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sabato 28 febbraio 2009

Intervista a Gioacchino Genchi

Gioacchino Genchi accusa


Intervista a Gioacchino Genchi:

"Io svolgo l'attività di consulente tecnico per conto dell'autorità giudiziaria da oltre vent'anni, lavoro nato quasi per caso quando con l'avvento del nuovo codice di procedura penale è stata inserita questa figura, come da articoli 359 e 360 che danno al Pubblico Ministero la possibilità di avvalersi di tecnici con qualunque professionalità allorquando devono compiere delle attività importanti. Mi spiace che Martelli se lo sia dimenticato, Cossiga me lo abbia ricordato, proprio il nuovo codice di procedura penale che ha promulgato il presidente Cossiga inserisce questa figura che è una figura moderna. Che è nelle giurisdizioni più civili ed avanzate, mentre prima il Pubblico Ministero era limitato, e doveva per accertamenti particolari avvalersi solo della Polizia giudiziaria, il nuovo codice ha previsto queste figure.
Per cui per l'accertamento della verità, nel processo penale, accertamento della verità significa anche a favore dell'indagato o dell'imputato, il Pubblico Ministero non ha limiti nella scelta delle professionalità di cui si deve avvalere. Io ho fatto questa attività all'interno del Dipartimento della Pubblica sicurezza.

Abbiamo svolto importanti attività con Arnaldo La Barbera, con Giovanni Falcone poi sulle stragi. Quando si è reso necessario realizzare un contributo esterno per il Pubblico Ministero, contenuto forse scevro da influenze del potere esecutivo, mi riferisco a indagini su colletti bianchi, magistrati, su eccellenti personalità della politica, il Pubblico Ministero ha preferito evitare che organi della politica e del potere esecutivo potessero incidere in quelle che erano le scelte della pubblica amministrazione presso la quale i vari soggetti operavano.
Nel fare questo ho fatto una scelta deontologica, cioè di rinunciare alla carriera, allo stipendio, per dedicare tutto il mio lavoro al servizio della magistratura. Questa scelta, anziché essere apprezzata è stata utilizzata dai miei detrattori che fino a ieri mi hanno attaccato in parlamento, al contrario.

Il ministro Brunetta non poteva non riferire che la concessione dell'aspettativa non retribuita che io avevo chiesto era perfettamente regolare, è stata vagliati da vari organi dello Stato, dal Ministero dell'Interno, dal Ministero della Funzione pubblica e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri di Berlusconi, la stessa che mi ha attaccato in maniera così violenta e così assurda dicendo le fandonie che hanno fatto ridere gli italiani perché tutto questo can can che si muove nei miei confronti, questo pericolo nazionale, cioè una persona che da vent'anni lavora con i giudici e i Pubblici Ministeri nei processi di mafia, di stragi, di omicidi, di mafia e politica più importanti che si sono celebrati in Italia, rappresenta un pericolo.

Forse per loro! Per tutti quelli che mi hanno attaccato perché poi la cosa simpatica (è chiaro che ora sto zitto, non posso parlare sono legato al segreto) ma mi scompiscio dalle risate perché tutti i signori giornalisti che mi hanno attaccato, da Farina a Luca Fazzo a Lionello Mancini del Sole 24 ore, al giornalista della Stampa Ruotolo, sono i soggetti protagonisti delle vicende di cui mi stavo occupando. Questo è l'assurdo!

Gli stessi politici che mi stanno attaccando, sono gli stessi protagonisti di cui mi stavo occupando. Da Rutelli a Martelli, Martelli conosciuto ai tempi di Falcone. Parliamo di persone che comunque sono entrate nell'ottica della mia attività. Martelli nei computer di Falcone quando furono manomessi, Rutelli perché è amico di Saladino usciva dalle intercettazioni di Saladino, Mastella per le evidenze che tutti sappiamo e così via, poi dirò quelli che hanno parlato alla Camera al question time, quel giornalista che gli ha fatto il comunicato, cose da ridere! Tra l'altro questi non hanno nemmeno la decenza di far apparire un'altra persona.

No, compaiono loro in prima persona! Sapendo che loro entravano a pieno titolo nell'indagine. Questo è assurdo. Io continuo a ridere perché il popolo italiano che vede questo grande intercettatore, che avrebbe intercettato tutti gli italiani, ma che cosa andavo ad intercettare agli italiani? Per farmi sentire dire che non riescono ad arrivare alla fine del mese? Per sentir dire che i figli hanno perso il posto di lavoro o che sono disoccupati? Che c'è una crisi economica? Ma perché mai dovrei andare ad intercettare gli italiani? Ma quali sono questi italiani che hanno paura di Gioacchino Genchi?

Quelli che hanno paura di Gioacchino Genchi sono quelli che hanno la coscienza sporca, e quelli che hanno la coscienza sporca sono quelli che mi hanno attaccato. E con questo attacco hanno dimostrato di valere i sospetti che io avevo su di loro. Anzi, più di quelli di cui io stesso mi ero accorto, perché devo essere sincero, probabilmente io avevo sottovalutato il ruolo di Rutelli nell'inchiesta Why not.

Rutelli ha dimostrato probabilmente di avere il carbone bagnato e per questo si è comportato come si è comportato. Quando ci sarà la resa della verità chiariremo quali erano i rapporti di Rutelli con Saladino, quali erano i rapporti del senatore Mastella, il ruolo di suo figlio, chi utilizzava i telefoni della Camera dei Deputati... chiariremo tutto! Dalla prima all'ultima cosa. Questa è un'ulteriore scusa perché loro dovevano abolire le intercettazioni, dovevano togliere ai magistrati la possibilità di svolgere delle intercettazioni considerati i risultati che c'erano stati, Vallettopoli, Saccà, la Rai eccetera, la procura di Roma immediatamente senza problemi però apre il procedimento nei confronti del dottor Genchi su cui non ha nessuna competenza a indagare, perché la procura di Roma c'entra come i cavoli a merenda. C'entra perché l'ex procuratore generale di Catanzaro ormai fortunatamente ex, ha utilizzato questi tabulati come la foglia di fico per coprire tutte le sue malefatte e poi le ha utilizzate come paracadute per non utilizzarle a Catanzaro, dove probabilmente il nuovo procuratore generale avrebbe immediatamente mandato a Salerno.
Perché in quei tabulati c'è la prova della loro responsabilità penale. Non della mia. Quindi, non li manda a Salerno che era competente, non li manda al procuratore della Repubblica di Catanzaro che avrebbe potuto conoscere quei tabulati e quello che c'era, non li manda al procuratore della Repubblica di Palermo dove io ho svolto tutta la mia attività ma li manda a Roma che non c'entra niente.

Quindi si va a paracadutare questi tabulati sbagliando l'atterraggio perché in una procura che non ci azzecca nulla. Perché tra l'altro in quei tabulati c'erano delle inquisizioni che riguardavano magistrati della procura della Repubblica di Roma! Su cui stavamo indagando. Ora la procura di Roma indaga su di me e sui magistrati della procura della Repubblica di Roma. Si è ripetuto lo scenario che accadde tra Salerno e Catanzaro e si è ripetuto lo scenario che era già accaduto tra Milano e Brescia all'epoca delle indagini su Di Pietro. Con la sola differenza che all'epoca si chiamava Gico l'organo che fece quelle attività, adesso si chiamano Ros, ma sostanzialmente non è cambiato nulla.

In ultima analisi dico che io sono comunque fiducioso nella giustizia. Hanno cercato di mettermi tutti contro, hanno cercato di dire ad esempio, nel momento in cui c'era un rapporto di collaborazione con la procura di Milano anche fra De Magistris e la procura di Milano, un'amicizia personale fra De Magistris e Spataro, che siano stati acquisiti i tabulati di Spataro. Assurdo! Non è mai esistita un'ipotesi del genere. Nemmeno per idea! Come si fa a togliere a De Magistris l'appoggio della magistratura associata? Diciamo che ha preso i tabulati di Spataro. Come si fa a mettere il Csm contro De Magistris? Diciamo che ha preso i tabulati di Mancino.

