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lunedì 3 marzo 2008

La profondità del reale.. l'abisso del degrado..

ognuno è libero di limitare il proprio sguardo alla superficie, ove per qualsivoglia ragione non intenda invece esplorare la profondità del reale..





ma che poi non si meravigli del degrado che sta giusto sotto i propri piedi..



Fabrizio Frosini

giovedì 21 febbraio 2008

Lottare, all'interno delle regole democratiche ma senza deflettere, contro il sistema di corruzione imperante.. anche qui in Toscana..

ELEZIONI DA RIDERE

«Alice guarda i gatti.. ma i gatti guardano Uolter Ueltroni»

Dopo i «facts» su Chuck Norris, arrivano quelli ispirati al segretario del Partito democratico


ROMA - In principio fu Chuck Norris. Poi c'é stato Barack Obama. E infine è toccato a Walter Veltroni. Anzi, a Uolterueltroni. Uno che «da bambino giocava sempre ai cowboy buoni contro gli indiani buoni, anche se gli altri non si divertivano molto». Un politico così equanime che «a bimbumbalegiù butta zero per non fare un torto né al pari né al dispari». Un candidato premier talmente buono che «non ha mai giocato con le bolle di sapone, perché quando scoppiano ci sta male». Una persona che «non ha nemici, ma solo amici che non hanno ancora capito». Talmente coerente che «quando gli è stato offerto il dono della sintesi, l'ha rifiutato. Uolterueltroni i doni non li accetta, li fa». Un uomo che non disdegna nemmeno l'attività fisica: «Uolterueltroni spesso cammina sulle mani per non far sentire le gambe arti inferiori».



Da un messaggio di un amico fiorentino :

Caro Fabrizio, le tue idee sono affascinanti ed ammiro la tua convinzione, ma la mia esperienza di vita mi dice di essere realisti e disincantati.. un caro saluto.” Giovanni

(Meetup Firenze)


Caro Giovanni, grazie.

Sai perché sono non solo convinto, ma assolutamente determinato?

Vedi qui e lo capirai facilmente :

http://storiadiordina...


Quando si arrivano ad utilizzare certi metodi.. e considerare target anche i familiari della persona che si vuole pugnalare alla schiena per sporche questioni di interesse.. (: quella tipologia di interessi che afferiscono al sistema politico affaristico, così
frequentemente connotantesi anche in senso mafioso) allora non puoi non essere convinto e determinato nel voler spendere il massimo impegno per provare a cambiare questa società.. e pertanto lottare, all'interno delle regole democratiche ma senza deflettere, contro il sistema di corruzione imperante.. anche qui in Toscana..

Un caro saluto

Fabrizio

Liste Civiche Nuovo Rinascimento

giovedì 7 febbraio 2008

La denuncia della Corte dei Conti : «Forte corruzione in sanità e appalti»

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Sistema feudale moderno..
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Dal Blog di Grillo :

http://www.beppegrillo.it/2008/02/la_legge_eletto.html#comments

Lo spettacolo di un presidente della Repubblica che guarda, in silenzio, il presidente della Corte dei Conti Tullio Lazzaro mentre dichiara che la corruzione in Italia dilaga negli appalti, nella sanità e nelle forniture è desolante. Napolitano non dice una parola, non sente il dovere di andare in televisione, davanti all’affermazione: "Il non agire protratto per anni provoca danni incalcolabili".

Le Istituzioni sono diventate i Notai dello Sfascio. Prendono atto, registrano, evidenziano. Lo Stato si inabissa, ma con piena consapevolezza dei Grandi Burocrati. I cittadini, come le stelle, stanno a guardare.

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Da RAI NEWS 24 : http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=78333
Roma | 5 febbraio 2008

Corte dei Conti: Italia malata, ampia corruzione.

Dal non agire dei politici danni enormi

Il non agire degli amministratori pubblici può generare danni incalcolabili. Non parla mai di immondizia nelle strade o di opere pubbliche incompiute, Tullio Lazzaro, presidente della Corte dei Conti, ma l'allusione è esplicita, nel discorso per l'inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile. A preoccupare, inoltre, è il quadro politico-istituzionale: "L'organizzazione della Repubblica vive un momento di diffuso malessere in se stessa".

Paralisi

"E' sotto gli occhi di tutti - ha detto Lazzaro - l'esempio di come il non agire protratto per anni possa provocare danni di tale entità per i quali nessun giudice, probabilmente, riuscirà a pervenire a una quantificazione e tanto meno a ottenere un risarcimento". Lazzaro ha aggiunto che "è di fronte a danni di spaventosa entità, danni alla salute, all'ambiente, alla fruizione a all'integrità di beni di consumo, allo stesso ordinato vivere civile, che gli attuali rimedi giurisdizionali mostrano tutti i loro limiti".

Il proliferare di strutture

"Assistiamo per tanti aspetti - ha detto Lazzaro - al crescere confuso di strutture, modelli amministrativi, sovrapposizione di competenze tra amministrazioni centrali ed enti locali, disarmonicità, conflitti irrisolti. E' compito prioritario e urgente della classe dirigente del Paese fare un bilancio ed eventualmente riconsiderare scelte recenti e meno recenti con il preciso scopo di ridare sistematicità all'insieme degli organismi amministrativi a tutti i livelli, nell'interesse finale della comunità nazionale".

Enti locali e consulenze esterne

L'emergenza rifiuti è "un caso esemplare di cattiva gestione delle risorse" non solo per i maggiori costi ma anche "per l'uso che si è fatto dello strumento del commissario straordinario con la conseguente deresponsabilizzazione degli enti locali". Il presidente della Corte dei Conti elencando tra gli altri casi di cattiva gestione la mancata liquidazione degli enti inutili e la scarsa trasparenza delle operazioni di cartolarizzazione.

Critiche anche per la prassi, diffusa soprattutto negli enti locali, della creazione di società pubbliche costituite "non già per accrescere l'efficienza gestionale ma solo per eludere i vincoli del patto di stabilità interno o di fare assunzioni senza concorsi".

Male anche il frequente ricorso alle consulenze esterne: il rischio è quello di non controllarne il contributo è "di perdere il controllo della gestione strategica delle operazioni".

Taglio delle spese non è la panacea

"La flessione rilevante delle spese di investimento è certo una forma di risparmio per far quadrare i conti dell'anno. Ma - ha detto Lazzaro - alla lunga, erode le capacità di dare risposta alle esigenze di sviluppo del Paese".

Da segnalare anche il fatto che la pratica a cui spesso si ricorre di "tagliare in modo indiscriminato le spese per i consumi intermedi, ha fatto sì che esse siano giunte a un livello tale da intaccare l'operatività' e la stessa dignità delle amministrazioni".

Contratti e stipendi

La dinamica delle retribuzioni nel pubblico impiego "supera sistematicamente gli obiettivi programmatici di volta in volta prefissati".

Lazzaro elenca i fattori negativi: "i ritardi nei rinnovi, che ampliano la base salariale sulla quale si applicano i benefici dei nuovi contratti, la sostanziale libertà del quadro macroeconomico con la quale vengono assegnate le quote variabili dello stipendio rinunciando a qualsiasi connessione con reali aumenti di produttività; il dilagare di contratti a termine; l'aumento di posizioni dirigenziali nelle riorganizzazioni di amministrazioni centrali e locali, proprio mentre entrambe perdono funzioni di gestione diretta di risorse".

Più tangenti

Un "quadro di corruzione ampliamente diffusa" emerge dagli accertamenti della Corte dei Conti nel 2007. A rilevarlo è il procuratore generale della magistratura contabile, Furio Pasqualucci, secondo cui "profili di patologie" sono evidenti "nel settore dei lavori pubblici e delle pubbliche forniture, nonché nella materia sanitaria". In particolare, risultano in aumento le condanne per danni materiali e per danni all'immagine della P.A. pronunciate dalla Corte dei Conti in seguito al pagamento di tangenti (per concussione o corruzione) durante la stipula di contratti. Su un totale di 1.905 sentenze di condanna emesse in primo grado nel 2007 dalle sezioni regionali della Corte dei Conti per un totale di oltre 92milioni di euro, una buona parte (l'11,4%) ha riguardato danni causati da corruzione, tangenti, e concussione.

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Dalla Rete del Grillo
di G. A. N. V. da Lugano

Egregio Signor Presidente,
visto e considerato che:
- nella Repubblica Italiana oggi i margini di Libertà e Democrazia si stanno riducendo di giorno in giorno sino a scomparire;
- che la certezza del Diritto è divenuta una chimera;
- che i cittadini onesti (mi scusi, volevo anzi dire “i sudditi”) sono vessati ed avviliti da chi dovrebbe operare per il loro benessere e per la tutela dei loro diritti fondamentali;
- che altresì i malfattori di ogni tipo sono non solo certi dell'impunità, ma che anzi sono stimati e rispettati come “uomini di successo”;
- che lo Stato si rammenta di detti sudditi solo quando si tratta di riscuotere i balzelli e chiedere il voto per coloro che pretendono di volerli rappresentare;
- che i principi sanciti dalla Costituzione del 1948 - ed in particolare l'art. 1 - suonano oramai irrisori come un motto tristemente noto dello scorso secolo (“Die Arbeit macht frei”...);
- che sono oggi nulle le prospettive di vedere mutare questo stato di cose;
- e che, ad un livello più personale, io e la mia famiglia, tanto per recuperare una tranquillità sia psicologica che economica, che per offrire ai nostri figli un ambiente moralmente e socialmente sano e sereno ove crescere e costruirsi un futuro, e non ultimo dove potere riprendere a lavorare serenamente sia a beneficio della mia famiglia, del prossimo e di me stesso, abbiamo dovuto lasciare l'Italia e riparare in un paese estero,
con la presente restituisco personalmente a Lei la mia Tessera Elettorale, che troverà qui allegata. Ne faccia l'uso che meglio crede. Le preannuncio, inoltre, che avviate le necessarie procedure con il paese che ora – con grande civiltà e disponibilità - ci ospita, sarà mia cura recarmi presso le Autorità Consolari Italiane per fare formale atto di rinuncia alla cittadinanza e restituire il mio passaporto italiano.
Con osservanza.

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Pur capendo molto bene l'amarezza di G.A.N.V., da Lugano, io non penso che sia positivo restituire la tessera elettorale o comunque non votare. Almeno non prima di aver constatato, per le elezioni politiche, che non è possibile esprimere un voto che sia "alternativo" al sistema partitico "castale" attuale. In effetti è verosimile che ciò non sia possibile. Ma almeno una verifica facciamola. Oltretutto comporta un'attesa modesta, essendo le elezioni fissate per il 13 e 14 aprile. Entro due o tre settimane sapremo se un'alternativa esiste o meno. Nel frattempo, ciò che ormai è diventato inevitabile, si compia pure..

Saluti

Fabrizio Frosini

lunedì 7 maggio 2007

nessuno potrà dire di non aver saputo..

no, proprio nessuno potrà dire che non poteva immaginare come sarebbe andata a finire..
*
E sì che non solo ho dato tanti e tanti avvisi.. ho dato TEMPO, tanto tempo.. Ma chi poteva non ha fatto niente.. assolutamente niente.. Questa non è solo arroganza..

è stupidità, cecità, incapacità, immoralità..

Ma esistono dei momenti nella vita in cui ciascuno di noi deve fare ciò che sente dentro di sé, per poter continuare ad essere se stesso..

D'altronde
:
" est unusquisque faber ipse suae fortunae" (Appio Claudio Cieco)

*

Da: Fabrizio Frosini , Inviato: lunedì 7 maggio 2007 0.42
A: RgT Verdi - Gruppo; RgT Verdi - cheli a.; RgT SDI tei giancarlo; RgT SDI ciucchi pieraldo; RgT SDI nencini riccard; RgT SDI - Gruppo; RgT RC sgherri monica; RgT RC ciabatti luca; RgT RC - Gruppo; RgT MA tognocchi pp; RgT MA ricci mauro; RgT MA remaschi marc; RgT MA parrini g.luca; RgT MA monaci alberto; RgT MA franchini lucia; RgT MA dangelis erasmo; RgT MA bini caterina; RgT MA - Gruppo; RgT DS valentini lorian; RgT DS starnini aless.; RgT DS simonti v.; RgT DS saccardi sev.; RgT DS pugnalini rosan; RgT DS petraglia aless; RgT DS pellegrinotti a g; RgT DS pasqui ilio; RgT DS nunes gino; RgT DS mattei fabrizio; RgT DS manciulli andre; RgT DS lippi alfonso; RgT DS giovannini brun; RgT DS giorgi ambra; RgT DS fossati filippo; RgT DS cocchi paolo; RgT DS chini adriano; RgT DS brogi enzo; RgT DS belliti daniela; RgT DS annunziata ann; RgT DS angiolini fabian; RgT DS - Gruppo; RgT CI - Gruppo; RgT *ledo gori; P .°Margherita online; P .Bassanini Franco DS; P .Filippeschi Marco DS; P .Magnolfi Beatrice DS; P .Passigli Stefano DS; P .Pennacchi Laura D; P .Pistelli Lapo MA; P .Spini Valdo DS; P .Tonini Giorgio DS; P PrFi RENZI Matteo; C E assessore bicchielli; C E Sindaco L.Cappelli; C E Staff Sindaco Emp.; C E assessore grazzini; GrC DS spini valdo; GrC DS ventura michele; GrC DS fluvi alberto; RgT DS bugli vittorio
*
Oggetto: Per conoscenza
SCIOPERO DELLA FAME : 18.05.2007
rif. mia "Lettera al Presidente della Repubblica" del 23.01.2007

v. blog :
http://storiadiordinariapoliticatoscana.blogspot.com/

Questo “viaggio” iniziato ormai molto tempo fa, sta volgendo -era l’ora, vero?- al termine.

Fra meno di 24 ore (: Lunedì sera, 7 Maggio) spedirò l’informativa alle forze politiche di opposizione, sia in Consiglio Regionale che in Parlamento. Il 18 Maggio inizierò l’ultima parte del viaggio.

Chiederò a quelle forze politiche che vorranno essere (o mostrarsi) più sensibili di aiutarmi a rendere pubblica la mia azione. In fondo è un principio di democrazia, giusto?

Ma ho il sospetto che molti parlino di democrazia senza averne ben chiaro il concetto.. Pare infatti (e non solo a me) che molti pensino alla “democrazia” in termini di mero “complesso di prassi e procedure, attraverso le quali tradurre la volontà di molti in scelte amministrative e politiche” -da gestire poi in modo “ideologico”, personalistico e (il passo è breve e ormai consolidato da antica praxi) salvaguardando gli interessi di pochi..

Qualcuno ricorda chi ha pronunciato le parole che seguono? «responsabilità di fronte al Paese di chi deve amministrare la cosa pubblica, una responsabilità aperta, chiara e trasparente».
Pare addirittura che un tale “pronunciamento” sia posto come valore fondante del nascituro Partito “Democratico”..

C’è chi ha avuto anche il piglio di affermare: “se continueremo, in nome dello "spirito di autodifesa" a non parlare, a non criticare, a non suscitare dibattiti interni - coinvolgendo anche settori esterni della società - non andremo da nessuna parte”..

La cosa allucinante (sarebbe risibile, se non fosse, in determinati casi, tragica) è che molti di coloro i quali, a parole, plaudono a questo richiamo, poi continuano a fare esattamente questo: si chiudono a riccio per difendere interessi consolidati, interessi che quei principi di democrazia negano.. L’ipocrisia non è del resto vissuta come un “valore”, dai troppi furbi che la praticano?

Ma tant’é.. è inutile cercare di far aprire gli occhi a chi li vuole tenere chiusi -per poter seguitare nell’andazzo di sempre..

