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domenica 22 febbraio 2009

Propongo a me stesso una riflessione..


RIFLESSIONE POLITICA



La gravità della crisi economica che stiamo vivendo credo richieda una riflessione profonda ed una scelta politica conseguente.

La Lista Civica EMPOLIPERTUTTI è nata per aprirsi a Empoli, non per chiudersi in recinti mentali avulsi dalla realtà.

La gravità della crisi economica è senza precedenti e tutti gli analisti concordano che siamo solo all’inizio.

E che sarà così profonda e lunga che andrà a modificare quel modello di vita che caratterizzava fino a pochi mesi fa il “mondo industrializzato”.

Credo allora che una riflessione si imponga anche sul piano politico locale.

Ci sono punti del nostro programma che consideriamo irrinunciabili.

Ma sono punti che, forze politiche serie non possono non riconoscerlo, possono garantire/stimolare una maggiore e consapevole partecipazione alla vita democratica dei cittadini.

Pertanto dovrebbero essere accettati e sostenuti anche da loro.

La Lista Civica EMPOLIPERTUTTI si presenta alle elezioni comunali di Giugno con un programma in cui, fra gli altri punti (che corrispondono a 5 aree specifiche: Acqua, Energia, Sviluppo, Ambiente e Trasporti) figurano espressamente due proposte -quelle realisticamente attuabili in base alla legislazione vigente- che vogliono introdurre elementi di DEMOCRAZIA DIRETTA e PARTECIPATA, per dare voce effettiva ai cittadini empolesi:

1. modifica dello statuto comunale per introdurre l’istituto referendario deliberativo (REFERENDUM DELIBERATIVI SENZA QUORUM, da tenersi 1 all’anno, su questioni particolarmente importanti per la collettività);
2. modifica dello statuto comunale per introdurre l’ELEZIONE DIRETTA del DIFENSORE CIVICO (così che stia davvero dalla parte dei cittadini -ricordo che oggi il difensore civico è nominato dalle forze politiche: come può autorevolmente difendere il cittadino dalle eventuali vessazioni impostegli dall’amministrazione pubblica?).

I nostri interlocutori sono tutti gli empolesi di buona volontà e intellettualmente e moralmente onesti.

Vale a dire la stragrande maggioranza dei nostri concittadini.

E poiché di persone di tal genere ce ne sono anche nelle forze politiche, crediamo che sedersi ad un tavolo di confronto serio, onesto e con la volontà di agire davvero nell’interesse della collettività nella quale viviamo, possa aiutare a reindirizzare la politica verso un cammino più virtuoso di quello che abbiamo avuto sotto gli occhi per troppi anni.

Personalmente, voglio crederci.

Ma tutti coloro che, nelle forze politiche, hanno la consapevolezza dell’assoluta gravità della situazione, dovrebbero sforzarsi di cambiare atteggiamento -lasciandosi alle spalle comportamenti non più accettabili da una società che sta effettivamente rischiando lacerazioni profonde.

Confrontiamoci. Siamo disposti a lavorare insieme.

Credo sia un dovere nei confronti di tutti gli empolesi: confrontiamoci senza arroganza, bensì con umiltà e rispetto verso tutti, e con onestà -intellettuale e morale. Non è più tempo di ipocrisie e sotterfugi…

Questo è l’appello che EMPOLIPERTUTTI lancia alle persone di buona volontà.

Non abbiamo più voglia (né tempo da perdere, tutti noi) per impantanarci in diatribe ideologiche e/o opportunistiche, prive di ogni concreto significato per la collettività di cui facciamo tutti parte.

Noi andiamo comunque avanti. Ma pronti a farlo a fianco di altri che accettino il nostro modo di intendere la DEMOCRAZIA.

E che agiscano in conseguenza.

Saluti a tutti


Fabrizio Frosini

Lista Civica EMPOLIPERTUTTI

lunedì 12 maggio 2008

Cominciamo a sforbiciare FORBICE.. PASSAPAROLA...

passaparola

Cominciamo a sforbiciare Forbice.. Passaparola..

da Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/V2-Day :

Con la legge 416/1981, che regola il finanziamento pubblico a testate giornalistiche di partito, si è creato un legame di dipendenza finanziaria tra i partiti politici e l'informazione

L'informazione non libera è una delle critiche che vengono più spesso riferite all'informazione italiana. Il controllo dell'informazione è un sintomo di regime totalitario, in antitesi con la democrazia.

Le testate giornalistiche sono storicamente di parte, ma questo non negava loro la possibilità di essere apartitiche. Con la riforma del 1981 è più facile per un giornale legarsi ad un partito affinché riceva sovvenzioni statali. Per essere dichiarato di partito, ad un giornale è sufficiente il benestare di due parlamentari. Le sovvenzioni sono proporzionali alle copie prodotte e non a quelle effettivamente vendute. Questa possibilità per gli editori ha legato le principali testate, non di partito, ad una dipendenza dalla politica, creando un regime di informazione controllata.



Zappiamo Forbice


Aldo Agatino Forbice ha bisogno del nostro aiuto. Ha 68 anni e accusa in po' di stanchezza. Ogni sera dal lunedì al venerdì dalle ore 19.30 alle 21.00 riceve le telefonate dei radioascoltatori su temi di attualità e le commenta con i suoi ospiti in diretta.
I post di giornata del blog sono per Zappo Forbice e per la sua trasmissione Zappping su Radio1 una splendida occasione per rilanciare Zapping. Telefonategli al numero 800 055 101. Non ditegli che ve l'ho detto io altrimenti potrebbe censurarvi e trattarvi come degli "allocchi".
Due milioni di allocchi che hanno partecipato al V2 day e che pagano lo stipendio a Zappocondannati in Parlamento, sul conflitto di interessi, sulla privatizzazione dell'acqua, su Rete 4, sulla legge Gasparri, sugli effetti degli inceneritori, sulla legge elettorale porcata che impedisce la scelta del candidato, sui 98 miliardi di evasione delle concessionarie dei giochi. Sono solo alcuni spunti, un piccolo suggerimento.
Le centraliniste vi bloccheranno, Zappo vi chiuderà il telefono in faccia, ma se insisterete, minuto dopo minuto, sera dopo sera, dovranno ascoltarvi.

Zappiamo Forbice come lui zappa noi. Libera informazione in libero Stato.

Diffondete il banner e telefonate, telefonate, telefonate.

Aldo Forbice e gli "allocchi che danno retta a Grillo"
Prova


da Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/V2-Day :

L'Ordine dei giornalisti è stato fondato da Benito Mussolini nel 1925. L'ultima riforma competente risale al 1963, L'Italia è l'unico stato ad avere questo elemento che limita l'accesso alla professione di giornalista.




Da Di Pietro :
http://www.antoniodipietro.com/documenti2/letteraProdiGentiloni.pdf


6 Maggio 2008

Lettera aperta a Romano Prodi e Paolo Gentiloni

letteraprogen.jpg

Pubblico una lettera firmata dai senatori e deputati dell'Italia dei Valori rivolta al Presidente del Consiglio Romano Prodi, al ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni e per conoscenza al presidente del Partito Democratico Walter Veltroni, sul caso Europa 7 e sull'utilizzo dell'Avvocatura dello Stato che è stato fatto durante il Governo Prodi.

"Caro Presidente, Gent. mi Amici e Colleghi,
la Corte di giustizia europea ha condannato, con la sentenza dello scorso 31 gennaio 2008 nella causa che opponeva l’emittente privata Europa 7 al Ministero delle Comunicazioni, il regime italiano di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione televisiva.

Secondo la Corte di Lussemburgo il regime di assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati.