Adesso i Ros dicono che nei tabulati che io ho preso ci sono, non so quante utenze del Consiglio superiore della magistratura. Non abbiamo acquisito tabulati del Csm, sono i signori magistrati di cui abbiamo acquisito alcuni tabulati, quelli sì, tra cui alcuni della procura nazionale antimafia ben precisi, due, solo due, che hanno contatti col Csm.

Ha inquisito il Quirinale! Ma quando mai? Se però qualcuno del Quirinale ha chiamato o è stato chiamato dai soggetti di cui ci siamo occupati validamente, bisogna vedere chi dal Quirinale chi ha avuto contatti con queste persone, ma io non ho acquisito i tabulati del Quirinale. A parte che se fosse stato fatto sarebbe stata attività assolutamente legittima perché, sia chiaro, le indagini in Italia non si possono fare soltanto nei confronti dei tossici e magari che siano pure extracomunitari, oppure quelli che sbarcano a Lampedusa nei confronti dei quali è possibile fare di tutto, compresa la creazione dei lager.

La legge è uguale per tutti. Tutti siamo sottoposti alla legge! Perché sia chiaro. Questo lo devono capire. Nel momento in cui a questi signori li si osa sfiorare solo da lontano, con la punta di una piuma, questi signori si ribellano e distruggono le persone che hanno solo il coraggio di fare il proprio lavoro.
Gli italiani questo l'hanno capito. E hanno capito che questo dottor Genchi di cui hanno detto tutte le cose peggiori di questo mondo... e io adesso pubblicherò tutti i miei lavori, dal primo sino all'ultimo pubblicherò tutte le sentenze della Corte di Cassazione, delle Corti d'Appello, delle Corti di Assise, dei tribunali che hanno inflitto centinaia e centinaia di anni di carcere col mio lavoro.
Ma le sentenze di cui io sono più orgoglioso non sono le sentenze di condanna, ma sono le sentenze di assoluzione! Sono quelle persone ingiustamente accusate anche per lavori fatti dal Ros che sono state assolte grazie al mio lavoro e che rischiavano l'ergastolo! E che erano in carcere. Persone che erano in carcere perché avevano pure sbagliato l'intestatario di una scheda telefonica. E adesso questi signori vengono ad accusare me di avere fatto lo stesso lavoro che loro... ma non esiste completamente!
Tutte queste fandonie e la serie di stupidaggini che sono state perpetrate addirittura in un organismo che è il Copasir! Che si deve occupare dei servizi di vigilanza sulla sicurezza, non sui consulenti e sui magistrati che svolgono la loro attività sui servizi di sicurezza! Noi abbiamo trovato delle collusioni di appartenenti ai servizi di sicurezza, con delle imprese che lavorano per i servizi di sicurezza, che lavorano nel campo delle intercettazioni, che costruiscono caserme con appalti dati a trattativa privata per milioni di euro, noi stavamo lavorando su quello! Stavamo lavorando su quello e ci hanno bloccato perché avevano le mani in pasta tutti loro! Questa è la verità.

Questa è la verità e adesso mi hanno pure dato l'opportunità di dirla perché essendo indagato io non sono più legato al segreto perché mi devo difendere! Mi devo difendere con una procura che non ci azzecca nulla con la competenza, la procura di Roma, mi difenderò alla procura di Roma.

Però sicuramente la verità verrà a galla! E non ci vogliono né archivi né dati perché sono tre o quattro cose molto semplici. Le intercettazioni di Saladino utili saranno una decina, quando fu intercettato prima che De Magistris iniziasse le indagini, ma sono chiarissime! E l'attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D'Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D'Amelio numero diciannove dov'è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso!
Ancora nessuno ha detto che io sono folle. Anzi, sarò pericoloso, terribile ma che sono folle non l'ha detto nessuno. Bene allora quello che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte queste cose. E questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D'Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata."

27 Febbraio 2009

giovedì 22 gennaio 2009

Italia sull'orlo del baratro..

dal Blog di Beppe Grillo , 21 Gennaio 2009 :
http://www.beppegrillo.it/2009/01/io_so.html#comments


Io so

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Io so.
Io so che la criminalità organizzata e la massoneria comandano in Calabria e anche a Roma.
Io so che Luigi De Magistris è stato rimosso dai suoi incarichi a Catanzaro ed espropriato delle sue inchieste per impedire che scoppiasse una nuova Tangentopoli.
Io so che nove miliardi di euro di fondi europei, di cui i cittadini non hanno alcun controllo, finanziano ogni anni le mafie, i partiti e sono all’origine del voto di scambio nel Sud.
Io so che i padri di questa Repubblica, la seconda Repubblica, sono i mandanti morali dell’omicidio di Paolo Borsellino.
Io so che in Parlamento siedono mafiosi, amici di mafiosi, servitori di mafiosi, protettori di mafiosi e lo sanno molte Procure d’Italia, molti giornalisti e anche molti italiani, ma non abbastanza.
Io so che la Procura di Salerno deve essere lasciata libera di indagare la Procura di Catanzaro.
Io so che il tribunale per il Riesame ha dichiarato corretto il comportamento tenuto dalla procura di Salerno e dal suo Procuratore Apicella.
Io so che non esiste alcuna guerra tra Procure, ma una Procura indagata, quella di Catanzaro, e una che ha indagato nel rispetto della legge e dei regolamenti, quella di Salerno.
Io so tutto questo, ma non ho le prove. Solo una montagna, una colossale montagna di indizi.
Io so che Alfano ha il compito di proteggere Berlusconi dalla Giustizia e non la Giustizia da Berlusconi.
Io so che quattro cariche dello Stato sono al di sopra della legge, come neppure i re e i principi del Medio Evo, per non essere soggette alla legge, per non farsi processare, per non finire in galera.
Io so che le cariche dello Stato al di sopra della legge e, quindi, fuorilegge si chiamano, in ordine alfabetico: Berlusconi, Fini, Napolitano e Schifani.
Io so che un giornalista del Corriere della Sera, Vulpio, è stato rimosso dal suo incarico dal direttore Mieli per aver riportato nei suoi articoli i nomi eccellenti delle persone coinvolte dalle indagini in corso a Catanzaro da parte della Procura di Salerno, e tra questi Nicola Mancino, vice presidente del CSM.
Io so che Paolo Borsellino incontrò a Roma Mancino, appena prima della sua morte, e uscì sconvolto dal colloquio.
Io so che Apicella non deve essere rimosso da Alfano, il maggiordomo di Ghedini, l’avvocato di Berlusconi che lo difende mentre percepisce i soldi da deputato della Repubblica.
Io so, e lo sanno in tanti, che la Seconda Repubblica è nata per salvare dalla galera, e forse dalla morte, molti politici contigui alla criminalità organizzata.
Io so che la Seconda Repubblica è nata sulle stragi del ’93 e su accordi occulti.
Io so che Luigi De Magistris va difeso, che Clementina Forleo va difesa, che Luigi Apicella va difeso.
Io so che Napolitano sa, nel suo ruolo di presidente del CSM, ma preferisce voltarsi, ogni volta, dall’altra parte. Dalla parte dei partiti e della tenuta del Sistema.
Io so che ci sono 18 condannati in via definitiva in Parlamento, e un centinaio tra inquisiti e condannati in primo o secondo grado.
Io so che le ultime elezioni sono state illegali e che i parlamentari sono stati scelti dai capi dei partiti a tavolino e che non rispondono agli elettori, ma agli interessi di partito o delle persone che controllano il partito.
Io so che Luigi Apicella non può essere lasciato solo, che non può essere sospeso da nessun politico.
Io so che Luigi De Magistris deve continuare le sue inchieste “Why Not”, “Poseidone” e “Toghe Lucane”.
Io so che Clementina Forleo deve rientrare in possesso dell’inchiesta sull’Unipol ed essere libera di poter interrogare chiunque, anche Massimo D’Alema.
Io so che se la magistratura sarà soggetta al potere politico, se perderà la sua indipendenza, quella che le rimane, per l’Italia non ci sarà nessun futuro e, forse, non ci sarà più neppure l’Italia.
Io so che, per queste ragioni, il 28 gennaio 2009 sarò a Roma alle ore 9, in piazza della Repubblica, insieme all’ Associazione dei familiari delle vittime di mafia.
Io so che, per queste ragioni, ogni cittadino italiano dovrebbe testimoniare a Roma con la sua presenza.