Una cosa però devo sottolinearla. Stasera in Francia si è celebrata l’elezione di Nicolas Sarkozy a presidente della Repubblica, dopo una campagna elettorale illuminata da idee, progetti, linguaggi nuovi, all’insegna del rinnovamento, su entrambi i fronti. Un piacere averla potuta seguire. Una lezione di democrazia, ritengo, in particolare per noi italiani. Per noi toscani. Nel discorso pronunciato poco fa da Sarkozy, mi ha colpito la frase “..la libertà è sempre stata la missione della Francia”.
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Libertà. Noi invece ci riempiamo la bocca con la parola "Pace". Bellissima parola, certo, ma che certuni declinano politicamente nell'accezione "pace dei sensi" : ovvero passività, accettazione di "sudditanza" politica. La pace offerta a chi si sottomette al "sistema"...
Siamo proprio agli antipodi della Libertà!
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Ecco cosa ci manca : LIBERTÀ, RINNOVAMENTO.. per superare sterili ideologismi di una politica invecchiata che soffoca e avvilisce la società toscana (e non solo). È proprio questa politica e il degrado conseguente del tessuto sociale e produttivo, che ha inquinato anche la cultura di questa regione. Il problema che ci sta davanti, lo dico a voce alta, è un problema di LIBERTÀ e di GIUSTIZIA. E per questi valori irrinunciabili si deve essere disposti anche a rischiare la vita (: concetto inconcepibile per molti, lo so).
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Chiudo e saluto con i versi di Czeslaw Milosz :
Chi mai dirà tuttavia: io sono giusto / Quando dalla viltà cresce l’indifferenza, / Dall’indifferenza il silenzio attorno al delitto, / Dal silenzio soltanto la morte e l’accusa?
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Distintamente,
Fabrizio Frosini

(Empoli, 6.5.2007)
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Da: Fabrizio Frosini , Inviato: martedì 24 aprile 2007 12.17
A: 'marino_i@posta.senato.it'; 'silvestri_g@posta.senato.it'; 'binetti_p@posta.senato.it'; 'polito_a@posta.senato.it'; 'serafini_a@posta.senato.it'; 'valpiana_t@posta.senato.it'; 'emprin_e@posta.senato.it'; 'caforio_g@posta.senato.it'; 'bodini_p@posta.senato.it'; 'bassoli_f@posta.senato.it'; 'baiodossi_e@posta.senato.it'; 'evangelisti_f@camera.it'; 'costantini_c@camera.it'; 'pedica_s@camera.it'; 'pedrini@camera.it'; 'mura_s@camera.it'; 'turci_l@camera.it'; 'capezzone_d@camera.it'; 'boselli_e@camera.it'; 'turco_mrz@camera.it'; 'mancini_g@camera.it'; 'piazza_a@camera.it'; 'capotosti_g@camera.it'; 'cioffi_s@camera.it'; 'adenti_f@camera.it'; 'balducci_p@camera.it'; 'zanella_l@camera.it'; 'trepiccione_g@camera.it'; 'boco_s@camera.it'; 'dezulueta_c@camera.it'; 'francescato_g@camera.it'; 'lion_m@camera.it'; 'falomi_a@camera.it'; 'mascia_g@camera.it'; 'cardano_am@camera.it'; 'desimone_c@camera.it'; 'deiana_e@camera.it'; 'duranti_d@camera.it'; 'folena_p@camera.it'; 'bellillo_k@camera.it'; 'diliberto_o@camera.it'; 'licandro_o@camera.it'; 'tranfaglia_n@camera.it'; 'cesini_r@camera.it'; 'sereni_m@camera.it'; 'bressa_g@camera.it'; 'giachetti_r@camera.it'; 'quartiani_e@camera.it'; 'amendola_f@camera.it'; 'bandoli_f@camera.it'; 'bellanova_t@camera.it'; 'bianchi_d@camera.it'; 'bocci_g@camera.it'; 'buffo_g@camera.it'; 'carra_e@camera.it'; 'castagnetti_p@camera.it'; 'ceccuzzi_f@camera.it'; 'dambrosio_g@camera.it'; 'diserio_o@camera.it'; 'dato_c@camera.it'; 'filippeschi_m@camera.it'; 'fincato_l@camera.it'; 'fumagalli_m@camera.it'; 'gentili_srg@camera.it'; 'iannuzzi_b@camera.it'; 'lenzi_d@camera.it'; 'marino_m@camera.it'; 'merloni_m@camera.it'; 'morri_f@camera.it'; 'ottone_r@camera.it'; 'pinotti_r@camera.it'; 'ranieri_u@camera.it'; 'rossi_n@camera.it'; 'samperi_m@camera.it'; 'sasso_a@camera.it'; 'spini_v@camera.it'; 'testa_f@camera.it'; 'ventura_m@camera.it'; 'violante_l@camera.it'; 'zaccaria_r@camera.it'; 'zanotti_k@camera.it'
Cc:
'bertinotti_f@camera.it'
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Da: Fabrizio Frosini , Inviato: lunedì 23 aprile 2007 3.04
A: 'angius_g@posta.senato.it'; 'palermi_m@posta.senato.it'; 'finocchiaro_a@posta.senato.it'; 'russospena_g@posta.senato.it'; 'sgobio_c@camera.it'; 'donadi_m@camera.it'; 'franceschini_d@camera.it'; 'villetti_r@camera.it'; 'fabris_m@camera.it'; 'migliore_g@camera.it'; 'bonelli_a@camera.it'; 'fassino_p@camera.it'; RgT MA monaci alberto; RgT SDI ciucchi pieraldo; RgT Verdi lupi mario; RgT Verdi roggiolani fabio
------------------------
Al Signor :
· Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, Quirinale, Roma
e p.c. ai Signori :
Presidente del Senato , Presidente della Camera dei Deputati , Presidente del Consiglio dei Ministri, Massimo D’Alema, Francesco Rutelli, Enrico Letta, Emma Bonino, Vannino Chiti, Antonio Di Pietro, Clemente Mastella, Fabio Mussi, Livia Turco, Anna Finocchiaro, Manuela Palermi, Giovanni Russo Spena, Gavino Angius, Piero Fassino, Angelo Bonelli, Massimo Donadi, Mauro Fabris, Dario Franceschini, Gennaro Migliore, C. Giuseppe Sgobio, Roberto Villetti, Riccardo Nencini, Claudio Martini, Federico Gelli, Fabio Roggiolani, Presidenti dei Gruppi di maggioranza al Consiglio Regionale della Toscana, Prefetto di FI.

Oggetto: rif. mia "Lettera al Presidente della Repubblica" del 23.01.2007. Comunicazione.

Faccio seguito alla risposta fattami gentilmente recapitare tramite il Sig. Prefetto di Firenze (Prot. n. 0004380/2007 1.7/10 Gab.) – che riporto integralmente sul Blog :
Per comunicare che
il 18 Maggio inizierò
Sciopero della fame

Il 7 Maggio informerò i leaders dell'opposizione e tutti i Capi-Gruppo Parlamentari, oltre a quelli del Consiglio Reg. della Toscana; quindi renderò pubblica la mia decisione nel modo più adeguato.
Pubblicherò sul Blog, giornalmente, la progressione dello sciopero della fame.
Sarà uno sciopero della fame ad oltranza. A costo di mettere a rischio non solo la mia salute ma, se necessario, anche la mia vita – come avevo del resto prospettato nella lettera del 23.01 .
Il Blog è già on-line, anche se per il momento tale notizia rimane limitata al Quirinale e a quanti in indirizzo.

Ringrazio per l’attenzione
Dott. Fabrizio Frosini

mercoledì 25 aprile 2007

per permettere di capire.. a chi abbia voglia di capire..

A seguito della mia decisa azione in Consiglio Regionale, concretizzatasi grazie a Margherita, SdI e UDC in una Mozione BIPARTISAN votata addirittura dai DS, fu possibile, nel Marzo 2006, far recedere la direzione generale della Asl11 dalla rigida posizione assunta 1 anno prima, con il tentativo di costringere Ecomedica a realizzare la Radioterapia, ma solo per AFFITTARE tale "ramo d'azienda" alla Asl medesima.
Fu solo così che nell'Aprile 2006 Ecomedica potette firmare con la Asl11 -che accettava la convenzione con il Servizio Sanitario Regionale- l'accordo per la Radioterapia (non ottimale, certo, in particolare per i malati, ma che comunque rappresenta una base valida, a cui però occorrerà aggiungere l'accettazione della Asl all'installazione di un secondo acceleratore lineare, in modo da trattare nella Radioterapia di Empoli un numero di malati/anno adeguato alle oggettive necessità dei malati oncologici) :
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REGIONE TOSCANA, CONSIGLIO REGIONALE
MOZIONE n. 182 approvata nella seduta del 15 marzo 2006.
OGGETTO: Sulle carenze dell’attività di radioterapia nell’Area vasta Toscana centro.
Il Consiglio regionale
Richiamate le carenze del servizio di radioterapia nell’Area vasta Toscana centro;
preso atto che con la delibera della Giunta regionale n. 885 del 5 agosto 2002 “Programma di riorganizzazione e potenziamento dei servizi di radioterapia dell’Area vasta centro Toscana. Recepimento intesa delle aziende sanitarie di area vasta” era stato recepito l’accordo di Area vasta centro Toscana tra le Aziende sanitarie UUSSLL n. 3 di Pistoia, n. 4 di Prato, n. 10 di Firenze, n. 11 di Empoli e l’Azienda ospedaliera di Careggi avente pari oggetto della delibera, che quantificava l’attuale capacità di erogazione di prestazioni di radioterapia nell’Area vasta fiorentina - a fronte di una domanda potenziale rappresentata da circa 5.800 casi/anno – in circa 3.000 casi/anno da parte della rete pubblica e in circa 500 casi/anno da parte di erogatori privati convenzionati, e di conseguenza assolutamente insufficiente a soddisfare tutte le richieste;
Considerato che nell’ accordo prima citato venivano assunte precise determinazioni relativamente al
potenziamento della rete di erogazione – “si costituiranno tre nuovi centri di erogazione dotati di acceleratori lineari” -, alla dislocazione dei nuovi centri di erogazione – “i tre nuovi centri saranno collocati a Firenze, Prato e Empoli”-, alla modalità di costituzione dei nuovi centri – “Le aziende dell’area vasta nel realizzare i nuovi centri valuteranno tutte le forme di gestione possibili: diretta, mista con soggetti privati e attraverso strutture accreditate o da accreditare. Si darà particolare attenzione a quelle che consentiranno una più rapida realizzazione” -, ai tempi di realizzazione – “Entro il 15 settembre 2003 le aziende presso le quali dovranno essere costituiti i nuovi centri espleteranno l’analisi delle possibilità e proporranno i piani di realizzazione”; Considerato che, nonostante fossero stati annunciati come definiti già quasi tre anni fa, i previsti accordi con le due strutture private di Prato e di Empoli sono comunque ancora, incomprensibilmente, da sottoscrivere; Tenuto conto altresì che l’Associazione italiana di radioterapia oncologica, con propria nota del 29 ottobre 2004 inviata all’assessore al Diritto alla salute, affermava che “lo scarso ricorso alla radioterapia viene interpretato come carenza di offerta; si osserva infatti un rapporto trattati/incidenti particolarmente basso nelle sedi sprovviste di Centri radioterapici (...). Il numero di pazienti con tumore maligno trattati con radioterapia costituisce il 32 per cento dei casi incidenti quali risultano dai dati del registro tumori toscano. Il dato appare notevolmente più basso di quello raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) (50 per cento) e di quello rilevato in altri paesi occidentali come la Svezia e l’Olanda (47 per cento) o l’Australia (45 per cento). (…) E’ da sottolineare una notevole e
preoccupante disparità sul territorio regionale di ricorso alla radioterapia, che va da un minimo vicino al 20 per cento (residenti della zona di Empoli) ad un massimo superiore al 40 per cento (residenti nell’area di Arezzo)”; Constatata pertanto la crescente necessità di un servizio più ampio e in grado di dare risposte tempestive alla domanda, domanda che risulta essere in costante aumento, e che in attesa del trattamento radioterapico restano, anche per settimane, circa duemila persone ammalate di tumore;
Considerato infine che il programma di riorganizzazione e potenziamento dei servizi di radioterapia nell’Area
vasta fiorentina è ancora quasi del tutto non attuato e che non risulta ancora sottoscritto alcun atto da parte delle aziende sanitarie interessate, né tanto meno esistono delibere per l’assegnazione dei lavori o capitolati di alcun genere;
impegna la Giunta regionale
A seguire con maggiore efficacia il programma relativo alla riorganizzazione e al potenziamento dei servizi
radioterapici nell’Area vasta Toscana centro e ad assicurare tempi certi per le sua realizzazione;
A produrre, nella fase di transizione prima dell’entrata in funzione dei nuovi acceleratori, tutte le iniziative e gli investimenti al fine di utilizzare nella misura massima gli apparecchi delle strutture già presenti sul territorio.

La presente mozione è pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana
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Grazie all'accordo, Ecomedica poteva riprendere fiducia negli investimenti fatti : non solo in apparecchiature, ma anche nell'immobile detto "EX-ANFOR" (vicenda descritta in altre parti del blog ; a tale proposito, qui di seguito riporto la prima pagina del preliminare di vendita datato 17.07.2002, fra Direzione Generale Asl11 e Eustachio Borgonovo Srl -che aveva in progetto la costruzione di 4 palazzi di abitazione nell'area originariamente finalizzata a realizzazioni direzionali/sanitarie : attendo ancora la risposta al perché di tale scelta della direzione generale della Asl11 e alla successiva e prontissima autorizzazione da parte del comune di Empoli...)

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Ma a tale risultato si arrivò, appunto, dopo un anno di ulteriore attesa e sofferenza... Un anno segnato da tante vicende (anche molto sporche -ma questa sembra una costante della storia, alla luce anche di quanto accaduto nel 2006 e in questo scorcio di 2007..) ; nel Marzo 2005, tornai a segnalare gli accadimenti non solo ai massimi responsabili regionali, ma anche al Presidente Ciampi :

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Empoli, 15 Marzo 2005
Raccomandata AR

Al Signor Presidente della Repubblica Italiana
Dott. Azeglio Ciampi
Palazzo del Quirinale – Roma

E per doverosa conoscenza, ai Signori :

Sig. Claudio Martini
Presidente della Regione Toscana

Dott. Gian Valerio Lombardi
Prefetto di Firenze


Signor Presidente,


Questa è la seconda volta che mi permetto di recarLe disturbo. Benché la prima delle mie lettere –tre anni fa, ebbe ad arenarsi nella Segreteria del Quirinale, ritengo di dovermi comunque scusare con Lei per questa riproposizione ed assicurarLe che non ve ne sarà una terza.

Allegato alla presente (All. 1) è la pagina iniziale di una lettera –che evito di riproporre nella sua interezza, indirizzata nel gennaio 2004 al Sig. Assessore al Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà della Regione Toscana, Dott. Enrico Rossi, e per conoscenza al Prefetto di Firenze, Dott. Gian Valerio Lombardi (potrà essere il Sig. Prefetto a trasmettere, eventualmente, quanto in riferimento).

Nel settembre scorso ho dovuto scrivere altre lettere (quella in All. 2 è indirizzata al Direttore Generale del Dipartimento al Diritto alla Salute della Regione Toscana), sempre per denunciare quanto, da anni, non solo chi si raccoglie nella Società Ecomedica, ma tantissime persone –e fra queste anche malati di cancro, sono costretti a subire a seguito di un comportamento (nel migliore dei casi, almeno) ideologico della Regione Toscana (nei suoi vari “strumenti organizzativi” o “programmatori” che siano).

Nonostante tante dichiarazioni –anche pubbliche e “garanzie”, niente è mutato.

È per il protrarsi di tale comportamento che sono a scriverle ancora, Signor Presidente, come appena anticipato via e-mail al Signor Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana, al Direttore Generale del Dipartimento al Diritto alla Salute della Regione, al Sindaco di Empoli e alla Direzione dell’Azienda Usl locale (All. 3).

Il senso di tutto ciò è appunto quello di rendere nota la mia personale decisione di non accettare l’insolenza e l’arroganza di un “potere” che ha perso non solo il senso della misura ma, in un processo di degenerazione da autoreferenzialità, ha addirittura smarrito il significato vero di “Interesse Pubblico”.

Come Cittadino, come Medico, come Imprenditore non ho la minima intenzione di abdicare a Diritti garantiti dalla Costituzione, pertanto non posso far altro che continuare ad esercitare fino alle estreme conseguenze quella coerenza di comportamento alla quale mi sono sempre attenuto –nel bene e nel male.

Quello che ho infatti sperimentato nel corso di questi anni, Signor Presidente, configura una realtà che –a mio vedere, ha penalizzato un gran numero di cittadini e negato loro, nella sostanza, diritti costituzionalmente rilevanti. Senza considerare l’aggravante che si è trattato, con una certa frequenza, di persone malate, anche gravemente (se poi la coscienza recalcitra, la si imbonisce con “impegni e promesse” alle varie manifestazioni pubbliche, del tipo settimana della “prevenzione oncologica”).

Ho usato un tempo passato. In realtà l’azione perversa continua nel presente e continuerà anche nel futuro, a meno che un minimo di Razionalità venga imposto.

È per questa ragione, profondamente e radicalmente presente nella mia concezione dei diritti che –in un Paese Civile, occorre sforzarsi di garantire ad un qualsiasi cittadino, che ho deciso di mettere me stesso sul piatto della bilancia.

Ritengo infatti, da laico convinto del suo ruolo nella società, che una vita possa e debba essere spesa, se la gravità della situazione e la necessità di assicurare il “bene comune” lo richieda.

Sono ben cosciente di quanto sto scrivendo. Posso anzi garantirLe di non stare assolutamente attraversando un momento di depressione –come sicuramente qualcuno sarà pronto a dire. Certo è che sono stanco, terribilmente stanco di subire e basta. Stanco di toccare con mano quale genere di sensibilità mostri questa Classe Dirigente, tanto pronta a garantire i cittadini e a soddisfarne i bisogni –a parole.

È del resto dal 1990 che questa grottesca, allucinante storia perdura.

All’inizio si è trattato della sostanziale nascita del Centro diagnostico, con la richiesta di installare un’apparecchiatura di Risonanza Magnetica ed una TAC.

