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giovedì 22 gennaio 2009

Quando si lascia morire la Giustizia..

dal blog toghe : http://toghe.blogspot.com/2009/01/gabriella-nuzzi-lascia-lanm.html

Gabriella Nuzzi lascia l’A.N.M.

Pubblichiamo la lettera con la quale la collega Gabriella Nuzzi, vittima dei provvedimenti adottati dal C.S.M. lunedì scorso comunica al presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati le proprie dimissioni. E' un documento prezioso. Grazie Gabriella per quello che hai fatto e che fai. Sei profondamente nel nostro cuore.




Alla Associazione Nazionale Magistrati - ROMA



Signor Presidente,

Le comunico, con questa mia, l’irrevocabile decisione di lasciare l’Associazione Nazionale Magistrati.

Il plauso da Lei pubblicamente reso all’ingiustizia subita, per mano politica, da noi Magistrati della Procura della Repubblica di Salerno è per me insopportabilmente oltraggioso.

Oltraggioso per la mia dignità di Persona e di essere Magistrato.

Sono stata, nel generale vile silenzio, pubblicamente ingiuriata; incolpata di ignoranza, negligenza, spregiudicatezza, assenza del senso delle istituzioni; infine, allontanata dalla mia sede e privata delle funzioni inquirenti, così, in un battito di ciglia, sulla base del nulla giuridico e di un processo sommario.

Per bocca sua e dei suoi amici e colleghi, la posizione dell’Associazione era già nota, sin dall’inizio.

Quale la colpa? Avere, contrariamente alla profusa apparenza, doverosamente adottato ed eseguito atti giudiziari legittimi e necessari, tali ritenuti nelle sedi giurisdizionali competenti.

Avere risposto ad istanze di verità e di giustizia. Avere accertato una sconcertante realtà che, però, doveva rimanere occultata.

Né lei, né alcuno dei componenti dell’associazione che oggi degnamente rappresenta ha sentito l’esigenza di capire e spiegare ciò che è davvero accaduto, la gravità e drammaticità di una vicenda che chiama a riflessioni profonde l’intera Magistratura, sul suo passato, su ciò che è, sul suo futuro; e non certo nell’interesse personale del singolo o del suo sponsor associativo, ma in forza di una superiore ragione ideale, che è – o dovrebbe essere – costantemente e perennemente viva nella coscienza di ogni Magistrato: la ricerca della verità.

Più facile far finta di credere alla menzogna: il conflitto, la guerra tra Procure, la isolata follia di “schegge impazzite”.

Il disordine desta scandalo: immediatamente va sedato e severamente punito.

Il popolo saprà che è giusto così.

E il sacrificio di pochi varrà la Ragion di Stato.

L’Associazione non intende entrare nel merito. Chiuso.

Nel dolore di questi giorni, Signor Presidente, il mio pensiero corre alle solenni parole che da Lei (secondo quanto riportato dalla stampa) sarebbero state pubblicamente pronunciate pochi attimi dopo l’esemplare “condanna”: “Il sistema dimostra di avere gli anticorpi”.

Dunque, il sistema, ancora una volta, ha dimostrato di saper funzionare.

Mi chiedo, allora, inquieta, a quale “sistema” Lei faccia riferimento.

Quale il “sistema” di cui si sente così orgogliosamente rappresentante e garante.

Un “sistema” che non è in grado di assicurare l’osservanza minima delle regole del vivere civile, l’applicazione e l’esecuzione delle pene?

Un “sistema” in cui vana è resa anche l’affermazione giurisdizionale dei fondamentali diritti dell’essere umano; ove le istanze dei più deboli sono oppresse e calpestato il dolore di chi ancora piange le vittime di sangue?

Un “sistema” in cui l’impegno e il sacrificio silente dei singoli è schiacciato dal peso di una macchina infernale, dagli ingranaggi vetusti ed ormai irrimediabilmente inceppati?

Un “sistema” asservito agli interessi del potere, nel quale è più conveniente rinchiudere la verità in polverosi cassetti e continuare a costellare la carriera di brillanti successi?

Mi dica, Signor Presidente, quali sarebbero gli anticorpi che esso è in grado di generare? Punizioni esemplari a chi è ligio e coraggioso e impunità a chi palesemente delinque?

E quali i virus?

E mi spieghi, ancora, quale sarebbe “il modello di magistrato adeguato al ruolo costituzionale e alla rilevanza degli interessi coinvolti dall’esercizio della giurisdizione” che l’Associazione intenderebbe promuovere?

Ora, il “sistema” che io vedo non è affatto in grado di saper funzionare.

Al contrario, esso è malato, moribondo, affetto da un cancro incurabile, che lo condurrà inesorabilmente alla morte.