Già nel novembre del 2002 la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 466, stabiliva che Retequattro doveva dismettere definitivamente le trasmissioni terrestri entro il 31 dicembre 2003.

La sentenza n. 466/2002 della Corte Costituzionale è stata ripetutamente disattesa, prima con il decreto legge “salva Retequattro” del 24 dicembre 2003, successivamente con l’approvazione nel 2004 della legge Gasparri, e, infine, con la mancata approvazione nel corso della XV legislatura di una legge che affermasse in Italia il pluralismo dell’informazione.

Abbiamo oggi appreso che l’Avvocatura dello Stato, durante il periodo in carica del Governo Prodi, ha mantenuto la stessa linea di condotta tenuta nel corso della precedente legislatura dal Governo Berlusconi, di fatto esprimendosi a favore di un vantaggio delle reti Mediaset, e dunque in violazione dei principi di libera concorrenza e pluralismo dell’informazione.

Ancora oggi, l’Avvocatura dello Stato, che rappresenta il Governo Prodi nella causa dinnanzi al Consiglio di Stato promossa da Europa 7 per ottenere il risarcimento maturato a seguito della mancata assegnazione delle frequenze, continua sostanzialmente a difendere Mediaset, e questa volta addirittura “copiandone” le memorie.

E’ sufficiente infatti mettere a confronto la memoria depositata dall’Avvocatura dello Stato con quella depositata da Mediaset, per scoprire come nella prima siano state copiate pedissequamente intere parti della seconda, fatte salve poche differenze, che attengono però esclusivamente a carattere formale, con particolare attenzione agli avverbi.

Appare anacronistico che nel nostro Paese continui ad esistere un regime di duopolio sostanzialmente contrario all’affermazione del principio di piena libertà di informazione, e che nulla sia stato fatto ad oggi per superare queste evidenti contraddizioni.

In una società postmoderna, sempre più caratterizzata e condizionata dall’influenza esercitata dai sistemi di comunicazione, in particolare quello televisivo, che assume un evidente ruolo nevralgico, rimane quale esigenza fondamentale, per un sistema democratico che voglia definirsi realmente avanzato, elevare sempre più i livelli di inclusività, con la consapevolezza che questi siano inevitabilmente legati al controllo democratico e alla libertà dell’informazione.

Tutto ciò premesso, noi parlamentari dei gruppi dell’Italia dei Valori alla Camera dei Deputati ed al Senato chiediamo a chi debba essere addebitata la responsabilità di aver dato mandato all’Avvocatura dello Stato di tenere un simile atteggiamento nel corso della suddetta causa dinnanzi al Consiglio di Stato.

Chiediamo inoltre di sapere se il Governo Prodi, quale ultimo atto, intenda perseverare nella medesima linea tenuta dal precedente Governo Berlusconi ovvero se intenda prenderne le dovute distanze e ripristinare una situazione di piena legalità all’interno del sistema di informazione del nostro Paese.

Segnaliamo le conseguenze economiche che un simile atteggiamento, che ponendosi in evidente contrasto con quanto stabilito dalla Corte di giustizia europea, può comportare sulle casse dello Stato;
Inviamo la presente all’on. Walter Veltroni, in qualità di leader del principale partito d’opposizione nella presente legislatura, per essere messi a conoscenza su come intende affrontare la questione, sulla base anche di quanto stabilito nel programma condiviso con l’Italia dei Valori in materia di conflitto di interessi.

I parlamentari dell'Italia dei Valori:

Astore Giuseppe, Barbato Francesco, Belisario Felice, Borghesi Antonio, Bugnano Patrizia, Caforio Giuseppe, Cambursano Renato, Carlino Russo Giuliana, Cimadoro Gabriele, Costantini Carlo, De Toni Gianpiero, Di Giuseppe Anita, Di Nardo Aniello, Di Pietro Antonio, Donadi Massimo, Evangelisti Fabio, Favia David, Formisano Aniello, Giambrone Fabio, Giulietti Giuseppe, Lannutti Elio, Li Gotti Luigi, Mascitelli Alfonso, Messina Ignazio, Misiti Aurelio, Monai Carlo, Mura Silvana, Orlando Leoluca, Paladini Giovanni, Palagiano Antonio, Palomba Federico, Pardi Francesco, Pedica Stefano, Piffari Sergio, Pisicchio Giuseppe, Porcino Gaetano, Porfidia Americo, Razzi Antonio, Rota Ivan, Russo Giacinto, Scilipoti Domenico, Touadi Jean Leonard, Zazzera Pierfelice"

Postato da Antonio Di Pietro in

da Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/V2-Day :

Il Testo Unico del 31 luglio 2005 (D.Lgs. 177) detta Legge Gasparri dall'omonimo On. Maurizio Gasparri, rappresenta il quadro normativo della radiotelevisione. La legge è stata dichiarata invalida dalla Comunità Europea[11]. Se entro il 2009 non sarà stata abrogata, lo Stato Italiano potrà essere sanzionato dalla UE con multe di 300-400 mila euro al giorno, retroattive fino al 2006.

L'effetto a breve termine del Testo Unico Gasparri è il rafforzo del duopolio Mediaset-Rai, a medio termine questo si traduce in una conservazione dei mass media impedendo la crescita di fonti alternative.

Questa limitazione dell'informazione, che lascia i sei canali più fruiti dagli italiani legati ai partiti, è la principale causa di disinformazione.




RENDIAMO PULITO QUESTO PAESE..!!
http://beppegrillo.meetup.com/489/messages/boards/thread/3907183/70#17873786

Roba nostra. Soldi, politica, giustizia nel sistema del malaffare

di Carlo Vulpio (Il Saggiatore)

«Bisogna far sistema»
Questa ricetta virtuosa, alla base dello sviluppo economico, trova in Italia una speciale applicazione.
Consiste nella capacità di stabilire fitte reti di complicità e connivenze tra politici, esponenti professionali e istituzionali, faccendieri e malavitosi, con un unico scopo: saccheggiare i beni e le risorse pubbliche.
Alla base del libro ci sono soprattutto le rivelazioni fornite dalle indagini del giudice De Magistris, grazie alle quali il sistema meridionale del mal affare è stato messo a nudo.
I partiti.famiglia, formula di grande successo in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Molise, sono macchine oleatissime con cui si smistano (e si derubano) i fondi e i finanziamenti nazionali ed europei, si assegnano gli appalti, si decide la fortuna o la sfortuna nelle carriere pubbliche, a cominciare dalla magistratura.
Carlo Vulpio mette in primo piano le vere forze che «fanno girare» il paese, condannandolo all ' inefficienza dei servizi, agli scempi ambientali e al declino inarrestabile dell'economia.
Introduzione di Marco Travaglio.


MA NON SOLO NEL MERIDIONE QUESTO SISTEMA PROSPERA..

La situazione in TOSCANA non è poi tanto diversa..!

Magari, qui i malavitosi (= mafiosi veri) sono meno.. ma tutti gli altri *attori* sono ben presenti nello squallido e diabolico intreccio..

RIPULIAMO LA TOSCANA !


lunedì 3 marzo 2008

La profondità del reale.. l'abisso del degrado..

ognuno è libero di limitare il proprio sguardo alla superficie, ove per qualsivoglia ragione non intenda invece esplorare la profondità del reale..





ma che poi non si meravigli del degrado che sta giusto sotto i propri piedi..



Fabrizio Frosini

domenica 2 marzo 2008

Fuori tutti. Avete distrutto il Paese.. E degradato la Toscana..