Partiti nel 1990 riuscimmo ad avere il giusto riconoscimento dei nostri diritti solo nel 1996 (All. 4 : “Memoria del Prof. Guarino per il ricorso al Consiglio di Stato”). Peccato che una delibera dello stesso anno (mese di agosto) dell’allora Assessore alla Sanità, ci costrinse a rimanere in un’area di criticità, venendo ad assumere veste normativa il noto motto napoletano “chi ha avuto, ha avuto.. chi ha dato, ha dato”. Ovverosia: alle strutture private convenzionate veniva riconosciuto, per l’anno in corso ed i successivi, il “tetto di attività” raggiunto nel 1995… Non accuso qui nessuno, Signor Presidente, ma la mia famiglia non potrà mai scordare che l’ictus emorragico che colpì mio padre la notte del 1 settembre ’96 ebbe sicuramente una concausa nello stato di grande preoccupazione che quella delibera innescò… –consideri, oltretutto, che quale ulteriore regalo hanno trovato il modo di azzerare la convenzione che l’Istituto Ecomedica aveva per fisiokinesiterapia e riabilitazione, impedendoci l’accesso anche all’accreditamento istituzionale (pur disponendo l’Istituto dei requisiti previsti) adducendo appunto il fatto che l’Azienda Usl11non vuole convenzioni con privati…

Nel 1992 si colloca invece l’inizio della strabiliante (in negativo) parabola della vicenda PET (acronimo per “Tomografia ad emissione di Positroni”), per la quale mi limito a proporre qui due allegati (All. 5 a, b), tanto per documentarne la prima fase, visto che la vicenda ha ancora da concludersi.

Successivamente si passa alla Radioterapia, circa otto anni fa, ma con l’incredibile sviluppo recente: in particolare dal luglio 2002 ad oggi. Il 4.7.02 , infatti, presso il Comune di Empoli, alla presenza del Sindaco, l’Assessore alla Sanità della Regione Toscana chiede ufficialmente all’Istituto Ecomedica di realizzare entro 12 mesi un Centro di Radioterapia che possa aiutare a ridurre l’attesa di qualche migliaio di malati di cancro (2400 nella sola area Firenze/Prato/Empoli ; da qui la Delibera di Giunta 885/5.8.02).

Nel frattempo, a sottolineare l’irrazionalità del “Sistema” e l’assoluta arbitrarietà delle decisioni –spesso, apparentemente?, contraddittorie, che vengono assunte nei vari “snodi” del medesimo sistema (ma sarebbe più opportuno definirlo “nodo gordiano”), abbiamo dovuto subire di tutto da: burocrati, amministratori pubblici, medici/direttori di dpt. universitari/coordinatori.. Finché sono stato spinto oltre il limite di sopportazione.

Anche proponendo un appello che in neppure un mese ha raccolto –senza pubblicità, senza neppure un tavolino, solo sottoponendolo ad amici, conoscenti, utenti dell’Istituto ed in più addirittura in mia assenza per la metà del tempo, circa 2700 firme: tutte autentiche, posso assicurarlo (All. 6).

Perché, Signor Presidente, ho paura ci sia qualcosa di malato in questa Società, dove si fanno marce per la pace nel mondo e, nello stesso identico momento, da parte di “chi gestisce l’amministrazione pubblica” si impedisce di realizzare opere necessarie per curare i malati… L’unico sollievo –pur parziale, è che i cittadini sanno rendersene conto, quando viene loro illustrato il problema…

Sollievo parziale, non può che esserlo, visto che non si dovrebbe assistere all’umiliazione delle Istituzioni e delle Amministrazioni pubbliche.

Eppure è questo che si vede in continuazione –e che mi offende profondamente come Cittadino. Mi offende e mi induce a chiedermi se non sia il caso di andarmene da questo Paese. Tanto più che le vicende qui illustrate sono riuscite a disgustarmi al punto da non avere più grande voglia di fare il medico o l’imprenditore…

Signor Presidente, so di ripetermi, ma mi creda: non pensavo proprio che dovessi arrivare a scrivere –e fare, tutto questo. Ma ho sempre, nella mente, quei versi di Emily Dickinson: “We never know how high we are / Till we are asked to rise”.

Dovremmo tutti aver presente quanto l’acquisizione della posizione eretta abbia rappresentato un capitolo fondamentale dell’evoluzione umana : chi preferisse un Uomo in ginocchio –questi sì, non dovrebbe meritare considerazione.

Io, comunque, non accetterò mai di inchinarmi all’arbitrio e alla sopraffazione. Meglio morto che in ginocchio.

Ed è questo che avverrà entro il mese di Aprile, se la Regione Toscana non avrà permesso all’Istituto Ecomedica di realizzare un Centro di Radioterapia per servire almeno 900 malati di cancro all’anno, installando anche –come chiedo da ben 13 anni, l’apparecchiatura CT-PET (vale a dire la più avanzata diagnostica per immagini nel settore oncologico, che rappresenta l’unione, in un’unica strumentazione, di una PET e di una TAC di avanzate prestazioni), da me ordinata da ben tre anni (All. 7 : articolo stampa). Il binomio CT-PET / Radioterapia è del resto ciò che la Medicina richiede per combattere in modo migliore questa malattia. Perché in ballo ci sono vite umane, non solo questioni economiche.

Ecco allora la mia semplice richiesta, Signor Presidente.

Non avendo più fiducia in un “sistema” che garantisce solo se stesso e del quale anche le persone più volenterose non riescono a venire a capo, la Sua Persona è il richiamo naturale di ogni cittadino che veramente abbia a cuore le Istituzioni e la Democrazia nel nostro Paese. Lei è una sorta di “catalizzatore” del processo democratico.

Se la Regione Toscana, come auspico, pur nel mio scetticismo, non sarà riuscita entro Aprile a risolvere positivamente e definitivamente –ritrovando finalmente Dignità e Coraggio, la ultradecennale questione, dovrà essere il Parlamento ad interessarsene

Alla Sua Persona, assolutamente Super Partes, sono pertanto a chiedere di garantire, con un Suo alto richiamo al Parlamento, nella persona delle due più alte Cariche Istituzionali dopo di Lei, che la Commissione Parlamentare che si occupa di Sanità apra una inchiesta approfondita e rigorosa circa quanto ho denunciato.

Quello che voglio, Signor Presidente, è che questo Paese diventi migliore.

Per questo fine sono disposto a dare la vita.
Ed è esattamente quello che farò, Signor Presidente, se entro il mese di Aprile non sarà risolta positivamente la vicenda che sta travagliando non solo me e la mia famiglia, ma tante, tante altre persone.

Ne siano ben coscienti Coloro i quali possono modificare il corso degli eventi. Coloro i quali, addirittura –ma questo non fa altro che sottolinearne i limiti caratteriali e culturali, hanno ultimamente ritenuto che una soluzione accettabile potesse essere quella di emarginarmi, cercando un “referente societario” più propenso del sottoscritto ad accettare soluzioni “ibride”, dalla ridotta incisività sociale (ed etica). In ciò, cercando addirittura di far germogliare i semi dell’inimicizia, per dividere il fronte compatto degli amministratori e soci Ecomedica : persone, Amici, che da sempre hanno condiviso quanto qui illustrato –tentativo peraltro infruttuoso, almeno fino ad oggi, perché rifiutato da tutte le parti in causa.

Non mi è semplice scrivere queste cose. Mi creda –e mi scusi per averLe evocato una certo non piacevole emozione. Le posso garantire che l’augurio che io stesso mi faccio è proprio quello che non vi sia bisogno di dare dimostrazione della mia coerenza, sperando che tutto trovi in pochi giorni uno sbocco “naturalmente positivo”. Ma ho una volontà tale da permettermi di dimostrare agli scettici che Fabrizio Frosini è diverso dai tanti che solo a parole stanno dalla parte della gente comune…

Andando a terminare, debbo doverosamente ed onestamente precisarLe che, in caso questa lettera non dovesse superare il filtro della Segreteria del Quirinale, cercherò di consegnarla direttamente a Lei, dopo averne reso pubblico gran parte del contenuto, recandomi a Roma a piedi –pellegrino laico, entro la seconda metà di Aprile. Copie della presente saranno allora recapitate alle altre Istituzioni dello Stato.


RingraziandoLa, Le formulo i più sinceri e rispettosi saluti.


(Fabrizio Frosini)



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ALLEGATI :


All. 1 pagina iniziale della lettera indirizzata al Dott. Enrico Rossi , Assessore al
Diritto alla Salute, Rg. Toscana, e al Dott. Gian Valerio Lombardi, Prefetto di
Firenze, nel gennaio 2004.

All. 2 lettera del settembre 2004 al Dott. Ancona, Direttore Generale del Dpt. Diritto
alla Salute e Politiche di Solidarietà, Rg. Toscana.

All. 3 lettera del 15.3.05 indirizzata a: Signor Assessore al Diritto alla Salute della
Rg. Toscana, al Direttore Generale del Dpt. Diritto alla Salute della Regione, al
Sindaco di Empoli, all’On.le Alberto Fluvi e alla Direzione dell’Azienda Usl11.

All. 4 Memoria del Prof. Guarino per il ricorso al Consiglio di Stato (02/’96).

All. 5 (a) lettera del Ministero della Sanità, Dir. Gen. Ospedali-Div.II^, indirizzata all’
Assessorato Regionale alla Sanità della Rg. Toscana, per trasmissione della
richiesta di installazione di apparecchiatura PET presentata da Ecomedica [ “per
tutti gli adempimenti di competenza e per l’eventuale inoltro agli Istituti
Tecnici..”] (data: 8.1.1993).

All. 5 (b) lettera dell’Assessore alla Sanità della Rg. Toscana (Giovanni Fratini) a
Ecomedica e (p.c.) Ministero Sanità (in merito alla richiesta di installazione di
apparecchiatura PET), datata 1.3.1993 .

All. 6 firme di cittadini a calce del mio “appello” del settembre 2004.

All. 7 copia articolo apparso su Il Tirreno, cronaca di Empoli, 6.4.2002.





(N.B.: non si ritiene di unire gli allegati alle lettere indirizzate, per doverosa conoscenza, al Signor Presidente della Regione Toscana e al Signor Prefetto di Firenze, essendo Loro già nota la vicenda descritta. In relazione alla PET, pur non avendo mai parlato direttamente con il Presidente Martini negli anni in cui il medesimo è stato Assessore alla Sanità, ho avuto modo di discutere ampiamente ed in molte occasioni della specifica questione con il Suo Segretario, Signor Cirri).


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Empoli, 22 Marzo 2005

Pur avendo scritto la presente lettera in data 15 marzo, a seguito di una pronta telefonata* del Sindaco di Empoli ad un Consigliere della Società Ecomedica, con la quale veniva annunciata una avvenuta sollecitazione alla Direzione della Asl11 e all’Assessore Regionale per una pronta ed efficace risoluzione della questione “Radioterapia” (cfr. lettera in All. 2 , inviata per e-mail il medesimo 15 marzo –*precedente alla telefonata) , ritenni corretto attenderne l’esito, prima di decidere se inviarla o meno.

Il semplice fatto che l’abbia spedita sta a dimostrare che tale risoluzione (pronta ed efficace) non c’è stata, né percepisco la volontà di tutti i soggetti in campo di dare una soluzione logica alla complessiva vicenda, che esplicito nuovamente qui –per chiarezza :

1. Ecomedica chiede da anni di realizzare un Centro di Radioterapia che possa rispondere alle necessità di cura di almeno 900 malati di cancro ;
2. la Regione Toscana ha esplicitamente chiesto ad Ecomedica (4.7.2002) di realizzare nel tempo più breve possibile un Servizio di Radioterapia ;
3. per tale ragione Ecomedica si è impegnata sia nel reperire l’area (una ulteriore vicenda, questa, che meriterebbe approfondimento in merito al comportamento della Direzione Generale della Asl11) e predisporre i lavori necessari, sia a ordinare due acceleratori lineari e quant’altro occorrente per un moderno centro radioterapico (anche se, ad oggi, ha dovuto telefonare ben due volte negli Stati Uniti per spostare nel tempo la messa in produzione degli acceleratori lineari) ;
4. nella radioterapia moderna ha assunto un ruolo di primo piano un’apparecchiatura (PET-TAC) che consente una più corretta definizione del volume bersaglio (= massa tumorale effettiva) da irradiare, migliorando sensibilmente le probabilità di successo della terapia stessa;
5. l’apparecchiatura PET-TAC è stata da noi ordinata da tempo, dopo che Ecomedica ha addirittura chiesto fin dal 1992 l’autorizzazione ad installare una PET;
6. nonostante la lettera indirizzataci, in data 1.3.1993, dall’Assessorato alla Sanità della Rg. Toscana, Ecomedica non è mai stata messa in condizioni di svilupparsi, impedendo pertanto agli stessi malati di ricevere cure adeguate ;

Ciò che chiedo, pertanto, è che si metta fine ad una ultradecennale discriminazione nei confronti della Società Ecomedica, permettendole di realizzare –nell’interesse stesso dei malati, quel Centro di Radioterapia per almeno 900 malati di cancro, munito altresì di apparecchiatura TAC-PET e di quant’altro oggi fondamentale per migliorare le probabilità di guarigione dei malati o comunque di prolungarne la sopravvivenza e migliorarne la qualità della vita.

Non credo ci sia alcuno che possa negare il fatto che questa richiesta va esattamente a sposare l’interesse della Società Civile e della Buona Amministrazione Pubblica.

Per ottenere questo, sono pronto a concretizzare (mio malgrado) quanto dichiarato nella lettera che Vi invio, redatta la notte del 15 Marzo c.m. .

Preciso che questo avverrà se entro il mese di Aprile 2005 non sarà stata totalmente recepita e garantita dai più alti livelli decisionali la mia richiesta (sostenuta per ora da circa 2700 persone, ma che –ne sono sicuro, verrà sostenuta dall’intera collettività, nel momento in cui la vicenda dovesse diventare completamente di dominio pubblico).

Cordiali saluti
Fabrizio Frosini

* * *

ed ecco alcuni documenti in proposito :

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In cronaca di Empoli, su Il Tirreno e su La Nazione, viene data la notizia dell'ACCORDO per la realizzazione della Radioterapia da parte di Ecomedica (convenzione con il servizio sanitario regionale) "siglato" fra Regione Toscana ed Istituto Ecomedica nel Novembre 2004 (ma dalla Regione messo "da parte" pochi mesi dopo, dietro l'offensiva di Asl e di ambienti universitari, e grazie all'aiuto interessato di certi soci Ecomedica che cedettero alle pressioni e alle lusinghe del "potere politico", accoltellando così alla schiena non solo la loro stessa Società, ma anche i malati di cancro che si erano finalmente illusi in una pronta realizzazione di un servizio così importante per aumentare le loro probabilità di guarigione -di sopravvivenza..)




* * *

A quell'accordo, come riportato ad esempio in cronaca locale nel Settembre 2004, si era arrivati dopo una battaglia "di civiltà", contro una volontà negativa dimostrata ripetutamente, negli anni, dalla direzione generale della Asl11.

Proprio nell'Ottobre 2004 raccogliemmo le 2725 firme (in calce all'APPELLO riportato in altra parte di questo blog) :


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* * *


le testimonianze circa l'ostilità della direzione generale della Als11 sono del resto molteplici e più volte, nel corso degli anni, ho dovuto segnalarle all'Assessore alla Salute della Regione Toscana, Enrico Rossi (cfr. questa lettera dell'Aprile 2003) :



*





* * *




ed ecco un esempio degli atteggiamenti contraddittori all'interno della direzione Asl medesima: in questo documento, il direttore sanitario afferma che il numero di pazienti oncologici da trattare annualmente nel territorio della Asl11 è ben più elevato rispetto alla limitazione irrazionalmente impostaci di 450 malati/anno (dando quindi ragione a quanto da anni affermo, basandomi proprio sui dati della medesima Regione Toscana, della necessità di installare 2 acceleratori lineari, per poter trattare almeno 800-900 malati/anno, invece di 450..) :



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* * *



Il 18.6.2002 avevo però dovuto scrivere all'allora Sindaco di Empoli, Vittorio Bugli, oggi consigliere regionale, per stigmatizzare il comportamento del Direttore Generale dell'Asl11 e chiedergli un intervento...
E la lettera ebbe effetto, visto che portò l'Assessore Rossi a Empoli, in Comune, il successivo 4 Luglio, per un incontro con alcuni consiglieri di amministrazione di Ecomedica, con la richiesta di realizzare la Radioterapia (in 1 anno!)..


*

Empoli, 18 Giugno 2002

Sig. Sindaco, Vittorio Bugli

Comunicazione RISERVATA e PERSONALE


Caro Bugli,

verso le 12 di oggi ho ricevuto la telefonata del Segretario dell'Assessore alla Sanità, Nedo Gori: l'incontro in Regione è fissato per il prossimo mercoledì 26/6 , alle ore 16,30 .

Ti ringrazio di cuore per il tuo intervento, che giudico importante e assolutamente responsabile nella sua collocazione "istituzionale" –quale Sindaco , oltre che personale –il cittadino Bugli, ma anche l'uomo politico.

Detto –e con piacere, questo –quale giusto riconoscimento al tuo operato, devo però aggiungere che la situazione, purtroppo, sembra ormai in caduta libera.

