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domenica 21 giugno 2009

Lo sconcio balletto italiano. Mentre in IRAN..

La Repubblica


Un premier sotto ricatto

e una suburra di Stato


di EUGENIO SCALFARI , 21.06.2009

cfr : Meno male che Fini c'è , Eugenio Scalfari, La Repubblica 29.03.2009








E INTANTO, IN IRAN..





da : The New York Times

A Supreme Leader Loses His Aura as Iranians Flock to the Streets

by ROGER COHEN


da : RAINEWS24


Neda, uccisa ieri a Teheran, è già un simbolo per la rivolta


VIDEO: La morte di Neda

21 june 2009 17:05


"Neda non ti dimenticheremo, non sarai morta invano"
,

"Ricordiamo Neda! Uccisa in Iran!",

"Neda è morta con gli occhi aperti, facendo vergognare noi che viviamo con gli occhi chiusi",

sono alcuni dei messaggi che compaiono oggi sul social network Twitter per ricordare la ragazza uccisa ieri negli scontri di piazza a Teheran, stando a quanto riferito dai sostenitori del candidato dell'opposizione Mir Hossein Mousavi.

Su Youtube è stato diffuso il video drammatico della ragazza morente in un lago di sangue.
Nel giro di poche ore Neda è diventata un simbolo degli oppositori del regime di Teheran.

Secondo un post trasmesso da Twitter apparso sul sito di opposizione loftan.org, la strada di Teheran dove la ragazza sarebbe stata uccisa, via Amirabad, sarebbe stata ribattezzata dai contestatori "via Neda".

Nei giorni scorsi su questo sito avevamo rilanciato le immagini di un altro studente morto negli scontri, un ragazzo di Isfahan, il video era finito in rete su Youtube. Non sappiamo come si chiamasse.

Le immagini che seguono documentano la drammatica situazione dell'Iran in questi giorni.

VIDEO: La morte di un ragazzo di Isfahan

Altro VIDEO








ADESSO UNA DOMANDA

A NOI STESSI :


QUALI SONO I NOSTRI "DIRITTI"


E QUALI I NOSTRI DOVERI..?



Saluti

Fabrizio Frosini

sabato 30 agosto 2008

"I Have a Dream". L'Italia ormai non ha più cuore.. L'America sì: Barack Obama, Denver


"I Have a Dream"

"We cannot walk alone.

And as we walk, we must make the pledge that we shall always march ahead.

We cannot turn back."

Martin Luther King, Jr.

delivered 28 August 1963, at the Lincoln Memorial, Washington D.C.

http://www.americanrhetoric.com/speeches/mlkihaveadream.htm

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" [..] Attraversiamo un momento difficile, un momento in cui il Paese è in guerra, l’economia è in crisi e il sogno americano è stato ancora una volta minacciato. Oggi molti americani sono disoccupati e moltissimi sono costretti a lavorare di più per un salario inferiore. Molti di voi hanno perso la casa. Questi problemi non possono essere tutti imputati al governo. Ma la mancata risposta è il prodotto di una politica fallimentare [..] L’America è migliore della nazione che abbiamo visto negli ultimi otto anni.
[..] È ora di cambiare l’America. [..] Per noi progresso vuol dire trovare un lavoro che ti consenta di pagare il mutuo; vuol dire poter [..] mandare i figli all’università. [..] Noi misuriamo la forza dell’economia non in base al numero dei miliardari, ma in base alla possibilità di un cittadino che ha una buona idea di rischiare e avviare una nuova impresa. Vogliamo una economia rispettosa della dignità del lavoro.
[..] Intendo vincere queste elezioni per rilanciare le speranze dell’America. Ma quali sono queste speranze? Che ciascuno possa essere l’artefice della propria esistenza trattando gli altri con dignità e rispetto. Che il mercato premi il talento e l’innovazione e generi crescita, ma che le imprese si assumano le loro responsabilità e creino posti di lavoro. Che il governo, pur non potendo risolvere tutti i problemi, faccia quello che non possiamo fare da soli: proteggerci e garantire una istruzione a tutti i bambini; preoccuparsi dell’ambiente e investire in scuole, strade, scienza e tecnologia.
Il governo deve lavorare per noi, non contro di noi. Deve garantire le opportunità non solo ai più ricchi e influenti, ma a tutti gli americani che hanno voglia di lavorare. Sono queste le promesse che dobbiamo mantenere. È questo il cambiamento di cui abbiamo bisogno.

[..] Il nostro è il Paese più ricco della terra, ma non è questo che ci rende ricchi. Abbiamo l’esercito più potente del mondo, ma non è questo che ci rende forti. Le nostre università e la nostra cultura sono l’invidia del mondo, ma non è per questo che gente di ogni parte del mondo viene in America. È lo spirito americano – quella promessa americana – che ci spinge ad andare avanti anche quando il cammino sembra incerto. Quella promessa è il nostro grande patrimonio. [..] È la promessa che 45 anni fa fece affluire milioni di americani a Washington per ascoltare le parole e il sogno di un giovane predicatore della Georgia. [..] "


VIDEO :
http://it.youtube.com/watch?v=yZCrIeRkMhA




Ho letto e ascoltato il discorso di Barack Obama alla Convention Democratica di Denver di giovedì 28 agosto.