NON VOTATE ALLE ELEZIONI

Fuori tutti. Avete distrutto il Paese. Le vostre facce sui muri sono per noi. I nostri vaffanculo sono per voi. Nessuno di voi merita il voto degli italiani. Cari dipendenti i vostri obiettivi sono noti, sono tre. La poltrona, l’impunità, gli affari. I galantuomini ci sono anche tra voi e sono i primi che se ne devono andare. Sono pochi e quindi si notano di più. Fanno quasi tenerezza e molta rabbia. Sono i pali della politica. Un po’ ingenui, un po’ fresconi.
Fuori tutti. In quindici anni avete riportato il Paese al dopoguerra. La Finocchiaro e Bianco si dicono stupiti che io supporti la lista civica regionale di Sonia Alfano in Sicilia. Anime belle, voi mi offendete. Tra voi e lo psiconano non c’è differenza. Siete il partito dello status quo che ha lasciato fare al centrodestra ogni porcata senza mai muovere un dito. Il partito di Bassolino, la cozza di Napoli.



[..] Le elezioni sono incostituzionali, non possiamo scegliere il candidato. Possiamo solo votare il Partito Unico dei Gemelli Siamesi.
Un tedesco che non avesse votato durante il nazismo. Un sovietico che non avesse votato durante lo stalinismo. Un italiano che non avesse votato durante il fascismo. Come li chiamereste? Democratici, persone libere? Siatelo anche voi. Non votate per le elezioni politiche. Esercitate il vostro diritto di non essere presi per il culo. (Beppe Grillo)
http://www.beppegrillo.it/2008/03/fuori_tutti.html#comments





SIG. PRESIDENTE NAPOLITANO : NON POSSO VOTARE

Signor Presidente,

Lei ha indetto le Elezioni del 13 Aprile.

Per le ragioni che seguiranno, signor Presidente, le rimetto il mio certificato elettorale certo che nella sua figura istituzionale di garante della Costituzione potrà, meglio di ognuno di noi, spingere il Parlamento e gli eletti a correggere queste pericolose crepe nella struttura portante delle nostre istituzioni.

Conservi cortesemente il mio Certificato Elettorale sino alla data in cui potrò ritornare ad essere Cittadino di un Paese Democratico.

LE NOSTRE RAGIONI

Premesso che la Corte Costituzionale, pur non entrando nel merito della legittimità della legge elettorale in vigore, con le sentenze 15/16/17 del 2008 ha recentemente espresso importanti rilievi, e considerato che la convocazione dei comizi elettorali non permette di chiedere un giudizio di merito in tempo utile per le elezioni del 13 Aprile, ho deciso come cittadino di non partecipare a queste elezioni e restituire il certificato elettorale, qui accluso.

E' una decisione molto sofferta, consapevole che il rifiuto ad esercitare il diritto del voto viola lo spirito dell'articolo 48 della Costituzione, che ne sancisce il dovere civico, e costituisce implicitamente una delegittimazione degli organi istituzionali eletti. Non di meno, in tutta coscienza non posso esimermi dal contrastare, con questo mezzo cosi estremo, una legge elettorale che ritengo fortemente lesiva dei miei diritti costituzionali di cittadino.

Non posso esimermi dal rifiutarmi di legittimare la nomina di "rappresentanti" che non posso in alcun modo contribuire a scegliere, e sono di fatto nominati da forze su cui non ho più alcun controllo democratico.

Non posso accettare che il mio diritto costituzionale di scegliere i "rappresentanti" sia ridotto al punto da poter decidere con il mio voto solo il numero degli eletti in una lista bloccata e non i loro nomi, privandomi cosi del controllo sulle loro azioni e del, gà molto relativo, potere di rimuoverli preferendo altre persone e quindi non rieleggendoli.

Non posso accettare che attraverso la lista bloccata venga cambiata la natura del Parlamento, trasformando gli eletti da rappresentanti del popolo a rappresentanti dei partiti o dei capi politici che li hanno selezionati, comprimendo i principi costituzionali della rappresentatività e della libertà dei parlamentari, vanificando, di fatto, il dettato costituzionale dell'art 67.

Non posso accettare che attraverso questa legge elettorale venga violato il principio della "scelta del corpo legislativo" sancito dall'articolo 3 del primo protocollo della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.

Non posso accettare che con sbarramenti di ogni tipo venga esclusa dalla "rappresentanza" una parte consistente dell'elettorato, sia pure divisa in gruppi che si decide, per legge, essere singolarmente non abbastanza grandi da poter sedere in Parlamento, ignorandone il peso complessivo.

In tutta coscienza non posso accettare di legittimare con il mio voto una legge elettorale che pare voler ripercorrere la strada della legge Acerbo e della legge elettorale Rocco del 1928, di cui ricopia uno dei principi fondamentali, la lista bloccata -dimenticando quanti lutti ha contribuito a creare nel nostro Paese- piuttosto che seguire lo spirito democratico della nostra Costituzione.

Con Osservanza
Un Cittadino Italiano


Liste Civiche Nuovo Rinascimento


Ognuno è libero di limitare il proprio sguardo alla superficie, ove per qualsivoglia ragione non intenda invece esplorare la profondità del reale..
Fabrizio Frosini


Il Paese è una risorsa per i politici e per la loro burocrazia di massa. Una rendita a vita con le tasse dei cittadini. Stanno divorando l’Italia. Non è vero che la classe politica è tutta uguale. Ma i pochi galantuomini che ne fanno parte la legittimano. Non si può votare il meno peggio. Non si deve perdere la speranza di un meglio. Chi vota il meno peggio legittima il peggio. Le elezioni sono anticostituzionali. Non possiamo scegliere il candidato. E nessun giornale ne parla. Nessuna televisione lo grida. Si ripete: non possiamo scegliere il candidato. Due persone stanno scegliendo i nomi dell’80% di deputati e senatori. Stanno scrivendo la Camera e il Senato. Si chiamano Veltrusconi. Sono la stessa persona, lo stesso partito, lo stesso programma, gli stessi ministri. Beppe Grillo è stato a Napoli il 23 febbraio per il Munnezza Day. Conferenza stampa con 120 giornalisti. Molte testate internazionali. 30.000 persone in Piazza Dante. Chi vuole sapere cosa è stato detto da oncologi, esperti ambientali e dell’energia deve imparare la lingua inglese o tedesca. Leggere il Die Zeit o The Herald Tribune. Il Corriere e la Repubblica gli hanno dedicato un quadratino della dimensione di un francobollo. L’informazione italiana è sotto controllo..

Beppe Grillo, Comunicato politico n. 3
http://www.beppegrillo.it/2008/02/comunicato_poli_1.html#comments




sabato 1 marzo 2008

Democrazia formale e democrazia sostanziale

..sulla difesa e lo sviluppo di un democrazia reale e non solo formale, abbiamo il diritto–dovere di essere assolutamente radicali e intransigenti, fuggendo da ogni moderatismo e timidezza.

Democrazia formale e democrazia sostanziale, Francesco Faro

http://toghe.blogspot.com/2008/03/democrazia-formale-e-democrazia.html

Vday

Mi permetto una nota : l'azione di Grillo e dei Meetups sta dando alcuni frutti importanti, pur se ancora parziali.

Si vede chiaramente in questi giorni : programmi elettorali, schieramenti e modalità di scelta dei candidati sono tutti stati influenzati dall'azione congiunta di cui sopra..

Clamorosa la bocciatura, nella selezione dei candidati, di non pochi soggetti all'improvviso divenuti IMPRESENTABILI..
Lo stesso Mastella (avete visto.. è clamoroso) si ritrova a dover correre da solo, perché nessuno lo vuole..!
E Bassolino..? Rinviato a giudizio..

Credete davvero che il pressing di Grillo e Meetups non sia stato importante? Non siamo stati noi soltanto, ovviamente.. Ma la nostra azione ne rappresenta una componente importantissima.