Sebbene io sia incapace a percepire tutta questa vicenda se non nella sua dimensione grottesca e surreale, e pertanto faccia oggettiva fatica a collocarla in uno spazio e in un tempo "reale", fatto di persone e cose che intrecciano la rispettiva storia in un paese europeo in pieno 2002 , tali accadimenti hanno una connotazione assolutamente oggettiva e si svolgono sotto gli occhi di tutti....

La personalizzazione che tale vicenda ha assunto, vede contrapposto, a questo punto, un Amministratore-Manager Pubblico e il Titolare di un Istituto Privato Accreditato che è il legale (e legittimo) rappresentante di una Società che lui stesso ha fondato e che raccoglie attualmente 140 soci, oltre a dare lavoro a circa 70 persone.

Tale personalizzazione è, in più –e incomprensibilmente, caratterizzata da un palese "odio" (e non vado certo sopra le righe nell’affermarlo) di uno dei due soggetti nei confronti dell'altro.

Potrei specificare che io, per quanto in riferimento, non odio proprio nessuno : l'indifferenza è il sentimento naturale che coltivo nei confronti di coloro ai quali va la mia disistima. È peraltro indubbio che, nei confronti dell'attuale signor D.G. della ASL11 –e non certo per partito preso, bensì a seguito di oggettivi comportamenti del predetto, Fabrizio Frosini nutra netta e profonda disistima.

Il punto è, nei fatti, che l'odio di cui sopra pare abbia condizionato il DG (il quale è avvocato... ma certo una laurea in legge non garantisce il rispetto che si deve al prossimo, dovunque e comunque, ed in particolare in uno stato di diritto) a tal punto che si sia convinto a… non considerarmi più l'interlocutore della ASL11.

Detto signore sembra si sia espresso, circa la prossima contrattazione dell'Istituto Ecomedica con la ASL11, nei termini di "voler negoziare con un interlocutore diverso” da Fabrizio Frosini, “che abbia la delega del Consiglio di Amministrazione" a trattare su tutta la materia dei rapporti Ecomedica-ASL. In caso contrario il DG rifiuta tale trattativa.

Potrei proporre a questo punto la battuta che, forse incantato dalla devolution, voglia anche lui contribuire alle modifiche della Costituzione. Oppure proporre un richiamo ai "secoli bui", in cui la legge la faceva il più forte, il più arrogante, il più violento... Comunque sia, ne esce la caricatura di un ben strano tipo di Amministratore-Manager Pubblico.

Io non sono avvocato. Sono medico. Nonostante la mia specializzazione abbia a che fare col cervello, non sono psichiatra: non posso pertanto permettermi di fare diagnosi. Ma certo, in qualità di medico, posso permettermi di porre a me stesso un sospetto: la paranoia narcisistica mi sembra un possibile quesito su cui soffermarmi –fra me e me.

E chiedermi anche se sia mai possibile, per un cittadino, in uno stato di diritto, tollerare che un soggetto il quale rivesta un ruolo pubblico da cui discenda l’esercizio di un potere, sia autorizzato per ciò stesso a comportarsi come un dio in terra, ritenendo egli, addirittura, di potersi scegliere perfino gli "interlocutori" , ovvero nominare/destituire i rappresentanti legali di società costituitesi secondo i dettami del codice civile.

Sono allibito. È da 2 anni che mi trovo a vivere una vicenda surreale, da cartoon, poco comprensibile anche alla luce di una qualche, aberrante, logica di “potere” o di “conflitto ideologico”…. Ma a questo livello, mai avrei immaginato di arrivare.

Ma tutto questo è ormai secondario.

Accettata questa situazione come “reale”, accertato che il punto di “non ritorno” è stato definitivamente superato, allora ciò che per Fabrizio Frosini va fatto è chiaro…. Ci sono due strade che adesso si devono assolutamente differenziare : da una parte sta l’Istituto Ecomedica, che è un'Azienda e una Società costituita da tanti soci.

Dall'altra c'è Fabrizio Frosini, cittadino italiano –anzi, europeo- che è costretto a combattere una battaglia civile per vedere riconosciuti, a sé e agli altri, diritti costituzionalmente rilevanti.

A questo punto è bene che tale battaglia diventi assolutamente personale, allontanandola da Ecomedica, per evitare che questa ne faccia assurdamente le spese.

Ma la battaglia non può rivolgersi meramente contro un qualunque personaggio con problemi comportamentali, bensì contro un “sistema” di potere iniquo ed arrogante, in cui –appunto- un qualunque soggetto dotato di qualche forte coloritura ideologica o caratteriale che venga collocato in un ruolo “chiave”, può con estrema facilità andare a negare diritti altrui e distorcere doveri propri.

Battaglia che Fabrizio Frosini ha voglia di combattere fino in fondo... anche in piazza, se necessario... Questo perché tali conflitti non devono fare paura (e non mi fanno paura –scusa la franchezza, che non è assolutamente strafottenza… Mi rendo infatti perfettamente conto di ciò che sottende quanto ho appena scritto) : queste sono battaglie per la democrazia, sono pertanto guerre che si combattono con strumenti civili, in piazza, fra la gente, e non in stanze chiuse di assessorati o di ministeri....

Sono battaglie per diritti che ritengo abbiano valenza costituzionale.... e non posso accettare vengano conculcati da chicchessia, pur se espressione di poteri "forti”. Perché non si possono accettare supinamente le logiche che vorrebbero trasformare contrapposizioni ideologiche –peraltro prive di razionalità oggi, in modelli di relazione sociale che richiamano alla mente le dinamiche della tettonica a zolle... con gli squassanti terremoti a punteggiare gli allucinati picchi di demenzialità liberata.

Posso comunque dire che già nel passato –e solo per un “bisogno” della mia coscienza, ho messo più volte a disposizione, del Consiglio di Amministrazione e dell’Assemblea dei Soci, la mia carica, senza che alcuno mai avesse neppure minimamente ipotizzato un tale gesto.

Ma visto che il DG ama i diktat, come ha più volte dimostrato, se non il vero e proprio oltraggio, né si cura della ridicola volgarità di certe uscite, e che –pur nell’oscena assurdità della vicenda– il rischio di una sfida all’OK Corral fra ASL ed Ecomedica c’è tutto, riproporrò lunedì 24 giugno, ai Consiglieri, di individuare un responsabile diverso dal sottoscritto, che possa guidare il CdA e rappresentare la Società nel rapporto con la ASL11 e la Regione, fino all’Assemblea Straordinaria che dovrà tenersi entro il prossimo mese di Luglio, per nominare il nuovo Presidente della S.r.l. Ecomedica.

Del resto, mia è la responsabilità di ciò che faccio e farò. È solo per tale senso di responsabilità che metterò a disposizione il mio mandato di Presidente della Società Ecomedica, non certo per le isteriche guasconate di un qualunque DG : non voglio, infatti, che questa possa eventualmente “subire ritorsioni, pregiudizi o discriminazioni” di qualunque sorta, per comportamenti miei personali.

Libero da tale carica, del resto, potrò più agevolmente combattere a tutto campo la mia battaglia civile, senza dover “patteggiare” le mie decisioni con alcuno.

Ho usato parole “forti”, me ne rendo conto e me ne scuso: ma ritengo onestamente che chiunque abbia un minimo di sensibilità e di razionalità può capirne pienamente la ragione.

Ricorderai il passo conclusivo di una mia precedente lettera: “[..] non pensavo proprio che dovessi arrivare a scrivere (e a fare) tutto questo, ma ricorderà i versi di Emily Dickinson : “We never know how high we are / Till we are asked to rise”. L’acquisizione della posizione eretta è stato del resto un capitolo fondamentale dell’evoluzione umana: chi preferisse un Uomo in ginocchio –questi sì, non dovrebbe meritare considerazione alcuna.” Mi pare di potermi rifare allo stesso identico richiamo in questa chiusa.

Nonostante tutto, posso onestamente dire di non “avercela con nessuno”. Spero vorrai credermi quando dico, pertanto, che mi dispiace profondamente aver dovuto scrivere quanto sopra.

Ringraziandoti ancora per quanto hai fatto,

Cordiali saluti

Fabrizio Frosini
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* * *
.
Ma a parte le peculiari "asprezze del carattere" del DG Asl11, non si può immaginare che sul suo comportamento non incidesse una altrettanto "peculiare" situazione politica locale e regionale..
Del resto, ancora prima del gennaio 2000 (data di arrivo del Dott. Reggiani), siamo stati messi in condizione di dover segnalare all'ANTITRUST la particolarissima situazione riguardante Ecomedica .. (Novembre 1997)
.
*
.
ISTITUTO DI RICERCHE CLINICHE
ECOMEDICA
Empoli , Via Roma 42 - Tel.: 73922 ; Fax : 74322


n. prot. 10178 Empoli, 14 Novembre 1997
RACCOMANDATA A.R.


Spett.le
AUTORITA’ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
Via Liguria 26
00187 Roma

c.a.: Dr.ssa Francesca Romana Ferri

Oggetto : trasmissione segnalazione A.G.C.M. sul rapporto Sanità Pubblica/Sanità Privata (Settore : Diagnostica Medica Convenzionata).



Con la presente provvediamo ad inviare formale segnalazione a Codesta Autorità, così come preannunciato in occasione del nostro incontro del 27 ottobre u.s. .

Restando a disposizione per ogni ulteriore comunicazione ed informazione in merito, porgiamo distinti saluti.



Dott. Fabrizio Frosini
(Presidente C.d.A.)


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ECOMEDICA SRL

Memoria per l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Alla cortese attenzione della Dr.ssa F.R. Ferri.


Nella considerazione che alcuni esempi pratici possano favorire una migliore comprensione delle difficoltà che gli operatori privati della Sanità sperimentano nel rapporto col Sistema Pubblico, ci permettiamo di presentare una breve cronistoria delle vicende legate alla nascita dell’Istituto di Ricerche Cliniche ECOMEDICA, con particolare riferimento all’iniziativa di installazione di apparecchiatura di Risonanza Magnetica.


Ottobre 1991 Ecomedica inoltra domanda alla Regione Toscana per
l’installazione di apparecchiatura RM ai sensi DM 2.8.91, art.5
(con obbligo di installazione anche di TAC). Domanda protocollata
dalla Regione in data 21 ottobre 91.

28.10.1991 parere contrario della Regione (“in attesa della programmazione
sanitaria”)

19. 5.1992 la Srl Ecomedica Risonanza, intanto costituita, rinnova la domanda
alla Rg.T. per la RM (e TAC). Ecomedica Risonanza è una Srl che
possiede -attualmente- circa il 70% del capitale della Srl
Ecomedica (Società Holding).

14.7.1992 risposta negativa della Rg. , con la stessa motivazione del 28.10.91

Ottobre 1992 ricorso al TAR Toscana da parte di Ecomedica Risonanza Srl :
ricorso respinto il 25.11 con la motivazione di non poter alterare
una programmazione regionale in fieri.

Settembre 1993 Ecomedica Srl formula ulteriore domanda alla Rg.T. per la RM .

5.1.1994 per il “silenzio/assenso” la domanda si intende accolta.

Ecomedica formalizza l’acquisto delle apparecchiature e fa partire i lavori per la nuova sede del centro, dove verranno installate le macchine e verrà trasferita tutta l’attività dell’Istituto.

Nel 1994 la Rg.T. individuava 3 tipologie di attrezzature, sulla base della tecnologia e capacità di studio, permettendo l’esecuzione di un maggior numero di esami a chi disponesse di apparecchiature di fascia più alta. Questo dato spinge Ecomedica ad acquistare la prima RM a più alta intensità di campo magnetico (2 Tesla) presente in Italia, oltre ad una TAC di tecnologia avanzatissima, cosa che purtroppo va a complicare le procedure di installazione, rallentandone molto i tempi.
L’investimento complessivo di Ecomedica è di oltre £ 8 miliardi.

2.5.1994 Delibera G.R. 3838 (costituzione elenchi delle istituzioni private
autorizzate ad eseguire esami RM e TAC in convenzione “indiretta” ,
con norme per l’inserimento : scadenza domanda agosto 94)

19.9.1994 Ecomedica ricorre al TAR per annullamento D.R. 3838 (pare negativo
del TAR)

24.10.1994 la USL di Empoli, con propria circolare, rifiuta di autorizzare le richieste
per esami TC, dichiarando che la presenza di una propria TAC rende
inutile il ricorso al privato La Rg.T. approva tale scelta (altre UUSSLL si
comportano invece ben diversamente).

29.12.1994 ricorso al TAR per annullamento DR 9932 del 10.10.94 (: approvazione
dell’elenco delle strutture convenzionate di cui alla DR 3838 , con
esclusione di Ecomedica) : parere negativo del TAR.

Nel corso del 1994 , fino al marzo 1995 : ingerenze e rallentamenti nella pratica USL per il trasferimento del Centro nella nuova sede, in particolare ad opera della responsabile del Servizio di Igiene. Tali “difficoltà” vengono infine superate per il diretto intervento del Direttore Generale e del Direttore Sanitario della USL, con sconfessione ufficiale della predetta (lettera alla Regione Toscana)

Giugno ‘95 appello al Consiglio di Stato.

Febbraio ‘96 memoria del Prof. Guarino in aggiunta alla documentazione già
presentata al C.S.

27.2.1996 vittoria al Consiglio di Stato.

Aprile ‘96 la Regione Toscana è costretta a deliberare l’inserimento di
Ecomedica negli elenchi (RM e TAC).

1.7.1996 Delibera Rg.T. n.821 : “TETTI” per i singoli centri convenzionati,
con riferimento all’attività da questi effettuata nel 1995.

Ottobre ‘96 ricorso al TAR contro la DR 821 : il TAR non riconosce i caratteri
dell’urgenza.

28.12.1996 “TETTI” anche per le attività di RM e TAC, con riferimento all’attività convenzionata effettuata dal centro nel 1996.

Aprile 1997 TAR Toscana: discussione nel merito del ricorso vinto al Consiglio
di Stato (esito ancora sconosciuto al 14 novembre 1997)


Alleghiamo altresì in copia :

. Memoria del Prof. Guarino (febbraio 1996) per il ricorso al Consiglio di Stato.
. Ricorso al TAR (19.9.1994) per l’annullamento della DR n.3838 .
. Risposta negativa della Regione Toscana (28.10.1991) alla domanda di Ecomedica per l’installazione di RM.
. Delibera Rg.T. 9819 del 15.11.1991, con relazione sulla Risonanza Magnetica (ove è chiaramente indicato un rapporto auspicato di 1 RM per 200.000 abitanti , oltre alla definizione dei “bacini di utenza”).
. Risposta negativa della Regione Toscana (14.7.1992) alla richiesta di installazione RM avanzata da Ecomedica Risonanza.
. Circolare della USL di Empoli (24.10.1994) che vieta le autorizzazioni per esami TAC da eseguirsi presso privati.
. Prospetto della USL di Empoli con i “TETTI”, consentiti alle strutture private convenzionate del territorio, per il 1996 .

Empoli, 14 Novembre 1997
Dott. Fabrizio Frosini
(Presidente Ecomedica Srl)

lunedì 23 aprile 2007

1.3.1993 -e la Regione Toscana a Ecomedica: la PET? Un poco di pazienza, vi facciamo sapere..


Si... l'allora assessore alla Sanità della Regione Toscana, Giovanni Fratini, mi rispondeva di fatto così, in data 1 Marzo 1993..

Salvo poi "mettere nel cassetto" ogni cosa...

Non diversamente si sono comportati gli assessori successivi -fino all'attuale assessore al Diritto alla Salute, Enrico Rossi..