Ps: Aderisci su Facebook alla

Manifestazione a sostegno del Procuratore di Salerno Luigi Apicella

lunedì 26 maggio 2008

Campania. J'accuse.

PROVE DI REGIME..

quello che non avremmo mai voluto vedere..

FF



Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto.

dal blog di Beppe Grillo :
http://www.beppegrillo.it/2008/05/campania_jaccus.html#comments


Campania. J'accuse.

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Signor Presidente della Repubblica Italiana,
permettetemi, grato, per la benevola accoglienza che un giorno avete fatto, di inviarmi la vostra approvazione per mia la raccolta di testimonianze sul precariato, di dirvi che la Vostra stella, se felice fino ad ora, è minacciata dalla più offensiva ed inqualificabile delle macchie. Ma quale macchia di fango sul Vostro nome, stavo per dire sulla Repubblica che rappresentate, soltanto quell'abominevole affare della Campania!
Per ordine di un Consiglio dei ministri, la gestione criminale dello smaltimento dei rifiuti in Campania degli ultimi venti anni è stata trasformata in un problema di ordine pubblico, ignorando la verità e qualsiasi giustizia. È finita, l’Italia ha sulla guancia questa macchia, la Storia scriverà che sotto la Vostra presidenza non è stato punito questo crimine sociale. E poiché è stato osato, oserò anche io. La verità, la dirò io, la chiederò io, poiché ho promesso di dirla e di cercarla, se la giustizia, regolarmente osservata non la proclamasse interamente. Il mio dovere è di parlare, non voglio essere complice. Le mie notti sarebbero abitate dallo spirito delle persone innocenti che espiano colpe non loro. Ed è a Voi signor Presidente, che io griderò questa verità.
Per prima cosa, la verità sulle discariche dei rifiuti industriali delle aziende del nord Italia sepolte in discariche abusive dalla Camorra. La verità sull’aumento dei tumori nel triangolo della morte di Nola, Acerra e Marigliano. La verità sulle sostanze radioattive, sui rifiuti cancerogeni scaricati alla luce del sole, in modo incessante, con i camion, dove le autorità non potevano non sapere. Emma Marcegaglia stanzi un fondo della Confindustria per la bonifica a carico delle aziende che hanno inquinato la Campania, se così non fosse, sia lo Stato a ricercare i responsabili, a liquidare le loro aziende e destinare i proventi a un Commissariato sotto la Sua autorità.
Per seconda cosa, la verità sulle connivenze tra la Camorra e le istituzioni in Campania, sulla gestione dei politici che hanno devastato la Sua regione in questi anni, sulle assunzioni clientelari, sulle coperture di partito bipartisan, sulla mancata destituzione del Presidente della Regione Antonio Bassolino, sotto processo per il ruolo di commissario per l’emergenza rifiuti insieme a Pier Giorgio Romiti, ex amministratore delegato della Impregilo e ad altri nomi eccellenti. La verità sulla mancata destituzione di Rosa Russo Jervolino, sindaco di Napoli, alla quale si può imputare, senza ombra di dubbio, una totale incapacità come amministratrice per l’emergenza rifiuti. La verità sulla mancata ricerca dei responsabili delle decine di società di smaltimento dei rifiuti, così vicini ai politici e per questo inamovibili. La verità sulla loro mancata sostituzione di fronte all’evidenza del disastro annunciato.
Per terza cosa, la verità sui fondi europei, sui miliardi di euro destinati alla Campania in questi molti anni. La verità sul loro ammontare, sulla loro destinazione, sul loro utilizzo, su chi li ha gestiti, sui depuratori non funzionanti e, forse, neppure avviati, sulle bonifiche dei siti inquinati mai portate a termine, sulle strutture inesistenti per la raccolta differenziata, sugli impianti per il riciclo di carta, vetro, plastica che dovrebbero esserci, ma non ci sono.
Solo dopo l’accertamento di queste verità, si potrà procedere a porre sotto segreto di Stato le discariche, a militarizzare la Campania, a inviare la Polizia contro i cittadini, anche a manganellarli, se necessario. Solo dopo l’accertamento di queste verità si potrà pretendere dai campani un comportamento rigoroso, ispirato alla correttezza civile senza alcuno sconto verso le Istituzioni e verso la propria coscienza. Solo dopo l’accertamento di queste verità, caro Presidente, solo dopo la cacciata dei primi responsabili politici dello sfascio, si potranno chiedere sacrifici ai cittadini, prima si devono porgere loro le scuse dello Stato che non ha saputo proteggerli e che oggi li criminalizza.
Quanto alla gente che accuso, non ho contro di loro né rancore né odio. Sono per me solo entità, spiriti di malcostume sociale. E l'atto che io compio non è che un mezzo per accelerare l'esplosione della verità e della giustizia. Ho soltanto una passione, quella della luce, in nome dell'umanità che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità. La mia protesta infiammata non è che il grido della mia anima.
Vogliate gradire, signor Presidente, l'assicurazione del mio profondo rispetto.”

(Beppe Grillo)

Lettera liberamente ispirata a "J'accuse" di Emile Zola.


Chiaiano/Italia 2

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Clicca l'immagine

Una lettera da Chiaiano.

"Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra. Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio.
Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi.
La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare.
Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".

Elisa Di Guida, docente di Storia e Filosofia - Napoli


domenica 18 maggio 2008

NON ACCETTIAMO IPOCRISIE..

Se non ci fosse lui.. l'Antonio nazionale.. che "opposizione" avremmo..?

OMAGGIO A DI PIETRO :




Dovremmo forse affidarci a quella sorta di "opposizione" che si esprime nelle ipocrisie, nella praxi e nei rituali mafiosi dei "padrini" politici/affaristi toscani..?

No, grazie. Meglio morti che venduti..


Grazie Di Pietro.. Vieni a darci una mano anche in Toscana : per far riacquistare dignità a questa regione - definita "felix" dal gruppo politico più longevo d'Italia..

Già, Felix: come un gatto da laboratorio sul quale da decenni si sperimenta un'aberrante pseudocultura democratica..

Antonio, continua così..

Dal sito web di Antonio Di Pietro :

17 Maggio 2008

Ballarò

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Lo scorso 13 maggio sono stato ospite di Giovanni Floris alla trasmissione Ballarò. Pubblico alcuni miei interventi su immigrazione e sicurezza, l'abolizione dell'ICI e lotta all'evasione fiscale, argomenti sui quali questo governo non ha alcuna credibilità e sui quali beneficierà del buon lavoro svolto nel breve tempo del governo Prodi.
(Antonio Di Pietro)


16 Maggio 2008

11 - Padania ladrona

Riporto un brano tratto da "Mani Sporche", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Barbacetto, Gomez e Travaglio, dal titolo "Padania ladrona'" (pag.289).