E non vedete quanta paura hanno i mass media del 25 Aprile? Nessuno ne vuol parlare.. Indicativo.. Molto indicativo..
Senza dire delle prime Liste Civiche certificate, che si presenteranno alle elezioni comunali e regionali.. Segno importante, anche se sono ancora modeste come numero.. e nate in fretta e furia, per l’anticipazione delle elezioni amministrative, così accorpate alle politiche..

Nostro impegno è quello di stimolare e favorire al massimo l'aggregazione di forze innovative e di progresso intorno a tale idea (LISTA CIVICA).

Per questo parteciperò Mercoledì 5 Marzo, a Firenze, ad una riunione di coordinamento.

Non ci saranno solo Meetups, ma anche rappresentanti di tutta una serie di Associazioni / Movimenti che rigettano e intendono combattere democraticamente contro questo sistema partitico affaristico e di gestione lottizzata fra i clan toscani del potere..

È venuto il momento di alzarci in piedi e scendere in campo senza paura..

Da parte mia, sono pronto a dare l’esempio e a subirne tutte le conseguenze. Anche estreme.

Saluti a tutti

Fabrizio Frosini





Lettera aperta a Bruno Vespa

su Blog, Internet e mass media

Egregio Dott. Vespa,

Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente,

In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d'espressione e la democrazia sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale.

Il blog è diventato uno strumento di comunicazione di massa; più del 25% della popolazione del Canada e del 20% di quella del Regno Unito partecipano a "reti sociali" basate su Internet. In Italia si stimano oltre mezzo milione di blogger, in maggioranza non adolescenti ma giovani e adulti. Sono noti blogger anche alcuni esponenti politici italiani (ricordiamo tra i vari l'on. Gentiloni, l'on. Di Pietro, l'on. Letta, l'on Pecoraro Scanio, l'on Lanzillotta, l'on Storace, l'on. Santachè, ...), inclusi candidati premier alle prossime elezioni, e ben un terzo dei parlamentari britannici (incluso il primo ministro).

Ci sembra che demonizzare i blog e il social networking, che sono fondamentalmente espressione di libertà, di democrazia e di socializzazione, sia negativo e antistorico.

Ancora peggio è criminalizzare i blog - come cercano talora di fare i paesi autoritari per giustificare le loro censure - solo perché alcuni - giovani o no - lo usano male. Ci sembra che la trasmissione da lei curata del 21 febbraio 2008, peraltro dedicata ad un altro tema, abbia purtroppo (crediamo involontariamente) generato un sospetto generalizzato verso i blog e il social networking, se non addirittura verso la comunicazione via Internet.

Sarebbe, a nostro parere, un errore grave analogo a quello di alcuni intellettuali aristocratici che, tanto tempo fa, condannavano in blocco la televisione perché.. fa male ai bambini e toglie anche del tempo prezioso agli adulti per leggere libri e giornali..

Internet, il social networking e i blog non sono solamente un fenomeno sociale, culturale e politico di enorme importanza.

Sono anche diventati i servizi trainanti di un settore economico centrale e strategico per lo sviluppo economico delle economie avanzate: le telecomunicazioni. Le telecomunicazioni sono infatti da un lato un settore a sè stante - che di per sé porta ricchezza e occupazione qualificata e genera fenomeni finanziari economici di prima grandezza - e dall'altro sono un fattore propulsivo decisivo per l'economia nel suo complesso, e in particolare per la diffusione dell'innovazione presso le aziende e le famiglie.

La Commissaria UE Viviane Reding ha più volte ricordato che ben il 50% della crescita del PIL europeo e' legata allo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), di cui Internet costituisce la spina dorsale. Anche il recente rapporto Attalì per lo sviluppo economico della Francia è pervaso da iniziative di impulso alle tecnologie della informazione e telecomunicazione.

In Italia purtroppo l'economia cresce meno dei nostri omologhi europei anche perché le telecomunicazioni sono nelle posizioni di coda nelle graduatorie internazionali, come del resto lo è la televisione digitale (terrestre, via Internet e via satellite). La scarsa diffusione della banda larga è forse l'indice più significativo della nostra arretratezza nel settore decisivo delle tlc.

Secondo i recentissimi dati diffusi dall'organizzazione degli operatori TLC europei ECTA, il quadro italiano relativo alla banda larga è il seguente:

1. Diffusione della banda larga: L’Italia (16,5) si sta allontanando dalla media UE (19,8) ed è sempre più distante dai paesi comparabili come Francia, UK, Germania. Siamo lontanissimi, ovviamente, dai paesi nordici. Nell’Europa dei 15 siamo superati anche dall’Irlanda, e seguiti da vicino dal Portogallo. In sostanza, la banda larga in Italia è meno diffusa che in altri paesi, a prescindere da circostanze di omogeneità industriale e sociale.

2. Crescita della banda larga nel periodo settembre 2006-settembre 2007 : In Italia vi è stata una crescita del 3%, bassissima se paragonata con altri paesi comparabili, dove la crescita si attesta tra il 5% ed il 10%.

I dati italiani sono gravi non solo perché riflettono una situazione peggiore di altri paesi, ma anche perché indicano la difficoltà del Paese nel recuperare il gap. Anzi, la distanza con il resto d’Europea si va accentuando.

Una corretta comunicazione sui mezzi di informazione di massa riguardo le tecnologie ICT potrebbe contribuire in modo importante ad avvicinare sempre più persone alle telecomunicazioni, ad Internet e all'informatica con ricadute positive per l'intero sistema. Vorremmo sottolineare che Internet è oggi il principale sistema di comunicazione mondiale assieme alla rete telefonica fissa e cellulare, e rispetto a queste ultime è molto più esteso nelle funzionalità. Come la rete telefonica, Internet viene impiegato per comunicazioni lecite come per quelle illecite. La differenza è che le comunicazioni e le funzionalità di Internet sono nella grande maggioranza dei casi pubbliche e rendono così visibili anche gli usi banali, deviati o addirittura illegali e criminali che purtroppo, proprio per la loro maggiore visibilità in rete, vengono additati come peculiari solo di Internet.

Mai nessuno però, giustamente, ha pensato di criminalizzare in maniera generica la rete telefonica, pur essendo noto, antico, esteso e grave l'uso illecito e criminoso delle reti fisse e mobili, come è testimoniato dalle intercettazioni telefoniche rese pubbliche in diverse occasioni.

Discutere pubblicamente dei problemi sociali che Internet inevitabilmente riflette e, fortunatamente, spesso svela al pubblico, è importante ma va fatto mettendo nella giusta relazione gli effetti e le loro cause ed evitando considerazioni semplicistiche e condanne aprioristiche del mezzo.

Secondo noi è importante che non si criminalizzi la rete e che anzi se ne promuova l'uso e la diffusione estesa. La criminalizzazione di Internet tende a confondere gli effetti con le cause e non permette di affrontare adeguatamente i problemi negativi - sociali o criminali - che tutti desideriamo combattere.

Una disinformazione su Internet non ne rallenterà la diffusione presso il pubblico competente ma ne frenerà l'adozione e la conoscenza proprio nel pubblico più bisognoso di informazione, spostando in là nel tempo l'occasione di far crescere questo Paese.

Viceversa, una corretta e approfondita informazione può contribuire decisivamente a massimizzare i benefici di Internet e a ridurre invece gli effetti negativi dei nuovi sistemi di comunicazione. Fiduciosi che in futuro vorrà considerare anche i benefici di Internet e delle telecomunicazioni e non solo i problemi sociali, anche gravi, che essa rivela, le manifestiamo fin d'ora la nostra disponibilità a partecipare a un confronto su questi temi che a nostro parere sarebbe importante trattare in maniera approfondita e positiva in una delle prossime trasmissioni che a nostro parere sarebbe opportuno programmare e alla quale, se lei desidera, siamo pronti a dare il nostro contributo di esperienza e competenza.