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giovedì 19 aprile 2007

*** Cronistoria degli Avvenimenti ***

Negli ultimi 2 anni è stato affermato da alcuni soci che ciò che Ecomedica ha sperimentato deriva dall’aver sempre “sbagliato comportamento con la controparte pubblica”, addebitando tale fatto a me. Può essere. Dipende dai “punti di vista”. Io sono infatti convinto di aver provato sostanzialmente tutto quanto di lecito potesse essere perseguito (con me, Ecomedica non è infatti mai ricorsa a “mazzette”, né ha accettato altre forme di concussione o “subordinazione”). Questa cronistoria cerca di descrivere, con dati di fatto, il pesante CLIMA DI OSTILITA’ che ha sempre circondato Ecomedica e che, in certi momenti, ha determinato azioni indebite, illegittime e –a mio avviso- decisamente contrarie non solo agli interessi della Società e della Popolazione (e più in specifico dei MALATI, come la vicenda PET/RADIOTERAPIA limpidamente dimostra : ovvero quanto poco essi significhino e come si strumentalizzino e si pieghino agli interessi personali, di gruppo e di schieramento politico-affaristico, anche le sofferenze dei malati di cancro) ma anche alla legge. Quando parlo di “sistema di potere politico-affaristico caratterizzato in senso mafioso” intendo come siano ormai acquisiti mentalità e comportamenti sociali che “consigliano” acquiescenze e remissività: un’accettazione di subalternità, di asservimento, che non solo umilia la dignità di chi si prostra, ma determina alla lunga un perverso degrado istituzionale e sociale. A questo “sistema di potere”, con relativamente pochi “pupari” e una moltitudine di marionette, partecipa non solo una folta rappresentanza di politici, dirigenti e funzionari pubblici, ma anche di imprenditori e in parte di professionisti: soggetti che, per la loro attività, “dipendono” da autorizzazioni, concessioni, licenze, conferimenti, consensi, collaborazioni, concertazioni, discrezioni, intese, …, con la parte pubblica.
In questo sistema prospera chi è colluso. Ma con lo stesso sistema devono fare i conti anche coloro che hanno bisogno di utilizzarne i canali per agevolare la propria attività. Sono queste le tossine che condizionano pesantemente la nostra Società. Un sistema profondamente inquinato, ma che viene accettato dai più con rassegnazione.
A questa logica “del clan”, opportunistica e subalterna, vengono arrogantemente e pervicacemente piegati non solo i Valori che dovrebbero distinguere una Società Democratica e una Cultura Occidentale, ma il significato stesso di Morale e di Ragione. Così che termini come Diritto, Giustizia, Solidarietà, Onestà (morale ed intellettuale), Correttezza, Efficacia ma anche Sensibilità, Rispetto, Amicizia e Dignità, perdono il loro significato, relativizzato, smarrito, banalizzato, volgarizzato in un orizzonte oscuro e maleodorante di silenzi, negazioni, omertà, opportunistiche giustificazioni, falsità, inganni, soprusi, intimidazioni, illeciti,…, insomma : un’umana miseria che nega –di fatto- perfino il diritto dei malati a migliori e più celeri possibilità di cura, oltre al diritto di un’impresa a svilupparsi e a chi ha un progetto valido, coerente e utile al territorio di concretizzarlo. DIRITTI : perché mai Frosini (e quindi Ecomedica fino a quando ne sono stato il responsabile) ha chiesto cose diverse dal riconoscimento dei propri diritti, garantiti dalla Costituzione Repubblicana.
Per comprendere tutto ciò invito ad avere la pazienza di leggere queste pagine. Vi sono anche riferimenti a fatti accaduti in Sicilia: non hanno attinenza con i problemi locali/Toscani di Ecomedica, ma li ho rammentati perché serva di ammonimento; la Toscana non è la Sicilia, è vero, ma meglio non illudersi che la differenza rimanga “abissale” : quando “si prende velocità, rotolando per la china, non si è certi di sapere come andrà a finire”. Meglio fermarsi in tempo.
Credo che la “storia” qui schematicamente narrata sia esemplare per descrivere il “degrado istituzionale e sociale” di cui parlo. Solo la Politica, quale espressione pulita dell’impegno a migliorare l’organizzazione della Società, la gestione dell’amministrazione pubblica e la relazione fra questa e il cittadino/impresa, può emendare e sconfiggere il “sistema”. Ma che anche la Magistratura faccia la sua parte...


