritengo fortemente lesiva dei miei diritti costituzionali di cittadino.
Non posso esimermi dal rifiutarmi di legittimare la nomina di "rappresentanti" che non posso in alcun modo contribuire a scegliere, e sono di fatto nominati da forze su cui non ho più alcun controllo democratico.
Non posso accettare che il mio diritto costituzionale di scegliere i "rappresentanti" sia ridotto al punto da poter decidere con il mio voto solo il numero degli eletti in una lista bloccata e non i loro nomi, privandomi cosi del controllo sulle loro azioni e del, gà molto relativo, potere di rimuoverli preferendo altre persone e quindi non rieleggendoli.
Non posso accettare che attraverso la lista bloccata venga cambiata la natura del Parlamento, trasformando gli eletti da rappresentanti del popolo a rappresentanti dei partiti o dei capi politici che li hanno selezionati, comprimendo i principi costituzionali della rappresentatività e della libertà dei parlamentari, vanificando, di fatto, il dettato costituzionale dell'art 67.
Non posso accettare che attraverso questa legge elettorale venga violato il principio della "scelta del corpo legislativo" sancito dall'articolo 3 del primo protocollo della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.
Non posso accettare che con sbarramenti di ogni tipo venga esclusa dalla "rappresentanza" una parte consistente dell'elettorato, sia pure divisa in gruppi che si decide, per legge, essere singolarmente non abbastanza grandi da poter sedere in Parlamento, ignorandone il peso complessivo.
In tutta coscienza non posso accettare di legittimare con il mio voto una legge elettorale che pare voler ripercorrere la strada della legge Acerbo e della legge elettorale Rocco del 1928, di cui ricopia uno dei principi fondamentali, la lista bloccata -dimenticando quanti lutti ha contribuito a creare nel nostro Paese- piuttosto che seguire lo spirito democratico della nostra Costituzione.
Con Osservanza
Un Cittadino Italiano
Fabrizio Frosini
Il Paese è una risorsa per i politici e per la loro burocrazia di massa. Una rendita a vita con le tasse dei cittadini. Stanno divorando l’Italia. Non è vero che la classe politica è tutta uguale. Ma i pochi galantuomini che ne fanno parte la legittimano. Non si può votare il meno peggio. Non si deve perdere la speranza di un meglio. Chi vota il meno peggio legittima il peggio. Le elezioni sono anticostituzionali. Non possiamo scegliere il candidato. E nessun giornale ne parla. Nessuna televisione lo grida. Si ripete: non possiamo scegliere il candidato. Due persone stanno scegliendo i nomi dell’80% di deputati e senatori. Stanno scrivendo la Camera e il Senato. Si chiamano Veltrusconi. Sono la stessa persona, lo stesso partito, lo stesso programma, gli stessi ministri. Beppe Grillo è stato a Napoli il 23 febbraio per il Munnezza Day. Conferenza stampa con 120 giornalisti. Molte testate internazionali. 30.000 persone in Piazza Dante. Chi vuole sapere cosa è stato detto da oncologi, esperti ambientali e dell’energia deve imparare la lingua inglese o tedesca. Leggere il Die Zeit o The Herald Tribune. Il Corriere e la Repubblica gli hanno dedicato un quadratino della dimensione di un francobollo. L’informazione italiana è sotto controllo..
http://www.beppegrillo.it/2008/02/comunicato_poli_1.html#comments
sabato 1 marzo 2008
Democrazia formale e democrazia sostanziale
..sulla difesa e lo sviluppo di un democrazia reale e non solo formale, abbiamo il diritto–dovere di essere assolutamente radicali e intransigenti, fuggendo da ogni moderatismo e timidezza.
Democrazia formale e democrazia sostanziale, Francesco Faro
http://toghe.blogspot.com/2008/03/democrazia-formale-e-democrazia.html
Mi permetto una nota : l'azione di Grillo e dei Meetups sta dando alcuni frutti importanti, pur se ancora parziali.
Si vede chiaramente in questi giorni : programmi elettorali, schieramenti e modalità di scelta dei candidati sono tutti stati influenzati dall'azione congiunta di cui sopra..