E io non voglio farne parte, perché sono viva e voglio costruire qualcosa di buono per i nostri figli.

Ho giurato fedeltà al solo Ordine Giudiziario e allo Stato della Repubblica Italiana.

La repentina violenza con la quale, in risposta ad un gradimento politico, si è sommariamente decisa la privazione delle funzioni inquirenti e l’allontanamento da inchieste in pieno svolgimento nei confronti di Magistrati che hanno solo adempiuto ai propri doveri, rende, francamente, assai sconcertanti i vostri stanchi e vuoti proclami, ormai recitati solo a voi stessi, come in uno specchio spaccato.

Mentre siete distratti dalla visione di qualche accattivante miraggio, faccio un fischio e vi dico che qui sono in gioco i principi dell’autonomia e dell’indipendenza della Giurisdizione.

Non gli orticelli privati.

Non vale mai la pena calpestare e lasciar calpestare la dignità degli esseri umani.

Per quanto mi riguarda, so che saprò adempiere con la stessa forza, onestà e professionalità anche funzioni diverse da quelle che mi sono state ingiustamente strappate, nel rispetto assoluto, come sempre, dei principi costituzionali, primo tra tutti quello per cui la Legge deve essere eguale per deboli e potenti.

So di avere accanto le coscienze forti e pure di chi ancora oggi, nonostante tutto, crede e combatte quotidianamente per l’affermazione della legalità.

Ed è per essa che continuerò sempre ad amare ed onorare profondamente questo lavoro.

Signor Presidente, continui a rappresentare se stesso e questa Associazione.

Io preferisco rappresentarmi da sola.


Dott.ssa Gabriella NUZZI
Magistrato



vedi anche :

Il regime e l’A.N.M.

di Felice Lima
(Giudice del Tribunale di Catania)

venerdì 2 gennaio 2009

Un'accusa volgare e vigliacca..

http://beppegrillo.meetup.com/489/it/messages/boards/thread/4242368/100#24053601

da GoNews : www.gonews.it/articolo_27047_Graffitari-azione-fronte-allEcomedica-Imbrattato-totem-esterno.html


ECCO UN ESEMPIO DI COME VOLGARI VIGLIACCHI

INTERPRETANO IL DIRITTO COSTITUZIONALE

ALLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE..



L'ACCUSA VOLGARE E VIGLIACCA :



Storia personale - Isidro (02/01/2009 13:25)

Ragazzi con tutto il rispetto...perchè non indagate un po' di piu' sul passato di questo signore (fabrizio frosini)?
Lo sapete che ha fatto perdere milioni di lire a ciascun azionista iniziale dell'ecomedica per la sua gestione imprevvisata?
Lo sapete che è stato per fortuna esautorato dalla gestione della stessa da altri azionisti?
Lo sapete che si è giocato la faccia e nessun partito si è mai deciso ad appoggiarlo per la sua pessima reputazione?
Non mi interessa la massoneria.
Indagate e fatevi spiegare dalle persone dell'epoca della costituzione dell'ecomedica chi è costui e quale è il suo corsus honorum e poi decidete se è il caso che diventi sindaco di empoli.

Redazione: se mi scancelli mi incavolo, non ho usato parole offensive!



LA MIA RISPOSTA :


Vedo da vari commenti che non sono pochi ad essere nervosi per la discesa in campo della Lista Civica EMPOLIPERTUTTI :) - fabrizio frosini (02/01/2009 15:23)

si è anche passati agli attacchi personali più squallidi.. dall'uso strumentale e privo di logica della massoneria alle illazioni volgari e VIGLIACCHE sulla conduzione Ecomedica del sottoscritto (da questo punto di vista: notare che se Ecomedica oggi vale molto di più di quanto i soci hanno inizialmente investito per entrarvi, lo si deve a chi l'ha costituita -Fabrizio Frosini- e a chi ha determinato strategie e programmi -Fabrizio Frosini-) , difendendo questi e quella contro tutti coloro che partecipano al "SISTEMA POLITICO-AFFARISTICO" che asfissia il territorio.

Questo io l'ho sempre fatto a volto scoperto e sempre in prima persona -al contrario dei vigliacchi approfittatori di cui sopra.

FATTO INIZIALE : due poveri -nel senso "mentale" del termine- vigliacchi incappucciati (uno con il ruolo di "palo", l'altro di.. "artista"), nel cuore della notte, armati di vernice spray, non trovano altro modo per dimostrare a se stessi di esistere che imbrattare altrui proprietà private o pubbliche che siano..