02/04/1987 : costituzione della Società Ecomedica S.r.l. da parte della famiglia Frosini.
09/11/1987 : acquisizione del Centro Diagnostico Indiani – 4 le convenzioni regionali allora esistenti : laboratorio di analisi, radiologia, cardiologia e fisioterapia. L’Istituto Indiani era in stato pre-fallimentare. Averlo salvato e poi rilanciato venne “visto male” localmente (parte Pubblica): l’atteggiamento negativo fu palese fin dall’inizio, ostacolando la nostra attività (e quindi la crescita).
01/02/1988 : data inizio attività dell’Istituto Ecomedica
21/10/1991 : Ecomedica presentò domanda (la 1° di una lunga serie) alla Regione per installare la RM (seguiranno altre domande, sia come Ecomedica che come EM Risonanza, a fronte dell’atteggiamento negativo dell’apparato burocratico Regionale –mentre altri privati, nel frattempo, ottenevano l’assenso all’installazione).
28/10/1991 : parere contrario della Regione ; motivazione : “in attesa della programmazione sanitaria”
15/11/1991 : delibera regionale 9819, con relazione sulla Risonanza Magnetica (vi è indicato un rapporto auspicato di 1 RM per 200.000 abitanti, quindi nulla osterebbe ad autorizzare EM).
18/12/1991 : al convegno pubblico con Assessore Magnolfi e Dr.ssa Sassu (Dpt Sanità, Regione Toscana), organizzato a Empoli, Agostiniani, su “Collaborazione Pubblico-Privato per una Sanità dalla parte dei cittadini”, riconoscimento dell’assessore della validità del progetto di sviluppo che prevedeva l’installazione della RM, non presente nel territorio Empolese-Val d’Elsa e Zona del Cuoio (ma nel Gennaio 1992 Magnolfi si dimise per candidarsi alle elezioni politiche; come assessore lo sostituì Fratini).
14/01/1992 : costituzione della Società Ecomedica Risonanza, con entrata di nuovi soci. Seguì la formalizzazione di nuova richiesta (la 2°) alla Regione per RM e TC (19/05/1992).
13/02/1992 : incontro con assessore Fratini. Questi assicurò che avrebbe seguito l’iter della domanda per la RM, al fine di garantire l’equità dei procedimenti. Dopo le elezioni politiche (Magnolfi non venne eletto alla Camera), Fratini si disinteressò completamente di Ecomedica. Anche in un successivo incontro con lui a Livorno, il 21 Marzo '92 , ottenuto dal socio Tognetti, Fratini si rivelò assolutamente indifferente alle nostre ragioni.
14/07/1992 : "no" della Regione a EM Risonanza, per la RM, con la stessa motivazione del 28.10.91 .
Già dal Febbraio 1992 si era intanto intensificata la ricerca di dialogo con la “parte pubblica”: nel tempo vi furono numerosi incontri con assessori e consiglieri regionali/sindaci/esponenti politici della maggioranza, professori universitari…. Sostanzialmente tutti sottolineavano però la difficoltà a far accettare la realtà Ecomedica a livello politico locale e fiorentino. Un “suggerimento” da parte della Dott.ssa Silvana Sassu a rivolgersi a tal Rapalini (Dpt Sanità regionale), anche attraverso l’azienda GE, non venne da me accolto.
Non ottenendo risposta positiva, pur continuando nella ricerca di dialogo, la maggioranza dei soci fu d’accordo nel dare parimenti inizio ad azioni legali (TAR), al fine di ottenere il rispetto del nostro oggettivo diritto ad installare la RM.
30/09/1992 : incontro con prof. Masi, medicina nucleare Careggi, per presentargli la mia intenzione di presentare domanda di installazione per PET.
08/10/1992 : domanda di EM Risonanza al Ministero Sanità per PET ; poi ritrasmessa dal Ministero alla Regione Toscana, che ne prese atto con lettera dell’assessore Fratini (v. 01/03/1993).
Ottobre 1992 : ricorso al TAR Toscana per la RM da parte di Ecomedica Risonanza (studio Morbidelli).
25/11/1992 : ricorso respinto dal TAR; motivazione : non si può alterare una programmazione regionale in fieri.
01/03/1993 : la Regione Toscana (Assessore Fratini) scrisse a noi e al Ministero garantendo che una commissione regionale era stata appositamente costituita per definire gli standards per l’installazione della PET. Ma la Regione non volle mai dare alcun seguito a ciò, né volle mai spiegare il perché.
30/09/1993 : Ecomedica, sottolineando la necessità di rispondere alla concorrenza degli altri Istituti privati (oggettivamente favoriti, rispetto a noi), presentò ulteriore domanda alla Regione per la RM (3°).
05/01/1994 : per “silenzio/assenso” la domanda di installazione per la RM si intese finalmente accolta (fu pertanto possibile formalizzare l’acquisto delle apparecchiature ed iniziare i lavori nel nuovo immobile).
02/05/1994 : Delibera G.R. 3838 (costituzione elenchi delle istituzioni private autorizzate ad eseguire esami RM e TC in convenzione “indiretta” ; termine scadenza : agosto 94)
19/09/1994 : poiché la 3838 presupponeva l’avvenuta installazione di RM e TC entro l’agosto ’94 (cosa impossibile per Ecomedica, visto il limitato tempo a disposizione), Ecomedica ricorse al TAR per ottenere la propria inclusione nell’elenco (pare negativo del TAR).
28/09/1994 : installazione della RM.
10/10/1994 : approvazione dell’elenco delle strutture convenzionate di cui alla Delibera Regionale 3838 , con esclusione di Ecomedica.
24/10/1994 : la ASL di Empoli, con propria circolare, rifiutò di autorizzare esami TC, dichiarando di non avere necessità di Ecomedica (ma gli utenti locali potettero continuare a rivolgersi agli altri privati convenzionati della Toscana).
03/11/1994 : incontro di Tognetti con prof. Morettini, presidente IV Commissione C. Regionale, che garantì il suo appoggio al “diritto di EM ad avere la convenzione” (ma in realtà nulla seguì).
29/12/1994 : nuovo ricorso al TAR contro l’esclusione dall’elenco delle strutture convenzionate (cfr. 10/10/1994) –parere negativo del TAR.
Nel corso del 1994 , fino al marzo 1995 vi furono continue ingerenze e rallentamenti nella pratica USL per il trasferimento del Centro nella nuova sede, in particolare ad opera della responsabile del Servizio di Igiene, dr.ssa Baccini. L’atteggiamento irrazionalmente negativo della medesima venne infine superato per il diretto intervento del DG (dr. Vezzosi) e del DS (dr. Carloni) della USL, che di fatto “dimissionarono” la dr.ssa Baccini.
Da Febbraio a tutto Aprile 1995 : trasferimento delle attività di : laboratorio analisi, fisioterapia, radiologia, ecografia, cardiologia in via Roma 42.
Maggio 1995 : pur avendo installato la RM e la TC, la Regione ci negò la convenzione, sostenendo che le apparecchiature non risultavano installate al momento della delibera riguardante l’accordo convenzionale con gli istituti privati [l’allora DG Usl, Vezzosi, sollecitò addirittura la Regione a riconoscerci la convenzione, il 9 Ottobre, motivandola come utile alla stessa Usl]. Nuovo ricorso al TAR, ancora con esito negativo.
Luglio 1995 : appello al Consiglio di Stato (avv.ti D’Amelio e Passalacqua; poi dal 02/96 prof. Guarino).
01/02/1996 : incontro con Cirri, segretario assessore Martini, con Bianchini, Ass.Industriali FI, per la RM.
07/02/1996 : a Roma, dal prof. Guarino, per ricorso Consiglio di Stato.
27 febbraio 1996 : il Consiglio di Stato ci dette ragione (ricorso curato particolarmente dal prof. Guarino), pertanto nell’Aprile ’96 la Regione Toscana dovette deliberare l’inserimento di Ecomedica negli elenchi (per RM e TC). La convenzione per RM e TC ci venne formalmente riconosciuta dalla Regione Toscana nel Maggio 1996.
01/07/1996 : delibera della Regione n.821 con imposizione di “TETTI” per i singoli centri convenzionati, oltretutto con riferimento all’attività da questi effettuata nel 1995. (= quando Ecomedica aveva in corso il trasferimento ed inoltre, per ben 5 mesi, priva di convenzione per RM e TC) .
Ottobre 1996 : ricorso al TAR contro la DR 821 (ennesimo esito negativo).
28/12/1996 : vennero stabiliti i “TETTI” anche per il 1997 (anche per le attività di RM e TAC, con riferimento all’attività convenzionata effettuata da Ecomedica nel 1996 (=attività assolutamente iniziale).
11/01/1997 : incontro con prof. Biti alla presenza del prof. Pupi –med. Nucl. Careggi- e dell’ing. Scappini, per valutare la possibilità di realizzare un servizio di Radioterapia (in convenzione con Università). Il prof. Biti si attivò personalmente con Regione e Asl, ma non vi fu alcun risultato concreto. Da allora, ribadii ogni anno a Regione e Asl la disponibilità di EM alla realizzazione della RT, visto il deficit di offerta, ma senza risultato.
Aprile 1997 : il TAR Toscana discusse nel merito del ricorso vinto al Consiglio di Stato, riconoscendone la validità, ma con una formula che ci rese impossibile chiedere i danni all’amministrazione pubblica.
Dal Giugno all’Ottobre 1997 (e ancora nel gennaio e febbraio ’98) ci vennero inviate varie intimazioni da parte di ASL toscane a non eseguire esami a cittadini residenti nei loro territori, nonostante i “tetti” ce lo consentissero.
14/11/1997 : segnalazione all’Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).
20/02/1998 : richiesta all’Assessorato Sanità regionale di chiarire quale comportamento dovesse tenere Ecomedica in merito alle intimazioni delle Asl di Prato, Lucca e Livorno. Dopo vario tempo, a voce, venne riconosciuto il nostro diritto ad eseguire gli esami.
07/02/1998 : incontro con sindaco Bugli per chiedergli un intervento politico a sostegno della PET.
16/02/1998 : incontro a Empoli con prof.ri Biti e Pupi per Radioterapia e PET.
Febbraio e poi Maggio 1998 : incontri con dr. Galanti, DG Azienda Careggi, per discutere la proposta di Ecomedica di acquistare e installare un ciclotrone a Careggi, per produrre radioisotopi per la PET che sarebbe stata installata là, a condizione che potessi realizzare il centro PET di Ecomedica.
23/02/1998 : presentazione a Cirri, segretario assessore, della proposta EM per ciclotrone a Careggi.
Giugno 1998 : colloquio di Tognetti con vicepresidente regione Mariolina Marcucci per PET.
17/09/1998 : nuovo incontro a Careggi con Galanti e Masi, per ciclotrone/PET. Poi (17/11/1999) in regione con Cirri, Galanti, Bianchini, sempre per ciclotrone/PET. Dopo qualche mese di silenzio, venimmo informati che la Regione aveva deciso di acquistare in proprio un ciclotrone.
26/03/1999 : in Conferenza dei Sindaci, il sindaco di Montopoli apostrofa il DG Asl11, Vezzosi, di “massone e socio Ecomedica” (né direttamente né indirettamente, Vezzosi è mai stato socio).
22/09/1999 : a Siena, per proposta di realizzazione centro PET alle Scotte, d’accordo con il direttore generale, dr. Macchi. Con il dr. Macchi facemmo, nei mesi successivi, 2 riunioni in Regione (cfr di seguito) non riuscendo però ad ottenerne il consenso.
07/10/1999 : incontro con Sindaco Siena, per presentare anche a lui la proposta PET.
03/11/1999 : incontro con Pupi e Biti a Firenze per PET/Radioterapia, per discutere su come poter far capire alla Regione la necessità di quei servizi per il territorio.
03/01/2000 : dr. Reggiani diventa DG Asl11. In occasione del primo incontro con lui, il 25/01, Reggiani a “muso duro” affermò di non essere ostile a quei privati che “accettano di ridurre il proprio grasso”. La mia risposta che Ecomedica “grasso” non ne aveva proprio, non piacque affatto a Reggiani, che lo dimostrò congedandoci subito e malamente. Da allora l’atteggiamento del medesimo per Ecomedica è sempre stato negativo (fino alle mie dimissioni).
31/01/2000 : presentazione del progetto PET al Dott. Gaetano Vignola, INFN Frascati, per proporre una collaborazione fra Ecomedica e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, per la produzione di radioisotopi. Da lui, venni indirizzato al Dott. Calabretta e al dr. Cuttone, dei Laboratori Nazionali del Sud, Catania –iniziò così la collaborazione con INFN e Università di Catania.
09/02/2000 : con DG Siena, Macchi, in Regione per PET : incontro con dr. Cravedi, coordinatore del dipartimento Sanità. Assenza di sviluppi.
11/04/2000 : incontro con Biti a Empoli, per la Radioterapia (conferma della refrattarietà della Regione).
08/06/2000 : incontro con DG Asl11 –ci chiese di studiare la realizzazione di un call center per la Asl.
22/06/2000 : su indicazione del DG Asl11, ci recammo a Rovigo per studiare il loro sistema di call center ; il 27/06 facemmo quindi una riunione alla Asl11, dando loro una relazione e dicendoci disposti a realizzarlo. Dopo qualche tempo il DG ci comunicò che la Asl ci avrebbe pensato autonomamente, visto che… EM non aveva mostrato interesse” (!).
11/07/2000 (e ancora il 23/9): presentazione del progetto PET a Nencini, presidente del Consiglio regionale, per sottoporre anche a lui il senso dell’operazione. Nencini si rese conto della validità della stessa e il 27/09/2000 , in Consiglio Regionale, mi presentò all’assessore Rossi; questi mi dette appuntamento in assessorato il 9 Ottobre, perché gli illustrassi il progetto PET.
21/11/2000 : incontro con Asl11, dr Roccato, per CUP –volontà di imporre a EM una gestione appuntamenti riservata solo alla Asl (= esclusione di Ecomedica dalla gestione dei propri appuntamenti : primo ed unico esempio in Toscana di Cup “fondamentalista”).
28/11/2000 : richiesta consulenza legale avv. Merusi, Pisa
06/12/2000 : a Rieti, con Andrea Dringoli, per proposta di centro PET con Asl Rieti, in accordo con DG, dr. Galbiati. La Regione Lazio escluse però Rieti dai centri regionali autorizzati a dotarsi di PET.
14/12/2000 : convegno a Empoli al quale intervenne il DG Asl11 in modo molto critico verso Ecomedica; il giorno successivo il DG telefonò all’allora sindaco Bugli, facendo pesanti dichiarazioni su Fabrizio Frosini e minacciando ritorsioni a Ecomedica.
19/12/2000 : alle ore 12 : vero e proprio “ultimatum” dalla Asl (scadenza ore 24 del medesimo giorno) perché accettassimo il CUP “fondamentalista”, pena la decadenza delle convenzioni.
28/12/2000 : intervento di Ledo Gori, segretario di Rossi, che garantì che in caso di nostra accettazione del CUP, la Asl avrebbe aumentato il nostro budget. Affermò anche che EM sarebbe stata inserita nel CUP nel corso dell’anno, perché, disse, “è un vostro diritto poter dare gli appuntamenti, pur all’interno del CUP”. Disse inoltre che Reggiani era pronto ad azzerare le convenzioni ad Ecomedica, ma che la Regione era contraria. Accettammo il Cup e ottenemmo un aumento del budget. Ma non per fisioterapia e laboratorio, il cui budget annuale fu “0”. Agli altri laboratori di analisi del territorio fu invece riconosciuto un minimo budget annuale (solo dopo due anni, la Asl accettò di riconoscere tale minimo budget –c. 1000 €- anche a EM ; ma non per la fisioterapia, che rimase così esclusa anche dall’accreditamento).
08/01/2001 : iniziarono le prenotazioni via CUP, con gestione unicamente Asl del medesimo (EM fu impossibilitata per oltre 2 anni ad effettuare prenotazioni in proprio, per gli esami eseguiti presso l’Istituto, con notevoli inefficienze, complicazioni e perdita di utenti esterni, a oggettivo favore dei nostri concorrenti privati. Caso unico in Toscana di Cup “talebano”).
24/01/2001 : incontro con ing. Romeri, coordinatore dpt sanità, su indicazione dell’assessore Rossi, in merito alla programmazione regionale PET.
30/03/2001 : nuova richiesta alla Asl11 di pagamento delle prestazioni relative al 1996.
Aprile 2001 : agreement con IBA (Louven) per la produzione di radiofarmaci a Catania, in caso di realizzazione del centro PET/Ciclotrone (21 Maggio: visita in Belgio con dr. Cuttone, per siglarlo).
20/04/2001 : alla ns richiesta di pagamento del pregresso 1996 il dg Asl11 rispose: “nulla vi è dovuto”.
05/05/2001 : lettera a assessore Rossi e coordinatore Romeri, su programmazione regionale PET.
12/05/2001 : lettera del dg Asl11, Reggiani, sul tema “franchigie” (quota pagata dal cittadino non esente) con l’affermazione che “esse partecipano alla determinazione del budget annuale” (andando in tal modo a ridurre il budget annuale predefinito -cosa da me non accettata, perché illegittima, arbitraria e contraria alla lettera del contratto firmato con la Asl).
24/05/2001 : ISPESL, Roma, per il progetto PET Rieti –riunione con direttore Ispesl, dr Moccaldi; dg Rieti, Galbiati ; dr Cuttone, INFN Catania ; prof. Milano e ing. Scappini. Moncaldi lodò il progetto di Ecomedica.
29/05/2001 : con ing. Scappini, presentazione domanda installazione PET a Comune, Ufficio Unico e Asl Catania.
04/06/2001 : nuova lettera a Regione Toscana per PET.
10/07/2001 : incontro, per PET, con vicepresidente Reg. Toscana, prof. Passaleva.
20/07/2001 : sollecitazione per PET all’ing. Romeri, Reg. Toscana (nessuna risposta scritta ; a voce : “la programmazione sanitaria è ancora in fieri”).
Agosto 2001 : comunicazione che, a seguito di un precedente incendio doloso negli archivi dell’ufficio tecnico comunale di Catania, risultavano irreperibili documenti relativi all’immobile scelto quale sede del centro PET. Successivamente, altri problemi connessi all’immobile ci costrinsero a non dare più seguito al progetto. Anche il tentativo di spostare la sede in un comune vicino (Valverde, 15 Novembre) non dette risultati (dopo poco la Reg. Sicilia autorizzò PET e Ciclotrone ad una società privata di Bagheria –titolare poi inquisito per associazione mafiosa, con collegamento a Provenzano).
17/10/2001 : per tramite dell’Assessore comunale Tani, incontro a Firenze, in Palazzo Vecchio, con Assessore comunale alla Sanità, Billi, e DG Asl10 (Firenze), Menichetti, per valutare fattibilità di realizzazione centro PET a Firenze (trovando così tante resistenze a Empoli). Il dg dell’Asl10 ci disse però che occorreva attendere il piano regionale... Era presente anche l’ing. Scappini.
26/11/2001 : fax DS Asl11 Scarafuggi con richiesta perentoria del 25% di sconto sul budget per RM, minacciando altrimenti l’accordo Asl con altri privati.
28/12/2001 : fax da avv. Santoro, per conto del DG Asl11, con minaccia di causa per danni se non avessimo accettato. Non accettai la minaccia, ribadendo l’offerta per sconti più limitati.
31/12/2001 : accordo su contratto Asl, con Scarafuggi, con sconti accettabili per Ecomedica.
Febbraio 2002 : la Asl11 affitta una RM su camion (5 giorni al mese a Sovigliana ; 2 giorni al mese a Castelfiorentino) per offrire 1500 “esami aggiuntivi nel 2002 , ad un costo –allora dichiarato- di c. 400 mila euro (esami che EM avrebbe potuto erogare a costi inferiori). La Asl si rifiutò di rivelare il costo finale, che voci interne all’azienda pubblica riferirono “più alto di quanto preventivato”. Anche interrogazioni in Consiglio Comunale rimasero di fatto senza risposta. Notare che in occasione di guasti alla RM su camion, i pazienti furono trasportati con pulmino Asl11 all’IRT di Pistoia (istituto privato convenzionato) : alla richiesta di spiegazioni, il DS Roccato rifiutò sempre di rispondere. Così come alla richiesta che ci venisse spiegata la ragione per cui all’IRT potessero rivolgersi senza problemi tante persone della nostra zona, impossibilitate a fare esami in Ecomedica per il budget inadeguato accordatoci. Ancora: perché alla Clinica Leonardo di Sovigliana era stato accordato un budget a parte per i pazienti provenienti da altre Usl, mentre a Ecomedica questo non veniva riconosciuto.
01/03/2002 : ordine per PET (Philips “Allegro” ; ordine poi modificato a TAC/PET “Gemini” il 24/4/03)
16/03/2002 : annullamento del progetto PET a Valverde, non essendoci ancora la concessione edilizia* e avendo la Regione Sicilia deciso di accreditare gli istituti privati già convenzionati al 31 Dicembre 2002. *Oltretutto, 8 mesi prima il proprietario dell’immobile, aveva sporto querela contro l’ufficio tecnico del Comune, per una vicenda diversa.
29/03/2002 : nuova sollecitazione per PET al coordinatore dpt sanità, Romeri, e assessore Rossi.
05/04/2002 : mia lettera al Presidente della Repubblica e al presidente della Regione. Qualche tempo dopo, Tognetti venne a trovami per dirmi di aver ricevuto una telefonata da Ledo Gori: Reggiani era infatti inviperito e chiedeva “la mia testa”, sostenendo che non avrebbe più trattato con Ecomedica fino a quando Frosini ne fosse stato il titolare. Gori si appellava a Tognetti perché io accettassi di “mettermi da parte”!
15/05/2002 : mia richiesta di audizione alla IV Commissione Consiglio Regionale per illustrare quanto posto all’attenzione di Ciampi e Martini (risposta: silenzio).
28/05/2002 : Siena, incontro col Rettore Università, prof Tosi, per PET, accompagnato dal prof Gioffrè. E l’8 Luglio, con DG Azienda ospedaliera, dr.ssa Semplici.
18/06/2002 : mia lettera al Sindaco Bugli per denunciare i soprusi e le prevaricazioni del DG Asl, oltre all’assurda situazione ragionale su PET e Radioterapia.
26/06/2002 : in Regione, da Ledo Gori, per la PET a Empoli (muro di gomma).
Nei mesi di Maggio e Giugno, a causa anche di guasti e altre difficoltà presso la Radioterapia di Careggi, malati di cancro in attesa di eseguire i trattamenti manifestarono pubblicamente il loro sconcerto, con dichiarazioni rese non solo localmente, ma anche alla stampa nazionale e al TG1. A seguito di ciò, la Regione divenne finalmente sensibile al problema. L’Assessore chiese quindi al sindaco Bugli di fissare un incontro con Ecomedica. Questo venne fissato il 4 Luglio, nonostante io ritornassi proprio quel giorno dall’estero (e quindi in mia assenza).
04/07/2002 : in Comune, alla presenza del Sindaco Bugli, l’Assessore Rossi, ricordando come da anni ci proponevamo per la Radioterapia, chiese a Ecomedica di realizzarla entro 12 mesi, essendo “priorità della regione” ridurre l’attesa di molti malati di cancro (2400 nella sola area Firenze/Prato/Empoli; da qui la Delibera di Giunta 885/5.8.02), attivando con EM un rapporto di convenzione. l’Assessore Rossi, accompagnato da Ledo Gori, dopo aver affermato che “fosse per Reggiani Ecomedica chiuderebbe” (ed aver aggiunto “ma la Regione non vuole che Ecomedica chiuda bensì che si sviluppi”) garantì che la Asl avrebbe convocato Ecomedica in brevissimo tempo per definire l’accordo. In realtà la Asl fece di tutto per prendere tempo, tanto che l’incontro avvenne solo il 1 Ottobre (e non andò come ritenevamo).
Dopo il 4 Luglio, fino al 1 Agosto, seguirono altri 3 incontri con Ledo Gori, ma la Asl non dette alcun segno di sé. Nel frattempo, avendo fin da subito proposto alla Regione e al Sindaco che la Asl ci vendesse l’ ex-Anfor, alla quale eravamo interessati da tempo (e la Direzione Asl ne era a conoscenza), venimmo a sapere il 12 Luglio che, solo pochi giorni prima, la Asl aveva “venduto” l’immobile ad una società immobiliare di Pistoia (Eustachio Borgonovo srl). In realtà non di vendita si trattava, ma di un compromesso –come venimmo a sapere molto tempo dopo.
Ad oggi, sono sempre a chiedermene la logica: la Direzione di una Azienda USL, proprio quando l’Assessore alla Salute della Rg. Toscana, individuando nella Radioterapia una priorità per la Regione, chiede a Ecomedica e alla Asl11 di attivarsi immediatamente perché il problema sia risolto al più presto, decide di alienare un bene immobiliare ottimale a tale scopo, preferendo stipulare un compromesso con una società terza interessata a (legittimamente) speculare sul bene, cambiandone la destinazione d’uso (da direzionale che era) e presentando in Comune un progetto di 3-4 palazzi (progetto stranamente autorizzato dal Comune in pochissimi mesi), piuttosto che venderlo a Ecomedica…
05/08/2002 : Delibera Regionale su Radioterapia, con l’indicazione che per realizzare i 3 centri (Firenze, Prato, Empoli) potrà essere seguita sia la strada della realizzazione pubblica, di joint venture pubblico/privato o di convenzione con strutture sanitarie private accreditate o da accreditare.
10/09/2002 : la Regione, in merito alla nostra richiesta di accreditamento, motivando norme regionali per l’accreditamento istituzionale, escluse la branca di fisioterapia/riabilitazione perché la Asl non volle riconoscerci alcun budget relativo, purché piccolo. Eppure altri privati, anche in mancanza di contratto con le Asl di riferimento, vennero accreditati (es.: Santa Chiara a Firenze).
01/10/2002 : incontro per la Radioterapia con la direzione Asl11 (Reggiani, Roccato e Mazzoni Claudio). Erano presenti anche Dragoni Fabio e Maestrelli. Iniziammo a parlare di radioterapia in un’atmosfera tranquilla, nonostante la richiesta di realizzarla non a Empoli ma –irrazionalmente- prima a S.Miniato e poi, alle mie precise obiezioni, a Castelfiorentino. Quindi, di punto in bianco, ci venne comunicato che la Asl aveva necessità di modificare il contratto con Ecomedica per il 2003, proponendoci di fatto un dimezzamento del budget rispetto al 2002 (sostanzialmente il ritorno al volume finanziario del 1999). Mi opposi fermamente. Dopo 2 mesi riuscimmo a “limitare i danni” a c. il 20% in meno. All’inizio del 2003, ancora a seguito di mie “manifestazioni”, ci venne poi “concessa la grazia” dell’entrata nel CUP, vale a dire la possibilità di dare anche noi gli appuntamenti (come avevano sempre fatto tutti gli altri privati in Toscana e nel resto d’Italia).
04/10/2002 : incontro a Firenze con d.g. Asl10, dr. Menichetti, su sua richiesta; ci chiese se EM fosse interessata a realizzare la radioterapia alla SS Annunziata (Antella) e ad affittarla poi alla Asl. Rispondemmo che saremmo stati interessati in caso di gestione, non ad una operazione puramente finanziaria. Erano presenti anche l’ing. Passaleva e Benedetti.
25/11/2002 : incontro in Regione con Ledo Gori e dr.ssa Semplici, DG ospedale delle Scotte, Siena, per valutare la possibilità di realizzare la PET a Siena, riprendendo quanto iniziato col precedente d.g. , dr. Macchi. La cosa non ebbe poi seguito.
07/01/2003 : in Regione (con Ledo Gori e Biti) per la Radioterapia. In quell’occasione mi venne consegnato da Gori un documento di Biti sulla gestione dei “centri periferici” da parte di Careggi, con l’utilizzo di medici specializzandi a rotazione. Biti chiese anche che Ecomedica acquistasse apparecchiature Electa. Precisai di volere la più ampia collaborazione con l’Università, ma nel rispetto dell’autonomia di Ecomedica e della qualità del servizio. Biti considerò queste parole “offensive”. Venne fissato un secondo incontro il 31/01, poi annullato su richiesta del DG Asl11.
13/02/2003 : Roccato, DS Asl11, ci scrisse rifiutando il pagamento degli esami di RM eseguiti –con urgenza- da EM a pazienti ospedalizzati, su richiesta dei responsabili medici ospedalieri della Asl, sostenendo come il ns. contratto avesse valore solo per gli appuntamenti CUP (allucinante!).
25/02/2003 : riunione con 3 soci imprenditori edili (:Dragoni, Fontanelli e Forconi) per ex-Anfor. Giuseppe Dragoni, che in precedenza aveva avuto incarico di reperire un immobile adatto a Ecomedica, era riuscito infatti a sapere (dal dott. Lepri, ex DA Asl11) chi avesse acquistato i diritti sull’ex-Anfor. Il 13 Marzo Giuseppe e Fabio Dragoni incontrarono a Pistoia i soci della Eustachio Borgonovo Srl, dicendosi interessati ad acquisire l’immobile in proprio (tacendo l’interesse Ecomedica).
17/04/2003 : telefonata di Biti per chiedere se rispondesse al vero (come riferito da Reggiani ad una riunione di Area Vasta) che Ecomedica non fosse più interessata alla Radioterapia. Scrissi pertanto (29/4) all’Assessore Rossi e a Biti per ribadire che Ecomedica non aveva assolutamente mutato idea.
Il 17 Aprile ci fu anche l’accordo fra Dragoni e l’Eustachio Borgonovo.
Fine Aprile 2003 : Dragoni fece costituire a Petri e Giovannoni l’immobiliare Edil2010 per acquisire i diritti sull’ex-Anfor. Il 28 Maggio venne firmato il contratto di acquisto dell’immobile. Edil2010, appena entrata in possesso dell’immobile, ne chiese il ripristino della precedente destinazione d’uso (direzionale/sanitaria) e presentò al Comune di Empoli un progetto di massima fornito a Dragoni dall’arch. Ancillotti e, tramite DIA, potette iniziare ad operare sull’immobile. Le autorizzazioni per lo specifico progetto del Centro Diagnostico e della Radioterapia vennero invece bloccate dal procedimento di approvazione del nuovo piano urbanistico locale (definitivamente approvato a fine Dicembre 2004). Ulteriore danno a chi aveva ritenuto di preferire, ai palazzi, la RADIOTERAPIA!
Per completezza: curatore del progetto immobiliare generale: architetto Ancillotti ; per la parte medica –ma seguendo le mie precise direttive– : architetto Mancini, nipote di Benedetti.
24/04/03 : modifica dell’ordine 1/3/02 per PET a TAC/PET “Gemini” Philips.
02/06/2003 : incontro con prof Donato, CNR Pisa, per PET a Empoli.
03/07/2003 : in Regione per Radioterapia, con Gori, Reggiani e Biti ; breve presenza anche di Rossi.
12/07/2003 in una conferenza stampa in Comune, a Empoli, con il Sindaco Bugli, l'Assessore regionale Rossi, il DG e il DS dell’Asl11, venne presentato l’accordo con Ecomedica per la realizzazione, nell’ ex-Anfor, del Centro di Radioterapia. Tale accordo avrebbe dovuto essere perfezionato e firmato entro il 2003.
Settembre e Ottobre 2003 : vari incontri con DS Enrico Roccato, per la Radioterapia, con tentativo della Asl11 di limitare i pazienti trattabili da Ecomedica (c. 400/anno invece di almeno 800).
05/11/2003 : delibera Asl11 sulla Radioterapia, indicante 831 cicli/anno di trattamento ma con, mediamente, 10 prestazioni ognuno (invece delle 20 che rappresentano la normale media –pertanto riducendo di fatto a c. 4000 il numero di pazienti/anno).
17/11/2003 : email da Biti per Radioterapia (“lei non mi conosce”).
29/11/2003 : convegno Villa Sonnino, con presentazione progetto Radioterapia.
22/12/2003 : ordine apparecchiature VARIAN (2 Linac da 6 MeV) –installazione prevista a circa 1 anno di distanza l’uno dall’altro. La scelta delle apparecchiature, software e quant’altro seguì ad una attenta valutazione dei costi/benefici con consulenti radioterapisti e fisici (prof. Cionini, dott. Tucci, prof. Milano). La scelta fatta permetteva di coprire c. il 90% della patologia, consentendo di eseguire le tecniche attualmente più avanzate.
Dicembre 2003 : ancora grosse difficoltà con la Asl11, a causa delle franchigie, dal DG Reggiani considerate nei “tetti”, nonostante il contratto disponesse chiaramente che il budget “è al netto delle franchigie”.
21/01/2004 : lettera da Roccato che giustificava gli 831 “cicli” della delibera del 5/11/03 come “errore”, volendosi invece intendere 831 “pazienti”/anno.
15/01/2004 : intervento di Nencini su Ledo Gori per Radioterapia perché la Regione concretizzasse con EM un accordo valido “in particolare per i malati”. Anche il Prefetto Lombardi scrisse a Rossi (riferito dal capo di Gabinetto del Prefetto).
11/03/2004 : mio incontro con Biti e Roccato a Careggi, presente Maestrelli. Biti mi offese ripetutamente e minacciò che non ci avrebbe fatto realizzare la Radioterapia, a meno che non accettassimo i suoi voleri. Non mi feci intimidire.
14/04/2004 : Regione, incontro con Ledo Gori e dr Ancona, DG del Dpt Salute. Presenti anche l’avv. Alberto Benedetti, l’ing. Passaleva, Maestrelli. Ancona affermò “La Regione non può impedirvi di installare l’apparecchiatura PET-TAC che avete ordinato, ma non chiedetemi da subito la convenzione perché la Regione non può darvela. Dopo che avrete iniziato a lavorare, sulla base delle necessità oggettive, la Regione potrà valutare positivamente tale eventualità. Ma non a priori”. Li informai della prossima presentazione del progetto per PET e Radioterapia alla Commissione regionale per la radioprotezione.
26/04/2004 : io, Fontanelli e Benedetti diventammo formalmente soci nell’Edil2010, tramite una fiduciaria (Invest Eurofid) facente capo alla Cabel. Sottoscrizione di fideiussione pro-quota di 3 milioni Euro (rispettive quote: 10%, 10%, 5%). Pur avendo sempre proposto che fosse Ecomedica ad essere socia, con una quota significativa (inizialmente puntavo al 50%, poi cercai di ottenere almeno il 15% ; ..), l’entrata di Ecomedica non avvenne mai, per opposizione dei Dragoni, mascherata da valutazioni “tecniche” di Fabio Dragoni sul far privilegiare a EM l’acquisto di apparecchiature. In occasione dell’entrata come socio, venni a sapere che era socio anche l’arch. Campatelli, oltre a Dragoni Italo, fratello di Giuseppe. La società avrebbe dovuto aumentare il capitale (inizialmente di € 10.000,00) in modo da far meglio fronte all’impegnativo investimento, ma questo non avvenne mai. Neppure i 10.000 Euro vennero versati. Nel settembre 2005 mi venne infatti reso l’assegno di 1000 euro che Dragoni non aveva mai fatto versare nelle casse della Società.
03/06/2004 : incontro EM/Regione per Radioterapia, con Gori e Biti. Per EM presenti: Passaleva, Dragoni Fabio, avv. Alberto Benedetti e Maestrelli. Dura opposizione di Biti ad una autonomia Ecomedica.
Giugno/Luglio 2004 : dopo presentazione alla Asl11, invio del progetto tecnico per Radioterapia e PET/TAC alla Commissione regionale per la radioprotezione, tramite il Comune.
28/06/2004 : a seguito dell’atteggiamento di Biti, Reggiani e Roccato, chiesi a Riccardo Nencini se potesse farmi avere un incontro con Rossi, cosa che avvenne : Rossi mi incontrò nello stesso pomeriggio e asserì che la volontà della Regione era che la Radioterapia fosse realizzata da EM e che questa ottenesse l’accreditamento per tale servizio (quindi confermò l’accordo del luglio ’02).
Essendo impegnato a Firenze con Rossi, non potetti partecipare al CdA EM ; F. Dragoni, approfittando della mia assenza, convinse il CdA a bocciare la mia proposta di partecipare al capitale Edil2010, sostenendo che comunque più del 3% del capitale non potesse essere sottoscritto da EM –in quanto essendo troppo oneroso l’investimento, era preferibile lasciarlo sostenere a Edil2010, prendendone in affitto l’immobile– e che possedere il 3% non aveva alcun valore pratico.
01/07/2004 : nuovo incontro EM/Regione, con Gori e Biti. In mia assenza, andarono Passaleva, Dragoni Fabio e Maestrelli. Viene presentata la mia ipotesi del “doppio binario”, così da prevedere una cogestione della Radioterapia: (1 linac a EM e 1 alla Asl). Biti rimase contrario: o come lui voleva o niente.
29/07/2004 : la Asl11 comunicò l’intenzione di ridurre (arbitrariamente) il budget EM da settembre.
01/08/2004 : mio articolo su La Nazione Empoli, per denunciare l’arbitrio Asl11 ; richiesta di intervento del Sindaco.
05/08/2004 : già in Canada, ricevetti una telefonata del Sindaco Cappelli, che promise l’interessamento (ma non seguì alcun effetto pratico) .
06/09/2004 : taglio di 170 RM e 240 TC.
6 e 7 Settembre 2004 : chiesi intervento di Rossi e sindaco Cappelli. Il DG Asl11 continuò a negarci di eseguire gli esami equivalenti alla quota franchigia, pertanto l’attività di EM in Settembre e Ottobre fu modestissima (senza considerare che eravamo già stati costretti ad una lunga chiusura in Agosto).Molti cittadini dovettero rivolgersi ad Istituti privati concorrenti per eseguire esami RM e TC.
Settembre e Ottobre 2004 : mie pubbliche dichiarazioni, riportate sui quotidiani. Interrogazioni di SDI (maggioranza) e UDC (minoranza) in Consiglio Regionale, sia su Radioterapia e PET che sui tagli. Un “appello” da me predisposto venne firmato da oltre 2700 persone in poco più di 1 mese, grazie ai tanti amici che raccolsero adesioni. Dichiarai la mia intenzione di portare il caso Ecomedica all’attenzione non solo regionale ma nazionale.
16/10/2004 : telefonata di Ledo Gori per fissare un incontro, specificando che il prof Amunni, direttore dell’Istituto Tumori Toscano, sarebbe stato il referente tecnico per la Radioterapia al posto di Biti.
04/11/2004 : 1° riunione in Regione con Gori e Amunni. Presenti anche Dragoni Fabio e dr Tucci –quale consulente radioterapista. Sul piano tecnico trovammo subito l’intesa.
19/11/2004 : 2° riunione in Regione : accordo sostanzialmente fatto.
20/11/2004 : a Villa Sonnino, presentazione dell’accordo sulla Radioterapia, con Gori, on.le Fluvi, sindaco Cappelli e consiglieri regionali. Esso prevedeva 900 pazienti/anno con 2 linac, uno gestito da EM e l’altro da Asl/Biti. Venne comunicato che la firma sarebbe stata apposta entro Natale, essendo solo da fissare il costo annuale per la Regione (da noi indicato inizialmente in c. € 2,250 mil/anno, trattabili fino a c. 2 mil/anno).
Novembre e Dicembre 2004 : dopo che la Regione mi dette ragione in merito alle franchigie, raggiunsi l’accordo con l’Asl11 per il contratto 2005-07 , con aumento del budget.
Nel frattempo, da varie parti (ed in particolare dai Dragoni), mi venne segnalato che i politici locali erano molto critici circa la “mia conduzione della vertenza”. Mi venne fatto ripetutamente il nome di Bugli, Regini e Fluvi, oltre che del sindaco Cappelli. Mi riferirono, sempre riportando quanto appreso dai suddetti, di grossi rischi di ritorsioni su Ecomedica da parte di Reggiani, descritto come furioso perché obbligato dal mio agire a riconoscerci l’aumento del budget. Venne anche in particolare sottolineato come la presenza di imprenditori in Ecomedica rendesse necessario un atteggiamento che evitasse possibili problemi addirittura alle loro personali attività. Gori, intanto, adducendo impegni molteplici, rimandò a dopo Natale la definizione ultima dell’accordo per la Radioterapia.
28/12/2004 : Dragoni Giuseppe mi chiese di lasciare a lui e al figlio il rapporto con Asl e Regione (oltre che con il sindaco Cappelli), in merito in particolare a Radioterapia e PET, vantando rapporti politici “giusti” (fece esattamente il nome di Bugli, Regini e Cappelli). Acconsentii (nessuna delega formale venne comunque data dal CdA), ma avvertendo che avrei evitato “conflitti” con la Direzione Asl solo a condizione che si mantenesse fede agli impegni presi e che non fossero sorte nuove criticità per Ecomedica.
Dicembre 2004 : l’istituto privato IRT di Pistoia terminò l’installazione di una C-PET (Pet di bassa fascia), dopo che la commissione regionale per la radioprotezione aveva dato parere favorevole (senza prendere assolutamente in considerazione la domanda di EM). Nel Gennaio 2005 iniziò a lavorare –e fin da subito in convenzione (esattamente il contrario di quanto dichiarato a noi da Ancona). Da notare: per 2 anni Ledo Gori aveva pervicacemente negato che un privato potesse mai essere autorizzato ad installare una PET, e alle mie richieste di delucidazioni in merito a “voci indicanti l’IRT di Pistoia come intenzionata ad installare la PET” rispose sempre affermando che a lui tale notizia non risultava.
Gennaio/Febbraio 2005 : nonostante le rassicurazioni di Dragoni Fabio sulla “prossima” firma dell’accordo, la situazione rimase in stallo.
11/02/2005 : Ledo Gori riferì a Dragoni Fabio che “Biti non vuole l’accordo con Ecomedica”.
16/02/2005 : Rossi, durante un Consiglio Regionale, ribadì a Nencini e Ciucchi che non esistevano difficoltà da parte della Regione, relative all’accordo con Ecomedica.
Marzo 2005 : Fabio Dragoni riferì una proposta della direzione Asl, secondo la quale avremmo potuto trattare 450 pazienti/anno a 1.991.000 euro. Gli dissi che la Asl non era credibile, che non avrebbe potuto giustificare un simile esborso (: avevamo chiesto 2/2.250 mil € per 900 pazienti, come potevano essere offerti 2 mil per la metà dei pazienti?). Ecomedica non poteva cacciarsi in un vicolo cieco, pertanto ribadii che non potevamo accettare venisse modificato l’accordo del 20 novembre. Non solo, avendo Dragoni (email del 21/3) predisposto uno schema di accordo con la Asl11 in cui fra le parti contraenti, oltre a Asl e Ecomedica, risultava anche Edil2010 (priva di un qualsiasi titolo che la rendesse parte di un accordo relativo a servizi medici), lo richiamai al rispetto dei ruoli.
Risultò chiara, pertanto, la strategia della Asl (e della Regione/Biti) per annullare l’accordo del 20 Novembre ‘04 , pur non venendo mai comunicato a EM alcunché di concreto. Tale strategia utilizzò anche strumenti di “bassa lotta politica”, compreso il fomentare divisioni interne alla compagine societaria di Ecomedica (facendo leva su interessi personali di alcuni soci, non estranei anche a “collateralismi” con settori del potere politico locale).
23/03/2005 : mia lettera al Presidente Ciampi, al Presidente Martini e al Prefetto di Firenze (riflessioni di un “cittadino italiano”) –scritta il 15/3 e annunciata per e-mail a Rossi, Ancona, Cappelli, Fluvi e altri, ma spedita il 29 , dopo che pronte rassicurazioni di “firma ” dell’accordo (comunicate in particolare a Fabio Dragoni dal Sindaco Cappelli, la quale riferiva parole dell’Assessore Rossi) si rivelarono di nuovo infondate.
26/03/2005 : telefonata di Bugli che mi informava di aver parlato con Rossi in merito alla Radioterapia, ricevendone l’ennesima assicurazione che “non esistevano difficoltà da parte della Regione”.
29/03/2005 : Dragoni Giuseppe e Fabio in Regione da Ledo Gori : mi riferirono un comportamento contraddittorio da parte di questi, con ripetuti riferimenti all’Area Vasta e all’opposizione di Biti e Asl.
15/04/2005 Prefettura : lungo incontro con Dott. Saccone, Capo di Gabinetto del Prefetto Lombardi. Questi mi disse che il Prefetto si era interessato alla cosa e, su invito della Segreteria del Quirinale, aveva richiesto all’Assessore una relazione scritta da inviare a Roma. Saccone mi assicurò di aver parlato personalmente con Gori e di averlo trovato pronto a trovare l’accordo con Ecomedica. Mi invitò quindi ad essere fiducioso nella soddisfacente conclusione della vicenda.
13/04/2005 : e-mail da Fabio Dragoni con la quale mi notificava quanto già da lui concordato, ad insaputa non solo mia, ma di tutta Ecomedica, con Roccato, DS Asl11. In quell’e-mail, Dragoni scriveva : . Tutto questo senza che fosse stato minimamente concordato o anche solo discusso in CdA. Nessuno mai, in Ecomedica, aveva infatti mai sentito parlare di “affitto di ramo di azienda”. Né Dragoni aveva deleghe per poterne trattare con la controparte.
Nel frattempo, sia la Direzione Asl che i Politici (Regini e Bugli in particolare) esercitavano pressioni sui soci imprenditori per emarginare Fabrizio Frosini. Le pressioni si esercitarono in particolare sui Dragoni, come essi mi riferirono, essendo Giuseppe Dragoni non solo il più importante imprenditore edile di Castelfiorentino, ma anche il vice-presidente della Banca di Credito Cooperativo di Cambiano, il cui presidente è Paolo Regini (presidente anche di Publiambiente ed ex-sindaco di Castelf.no). Fabio Dragoni, nel sostenere che avrei dovuto ritirarmi, ebbe a lamentarsi che per colpa mia (!) la propria famiglia stava non solo sperimentando “difficoltà nei rapporti” necessari a portare avanti i propri affari immobiliari, ma stava addirittura rischiando “il patrimonio personale”. Riferendosi a chi suggeriva di “voltare velocemente pagina in Ecomedica” ebbe a fare i nomi non solo di Roccato (per ordine certamente di Reggiani), di Bugli e di Regini ma anche di Gori. Giuseppe Dragoni coinvolse poi anche Remo Fontanelli, prospettandogli il rischio che la mia azione contraria ai diktat Asl facesse sorgere problemi anche a lui, alienando loro l’appoggio politico. Nonostante questo l’atteggiamento di Dragoni padre nei miei confronti rimase altalenante fino alla fine di Giugno, scontrandosi addirittura, a fine Maggio, con il sindaco Cappelli, per l’incapacità o non volontà della medesima (come riferì lo stesso Dragoni) a dare un contributo positivo alla vergognosa vicenda.
14/06/2005 : incontro di Fabio Dragoni con Direzione Asl11 per la Radioterapia. Dopo l’incontro Dragoni chiese con urgenza una riunione, nel tardo pomeriggio, con gli altri soci di Edil2010. In quella sede sostenne che EM doveva assolutamente affittare alla Asl11 la “branca” radioterapia, pena il rischio di fallimento per la stessa Ecomedica e quindi di Edil2010, in quanto la Asl non avrebbe accettato altra soluzione e avrebbe costretto Ecomedica a cedere.
14/06/2005 : e-mail di Fabio Dragoni ai consiglieri EM (con la frase : In realtà i soci di Edil2010 non hanno versato neppure 1 Euro di tasca loro).
14/06/2005 : mia lettera a tutti i Soci Ecomedica, con il rifiuto di ogni logica “meramente affaristica” e di ogni volgare mercanteggiamento su .
15/06/2005 : lettera del DG Asl11 : respinta (con motivazione ipocrita e strumentale) la gestione diretta EM della Radioterapia (convenzione). Successivamente, sia Reggiani che Roccato riaffermarono a Dragoni che l’unica via per realizzare la radioterapia fosse l’affitto d’azienda. Venne ribadito che i pazienti da trattare sarebbero stati solo 400-450/anno (nonostante che in una precedente lettera, Roccato riconoscesse il numero di 831 paz/anno), con budget di spesa di 1.2 milioni Euro/anno.
Fine Giugno 2005 : dopo aver comunicato a Dragoni e altri consiglieri che non potevo accettare di subire in silenzio lo stravolgimento dell’accordo del 20.11.04, rilasciai mie dichiarazioni ai giornali, al fine di rimettere in discussione la posizione della direzione Asl.
06/07/2005 : CdA Ecomedica. Fabio Dragoni vi entrò affermando che EM dovesse accettare l’affitto di ramo d’azienda. Spiegai le ragioni per le quali non ero d’accordo, sostenendo inoltre che una eventuale decisione in tal senso spettasse all’Assemblea, non al CdA. Conclusi proponendo due alternative: 1. che il CdA respingesse la richiesta di affitto d’azienda, dando al contempo formale mandato a due Consiglieri per continuare le trattative con la Asl, ricercando un diverso accordo; o 2. che si convocasse l’Assemblea. La proposta 1. venne votata all’unanimità (Dragoni compreso).
21/07/2005 : incontro fra Passaleva e Fabio Dragoni con la Direzione Asl11 al completo. La Asl, di fronte alla posizione questa volta netta di Ecomedica (presentata da Passaleva), mostrò la disponibilità a trattare in termini diversi dall’affitto d’azienda. Subito dopo l’incontro l’ing. Passaleva (soltanto) venne in EM a relazionarci (presenti anche Benedetti, Fontanelli, Andrea Frosini, il dr. Rossetti e poi Dragoni Giuseppe, formalmente estraneo al CdA Ecomedica ; i Consiglieri erano così 5 su 11) –ma ogni discussione nel merito venne impedita dal comportamento allucinato di Giuseppe Dragoni. Venne anche comunicato, da Dragoni, che Edil2010 dava tempo solo fino al 31 Luglio a EM per prendere una decisione circa l’immobile ex-Anfor, altrimenti la società immobiliare sarebbe andata per la propria strada, anche eventualmente affittando direttamente alla Asl11 l’immobile per realizzarvi la Radioterapia.
Dopo anni di battaglie contro il “sistema di potere toscano”, nell’indifferenza o nell’assenza (a parte mirabili eccezioni) della Politica, delle Istituzioni, della Giustizia, definitivamente disgustato per quanto appena sentito e visto (da parte di chi si era dichiarato Amico di Famiglia da 30 anni), comunicai ai presenti la mia volontà di non aver più a che fare con simili persone. Essendo il mio ultimo giorno di presenza a Empoli, prima di un lungo periodo in America, invitai a convocare un CdA che (attraverso una successiva convocazione dell’Assemblea) avrebbe potuto portare alla nomina di un diverso presidente (caldeggiai anzi che fosse l’ing. Passaleva, in considerazione delle qualità personali e professionali). Non ebbi più alcun contatto con Dragoni, Benedetti, Angelini e Fontanelli, ma successivamente seppi che, appena lasciai Empoli, venne comunicata alla direzione Asl la mia “uscita di scena”. La Asl fece subito un passo indietro rispetto all’apertura mostrata il 21 –come ci aveva relazionato Passaleva, riproponendo l’aut-aut “affitto o nulla”. Passaleva venne immediatamente escluso (nonostante fosse stato ufficialmente delegato, con Dragoni –all’unanimità, cfr 6 luglio) da ogni successivo contatto con la Asl.
31/07/2005 : scadenza dei termini dati il 21/7 a EM da Edil2010 per decidere in merito all’immobile.
03/08/2005 : CdA EM, con illegittima nomina di Benedetti, su proposta di Dragoni Fabio, quale presidente e cooptazione in Consiglio di Calorini Lido, cognato di Angelini. Decisioni illegittime, dal momento che lo Statuto assegna la facoltà di nominare il presidente all’Assemblea. La cooptazione non è neppure prevista nello Statuto, essendo ancora facoltà unica dell’Assemblea nominare o revocare i consiglieri. Subito dichiarazioni impegnative su una “ritrovata intesa” con la direzione Asl. Al contempo si intensificarono gli attacchi personali nei miei confronti (peraltro già iniziati da tempo) nonché della mia Famiglia, per cercare di emarginarmi e impedire un eventuale ritorno:il tutto funzionale ad una precisa strategia, suggerita precedentemente a livello “politico” –:essendo Fabrizio Frosini persona “scomoda” (addirittura: “pericolosa”) e quindi da “allontanare”, come avevano esplicitamente detto i Dragoni, riferendo ciò che affermarono essere precisi concetti illustrati loro da Regini, Bugli e Reggiani, ma anche da Ledo Gori (come di fatto confermato, in più occasioni, da Fontanelli, Angelini e, non ultimo, Tognetti).
08/09/2005 : CdA EM con nomina a consigliere delegato di Angelini. Sempre illegittimamente (in quanto contrario alle norme statutarie) venne deliberato l’inizio delle procedure di liquidazione della SpA Ecomedica Centro Oncologico (solo l’Assemblea può infatti deliberare in tal senso).
Settembre e Ottobre 2005 : su sollecitazione di non pochi Soci, maturai il convincimento di dovermi assumere la responsabilità di modificare la situazione di illegittimità in Ecomedica, attraverso modalità che, secondo Statuto, affidassero all’Assemblea dei Soci il diritto/dovere di operare la scelta sulla strategia aziendale da perseguire.
29/09/2005 : prima analisi e valutazione legale della situazione.
14/10/2005 : mia richiesta ai Soci EM Risonanza di sottoscrivere un documento di consenso alla revoca del CdA e convocazione dell’Assemblea per eleggere un nuovo CdA e deliberare sulle strategie aziendali.
20/10/2005 : mia diffida ai consiglieri Ecomedica ad assumere impegni, in particolare in relazione a Radioterapia e PET, data l’illegittimità del CdA. Questo interruppe la trattativa con la Asl per l’affitto di ramo d’azienda e impedì il ritiro/sostituzione della domanda in Commissione Reg. per la prevenzione dei rischi da radiazioni ionizzanti.
31/10/2005 : convocazione CdA EM Risonanza che, dovendo prendere atto della decisione della maggioranza dei Soci, convocò l’Assemblea in data 16 Novembre.
Nello sviluppo degli eventi, il socio Tognetti Gino, con l’intento dichiarato (poi mostratosi falso) di superare le divisioni in ambito societario, propose una soluzione con i posti in CdA ripartiti a metà (4 alla maggioranza e 4 alla minoranza), ma lasciando * alla minoranza –che aveva oltretutto infranto le norme statutarie- il controllo della società operativa, con presidente sempre Benedetti. Per giustificare la formula, si rifece anche al problema dell’acquisizione dell’immobile: Edil2010 era in mano a Dragoni (io rappresentando l’assoluta minoranza nella Srl), che spregiudicatamente se ne serviva per ottenere concessioni in Ecomedica. Ma l’immobile, di fatto, “apparteneva” alla Banca in cui Dragoni è vicepresidente. Tognetti ebbe quindi fin dall’inizio incontri con il Presidente, Regini, accettandone i “di lui consigli”. E subito aggiunse (e divenne chiaro che ci fosse la “politica” dietro tutto ciò”, visto che fin dall’inizio lui stesso riferì di sollecitazioni giuntegli anche per tramite del sindaco di Montaione) come occorresse vivere “in armonia” con la Asl. Nonostante avessi ottenuto io, con la mia mozione, la maggioranza, per principio, oltre che per razionalità, rifiutai * pertanto di entrare nel CdA e continuai ad “autosospendere” la mia attività professionale, così come dichiarato il 14 Giugno, ricordando che consideravo irrinunciabili 2 punti: la convenzione per la Radioterapia (e non l’affitto d’azienda) e l’autorizzazione all’installazione della PET. La mia autoesclusione impose una sorta di “reciprocità”, andando a negare un posto in CdA anche a Dragoni.
La nuova amministrazione Ecomedica continuò le trattative con la Asl11. Con riferimento ai politici (e con preghiere a me di “evitare esternazioni”), Tognetti riportò spesso le preoccupazioni di vari sindaci e dello stesso Ledo Gori circa mie eventuali “iniziative”, cui facevano seguito le sollecitazioni al medesimo Tognetti di “andare a braccetto con la Asl” e di ristabilire un rapporto saldo con Biti. Presto, grazie a tali frequentazioni politiche, Tognetti divenne amico di Reggiani (del resto era diventato un ritornello il passo: “la Asl è il migliore cliente di Ecomedica e si deve andare d’accordo con chi ci fa guadagnare,anche accettando di fare ciò che il cliente vuole, altrimenti si perde il 60% del fatturato”). Per tramite di due amici medici (: il prof. Ricca, consigliere comunale DS a Firenze e il dott. Carlo Biagini), entrò successivamente in rapporto con lo stesso prof. Biti.
Il 19 Gennaio 2006 avevo peraltro espresso molto chiaramente a Gino Tognetti la mia insoddisfazione circa la situazione; in particolare per essere ancora sul tavolo la richiesta Asl di affitto di ramo d’azienda, per la Radioterapia, che Reggiani e Roccato definivano “obbligatorio”.
A tal proposito ebbi a dirgli alcune cose in relazione ad una mia prossima azione personale nei confronti di tutti i Gruppi Politici rappresentati in Consiglio Regionale. Non mi capì. O non volle capirmi.
Il 2 Febbraio 2006 ero pertanto in Consiglio Regionale –e ci tornai più volte, dopo aver scritto a tutti i Gruppi Consiliari. Che incontrai poi nel corso di quel mese.
Tognetti seppe delle lettere dal DG Reggiani, che ebbe a riferirgli anche dell’indignazione dell’Assessore Rossi nei miei confronti (!).
Eppure Tognetti rimase poi piacevolmente stupito che fosse divenuto “improvvisamente” così facile escludere l’opzione “affitto di ramo d’azienda” e ottenere invece dalla Asl il riconoscimento della Convenzione per la Radioterapia.
Il 2 Marzo venni invitato ad un incontro con Gino Tognetti. Si voleva infatti che io ritornassi sulle mie decisioni e che rientrassi in Ecomedica, viste anche le problematiche di gestione dell’Istituto. Alla fine, acconsentii alla proposta di Tognetti: lui, come presidente, si sarebbe occupato dei rapporti con Asl e Regione –e quindi di “sbloccare” Radioterapia e PET, per le quali la Regione non aveva ancora espresso l’autorizzazione-, io come amministratore delegato, mi sarei occupato della gestione concreta dell’Istituto.
Pochi giorni dopo (il 9 e il 13/3), si tennero le assemblee delle Società, con la nomina dei nuovi CdA, espressione questa volta della maggioranza.
Trascorsero solo pochi giorni dall’elezione del CdA e Gino Tognetti fece sapere di averci ripensato: meglio non riconoscere alcuna delega a Fabrizio Frosini, bensì “ruoli di controllo” (?) a ciascuno dei consiglieri… in modo che io mi trovassi di fatto privo di un “ruolo reale” (in realtà si cercò deliberatamente di chiudere Fabrizio Frosini “in gabbia”).
Sebbene ritenessi non fosse più il caso di rimanere nel CdA Ecomedica, non formalizzai allora le dimissioni solo per le pressioni dei famigliari e degli amici.
In Aprile ci fu la firma del contratto con la Asl per la Radioterapia.
Il 13 Maggio 2006 Tognetti mi informò che dopo alcuni incontri da lui avuti con Giampaolo Biti (alla presenza di Carlo Biagini) era stata fatta presente da questi la necessità di una nuova domanda in Regione per la Radioterapia, escludendo da essa la richiesta di installazione della PET-CT. Precisò che, in Regione, i funzionari che pare avesse incontrato (la Sig.ra Fantoni sicuramente parlò con Biagini, ma venne fatto il nome anche della Sig.ra Catani) sostenevano che la “vecchia domanda” (presentata nel Luglio 2004) fosse sbagliata (giustificazione strumentale e priva di fondamento) e che occorresse pertanto ritirarla e ripresentarne una nuova, altrimenti la Commissione non avrebbe potuto esaminarla (cosa che la Commissione non aveva fatto in 20 mesi). Venne garantito, da Biti e dalle funzionarie, che appena la nuova domanda fosse presentata, l’autorizzazione sarebbe stata data.
La realtà era un’altra… La nostra richiesta di installare la PET-CT bloccava infatti una ben successiva, analoga richiesta dell’Istituto Fanfani. Occorreva quindi che Ecomedica ritirasse “spontaneamente” (sic!) la propria domanda, perché la Commissione regionale potesse autorizzare Fanfani (come nel passato aveva autorizzato l’IRT).
Mi opposi, sostenendo che era un errore ritirarla. Sostenni che era utile sentire un legale, essendo diritto di Ecomedica ottenere l’autorizzazione. Sostenni che eventualmente poteva essere presentata una nuova domanda per la sola Radioterapia, ad integrazione e parziale modifica della precedente del 2004 –che non andava ritirata, salvando così la richiesta per la PET (domanda che l’ing. Scappini, presente a quell’incontro e consigliere EM, ebbe anche il pregio di preparare). Fu tutto inutile : la “verità ufficiale”, che la formulazione della precedente richiesta (a firma mia) era “sbagliata”, non andava neppure messa in discussione. Il 16.5 dichiarai allora esplicitamente che mi sarei astenuto da ogni commento pubblico, ma che avrei votato “no” nel caso la richiesta di ritiro della domanda fosse stata messa all’OdG del CdA (del 26.5). Ed infatti non ci fu, né vi fu votazione in merito ma solo la comunicazione di Tognetti relativa alla “richiesta” della Regione.
La domanda del Luglio 2004 venne ritirata e la nuova venne presentata in Comune (il 7.6) e “di corsa” in Commissione (il 12.6), così da ottenere l’autorizzazione il giorno dopo: 13.5.
Altrettanto veloce fu l’autorizzazione della PET a Fanfani, subito dopo il nostro ritiro.