La politica è la politica.. con tutte le strumentalizzazioni che si porta dietro.. ovunque..

Ma confrontare quanto sta avvenendo in America, con la realtà italiana.. è sconfortante.. deprimente.

In certi momenti vorrei non essere italiano.

Non esserlo mai stato. O non esserlo più.

Vorrei lasciare questo Paese.. e andarmene il più lontano possibile.

Questo è un Paese degradato. Senza più alcuna dignità.

Un Paese che sta inabissandosi nella corruzione, nel pressapochismo, nell'indifferenza interessata dei più.

Sì, gli italiani -in gran parte- sono interessati a NON guardare.. a non pensare..

Riflettere, per troppi, è un inutile peso. Meglio evitarlo, dunque.

L'impegno ha senso solo se c'é un guadagno "pratico" e immediato.

Altrimenti meglio l'appiattimento, il menefreghismo..

Quale "futuro" per un Paese così ?

Invidio gli americani. Perché loro possono sperare.

Con tutti i problemi che anche loro hanno e con le tante cose negative che pur ci sono negli US.. LORO almeno possono sperare..

Hanno ancora una mente e un cuore a cui appigliarsi e trovare così il coraggio di rinnovarsi.

L'hanno fatto più volte nel passato. Si stanno impegnando a farlo di nuovo adesso..

Questa, con tutti gli errori e difetti, è la grandezza dell'America.

L'Italia no.

L'Italia ormai non ha più cuore.. e la mente vaga spersa, nel limbo dell'incoscienza.


Saluti a tutti
Fabrizio Frosini



Cfr.: TESTO DEL DISCORSO INTEGRALE DI BARACK OBAMA

ALLA CONVENTION DEL PARTITO DEMOCRATICO DI DENVER

28 Agosto 2008

www.beppegrillo.meetup.com/489/messages/boards/thread/3672981/60#20727530



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« Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa,
chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola »

Giovanni Falcone


Liste Civiche Nuovo Rinascimento

martedì 18 dicembre 2007

Auguri e un ringraziamento..

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Gli incontri degli amici di Beppe Grillo
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Buon Natale, caro Beppe. E grazie per il grande dono che ci hai dato : la voglia di rimetterci in gioco, la voglia di riprenderci i nostri diritti e di ridare dignità all'intero Paese.. Aspettiamo il nuovo anno con trepidazione, ma anche con la serenità di chi è comunque in pace con la propria coscienza. Ed è con questa serenità e con la forza dei Principi in cui crediamo, che siamo pronti a lottare democraticamente fino in fondo, perché il 2008 segni l'inizio della rinascita.. Grazie Beppe. Un grande abbraccio.
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(Fabrizio Frosini)
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sabato 1 dicembre 2007

VIVERE è IMPEGNARSI..

dal Corriere della Sera di oggi, 1 Dicembre :
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Betancourt: lettera alla madre, "Qui viviamo come dei morti"
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"Qui viviamo come dei morti". Lo scrive Ingrid Betancourt, dal 2002 nelle mani delle Farc colombiane, in una lettera ai suoi familiari, di cui sono stati diffusi alcuni stralci oggi dal comitato di sostegno della donna. "Fisicamente sto male - scrive - non mi sono rialimentata, ho l'appetito bloccato, i capelli mi cadono in gran quantità".
Dodici le pagine della missiva alla madre Yolanda Pulecio: "Amo la Francia con tutto il mio cuore, perchè ammiro la capacità di mobilitazione di un popolo che, come diceva Camus, sa che vivere è impegnarsi".
Ingrid Betancourt aggiunge: "Tutti questi anni sono stati terribili, ma non credo che potrei essere ancora viva senza l'impegno che hanno portato a tutti noi, che qui viviamo come dei morti".
La lettera fa parte della documentazione diffusa ieri dalle autorità colombiane per dimostrare che la Betancourt e' ancora viva. (Agr)
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Leggendo questa notizia, riferita a Ingrid Betancourt, prigioniera di terroristi che vorrebbero dipingersi come "liberatori", mi è venuto da pensare a Pino Masciari e ai tanti come lui.. a modo loro "prigionieri".. ma non di terroristi.. bensì della LOGICA MAFIOSA che uno Stato di Diritto NON VUOLE RIUSCIRE A PIEGARE.. (per le tante connivenze e collusioni.. anche e soprattutto di politici, amministratori pubblici, industriali e "servitori" dello Stato..)
Le parole della Betancourt rivelano quanto importante sia per persone private dei loro diritti fondamentali, relegate ad una vita di "costrizione", l'impegno e la mobilitazione popolare a loro favore.. VIVERE è IMPEGNARSI.. questa è la password per cercare di migliorare il Mondo.. almeno un poco..

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Saluti
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FF


http://beppegrillo.meetup.com/489/messages/boards/view/viewthread?thread=3574933&pager.offset=120#13283847
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Gli incontri degli amici di Beppe Grillo