Clamorosa la bocciatura, nella selezione dei candidati, di non pochi soggetti all'improvviso divenuti IMPRESENTABILI..
Lo stesso Mastella (avete visto.. è clamoroso) si ritrova a dover correre da solo, perché nessuno lo vuole..!
E Bassolino..? Rinviato a giudizio..
Credete davvero che il pressing di Grillo e Meetups non sia stato importante? Non siamo stati noi soltanto, ovviamente.. Ma la nostra azione ne rappresenta una componente importantissima.
E non vedete quanta paura hanno i mass media del 25 Aprile? Nessuno ne vuol parlare.. Indicativo.. Molto indicativo..
Senza dire delle prime Liste Civiche certificate, che si presenteranno alle elezioni comunali e regionali.. Segno importante, anche se sono ancora modeste come numero.. e nate in fretta e furia, per l’anticipazione delle elezioni amministrative, così accorpate alle politiche..
Nostro impegno è quello di stimolare e favorire al massimo l'aggregazione di forze innovative e di progresso intorno a tale idea (LISTA CIVICA).
Per questo parteciperò Mercoledì 5 Marzo, a Firenze, ad una riunione di coordinamento.
Non ci saranno solo Meetups, ma anche rappresentanti di tutta una serie di Associazioni / Movimenti che rigettano e intendono combattere democraticamente contro questo sistema partitico affaristico e di gestione lottizzata fra i clan toscani del potere..
È venuto il momento di alzarci in piedi e scendere in campo senza paura..
Da parte mia, sono pronto a dare l’esempio e a subirne tutte le conseguenze. Anche estreme.
Saluti a tutti
Fabrizio Frosini
Lettera aperta a Bruno Vespa
su Blog, Internet e mass media
Egregio Dott. Vespa,
Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente,
In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d'espressione e la democrazia sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale.
Il blog è diventato uno strumento di comunicazione di massa; più del 25% della popolazione del Canada e del 20% di quella del Regno Unito partecipano a "reti sociali" basate su Internet. In Italia si stimano oltre mezzo milione di blogger, in maggioranza non adolescenti ma giovani e adulti. Sono noti blogger anche alcuni esponenti politici italiani (ricordiamo tra i vari l'on. Gentiloni, l'on. Di Pietro, l'on. Letta, l'on Pecoraro Scanio, l'on Lanzillotta, l'on Storace, l'on. Santachè, ...), inclusi candidati premier alle prossime elezioni, e ben un terzo dei parlamentari britannici (incluso il primo ministro).
Ci sembra che demonizzare i blog e il social networking, che sono fondamentalmente espressione di libertà, di democrazia e di socializzazione, sia negativo e antistorico.
Ancora peggio è criminalizzare i blog - come cercano talora di fare i paesi autoritari per giustificare le loro censure - solo perché alcuni - giovani o no - lo usano male. Ci sembra che la trasmissione da lei curata del 21 febbraio 2008, peraltro dedicata ad un altro tema, abbia purtroppo (crediamo involontariamente) generato un sospetto generalizzato verso i blog e il social networking, se non addirittura verso la comunicazione via Internet.
Sarebbe, a nostro parere, un errore grave analogo a quello di alcuni intellettuali aristocratici che, tanto tempo fa, condannavano in blocco la televisione perché.. fa male ai bambini e toglie anche del tempo prezioso agli adulti per leggere libri e giornali..
Internet, il social networking e i blog non sono solamente un fenomeno sociale, culturale e politico di enorme importanza.
Sono anche diventati i servizi trainanti di un settore economico centrale e strategico per lo sviluppo economico delle economie avanzate: le telecomunicazioni. Le telecomunicazioni sono infatti da un lato un settore a sè stante - che di per sé porta ricchezza e occupazione qualificata e genera fenomeni finanziari economici di prima grandezza - e dall'altro sono un fattore propulsivo decisivo per l'economia nel suo complesso, e in particolare per la diffusione dell'innovazione presso le aziende e le famiglie.
La Commissaria UE Viviane Reding ha più volte ricordato che ben il 50% della crescita del PIL europeo e' legata allo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), di cui Internet costituisce la spina dorsale. Anche il recente rapporto Attalì per lo sviluppo economico della Francia è pervaso da iniziative di impulso alle tecnologie della informazione e telecomunicazione.