"I seguaci di Bossi hanno un problema: la Popolare Credieuronord, una piccola banca creata nel dicembre 2000 per "ritrovare i valori tipici della credibilità e della collaborazione del Nord". A finanziarla, dopo una campagna a tappeto nelle sezioni del partito, è stato il popolo leghista. Ma già nel 2003 la banca del Carroccio è a un passo dal fallimento. Il bilancio si chiude con 8 milioni di euro di perdite e 12 di sofferenze su 47 impieghi. Un brutto guaio, soprattutto perchè l'azienda è nata e cresciuta come una tasca della politica. Nel consiglio di amministrazione siedono i sottosegretari leghisti Maurizio Balocchi (Interno), Alberto Brambilla (Welfare), Stefano Stefani (Attività produttive), ma anche il deputato varesino Giancarlo Giorgietti, pupillo di Bossi e presidente della commissione Bilancio alla Camera. Insomma, se scattasse la bancarotta, sarebbe un duro colpo per il Carroccio. E se poi partono le inchieste giudiziarie, la situazione potrebbe ancor più aggravarsi. Attraverso la Credieuronord sono stati infatti riciclati 13 milioni di euro provenienti da una gigantesca truffa organizzata dai proprietari della - un tempo mitica - Radio 101 e da una commercialista, Carmen Gocini, ai danni di alcune procedure fallimentari del Tribunale milanese. Miliardi rubati e poi, come sosterrà la Procura di Milano, ripuliti grazie alla complicità dei vertici operativi della banca. Operazioni analoghe sono state condotte da vari personaggi legati ai "Cobas del latte", gli allevatori vicinissimi alla Lega che non volevano pagare le multe dell'Unione Europea per aver prodotto latte in eccedenza. Se esplode il bubbone Credieuronord, si fanno male in tanti. Meglio coprire tutto e tentare di metterci una pezza. Il salvatore, per i leghisti, si chiama Fiorani.
Con lui il Carroccio ha legami antichi: la scuola leghista di Varese e il prato di Pontida, quello che ogni anno si riempie di bandiere verdi per i comizi del Senatùr, sono stati acquistati con soldi della Popolare di Lodi: per un totale, tra i fidi e finanziamenti, di 10 milioni di euro, più un altro milione proveniente dalla Popolare di Crema (controllata dalla Lodi). tutti soldi ottenuti offrendo in pegno la storica sede milanese del partito di via Bellerio. Operazioni regolari, ma sintomatiche di un rapporto preferenziale, che ora viene sfruttato a fondo per evitare il crac di Credieuronord. Fiorani riesce a tenere in piedi la banchetta con una complicata operazione finanziaria. In cambio, ottiene la retromarcia della Lega sul governatore. Il 3 febbraio 2005 Maroni comunica ufficialmente che la Lega non mette più in discussione il mandato a vita di Fazio. E' la tomba della legge sul risparmio.
Sarà Fiorani, davanti ai pm milanesi, a raccontare anche questo patto con la Lega: salvataggio della banca in cambio del salvataggio del governatore."
(Antonio Di Pietro)


15 Maggio 2008

Non vogliamo ipocrisia

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Riporto il video dell'intervista rilasciata a RepubblicaTv, oggi 15 maggio 2008, dove rispondo alle domande degli spettatori.
(Postato da Antonio Di Pietro in )


La parzialità dell'Agcom

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Contro Travaglio ed Anno Zero si manovra per non disturbare il manovratore. L’istruttoria avviata dall’ Agcom (quanto mai tempestiva) è solo l’ultimo tentativo per fermare chi ha ancora il coraggio di raccontare i fatti ,anche se sgraditi alla casta dei politici. Insomma verrebbe da dire: colpirne uno per addormentare la coscienza critica di cento.

Ancora non è chiaro quali sarebbero i capi d’imputazione per Travaglio, visto che ha solo raccontato fatti già noti e per i quali non si era levata alcuna indignazione. Episodi su cui molti cittadini, grazie all’informazione che hanno ricevuto, possono ora farsi un’opinione e giudicare liberamente.

L’Autority delle comunicazioni farebbe bene a spiegare come mai, solo in questa occasione, ha così prontamente e mirabilmente vigilato, mentre in tante altre occasioni è parsa “disattenta” tanto che a vigilare ci hanno dovuto pensare altri.
(Antonio Di Pietro)


14 Maggio 2008

IdV: unica opposizione

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Pubblico il video ed il resoconto stenografico della dichiarazione di voto dell’Italia dei Valori per la fiducia al Governo, fiducia che non è stata data. Il mio discorso ha reso palese un fatto importante: esiste un’unica opposizione, quella dell’Italia dei Valori.

Antonio Di Pietro: Vorrei dirle con il sorriso sulle labbra, signor Presidente del Consiglio, che mai avrei immaginato, di trovarmi per la seconda volta a dare un giudizio sul suo Governo. La prima volta mi è capitato quando mi ha offerto di fare il Ministro dell'interno e non ho abboccato. Poi se l'è scordato, perché lei è abituato a dimenticare, quando le cose non le fanno piacere
(Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania - Una voce dai banchi del gruppo Italia dei Valori: «Lasciate parlare!»).

Gianfranco Fini: Prego di non interrompere. Lasciate esprimere all'onorevole Di Pietro la sua opinione.

Antonio Di Pietro: Quindi, signor Presidente del Consiglio, lasci che anche oggi - con il sorriso sulle labbra, ma sempre a testa alta - le diciamo: «noi no, noi dell'Italia dei Valori non abbocchiamo!» Noi dell'Italia dei Valori non intendiamo cadere nella tela del ragno che lei, ancora una volta, sta tentando di costruire con pacche sulle spalle, come ha detto lei: «volemose bene, va' che ce la famo». Lo dica agli altri, non lo dica a noi dell'Italia dei Valori! Infatti, noi dell'Italia dei Valori abbiamo memoria e soprattutto non intendiamo perdere la memoria.
Noi conosciamo la sua storia personale e politica e conosciamo bene anche la sua storia...
(Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).

Gianfranco Fini: Onorevole Di Pietro, la prego di proseguire e prego ancora i colleghi di non interrompere gli oratori.

Antonio Di Pietro: E soprattutto conosciamo bene la sua storia personale e giudiziaria e quella dei tanti...
(Vivi Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).

Antonio Di Pietro: Signor Presidente della Camera, darmi la possibilità di parlare è un suo compito.

Gianfranco Fini: Onorevole Di Pietro, lei non è nuovo di quest'Aula e sa che è abbastanza naturale che ci sia, nei limiti...

Antonio Di Pietro: Solo quando riguarda me, però.

Gianfranco Fini: Ovviamente dipende unicamente da ciò che si dice
(Applausi dei deputati dei gruppo Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)...

Gianfranco Fini: .. fermo restando che ho già invitato la parte destra dell'emiciclo a non interromperla. Prego, onorevole Di Pietro, continui.

Antonio Di Pietro: Ha ragione signor Presidente della Camera, dipende da quello che si dice: non bisogna disturbare il manovratore!
(Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e Partito Democratico)
Ma noi dell'Italia dei Valori conosciamo la storia anche dei suoi tanti dipendenti e sodali che si è portato in Parlamento con sé a titolo di ringraziamento per i favori e le omertà di cui si sono resi complici. Noi dell'Italia dei Valori conosciamo bene le sue bugie e la sua capacità di distorcere la verità dei fatti.

Antonio Di Pietro: Soprattutto conosciamo bene la tela sul controllo dell'informazione e sul sistema di disinformazione che ha messo in piedi (Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e Partito Democratico). Soprattutto conosciamo la disinformazione che ha posto e ha fatto porre in essere per far credere che la colpa dei mali dell'Italia non sarebbe di chi li ha commessi ma di chi li ha scoperti.
Lei ha mentito a ripetizione nel corso della sua carriera politica e da ultimo ha fatto credere agli italiani di aver lasciato l'ultima volta il Governo con i conti in ordine, mentre invece ha truccato le carte fin quando l'Unione europea non l'ha scoperto e sanzionato, e quel povero Prodi si è dovuto far carico di far quadrare i conti e ne ha pagato le conseguenze (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo Partito Democratico - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della libertà).
Lei, signor Presidente del Consiglio, spesso - ed ancora ieri - ha detto di ringraziare e apprezzare il lavoro dei giudici. Ma va! È un falso storico, signor Presidente: lei odia i giudici indipendenti che fanno il loro dovere, a lei quei giudici fanno orrore! Lei vuole solo una giustizia forte con i deboli e debole con i forti!
(Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della libertà)
Lei vuole solo una giustizia che fa comodo a lei, una giustizia a suo uso e consumo, e quando non le basta si fa le leggi apposta per fare in modo che la giustizia funzioni come dice lei.
Lei è in conflitto di interesse con se stesso e nulla vuole fare per risolverlo. Così ancora oggi nessuno di noi può sapere, quando decide qualcosa, se lo fa per sé o per gli altri, e quali altri poi. Lei non ci ha detto ieri come intende risolvere il conflitto di interesse, anzi ce lo ha detto con il suo silenzio: non intende risolverlo.
Lei ieri ha descritto un Paese di sogni e di balocchi, in un esercizio di equilibrismo per farci stare dentro tutti: nord e sud, poveri e ricchi, imprenditori, lavoratori e parti sociali deboli, pacifisti e guerrafondai, rigoristi e scialacquatori. Insomma, ha fatto solo un discorso furbo per cercare di imbavagliare l'opposizione. Ma noi non abbocchiamo.
Lei dice di volere il dialogo...