Restiamo a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento e approfondimento e nel frattempo Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.


Marco Camisani Calzolari, Blogger, Imprenditore, Chairman Speakage

Gildo Campesato, Giornalista, Direttore del Corriere delle Comunicazioni

Mario Citelli, Blogger, Imprenditore, Direttore Beltel - Mensile di attualità per l'industria ICT

Lele Dainesi, Blogger, Giornalista, Executive Communication Cisco Systems Italy,

Luca De Biase, Blogger, Giornalista, Caporedattore Nova24 - Settimanale di

innovazione de Il Sole 24 ore

Juan Carlos De Martin, Blogger, Docente Politecnico di Torino - Responsabile italiano

Creative Commons

Michele Ficara, Blogger, Imprenditore, Presidente Assodigitale - Associazione Italiana

Industria Digitale

Paolo Forcellini, Imprenditore, Segretario Generale Consulta Digitale

Assocomunicazione - Confindustria

Alfonso Fuggetta, Blogger, Docente Politecnico di Milano

Enrico Gasperini, Blogger, Imprenditore, Presidente Audiweb - Joint Industry

Committee per la rilevazione delle audience online

Enrico Grazzini, Blogger, Analista, Collaboratore Corriere Economia - Settimanale

Economico Corriere della Sera,

Marco Montemagno, Imprenditore, Conduttore Reporter Diffuso - Sky TG24

Layla Pavone, Blogger, Dirigente, Presidente IAB - Interactive Advertising Bureau

Marco Palombi, Blogger, Imprenditore, Fondatore 1st Generation Network -

Associazione imprenditori di prima generazione

Stefano Quintarelli, Blogger, Imprenditore, Past president AIIP - Associazione Italiana

Internet Provider

Francesco Sacco, Blogger, Docente e Managing Director EntER - Centro studi per

l'imprenditorialità - Università Bocconi

Francesco Siliato, Blogger, Docente Economia dei Media - Politecnico di Milano,

Gigi Tagliapietra, Blogger, Imprenditore, Presidente Clusit - Associazione Italiana per la

Sicurezza Informatica

Guido Tripaldi, Blogger, Imprenditore, Presidente Voipex - Consorzio per

l'interoperabilità dei servizi Internet

Liste Civiche Nuovo Rinascimento

Comunicato liste civiche

http://www.beppegrillo.it/2008/03/comunicato_list.html#comments

Questo fine settimana si raccolgono le firme necessarie alla presentazione delle liste civiche nelle seguenti città:

Pescara:
sabato 1 marzo dalle 10.00 alle 20.00, Corso Umberto angolo Piazza Salotto
domenica 2 marzo dalle 10.00 alle 20.00, Corso Umberto angolo Piazza Salotto

Vicenza:
sabato 1 marzo dalle 9.00 alle 18.00, Piazza del Castello
domenica 2 marzo dalle 9.00 alle 18.00, Piazza del Castello

Massa:
sabato 1 marzo dalle 14.00 alle 20.00, davanti alla sede del Comune

Pordenone:
sabato 1 marzo dalle 9.30 alle 19.30, Piazza Cavour
domenica 2 marzo dalle 9.30 alle 19.30, Piazza Cavour
lunedì 3 marzo dalle 9.30 alle 19.30, Piazza Cavour

Gorizia:
sabato 1 marzo dalle 15.30 alle 17.30, Giardini di Corso Verdi
domenica 2 marzo dalle 10.00 alle 12.00, Giardini di Corso Verdi

Fiumicino:
sabato 1 marzo dalle 9.00 alle 13.00, via della Foce Micina, angolo via delle Ombrine
domenica 2 marzo dalle 9.00 alle 13.00, via Michele Rosi e via della Scafa angolo via Coni Zugna
lunedì 3 marzo dalle 9.00 alle 13.00, Mercato Fregene di via Fertilia

Pozzuoli:
domenica 2 marzo dalle 10.00, Arco Felice e via Giacomo Matteotti

giovedì 21 febbraio 2008

Lottare, all'interno delle regole democratiche ma senza deflettere, contro il sistema di corruzione imperante.. anche qui in Toscana..

ELEZIONI DA RIDERE

«Alice guarda i gatti.. ma i gatti guardano Uolter Ueltroni»

Dopo i «facts» su Chuck Norris, arrivano quelli ispirati al segretario del Partito democratico


ROMA - In principio fu Chuck Norris. Poi c'é stato Barack Obama. E infine è toccato a Walter Veltroni. Anzi, a Uolterueltroni. Uno che «da bambino giocava sempre ai cowboy buoni contro gli indiani buoni, anche se gli altri non si divertivano molto». Un politico così equanime che «a bimbumbalegiù butta zero per non fare un torto né al pari né al dispari». Un candidato premier talmente buono che «non ha mai giocato con le bolle di sapone, perché quando scoppiano ci sta male». Una persona che «non ha nemici, ma solo amici che non hanno ancora capito». Talmente coerente che «quando gli è stato offerto il dono della sintesi, l'ha rifiutato. Uolterueltroni i doni non li accetta, li fa». Un uomo che non disdegna nemmeno l'attività fisica: «Uolterueltroni spesso cammina sulle mani per non far sentire le gambe arti inferiori».



Da un messaggio di un amico fiorentino :

Caro Fabrizio, le tue idee sono affascinanti ed ammiro la tua convinzione, ma la mia esperienza di vita mi dice di essere realisti e disincantati.. un caro saluto.” Giovanni

(Meetup Firenze)


Caro Giovanni, grazie.

Sai perché sono non solo convinto, ma assolutamente determinato?

Vedi qui e lo capirai facilmente :

http://storiadiordina...


Quando si arrivano ad utilizzare certi metodi.. e considerare target anche i familiari della persona che si vuole pugnalare alla schiena per sporche questioni di interesse.. (: quella tipologia di interessi che afferiscono al sistema politico affaristico, così
frequentemente connotantesi anche in senso mafioso) allora non puoi non essere convinto e determinato nel voler spendere il massimo impegno per provare a cambiare questa società.. e pertanto lottare, all'interno delle regole democratiche ma senza deflettere, contro il sistema di corruzione imperante.. anche qui in Toscana..

Un caro saluto

Fabrizio

Liste Civiche Nuovo Rinascimento

giovedì 24 gennaio 2008

Dico addio alla "casta"..

L’Espresso , 24 gennaio 2008. Luigi De Magistris :
Dico addio alla casta dei giudici
Giochi di potere. Lottizzazione. Nessuna difesa dei colleghi sotto tiro. Con una dura lettera d'accusa il pm di Catanzaro si dimette dall'Anm.
Luigi De Magistris si dimette dall'Associazione nazionale magistrati (come già aveva fatto la collega Ilda Boccassini due settimane fa), dopo la decisione del Csm di rimuoverlo dalla sede di Catanzaro e dall'ufficio di pm.