In Italia purtroppo l'economia cresce meno dei nostri omologhi europei anche perché le telecomunicazioni sono nelle posizioni di coda nelle graduatorie internazionali, come del resto lo è la televisione digitale (terrestre, via Internet e via satellite). La scarsa diffusione della banda larga è forse l'indice più significativo della nostra arretratezza nel settore decisivo delle tlc.
Secondo i recentissimi dati diffusi dall'organizzazione degli operatori TLC europei ECTA, il quadro italiano relativo alla banda larga è il seguente:
1. Diffusione della banda larga: L’Italia (16,5) si sta allontanando dalla media UE (19,8) ed è sempre più distante dai paesi comparabili come Francia, UK, Germania. Siamo lontanissimi, ovviamente, dai paesi nordici. Nell’Europa dei 15 siamo superati anche dall’Irlanda, e seguiti da vicino dal Portogallo. In sostanza, la banda larga in Italia è meno diffusa che in altri paesi, a prescindere da circostanze di omogeneità industriale e sociale.
2. Crescita della banda larga nel periodo settembre 2006-settembre 2007 : In Italia vi è stata una crescita del 3%, bassissima se paragonata con altri paesi comparabili, dove la crescita si attesta tra il 5% ed il 10%.
I dati italiani sono gravi non solo perché riflettono una situazione peggiore di altri paesi, ma anche perché indicano la difficoltà del Paese nel recuperare il gap. Anzi, la distanza con il resto d’Europea si va accentuando.
Una corretta comunicazione sui mezzi di informazione di massa riguardo le tecnologie ICT potrebbe contribuire in modo importante ad avvicinare sempre più persone alle telecomunicazioni, ad Internet e all'informatica con ricadute positive per l'intero sistema. Vorremmo sottolineare che Internet è oggi il principale sistema di comunicazione mondiale assieme alla rete telefonica fissa e cellulare, e rispetto a queste ultime è molto più esteso nelle funzionalità. Come la rete telefonica, Internet viene impiegato per comunicazioni lecite come per quelle illecite. La differenza è che le comunicazioni e le funzionalità di Internet sono nella grande maggioranza dei casi pubbliche e rendono così visibili anche gli usi banali, deviati o addirittura illegali e criminali che purtroppo, proprio per la loro maggiore visibilità in rete, vengono additati come peculiari solo di Internet.
Mai nessuno però, giustamente, ha pensato di criminalizzare in maniera generica la rete telefonica, pur essendo noto, antico, esteso e grave l'uso illecito e criminoso delle reti fisse e mobili, come è testimoniato dalle intercettazioni telefoniche rese pubbliche in diverse occasioni.
Discutere pubblicamente dei problemi sociali che Internet inevitabilmente riflette e, fortunatamente, spesso svela al pubblico, è importante ma va fatto mettendo nella giusta relazione gli effetti e le loro cause ed evitando considerazioni semplicistiche e condanne aprioristiche del mezzo.
Secondo noi è importante che non si criminalizzi la rete e che anzi se ne promuova l'uso e la diffusione estesa. La criminalizzazione di Internet tende a confondere gli effetti con le cause e non permette di affrontare adeguatamente i problemi negativi - sociali o criminali - che tutti desideriamo combattere.
Una disinformazione su Internet non ne rallenterà la diffusione presso il pubblico competente ma ne frenerà l'adozione e la conoscenza proprio nel pubblico più bisognoso di informazione, spostando in là nel tempo l'occasione di far crescere questo Paese.
Viceversa, una corretta e approfondita informazione può contribuire decisivamente a massimizzare i benefici di Internet e a ridurre invece gli effetti negativi dei nuovi sistemi di comunicazione. Fiduciosi che in futuro vorrà considerare anche i benefici di Internet e delle telecomunicazioni e non solo i problemi sociali, anche gravi, che essa rivela, le manifestiamo fin d'ora la nostra disponibilità a partecipare a un confronto su questi temi che a nostro parere sarebbe importante trattare in maniera approfondita e positiva in una delle prossime trasmissioni che a nostro parere sarebbe opportuno programmare e alla quale, se lei desidera, siamo pronti a dare il nostro contributo di esperienza e competenza.