Antonio Di Pietro: ... ma noi crediamo che lei voglia un dialogo ad una voce sola: la sua. E chi non la pensa come lei è solo un qualunquista, un forcaiolo, un populista; insomma un disturbatore da isolare e condannare.
Lei dice di volere una giustizia che funzioni, lo ha ripetuto anche in questi giorni. Ma come può funzionare - di grazia - una giustizia con le leggi ad personam che si è fatto fare nella scorsa legislatura? Come può funzionare un libero mercato, che lei dice di volere, quando ci sono falsificatori di bilanci - che lei conosce molto bene, a lei molto vicini - che grazie alle leggi fatte fare da lei e dal suo Governo oggi possono stare ancora liberi in giro per l'Italia?
Lei dice che vuole combattere l'evasione fiscale, ma intanto ogni giorno se ne inventa una, nel corso del processo che la riguarda a Milano, per ritardare i tempi della giustizia che la riguarda.
Lei dice che vuole combattere la criminalità organizzata, ma la criminalità organizzata oggi si combatte prevedendo ferree leggi e decisi interventi sull'evasione fiscale, sul falso in bilancio, sulla contiguità esistente e persistente tra politica e mafia, sulla non candidabilità delle persone condannate. Se lo ricordi questo leitmotiv, perché lo sentirà per tutta la legislatura
(Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
Sono tutte questioni chiave su cui lei si è ben guardato dal prendere posizione.Certo, lei ha più volte teso la mano all'opposizione, a quell'opposizione che pensa di ingraziarsi ammiccando un po' di più. Io non credo che il Partito Democratico, che è un partito che ha la sua storia, ha un suo passato, cadrà nel trabocchetto, né ci cadremo noi dell'Italia dei Valori.
Noi crediamo che fare opposizione vuol dire innanzitutto riscrivere la verità rispetto alle disinformazioni che lei ha portato avanti in questi anni nel nostro Paese. L'opposizione ideale che vuole lei è quella di un'opposizione morbida che non denuncia, non alza i toni, non fa battaglie anche dure per il rispetto delle regole democratiche, insomma un'opposizione di Governo. Noi questa opposizione non la faremo, né crediamo che la faranno gli amici del Partito Democratico, perché una cosa è ascoltarla, un'altra è venirle appresso.
Insomma, sappia signor Presidente del Consiglio che da oggi esiste ed esisterà un'opposizione forte, decisa e senza compromessi, fatta di critiche, ma anche di proposte costruttive, che è quella dell'Italia dei Valori.

Antonio Di Pietro: Un'opposizione che avrà anche il coraggio e il dovere, allorché lei dovesse fare un provvedimento negli interessi dei cittadini, di votarlo, ma mai di scambiare la sua politica come una politica nell'interesse della collettività. Noi crediamo che lei abbia fatto e si sia messo a fare politica per i suoi interessi personali e giudiziari (Proteste dei deputati del gruppo Popolo della Libertà - Una voce dai banchi del gruppo Popolo della Libertà: «Vergogna!»); è questa la verità che non ci toglie nessuno. Noi non le diamo la fiducia (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo del Partito Democratico - Commenti di deputati del Popolo della Libertà)!
(Antonio Di Pietro)


13 Maggio 2008

Il discorso di Silvio Berlusconi

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Il discorso del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al Parlamento per chiedere la fiducia al suo Governo – in puro stile “papista” e pseudobuonista - ricorda tanto la favola del ragno che invita la mosca nella propria ragnatela. Non so se il partito democratico farà l’allocco e ci cadrà ma certamente non lo faremo noi dell’Italia dei Valori.
Egli ha descritto il paese da sogni e di balocchi che vorrebbe ma non ha indicato come fare per realizzarlo. Il suo discorso – pieno di “ma anche” è apparso solo un esercizio di equilibrismo per farci stare dentro tutto ed il contrario di tutto, nella speranza di ingraziarsi maggioranza e opposizione, Nord e Sud, lavoratori e datori di lavoro, imprenditori e sindacati, parti sociali deboli e poteri forti, pacifisti e guerrafondai, rigoristi e scialacquatori.

Dice di volere il dialogo ma ad una voce sola: la sua! E chi non la pensa come lui “peste lo colga”: è solo un qualunquista, un forcaiolo, un populista, insomma un disturbatore del manovratore da isolare e condannare.

Per rendersene conto basta rileggere il suo discorso, pieno non di proposte di governo ma di “eclatanti omissioni” su questioni chiave, come il rilancio della lotta all’evasione fiscale, la funzionalità della giustizia, la trasparenza dei mercati, la pluralità dell’informazione, la lotta alla “Casta”, gli sprechi nella pubblica amministrazione, la lentezza e la farraginosità della burocrazia, la questione della Rai come servizio pubblico, la scandalosa vicenda Europa/-Rete4 ed il connesso rispetto delle Direttive e delle sentenze degli organismi di controllo.

Nel suo discorso, Berlusconi ha posto l’accento sul verbo “crescere”. Avrebbe dovuto usare il verbo “cambiare”. Senza un cambiamento la crescita non potrà avvenire. Il verbo giusto è cambiare.
Per ripartire bisogna eliminare alla radice le cause che in questo momento bloccano il Paese. Tra queste la mancanza di una libera informazione, la diffusione della criminalità organizzata, la non certezza della pena.
Economia e etica sono due facce della stessa medaglia. Una forte economia non può prescindere dall’”etica dei comportamenti” e questo non è il caso dell’Italia con leggi ad personam e condannati eletti in Parlamento su precisa scelta del leader del PDL.

Un Paese che voglia attrarre investimenti dall’estero non può permettersi ombre su chi ha primarie responsabilità nel sistema bancario come è il caso di Cesare Geronzi.
La libera informazione è alla base della democrazia. La recente sentenza della Corte di Giustizia europea impone che Rete 4, di proprietà del presidente del Consiglio, ceda le sue frequenze a Europa 7, in caso contrario i cittadini italiani pagheranno, con effetto retroattivo dal primo gennaio 2006, tutti i giorni 300.000 euro di multa. L’Alitalia costa ai contribuenti più di un milione di euro al giorno grazie alla mancata fusione con Air France dovuta al PDL. Di fronte a un debito pubblico di circa 1630 miliardi di euro con interessi annui di 70 miliardi di euro pagati dallo Stato, Rete 4 e Alitalia possono sembrare sciocchezze, ma sono un chiaro segnale di chi fatica a distinguere gli interessi privati da quelli pubblici.
Berlusconi dice di voler rivalutare la casa come bene primario. Ma per dare concretezza a questi obiettivi bisognerà rivedere i rapporti tra istituti di credito e cittadini, decine di migliaia di famiglie stanno perdendo la casa per l’impossibilità di pagare il mutuo.
Egli dice che vuole una giustizia che funzioni ma non dice che bisogna cancellare le leggi vergogna che hanno accorciato i tempi di prescrizione rendendo quasi impossibile ogni condanna.

Egli dice che vuole servizi efficienti accompagnati a una diminuzione dei costi dello Stato. Chi non li vorrebbe? Non ho però sentito quali in concreto sono le misure che consentirebbero questi obiettivi. Ad esempio l’abolizione delle Province, l’accorpamento delle Province, l’abolizione delle Comunità montane, l’allineamento dei compensi parlamentari al resto d’Europa, un utilizzo produttivo e controllato dei miliardi di euro di finanziamento della Comunità Europea, una rivisitazione complete e concreta della legge sui finanziamenti pubblici ai partiti ed ai cosiddetti giornali di partito.
Il federalismo fiscale della Lega può conciliarsi con i 15 miliardi di euro per lo Stretto di Messina?
Con le centinaia di migliaia di dipendenti pubblici e para pubblici del nostro Meridione? Il Sud non può sopravvivere se le risorse fiscali rimarranno nel Nord. Tutti sanno che il federalismo fiscale senza una reale autonomia economica del Sud è solo fumo negli occhi e che il Sud, fino a quando non sarà affrancato dalla criminalità organizzata, non potrà essere autonomo. Ma la criminalità organizzata oggi si combatte prevedendo ferree leggi e decisi interventi sull’evasione fiscale, sui falsi in bilancio, sulla contiguità esistente e persistente fra politica e mafia, sulla non candidabilità delle persone condannate, tutte questioni-chiave di cui il Presidente del Consiglio si è ben guardato dal prendere posizione.
Egli ha più volte teso la mano all’opposizione, ha chiesto e offerto collaborazione, alla condizione, ovviamente, che non venga alterato lo status quo sull’informazione e sulla giustizia.
L’opposizione ideale per Silvio Berlusconi è un’opposizione morbida che non denunci, non alzi i toni, non faccia battaglie, anche dure, per il rispetto delle regole democratiche. Insomma una “opposizione di Governo”.