Già da alcuni mesi avevo deciso - seppur con grande rammarico - di dimettermi dall'Associazione nazionale magistrati. I successivi eventi che mi hanno riguardato, le priorità dettate dai tempi di un processo disciplinare tanto rapido quanto sommario, ingiusto ed iniquo, mi hanno imposto di soprassedere.Adesso è il tempo che 'tutti i nodi vengano al pettine'.
Vado via da un'associazione che non solo non è più in grado di rappresentare adeguatamente i magistrati che quotidianamente esercitano le funzioni, spesso in condizioni proibitive, ma sta - con le condotte ed i comportamenti di questi anni - portando, addirittura, all'affievolimento ed all'indebolimento di quei valori costituzionali che dovrebbero essere il punto di riferimento principale della sua azione.
L'Anm - che storicamente aveva avuto il ruolo di contribuire a concretizzare i valori di indipendenza interna ed esterna della magistratura - negli ultimi anni, con prassi e condotte censurabili ormai sotto gli occhi di tutti, ha contribuito al consolidamento di una magistratura 'normalizzata' non sapendo e non volendo 'stare vicino' ai tanti colleghi (sicuramente i più 'bisognosi') che dovevano essere sostenuti nelle loro difficili azioni quotidiane spesso in contesti di forte isolamento; ha fatto proprie tendenze e pratiche di lottizzazione attraverso il sistema delle cosiddette correnti; ha contribuito - di fatto - a rendere sempre più arduo l'esercizio di una giurisdizione indipendente che abbia come principale baluardo il principio costituzionale che impone che tutti i cittadini siano uguali di fronte alla legge.
L'Anm è divenuta, con il tempo, un luogo di esercizio del potere, con scambi di ruoli tra magistrati che oggi ricoprono incarichi associativi, domani siedono al Csm, dopodomani ai vertici del ministero e poi, magari, finito il 'giro', si trovano a ricoprire posti apicali ai vertici degli uffici giudiziari. È uno spettacolo che per quanto mi riguarda è divenuto riprovevole.
Anche io, per un periodo, ho pensato, lottando non poco come tutti i miei colleghi sanno, di poter contribuire a cambiare, dall'interno, l'associazionismo giudiziario, ma non è possibile non essendoci più alcun margine.
Lascio, pertanto, l'Anm, donando il contributo ad associazioni che, nell'impegno quotidiano antimafia, cercano di garantire l'indipendenza concreta della magistratura molto meglio dell'associazionismo giudiziario.
Non vi è dubbio che anche il Consiglio superiore della magistratura, composto da membri laici, espressione dei partiti, e membri togati, espressione delle correnti, non può, quindi, non risentire dello stato attuale della politica e della magistratura associata.
I magistrati debbono avere nel cuore e nella mente e praticare nelle loro azioni i principi costituzionali ed essere soggetti solo alla legge.
So bene che all'interno di tutte le correnti dell'Anm vi sono colleghi di prim'ordine, ma questo sistema di funzionamento dell'autogoverno della magistratura lo considero non più tollerabile. Il Csm deve essere il luogo in cui tutti i magistrati si sentano, effettivamente, garantiti e tutelati dalle costanti minacce alla loro indipendenza.
Non è possibile assistere ad indegne omissioni o interventi inaccettabili dell'Anm, come ad esempio negli ultimi mesi, su vicende gravissime che hanno coinvolto magistrati che, in prima linea, cercano di adempiere solo alle loro funzioni: da ultimo, quello che è accaduto ai colleghi di Santa Maria Capua Vetere.
Non parlo delle azioni ed omissioni riprovevoli - da parte anche di magistrati, non solo operanti in Calabria - sulla mia vicenda perché di quello ho riferito alla magistratura ordinaria competente e sono fiducioso che, prima o poi, tutto sarà più chiaro.

Certo, lo spettacolo che mi ha visto in questi giorni protagonista, in un processo disciplinare che mi ha lasciato senza parole, ha contribuito a radicare in me la convinzione che questo sistema ormai è divenuto inaccettabile per tutti quei magistrati che ancora sentono e amano profondamente questo mestiere e che siamo ormai al capolinea.
Io sono orgoglioso - sembrerà paradossale - che questo Csm mi abbia inflitto la censura con trasferimento d'ufficio. Era proprio quello che mi aspettavo. Ed anche scritto, in tempi non sospetti. Ho già detto, ad un mio amico antiquario, di farmi una bella cornice: dovrò mettere il dispositivo della sentenza dietro la scrivania del mio ufficio ed indicare a tutti quelli che me lo chiederanno le vere ragioni del mio trasferimento.
La mia condanna disciplinare è grave e infondata, nei confronti della stessa farò ricorso alle sezioni unite civili della Suprema Corte di Cassazione confidando in giudici sereni, onesti, imparziali, in poche parole giusti. La condanna è, poi, talmente priva di fondamento, da ogni punto di vista, che la considero anche inaccettabile.
Mi viene inflitta la censura, devo lasciare Catanzaro ed abbandonare le funzioni di pubblico ministero in sostanza perché non ho informato i miei superiori in alcune circostanze e perché ho secretato un atto solo ed esclusivamente per salvaguardare le indagini ed evitare che vi fossero propalazioni esterne che danneggiassero le inchieste; senza, peraltro, tenere conto delle gravissime ragioni che hanno necessariamente ispirato alcune mie condotte. Troppo zelo, troppi scrupoli, troppo amore per questo mestiere. Del resto il procuratore generale che rappresentava l'accusa in giudizio, nel rimproverarmi, definendomi anche birichino, ha detto che concepisco le mie funzioni come una missione.
Ebbene, questa decisione, a mio umile avviso, contribuisce ad affievolire l'indipendenza della magistratura, conduce ad indebolire i valori ed i principi costituzionali, ci trascina verso una magistratura burocratizzata ed impaurita sotto il maglio e la clava del processo disciplinare.
Il rappresentante della Procura generale della Cassazione in udienza, il dr. Vito D'Ambrosio, ex politico, il quale per circa dieci anni è stato anche presidente della giunta della Regione Marche, ha sostenuto, durante il processo, sostanzialmente, che non rappresento, in modo adeguato, il modello di magistrato.
Ed invero, il modello di magistrato al quale mi sono ispirato è quello rappresentato da mio nonno magistrato (che ha subito anche due attentati durante l'espletamento delle funzioni), da mio padre (che ha condotto processi penali di estrema importanza in materia di terrorismo, criminalità organizzata e corruzione), dai miei magistrati affidatari durante il tirocinio, dai tanti colleghi bravi e onesti conosciuti in questi anni, da quello che ho potuto apprendere ed imparare, sulla mia pelle in contesti ambientali anche molto difficili, dall'esperienza professionale nell'esercizio di un mestiere al quale ho dedicato, praticamente, gran parte della mia vita. Il mio modello è la Costituzione repubblicana, nata dalla resistenza. Il modello 'castale' e del magistrato 'burocrate' non mi interessa e non mi apparterrà mai, nessuna 'quarantena' in altri uffici, nessun ' trattamento di recupero ' nelle pur nobili funzioni giudicanti, potrà mutare i miei valori, né potrà far flettere, nemmeno di un centimetro, la mia schiena. Sarò sempre lo stesso, forse, debbo a questo appunto ammetterlo, un magistrato che per il 'sistema' è 'deviato ed eversivo'.
Pertanto, questa sentenza è, per me, la conferma di quello che ho visto in questi anni ed un importante riscontro professionale alla bontà del mio lavoro. Certo è una sentenza che nella sua profonda ingiustizia è anche intrinsecamente mortificante. Imporre ad un pubblico ministero, che si sa che ha sempre professato e praticato l'amore immenso per quel mestiere, di non poterlo più fare - sol perché ha 'osato', in pratica, indagare un sistema devastante di corruzione e cercato di evitare che una 'rete collusiva' ostacolasse il proprio lavoro e, quindi, condannandolo per avere, in definitiva, rispettato la legge - è un po' come dire ad un chirurgo che non può più operare, ad un giornalista di inchiesta che deve occuparsi di fiere in campagna, ad un investigatore di polizia giudiziaria che deve pensare ai servizi amministrativi. Farò di tutto, con passione ed entusiasmo intatti, nei prossimi mesi, per dimostrare quanto ingiusta e grave sia stata questa sentenza e che danno immane abbia prodotto per l'indipendenza e l'autonomia dei magistrati, ed anche e soprattutto per la Calabria, una terra (che continuerò sempre ad amare comunque finisca questa 'storia') che aveva bisogno di ben altri 'segnali' istituzionali.