Restiamo a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento e approfondimento e nel frattempo Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.
Marco Camisani Calzolari, Blogger, Imprenditore, Chairman Speakage
Gildo Campesato, Giornalista, Direttore del Corriere delle Comunicazioni
Mario Citelli, Blogger, Imprenditore, Direttore Beltel - Mensile di attualità per l'industria ICT
Lele Dainesi, Blogger, Giornalista, Executive Communication Cisco Systems Italy,
Luca De Biase, Blogger, Giornalista, Caporedattore Nova24 - Settimanale di
innovazione de Il Sole 24 ore
Juan Carlos De Martin, Blogger, Docente Politecnico di Torino - Responsabile italiano
Creative Commons
Michele Ficara, Blogger, Imprenditore, Presidente Assodigitale - Associazione Italiana
Industria Digitale
Paolo Forcellini, Imprenditore, Segretario Generale Consulta Digitale
Assocomunicazione - Confindustria
Alfonso Fuggetta, Blogger, Docente Politecnico di Milano
Enrico Gasperini, Blogger, Imprenditore, Presidente Audiweb - Joint Industry
Committee per la rilevazione delle audience online
Enrico Grazzini, Blogger, Analista, Collaboratore Corriere Economia - Settimanale
Economico Corriere della Sera,
Marco Montemagno, Imprenditore, Conduttore Reporter Diffuso - Sky TG24
Layla Pavone, Blogger, Dirigente, Presidente IAB - Interactive Advertising Bureau
Marco Palombi, Blogger, Imprenditore, Fondatore 1st Generation Network -
Associazione imprenditori di prima generazione
Stefano Quintarelli, Blogger, Imprenditore, Past president AIIP - Associazione Italiana
Internet Provider
Francesco Sacco, Blogger, Docente e Managing Director EntER - Centro studi per
l'imprenditorialità - Università Bocconi
Francesco Siliato, Blogger, Docente Economia dei Media - Politecnico di Milano,
Gigi Tagliapietra, Blogger, Imprenditore, Presidente Clusit - Associazione Italiana per la
Sicurezza Informatica
Guido Tripaldi, Blogger, Imprenditore, Presidente Voipex - Consorzio per
l'interoperabilità dei servizi Internet
Comunicato liste civiche
http://www.beppegrillo.it/2008/03/comunicato_list.html#commentsQuesto fine settimana si raccolgono le firme necessarie alla presentazione delle liste civiche nelle seguenti città:
Pescara:
sabato 1 marzo dalle 10.00 alle 20.00, Corso Umberto angolo Piazza Salotto
domenica 2 marzo dalle 10.00 alle 20.00, Corso Umberto angolo Piazza Salotto
Vicenza:
sabato 1 marzo dalle 9.00 alle 18.00, Piazza del Castello
domenica 2 marzo dalle 9.00 alle 18.00, Piazza del Castello
Massa:
sabato 1 marzo dalle 14.00 alle 20.00, davanti alla sede del Comune
Pordenone:
sabato 1 marzo dalle 9.30 alle 19.30, Piazza Cavour
domenica 2 marzo dalle 9.30 alle 19.30, Piazza Cavour
lunedì 3 marzo dalle 9.30 alle 19.30, Piazza Cavour
Gorizia:
sabato 1 marzo dalle 15.30 alle 17.30, Giardini di Corso Verdi
domenica 2 marzo dalle 10.00 alle 12.00, Giardini di Corso Verdi
Fiumicino:
sabato 1 marzo dalle 9.00 alle 13.00, via della Foce Micina, angolo via delle Ombrine
domenica 2 marzo dalle 9.00 alle 13.00, via Michele Rosi e via della Scafa angolo via Coni Zugna
lunedì 3 marzo dalle 9.00 alle 13.00, Mercato Fregene di via Fertilia
Pozzuoli:
domenica 2 marzo dalle 10.00, Arco Felice e via Giacomo Matteotti