Ripeto, non so cosa voglia fare e come voglia comportarsi il Partito democratico di Veltroni. Da oggi, però, deve essere chiaro che esiste ed esisterà una opposizione forte, decisa e senza compromessi, fatta di critiche ma anche di proposte costruttive, che è quella dell’Italia dei Valori.
(Antonio Di Pietro)


Il silenzio dei magistrati

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Bavaglio all'informazione e bavaglio alla giustizia sono questi i primi fatti tangibili del governo del centrodestra a cui fa sponda un tacito consenso di questa finta opposizione.
Oggi Clementina Forleo verrà "cacciata" da Milano, non potrà più esercitare in quella città. Le parole di oggi di Silvio Berlusconi secondo cui "il rispetto va ai magistrati che compiono in silenzio il proprio dovere" trovano da subito effettivo riscontro. Lascio, come altre volte ho fatto, all’articolo di Marco Travaglio “Colpirne una…” de l’Unità, che condivido completamente, il commento a questa vicenda:

"Se il plenum del Csm confermerà l’indicazione data ieri dalla Commissione competente, Clementina Forleo sarà cacciata da Milano per “incompatibilità ambientale”. Il suo peccato mortale, come tutti han capito fin troppo bene, è stato quello di mettere nero su bianco i nomi dei parlamentari intercettati durante le scalate di Antonveneta, Rcs e Bnl e chiedere al Parlamento l’autorizzazione a usare le loro telefonate. Non potendo dichiarare ufficialmente che andava punita per questo, a perenne ammonimento per tutti gli altri magistrati che osassero fare altrettanto, insomma a futura memoria, la commissione ha deciso di cacciarla perché avrebbe cattivi rapporti con i cancellieri del tribunale (testuale); perché avrebbe turbato l’opinione pubblica con denunce infondate (e pazienza se poi si son rivelate fondatissime), perché avrebbe detto a un convegno cose che non ha mai detto, e perché avrebbe chiesto a un pm notizie di un provvedimento interdittivo che la Procura le aveva preannunciato dicendole di tenersi pronta. Insomma, incolpazioni inventate o faccenduole che sono normale routine in un ufficio giudiziario. Alla fine, in questo mondo alla rovescia, il topolino ha partorito la montagna: una sanzione mostruosa, che sarebbe apparsa sproporzionata anche se gli addebiti mossi alla Forleo fossero stati fondati. Clementina Forleo non potrà più fare il giudice a Milano e dovrà emigrare altrove con quel che resta della sua famiglia già falcidiata da lutti, minacce e attacchi. Il voto è stato tutt’altro che unanime, a riprova del fatto la sanzione non era affatto obbligata. Per il trasferimento han votato i membri laici, cioè politici: la comunista Vacca (che aveva anticipato il giudizio prim’ancora che iniziasse il procedimento, ma non ha sentito neppure il dovere di astenersi: bella garanzia di “terzietà”) e Anedda di An; e poi il togato di Unicost, Roia. Contro, ha votato il presidente della commissione, Patrono di MI. I due di Md, pilatescamente, si sono astenuti: se avessero votato contro sarebbe finita 3 a 3. E la manovra sarebbe fallita. Una manovra che, molto probabilmente, è illegittima. L’ordinamento giudiziario Castelli-Mastella vieta trasferimenti d’ufficio dei magistrati per fatti che implichino comportamenti colpevoli: l’incompatibilità può derivare solo da fatti incolpevoli, per esempio da parentele con altri giudici o con imputati dello stesso distretto. Ma qui le condotte contestate alla Forleo, se dimostrate, implicano che lei sia colpevole. Dunque andavano esaminate in sede disciplinare, con una procedura molto più garantista. Ma si temeva di non riuscire a punirla nemmeno sul fronte disciplinare: perché, per una dimenticanza degli analfabeti che hanno approvato la Castelli-Mastella, nella lista degli illeciti disciplinari non figurano le esternazioni. E qui proprio di esternazioni si tratta. Dunque, sapendo che in sede disciplinare non c’era trippa per gatti, si sono usate condotte ipoteticamente colpevoli per dichiarare l’incompatibilità. Il risultato è a metà fra l’inquietante e l’esilarante: se qualcuno ritiene che la Forleo sia una pazza furiosa che litiga con tutti e lancia allarmi infondati, che senso ha spostarla da Milano a Roma o a Vipiteno? Il fatto è che anche la manovra per farla apparire pazza è fallita: tutti conoscono la sua preparazione giuridica, la sua laboriosità, il suo carattere. Come diceva Montanelli, “tutte le persone di carattere hanno un pessimo carattere”. Ma che c’entra il carattere con la capacità di un giudice? Patrono ha votato contro il trasferimento anche perché, per la nuova legge, la Forleo è “scaduta” come gip avendo esercitato l’incarico da più di 10 anni e, al pari di centinaia di gip, dovrà passare al tribunale. Bastava aspettare qualche mese (in attesa che il Csm bandisse quei posti) e il nodo si sarebbe sciolto da sé. Ma qui bisognava dare una lezione purchessia, a prescindere. La sentenza, richiesta a gran voce dai politici di destra e sinistra, era scritta fin da luglio, quando la gip osò fare il suo dovere anziché voltarsi dall’altra. Calamandrei diceva: “Non temo i giudici corrotti, ma i giudici conformisti”. Questo Csm e questa politica temono i giudici anticonformisti. Colpirne uno (anzi due: c’è pure De Magistris) per educarne diecimila."
(Postato da Antonio Di Pietro in )


12 Maggio 2008

Informazione oscurata

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E' proprio vero: la lingua batte dove il dente duole!

Gli attacchi che sta subendo il giornalista Marco Travaglio solo per aver raccontato la cronaca di fatti veri ed accaduti e che riguardano nientemeno la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Schifani, dimostrano che, come al solito, quando si tratta di difendere la Casta, i vari esponenti di partito di destra e di sinistra fanno quadrato e diventano un tutt’uno (come accadde ai tempi dell’indulto).

Allora mi domando e domando: ma un giornalista che rivela circostanze sconosciute alla maggioranza dei cittadini adempie al proprio dovere di cronaca e di critica o no? Se Schifani risulta essere stato socio di persone di malaffare, allora il presidente del Senato, proprio per l'alta carica che ricopre ne spieghi le ragioni o contesti i fatti. E' un suo dovere morale.

Ed ancora mi domando e domando, questa volta ai tanti benpensanti del Partito Democratico: ma sapete chi sono i condannati per mafia Nino Mandalà e Benny D’Agostino? E sapete cosa vuol dire essere stati soci con costoro ai tempi d’oro della mafia, come lo fu Schifani? Ed allora, che male c’e’ se un giornalista indipendente pone delle domande trasparenti ed altrettanto trasparentemente informa l’opinione pubblica?