Nel Maggio, Biti aveva presentato a Tognetti anche “l’organigramma” del personale medico e fisico della Radioterapia dell’Istituto Ecomedica: in particolare, il prof. Magrini ne sarebbe diventato il direttore (dividendosi con gli altri centri dell’Area Fiorentina: Prato, l’Annunziata e –pare- Sesto). Del resto nel passato Biti stesso aveva cercato di far ritirare la disponibilità della dr.ssa Richetti, radioterapista, vice-primario a Bellinzona, Svizzera, in un centro di riferimento europeo (interpellata da me per dirigere la Radioterapia di Ecomedica, la dott.ssa Richetti aveva accettato –con formale comunicazione alla Regione-, con il desiderio di impegnarsi a far diventare Ecomedica un Centro Radioterapico di qualità).
Il 16 Giugno, a seguito di tutto quanto descritto sopra (e di altro ancora), avevo comunque inviato una e-mail ai Consiglieri Ecomedica : ero pronto a formalizzare le mie dimissioni. Per non mettere in difficoltà il CdA, chiedevo ai Consiglieri di farmi sapere come e quando preferissero che le ufficializzassi (le motivazioni che suggerivo erano per tacere sui miei rapporti con Tognetti, per molti anni considerato più che “amico di famiglia”).
Da allora, come avevo avvisato, mi sono autosospeso.