Lavorerò ancor più alacremente nei prossimi mesi - prima del mio probabile allontanamento 'coatto' dalla Calabria - presso la Procura della Repubblica di Catanzaro per condurre a termine le indagini più delicate pendenti.
Non mi sottrarrò ad eventuali dibattiti pubblici anche tra i lavoratori, tra gli operai, tra gli studenti, nei luoghi in cui vi è sofferenza di diritti, per contribuire - da cittadino e da magistrato, con la mia forza interiore - al consolidamento di una coscienza civile e per la realizzazione di un tessuto connettivo sinceramente democratico.
Il Paese deve, comunque, sapere che vi sono ancora magistrati che con onore e dignità offrono una garanzia per la tutela dei diritti di tutti (dei forti e dei deboli allo stesso modo) e che non si faranno né intimidire, né condizionare, da alcun tipo di potere, da nessuna casta, esercitando le funzioni con piena indipendenza ed autonomia, in una tensione ideale e morale costituzionalmente orientata, in ossequio, in primo luogo, all'art. 3 della Costituzione repubblicana.La lotta per i diritti è dura e forse lo sarà sempre di più nei prossimi mesi: nelle istituzioni e nel Paese vi sono ancora, però, energie e valori, anche importanti. Si deve costruire una rete di rapporti - fondata sui valori di libertà, uguaglianza e fratellanza - che impedisca all'Italia di crollare definitivamente proprio sul terreno fondamentale dei diritti e della giustizia. È il momento che ognuno faccia qualcosa - in questa devastante deriva etica e pericoloso decadimento dei valori - divenendo protagonista per contribuire al bene della collettività e del prossimo, non lasciando l'Italia nelle mani di manigoldi, affaristi e faccendieri.
Luigi De Magistris (24 gennaio 2008)

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Lettera aperta alla città di Calabria
(dall’Associazione Universitaria Calabrese Ulixes)
Sulla vicenda De Magistris per mesi abbiamo deciso il silenzio.
Un silenzio dettato in primo luogo dal desiderio di sfuggire ad ogni accusa di strumentalizzazione di vicenda e persone.
Un silenzio, in secondo luogo, simbolico e teso a manifestare rispetto per le istituzioni e dunque per i lavori e le indagini e le valutazioni del CSM.
In questa follia collettiva la convinzione, che adesso vacilla, è che non si prescinda dall’assicurare rispetto alle istituzioni che di un paese sono comunque il collante e la parvenza d’identità. E che i salti e le revisioni di un sistema, per il bene della società stessa, possano passare attraverso situazioni non traumatiche.
Quella convinzione è caduta, forse definitivamente.
Ed il silenzio si scioglie nella constatazione che questo paese è allo stremo e la corruzione che ne segna l’animo e le speranze è giunta ad uno stadio di non ritorno.
Davvero di non ritorno.
Non esistono ordini e corpi che segnalino senso e responsabilità di Stato, non esistono soggetti che riconoscano il senso di norme collettive o legislative. Ma solo poteri nella veste più sfacciata e impertinente.
Senza vergogna.
La cappa del potere è scesa definitivamente e francamente non si vedono vie d’uscita.
Si badi bene. Il potere ha le forme del degrado non solo quando è legato ad ogni livello ma quando tutti i corpi sono espressioni delle medesime logiche.
I poteri in Italia hanno dimostrato un senso di chiusura, di prepotenza, di irragionevolezza, di onnipotenza.
Né la politica né la magistratura oggi ci consentono di avere fiducia.
Ognuno, nelle sue sfere di competenza agisce come un attore in una sfida all’ultimo sangue dove non ci sono regole, esistenze individuali, giustizie collettive da assicurare e garantire, aspettative della collettività.
Niente. “Fanno tutti schifo” pronuncia l’antipolitica. Un po’ è così.
Il dispositivo della sentenza del CSM ci fa effettivamente schifo come ci fa schifo la nomina del dirigente ASL per tessera di partito, così come ci fa schifo chi nelle intercettazioni dice che un certo giudice deve essere fatto fuori (“Cazzo alla fine ce l’ha fatta però il tizio”. Forse aveva mezzi per vedere lungo).
Sono logiche uguali, prese da prospettive e corpi diversi.
Il CSM va oltre le richieste dell’accusa, pronuncia valutazioni di merito che sondano le intenzionalità che muovono il candidato e incornicia un dispositivo “tagliagambe” che non lede il magistrato solo nel suo ruolo ma anche nella sua persona.
Non è difficile pensare in questo momento alle difficoltà personali del dott. De Magistris, magari psicologiche prima ancora che professionali.
Queste sono le logiche del potere.
Il potere ha bisogno di creare vittime ed eroi, affossa, colpisce uno perché tutti vedano, sentano e capiscano. Nel silenzio delle loro vite e della loro quotidianità.
Quanti delinquenti avranno gioito di questa sentenza!
Magari quegli stessi che in Parlamento hanno applaudito Mastella.
Il potere politico semplicemente si è gioiosamente specchiato nel potere giudiziario.
Ma sempre di potere si tratta.
Le inchieste sembrano l’ultimo interesse di questo paese scollato, deluso, umiliato, stanco.
Che ha giornali quotidiani che sembrano bollettini di guerra, che regala ai giovani la prospettiva di dignitose vite da disperati, che sta tutto nell’immondizia napoletana e nelle magagne criminose e nell’incapacità di dimettersi e di colpire le responsabilità.
Luigi De Magistris e la sua vicenda dimostrano che oggi non esistono speranze al di fuori di grandi individualità e che il sistema è morto e la speranza coincide con quella che si chiama iniezione esterna.
I poteri non hanno deciso la via del compromesso e di un cambio lento, ma si arroccano sulla montagna di immondizia.
E’ una scelta che può avere drammatiche conseguenze perché un paese può arrivare a un punto di sopportazione ma poi si “incazza”.
Nonostante i toni pacati di questa lettera sentiamo un senso di rabbia che se si potesse manifestare in forza butterebbe all’aria istituzioni, partiti e parlamento e getterebbe i pezzi in mare come in un dimenticatoio perenne.
Non riusciamo a esprimere con parole quello che è un senso di vuoto.
Davvero non sappiamo quale è la via.
Non ci sono vie …
E ci piacerebbe pensare che cosa ne pensano i migliaia di calabresi che accorrevano desiderosi a firmare a sostegno dell’indipendenza della magistratura o che ascoltavano in silenzio in una notte d’agosto di Soverato un’assemblea pubblica nella quale il dott. De Magistris illustrava lo stato delle cose.
Noi abbiamo visto questo miracolo, questo senso di speranza legato ad inchieste e legato al lavoro onesto di un magistrato.
Forse nessuno si è reso conto che quei cittadini calabresi si legavano col cuore a null’altro che a ciò che dovrebbe essere la dovuta normalità, e cioè un magistrato che lavora e una classe politica corrotta che andava punita.
Cioè siamo arrivati al punto di manifestare con passione viva un desiderio di normalità.
Qui infatti la normalità non esiste.
La normalità viene gambizzata ed esemplarmente punita.
Non ci sono parole oggi per esprimere un senso di riconoscenza al dott. De Magistris che probabilmente condividiamo con i calabresi onesti e non eroi che vivono e pretendono normalità.Una riconoscenza perché abbiamo rivisto, grazie a lui, l’immagine di una prospettiva e un senso di passione civile in questa terra davvero insoliti.
Ma è da quella passione civile che occorre ripartire.
Non vi sono Cassazioni in cui riporre fiducia purtroppo ma solo un senso di disgusto e speranza che deve farsi proposta, rigetto, distruzione e costruzione.
Non vi sono dubbi. Le code ai banchi firma, la gente incollata ai teleschermi, la gente pronta a scendere in piazza non deve dimenticare e noi siamo certi che non dimenticherà.
Non vi può essere potere che affossi quella forza che viveva negli animi.
Ne siamo spettatori e sappiamo quel che diciamo.
Esiste, dopo il fallimento di tutte le soluzioni di mediazione, una comunità di cuori e spiriti che deve ricostruirsi, capirsi e inventarsi un senso.
In questa comunità che deve cominciare a parlare e costruirsi sta davvero riposta la speranza concreta di un cambiamento.
La via non la conosciamo.
Ma è un qualcosa che esiste, vive ed oggi, dopo questa sentenza, ha trovato ancora di più il suo nemico: il potere, l’impunità, il vecchio, la paura.
Associazione Universitaria Calabrese Ulixes