Che senso ha attaccare Travaglio per aver solo detto ciò che è vero? Invece di prendersela con lui non sarebbe meglio prendere spunto da questo fatto per impostare una campagna di informazione capillare e veritiera su chi sta al Parlamento, al Governo o nelle altra istituzioni controllate dalla politica? Oppure il silenzio è dovuto al fatto che anche tra le file del centrosinistra ci sono alcune posizioni imbarazzanti per cui è meglio far finta di niente e schierarsi con l’avversario nella speranza che un giorno il favore possa tornare?
(Antonio Di Pietro)


Zappiamo Forbice

passaparola

V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera:

V2-day_piazza_San_Carlo.jpg
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v2day_brescia.jpg

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domenica 11 maggio 2008

Oggi abbiamo iniziato a raccogliere le firme per "Pino Masciari Cittadino Onorario"

Libera RAI, libera informazione

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Ho deciso di fare una diretta streaming da Internet e di non venire al Salone del Libro di persona. Il presidente Ferrero mi ha intimato dalle pagine della Stampa di non fare comizi, di non dire parolacce e di spiegare il valore della lettura, di limitarmi a parlare solo di libri. Non ho voluto metterlo in imbarazzo con la mia presenza e con qualche ardita espressione come Morfeo. Insulto violento e censurato dall’informazione che lo cita infatti come insulto inaudito. Io non voglio parlare del valore della lettura, ma piuttosto del valore della scrittura. Se ciò che scrivi è spazzatura, ciò che leggi è spazzatura. Elementare. Se ciò che scrivi viene censurato dall’editore, dall’inserzionista pubblicitario, dalla telefonata del politico per continuare a fare il giornalista o lo scrittore l’unica via che ti rimane è l’autocensura.
Il 25 aprile ha dimostrato che l’informazione è controllata, questo è stato il risultato vero, quello più importante. La reazione dei media è stata compatta. Prima il silenzio, poi gli attacchi personali a Beppe Grillo senza entrare nel merito dei tre referendum e sul perché così tante persone sono scese in piazza e hanno firmato. Non è mai successo che si raccogliessero 1.350.000 firme in un giorno nella storia della Repubblica, ma per Riotta, per Mieli, per Fede o per Scalfari è un non fatto. Il 25 aprile non è esistito, esiste solo un delinquente che si chiama Beppe Grillo, peggio di Mussolini, di Andreotti, di Testa d’Asfalto. Un assassino multimilionario che fa pagare chi partecipa ai suoi V day. Si mette in discussione la validità delle firme e non si citano neppure i contenuti dei referendum. Le richieste per i referendum sono state depositate alla Corte di Cassazione, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. I miei legali e i loro consulenti non hanno dubbi sulla loro validità. E’ il vecchio metodo fascista di colpire chi denuncia sul piano personale e di non parlare mai delle denunce.
Il 25 aprile tra qualche anno sarà ricordato come l’inizio della fine dell’informazione di regime, controllata da partiti, Confindustria, banche. L’informazione si sta spostando in Rete, tutti siamo giornalisti, tutti siamo editori, tutti siamo registi. E’ solo una questione di tempo. In Rete chi mente è perduto, le vecchie regole dell’informazione non valgono più.
Nei prossimi anni assisteremo a uno scontro diretto, a una escalation tra i vecchi media e la Rete, tra la politica e la Rete. Ma sono già sconfitti, questo mi rende felice e mi fa sentire in pace.
A luglio consegnerò le firme per i referendum, ma prima lancerò un referendum operativo. Un referendum operativo si differenzia da quello legislativo perchè è di immediata esecuzione. Il cittadino fa da sé. Proporrò la disdetta del canone alla RAI con le istruzioni, i partecipanti, i risultati in tempo reale. La RAI se la paghino i politici, l’informazione televisiva è roba loro, i Riotta, i Mazza e i Saccà sono roba loro, il consiglio di amministrazione è roba loro, la pubblicità è roba loro. Petruccioli in Confalonieri è roba loro. Per far chiudere questa RAI non è necessario cambiare le leggi, è sufficiente non pagare più il pizzo. Un solo canale, senza pubblicità, senza interferenze politiche, al servizio dell’informazione e dei cittadini. Un canale pubblico con un direttore come Marco Travaglio, per fare un esempio. Un canale di cultura, inchiesta. Questo è quello che vorrei, non culi, tette, calcio e politici in prima, seconda e terza serata.
Il controllo dell’informazione ha cambiato il Paese in peggio, una libera informazione può darci un nuovo Rinascimento. Loro non molleranno mai, noi neppure! (Beppe Grillo, 11.05.08)

"Zappiamo Forbice come lui zappa noi. Libera informazione in libero Stato.
Diffondete il banner e telefonate, telefonate, telefonate."

Diffondi l'iniziativa
Zappiamo Forbice


Oggi abbiamo iniziato a raccogliere le firme per sostenere la richiesta al Consiglio Comunale di Empoli di nominare Pino Masciari Cittadino Onorario della nostra città.

Questa la lettera al Comune di Empoli:


Oggetto: Pino Masciari, proposta conferimento Cittadinanza Onoraria.


Gentilissimi Signori,

facendo seguito alle lettere datate 10.12.2007 e 25.02.2008, a nome degli iscritti al Meetup Amici di Beppe Grillo di Empoli rinnovo l’appello al Comune di Empoli perché riconosca l’alto valore della testimonianza di vita di Pino Masciari nella Sua resistenza alla mafia (: e alla più agguerrita fra questa, la Ndrangheta calabrese, ramificatasi ormai dovunque, anche nella nostra regione, come documentato dalla Commissione Antimafia), attribuendo al medesimo la Cittadinanza Onoraria –gesto simbolico ma concretamente attestante la non retorica partecipazione del nostro Comune alla lotta contro tutte le mafie.

Con la presente informo anche che il Meetup raccoglierà firme a sostegno dell’appello per la Cittadinanza Onoraria a Pino Masciari (appello che potete visualizzare alla pagina web: http://www.petitiononline.com/2007ff01/petition.html), in contemporanea alla raccolta firme per il V-Day sull’Informazione, il prossimo 11 Maggio.

Per conoscere la testimonianza di vita di Pino Masciari, vogliate avere la cortesia di visitare il suo sito web http://pinomasciari.org/ o anche il 3D sul forum del Meetup Empoli : http://beppegrillo.meetup.com/489/messages/boards/thread/3916409

Tenete presente anche che il Meetup di Torino ha voluto far propria la nostra proposta e l’ha presentata al Consiglio Comunale di Torino, il quale all’unanimità (e con una procedura speditissima : circa 2 mesi) ha nominato Pino Masciari cittadino onorario di Torino.

Ci auguriamo che Empoli non voglia essere da meno.

RingraziandoVi per l’attenzione,

Cordiali saluti

Dott. Fabrizio Frosini

Meetup Empoli



Per Pino Masciari, diventato con la Sua testimonianza di vita un simbolo della lotta alla mafia, dobbiamo fare tutti la nostra parte. Dobbiamo squarciare il muro del silenzio, indifferenza e isolamento che avvolge quanti mettono a rischio la propria vita per sconfiggere i poteri criminali e ridare dignità al nostro Paese. Un Paese dove troppi rappresentanti dello Stato – delle Istituzioni – fanno finta di combatterli. Firma la richiesta al Consiglio Comunale di Empoli di riconoscere a Pino Masciari la cittadinanza onoraria. Un modo simbolico ma nello stesso tempo concreto per dimostrare che siamo realmente contro la mafia! Grazie.

MEETUP AMICI DI BEPPE GRILLO DI EMPOLI

http://beppegrillo.meetup.com/489/boards/


Dalle “linee di indirizzo” del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni emanate il 23 maggio 2007, quindicesimo anniversario della “Strage di Capaci”:

«Il fenomeno mafioso è presente, anche se in modo diverso, in tutto il Paese» per cui, nella scuola, «l’educazione alla legalità finalizzata alla lotta alle mafie, dovrà offrire strumenti per la comprensione delle loro differenti connotazioni nelle diverse aree geografiche del territorio nazionale»: da ciò la necessità di far conoscere, in un più ampio contesto, anche «la storia e le caratteristiche del fenomeno, con particolare riguardo alla sua pervasività, che presenta il rischio di sempre maggiori inquinamenti − e non soltanto nel Sud − del sistema economico e delle Istituzioni pubbliche» al fine di «promuovere negli studenti il senso di responsabilità civile e democratica per spronarli ad un costante impegno sociale».



Cose evidentemente che si scrivono.. si dicono..
..ma poi non si fanno.

sabato 3 maggio 2008

V2-Day Empoli : i video girati nella 3 giorni di raccolta firme

I cittadini dicono che sono stufi..



E anche all'interno del mondo politico si comincia a dire basta..



Il punto, come Organizer del Meetup Amici di Beppe Grillo di Empoli :

una lotta per la libertà



giovedì 1 maggio 2008

V2-Day : 1200 cittadini al nostro tavolo..