Il 20 Luglio venne fuori –incidentalmente, che le apparecchiature per la Radioterapia sarebbero state cambiate per prendere due dual-energy (2 in caso la Regione/Asl permettessero un aumento dei pazienti da trattare), la scelta derivando dalla pretesa di Asl e Università; per questo si accettava l’aumento dei costi per apparecchiature e bunkers, senza adeguata modifica del budget. Modificata anche la scelta dei programmi (softwares di gestione specifici alla radioterapia: dall’accettazione/cartella pazienti alle molteplici esigenze tecniche per i trattamenti) su richiesta di Biti/Magrini.

Nonostante le mie molteplici avvertenze, gli inviti, i richiami e le richieste di non far diventare Ecomedica subalterna e “complice” di interessi politico-affaristici, niente si volle fare.
I miei appelli agli amici in Consiglio Regionale che in questi anni si sono rivelati sensibili alle ragioni da me sostenute, non hanno potuto dare risultati, essendo essi minoranza (anche all’interno della maggioranza che governa la Regione) rispetto a quanti non vogliono disturbare, per varie ragioni, quegli interessi.
Nel Novembre 2006 decisi pertanto di denunciare la questione Radioterapia/PET al Consiglio Regionale, chiamando la maggioranza (e il Presidente della IV Commissione) ad esprimersi nel merito. Di fronte al silenzio (con l’esclusione di SdI e Margherita, solidali ma impossibilitati a sostenere con forza l’argomento), non potevo non maturare definitivamente il convincimento di andare fino in fondo.
Cosa del resto già esplicitata in quello che ho definito “testamento” -14 Giugno ’05 (v. "Lettera all'Universo Mondo")-, dov’era descritta la decisione di sospendere addirittura la mia attività di medico -e quindi volutamente di privarmi tout court di reddito, come coerentemente sto tuttora facendo-, ritenendo, a torto, che ciò avrebbe dovuto far riflettere chi fosse munito almeno di adeguata sensibilità, sulla gravità della situazione e sulla mia determinazione a non piegarmi al “sistema politico-affaristico” .

(Empoli, 30 Dicembre 2006)
Dott. Fabrizio Frosini