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giovedì 24 gennaio 2008
Il "metodo Mastella"
Per dare una ulteriore prova della confusione che fa fra "politica" e "interessi personali", il sen. Clemente Mastella, poche ore prima di dimettersi dalla carica di Ministro della Giustizia, ha emesso il provvedimento di avvio della Scuola della Magistratura, nei termini previsti dal decreto legislativo n. 26/2006. Con quel provvedimento, ha indicato Benevento come sede principale della Scuola medesima (non Roma o Napoli, con riferimento alla "centralità geografica": Benevento), e ha designato i componenti del Comitato Direttivo, fra i quali ha inserito il Preside della Facoltà di giurisprudenza di Benevento, il suo (di Mastella) avvocato di famiglia e uno dei Sostituti Procuratori di Santa Maria Capua Vetere, lo stesso ufficio - ma forse è superfluo ricordarlo - che sta procedendo nei confronti suoi e della sua famiglia. Nessun commento è possibile, perchè "in claris non fit interpretatio".


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mercoledì 26 dicembre 2007

Risposta ad un amico meetupper..

Rispondo ad una domanda di Andrea, del Meetup B.G. di Londra:
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Fabrizio,
Grazie per le interessanti iniziative di cui ti fai promotore e per l'impulso continuo. Ti assicuro che quassù siamo tutt'altro che rilassati, né tantomeno impieghiamo il poco tempo che abbiamo a disposizione a parlarci addosso. Colgo pertanto l'occasione per chiedere un chiarimento da parte tua: dalle liste della Massoneria uscite nel 1992 (che possono essere facilmente reperite su Internet), risulta iscritto un tale Fabrizio Frosini, di Empoli, nato il 16 Settembre 1953 e di professione medico ospedaliero. Potresti cortesemente confermare se si tratta di un mero caso di omonimia nella professione medica empolese? Grazie. Un cordiale saluto (Andrea, Meetup Londra)
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Ciao Andrea,
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No, non è omonimia. Sono proprio io. E figlio d'arte, anche, in quanto mio padre era massone.
Massoneria ufficiale, intendo: il Grande Oriente d'Italia, per l'esattezza.. Perché di massonerie ce ne sono anche troppe : le due storiche e classiche, più un groviglio di organizzazioni massoniche sedicenti o spurie.. che germogliano a seconda degli interessi che certe accolite vogliono perseguire e/o tutelare..
Onestamente fu proprio ciò che accadde alcuni mesi DOPO la pubblicazione delle liste che mi portò ad allontanarmi dall' "officina", andando ciò a configurare la classica goccia che fece traboccare il vaso.
Io sono sempre stato, infatti, nella minoranza che reputava la trasparenza come la cosa migliore (già da anni prima che venissero pubblicate quelle liste, intendo), auspicando una massoneria all'americana.. nel senso che in Nord America le logge hanno un indirizzo pubblico e frequentemente addirittura ben esposto all'entrata delle città, come i Lions o Rotary.. e gli iscritti sono ben conosciuti.. (poi non so se vi siano logge segrete nel Grande Oriente di US e Canada, ma per quanto a suo tempo riferitomi da massoni americani, la trasparenza è da loro considerata virtù). Ed era appunto questo che la minoranza cui appartenevo chiedeva: trasparenza.
L'evento della pubblicazione riaprì con forza, nelle logge, la discussione sulla scelta fra "TRASPARENZA o RISERVATEZZA". La risposta della maggioranza fu però di tipo reattivo, ovvero :
"vedete che succede quando l'appartenenza alla massoneria diventa di dominio pubblico : ci mettono alla gogna, semplicemente, additandoci come il male oscuro dell'Italia.. quanto sta accadendo serva allora come insegnamento.: l'affiliazione è bene che rimanga riservata.. " .
E sull'onda di quella reazione negativa, alcune frange portarono avanti una politica che non mi piaceva affatto.. Da qui il mio allontanamento. Non sono più tornato in loggia da allora. Ma non ho mai rinnegato (né rinnego) lo spirito che storicamente (ed intendo la storia vera, non le favole mitiche sulle origini dei liberi muratori..) ha caratterizzato la massoneria.
Purtroppo, come spesso accade (in particolare in Italia, ma non solo), la massoneria e altre associazioni / organizzazioni di tipo riservato (e in alcuni casi effettivamente segrete) sono state e sono infiltrate da chi il potere vuole esercitarlo in tutti i modi possibili.. anche nel modo più sporco.. ma da questo punto di vista, il sistema è arrivato ormai ad infiltrare ed usare ogni cosa, spaziando dai partiti politici ai club culturali e alle bocciofile..
La storia di quella pubblicazione (delle liste di iscritti al Grande Oriente) è del resto ancora non chiara.. e occorre anche tenere conto che quelle liste erano molto PARZIALI.. Anche questo è elemento di meditazione sul come avvengono le cose in questo Paese.. anche se frequentemente non si capisce fino in fondo il perché..
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P.S.:
1. una rettifica: non sono medico ospedaliero, come riporta la nota cui ti riferisci. Il mio spirito anarchico mi impedisce di assoggettarmi alle regole che vigono in Italia, pertanto non ho mai partecipato alle lottizzazioni.. né massoniche né di altra natura. In particolare, in campo sanitario : né quelle di vecchio stampo politico né quelle Asline più recenti.. E la dimostrazione che non solo non sono mai stato un lottizzato, ma che non accetto e né ho mai accettato certe logiche, puoi verificarla nel mio blog :
http://storiadiordinariapoliticatoscana.blogspot.com/
2. ci sono tante persone perbene nelle logge del Grande Oriente. Persone che non solo non hanno mai fatto cose disoneste, ma che hanno anche combattuto contro massoni disonesti.. Ho amici cari che sono massoni e ho amici cari che sono anti-massoneria.. ma non è la massoneria in sé ad essere il male.. così come non lo sono i partiti politici.. sono sempre gli uomini che determinano il bene o il male di qualsiasi cosa..
3. pensa che "iella".. (o sono forse solo un folle e.. fallito arrampicatore sociale..?) da sempre e idealmente socialista riformista, anche se con lo screzio anarchico cui accennavo sopra, ebbi per qualche anno anche la tessera del PSI.. ma anche lì emarginato.. perché osavo criticare i metodi craxiani.. anzi, ero il solo a scrivere lettere critiche a Craxi nella sezione (lettere alle quali Craxi non rispose mai..).. e appunto.. anche lì accadde quel che accadde... e molti socialisti passarono in FI o nell'allora PDS.. io no.. e mai ripresa la tessera da allora, anche se rimango idealmente un socialista riformista.. o meglio: un liberal..
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Anche a te un cordiale saluto
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Fabrizio Frosini
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