L’inizio della rivoluzione

L’assedio



V 2 Day a Empoli :

1200
persone hanno firmato al nostro tavolo

per i 3 Referendum (c. 1200x3 firme)

Un GRANDE SUCCESSO del MEETUP di EMPOLI ,

in un territorio capillarmente controllato dall’apparato

(o meglio: dal “sistema di potere politico-affaristico”)

che conosciamo.

UN GRAZIE DAL PROFONDO DEL CUORE

A TUTTI COLORO CHE LO HANNO RESO POSSIBILE.


ORA VIENE L’IMPEGNO PIÙ

GROSSO :

L’ASSOCIAZIONE “EMPOLI PER TUTTI

DEVE STRUTTURARSI E

DARE IL VIA AL PROPRIO

PROGETTO POLITICO PER EMPOLI


Iniziamo subito e.. domenica 11 maggio saremo ancora fra la gente,

in Via del Giglio.. a raccogliere firme per i referendum e non solo..


LA LISTA CIVICA SI PRESENTERÀ

ALLE PROSSIME ELEZIONI COMUNALI.

Non siamo solo noi a volerlo : sono quei cittadini stessi a chiedercelo.

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DA GONEWS : http://www.gonews.it/articolo.php?at=15079

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Il successo del V2 Day non significa ovviamente che abbiamo “vinto”.

Significa “semplicemente” che un numero importante di cittadini ha preso coscienza della situazione e ha realizzato di dover "scendere in piazza" per aiutare se stessi e il Paese.

E ha realizzato che quelle persone che ha trovato dietro il tavolo sono persone concrete e sono loro simili, non funzionari di partito interessati a strumentalizzarli a fini "castali"..

Ora viene la parte più difficile per noi : costruire, con l'aiuto della GENTE VERA un PROGRAMMA SERIO, CONCRETO e ADEGUATO AI BISOGNI DEL TERRITORIO per la LISTA CIVICA EMPOLI PER TUTTI.

Un impegno grosso, ma ineludibile.

1200 persone in carne ed ossa ci hanno spronato ad andare avanti.

Non possiamo deluderli

Un abbraccio a tutti

Fabrizio Frosini

http://beppegrillo.meetup.com/489/boards/



Dal Blog di Grillo : 27 Aprile 2008 - http://www.beppegrillo.it/2008/04/il_v2day_e_lora.html#comments

Il V2-day e l'orango Petronilla

V2-day_operaio.jpg

Il V2-day è stato un successo perché quasi 500 piazze in Italia e all’estero hanno partecipato, perché sono state raccolte 1.300.000 firme in un giorno, perché 120.000 persone hanno ascoltato per sei ore in piedi sotto un caldo estivo economisti, ambientalisti, operai, matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day è stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell’informazione. Per il silenzio dell’informazione. Per la comicità dell’informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all’orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day. Cinque minuti allo squalo bianco della California e neppure un secondo a due milioni di persone che sostenevano un referendum popolare.
L’informazione di regime è stata il miglior sponsor del V2-day. Imperdibili alcune mie inquadrature dal basso in modo da non far vedere la gente. E’ la stessa tecnica usata dal regime comunista polacco per la visita di Giovanni Paolo II nella sua prima visita in Polonia. C’erano milioni di persone, ma sembrava che parlasse al vuoto.
Ragazzi, se non ci foste voi mi sentirei un po’ a disagio, un po' solo. Comincerei a pensare che il pazzo sono io. Che è giusto che un politico possieda tre televisioni nazionali. Che l’Italia sia considerata semilibera per l’informazione da istituti internazionali. Che in Parlamento ci siano 70 tra condannati, prescritti e rinviati a giudizio. Si, il pazzo sono io e lo siete anche voi che siete scesi in piazza in questo bellissimo, solare, 25 aprile.

Siamo pazzi di libertà. Grazie, ancora grazie, passerei le ore a gridarvi grazie dalla finestra. So che mi sentite.

(Beppe Grillo)

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Piazza San Carlo Torino, 25 aprile



Da La Rete del Grillo 30 Aprile 2008 :

Lettera aperta ad Antonio Boccuzzi

di Marco Bazzoni, Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Caro Beppe, ho deciso di scrivere questa lettera aperta tramite il tuo blog ad Antonio Boccuzzi, l'operaio candidato da Veltroni al Parlamento:

Caro Boccuzzi, mi permetto di scriverLe, primo perchè è uno de 3 operai presenti in Parlamento, e dato che sono operaio pure io, faccio riferimento a lei, secondo perchè prima delle elezioni politiche del 13 e del 14 aprile si era preso degli impegni precisi sulla sicurezza sul lavoro, che aveva detto avrebbe portato avanti in Parlamento se fosse stato eletto, e per me ogni promessa è debito.
Glieli voglio ricordare, riprendendoli da una sua intervista sul sito del Partito Democratico, e alla domanda "Lei farà un altro mestiere. Da deputato come pensa di interrompere questa catena di morte?":
«Non voglio generalizzare, ma molto spesso non sono incidenti. Sono delitti sul lavoro, dove le imprese hanno evidenti responsabilità. Ci vogliono pene severe per chi non rispetta le leggi. Incentivi per le aziende sicure. Fondi statali per agevolare le imprese più piccole. Non si può mettere sempre avanti la competitività. Ci vogliono tutele estese a tutti i lavoratori, dai precari agli immigrati».
Adesso vorrei dirLe la mia, perchè alcune sue proposte non mi convincono:
Non so se era in piazza a Torino per il V2-Day, e quindi se ha ascoltato il mio intervento, però ho detto molto chiaramente, che la prima cosa dare, prima di aumentare le pene, e fare nuove leggi, era sbloccare le assunzioni dei tecnici della prevenzione dell'Asl, che sono solo 1950 in tutta Italia, con circa 5 milioni di aziende da controllare, e che dovessero controllarLe tutte, ogni azienda ne riceverebbe uno ogni 33 anni, in pratica MAI.
E' una vergogna!!!
Non capisco come il governo Prodi non abbia sbloccato tali assunzioni, invece di continuare ad assumere dopo ogni morte o infortunio sul lavoro, ispettori amministrativi del lavoro, che come ben sa, non si occuperanno MAI, ripeto mai, di sicurezza sul lavoro, ma bensì di regolarità contributiva, cioè alla primaria funzione dell'ex ispettorato del lavoro, adesso Direzioni Provinciali e Regionali del Lavoro.
Il Ministero della Salute ha deciso che i controlli per la sicurezza sul lavoro passeranno da 75 mila a 250 mila l'anno.
Con questo personale ispettivo Asl così scarso?Ma stiamo scherzando?!
Non mi torna neanche la sua proposta di dare gli incentivi alle aziende sicure, perchè come ha detto Beppe Grillo, alla quale mi associo:
"Quando un operaio muore, si danno incentivi alle aziende che diminuiscono gli incidenti e non si chiudono quelle che producono i morti"
Iniziamo a chiuderne qualcuna, e vediamo se qualcosa cambia.
Mi associo a lei invece quando parla di aumentare le pene per chi non rispetta le leggi, perchè non voglio più assistere a sentenze del genere, esempio, in cui i responsabili delle morte sul lavoro del figlio di una mia amica, hanno avuto una pena di soli 8 mesi con la condizionale.
Le sembra giustizia questa?
Tanto per ricordarglielo, anche il suo partito, il PD, ha votato a favore dell'indulto nella passata legislatura, in cui erano inclusi per la prima volta nella storia della Repubblica anche i reati contro il lavoro.
I familiari dei morti per l'amianto nello stabilimento Eternit di Casale Monferrato vi ringrazieranno sicuramente, dato che grazie all'indulto i responsabili avranno uno sconto di pena di ben 3 anni.
E' l'ora di finirla con gli indulti e gli sconti di pena.
Avrei voluto scriverLe per email, ma dato che non mi è riuscito di contattarla (sembra che lei non ne abbia ancora una), lo faccio tramite il blog di Beppe Grillo, perchè così sono sicuro che la lettera gli arriverà sicuramente.
Saluti. (
Marco Bazzoni)


V2day

I banchetti di maggio del V2-Day a Empoli

Domenica 11 Maggio: Via del Giglio, dalle ore 10 alle ore 19


Per tutto il mese di Maggio puoi firmare anche presso gli uffici URP del Comune di Empoli



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