FATTO DERIVATO 1° : ad un mio commento, peraltro oggettivo e assolutamente contenuto, in risposta al primo messaggio in coda alla notizia (commento poi censurato dalla redazione, ma io l'avrei lasciato in chiaro, in modo che chiunque l'avesse letto si sarebbe reso conto dello "spessore" di quel misero tentativo di provocazione.. Anzi : GENTILE REDAZIONE, potete riportarlo in chiaro? Ve ne sarei grato) , c'è chi -appunto "innervosito" dalla discesa in campo della Lista Civica- ha voluto strumentalmente e provocatoriamente inserirsi, con modi sguaiati e privi di logica, per attaccare Fabrizio Frosini e, appunto, la Lista..

FATTO DERIVATO 2° : come gli squali, attirati dal sangue (ma anche, come ben sanno i biologi marini, da altro materiale organico.. e credo non ci sia bisogno di ulteriori specifiche), arrivano altri.. più interessati a qualificarsi nel modo peggiore.. pensando di poter fare i "cecchini serbi",al riparo di nick di comodo (o almeno loro ritengono di essere al riparo..).

RISULTATO : la dimostrazione che c'è assoluto bisogno di ripulire la putrida, fetida cloaca in cui si è trasformato quel SISTEMA POLITICO-AFFARISTICO, è ora lampante e sotto gli occhi di tutti.. Grazie.

Fabrizio Frosini

Lista Civica A 5 Stelle EMPOLIPERTUTTI


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P.S.: senza farne i nomi -ma basta leggere i commenti ed essi risultano ben identificabili, sia che abbiano usato il loro nome, sia che utilizzino un nick- RINGRAZIO tutti coloro che, intervenendo con intelligenza e misura (magari anche criticando, com'è diritto di ciascuno, ma motivando tali critiche in modo non solo intelligibile, ma con ARGOMENTI veri e non meramente strumentali/provocatori), hanno voluto mostrare quale sia la DIMENSIONE propria di un UOMO (o Donna, ovviamente : "U" e "D" maiuscole)..ovvero quella che un CITTADINO deve avere per poter operare nell'interesse della COLLETTIVITÀ.

Il loro SPESSORE di Persone ("P" maiuscola), aiuta a stendere un velo pietoso sulla bassezza intellettuale e morale di altri commentatori (questi ultimi così vigliacchi da essersi ben guardati -ovviamente!- dal dare un volto alle loro volgarità..).

Ma la campagna elettorale è appena iniziata.. vedremo pertanto ben peggiori bassezze avvicinandoci al 6 Giugno.
Quello che i vigliacchi è bene che si mettano in testa è che non ho mai avuto paura di loro.
Né cambierò il mio modo di intendere il confronto, sia quello politico che quello umano : con la categoria degli imbecilli e dei farabutti non ho mai voluto avere niente a che fare.. e continuerò imperterrito a comportarmi così.

Cordiali saluti a tutti

FF

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POICHÉ IL MESSAGGIO DI "ISIDRO" ERA STATO CENSURATO, HO TELEFONATO ALLA REDAZIONE DI GONEWS CHIEDENDO NE VENISSE RIPRISTINATA LA LETTURA. Richiesta subito accolta dalla redazione di GoNews, che ringrazio.




HO CHIESTO ALLA REDAZIONE DI RIPRISTINARE IL MESSAGGIO CENSURATO, CON LE ACCUSE VOLGARI AL SOTTOSCRITTO. Credo sia giusto che tutti possano leggerlo. - fabrizio frosini (02/01/2009 15:42)

Certi commenti, infatti, descrivono l'ambito mentale e morale di chi li formula.

Avere la possibilità di leggerli e valutarli criticamente ritengo sia positivo sul piano dell'educazione al confronto civile.

Grazie quindi alla Redazione e grazie a tutti coloro che sono intervenuti a difesa -non tanto mia, non c'è ragione- ma appunto di quelli che rappresentano Principi e Valori che ogni Cittadino (con la "C" maiuscola) deve saper difendere, per garantire il rispetto del metodo DEMOCRATICO nella Collettività di cui fa parte.

Cordiali saluti

Fabrizio Frosini

giovedì 17 aprile 2008

La Prima Repubblica è morta -finalmente..


PARLAMENTO : con i voti dell'estero, questa è la distribuzione dei seggi al prossimo Parlamento:

CAMERA : Pdl 276, Lega Nord 60, Movimento per l'autonomia 8; Pd 217, Idv-Di Pietro 29; Udc 36, Svp 2, Movimento associativo italiani all'estero 1, Autonomia libertà democrazia (Valle d'Aosta) 1.

SENATO : Pdl 147, Lega Nord 25, Movimento per l'autonomia 2; Pd 118, Idv-Di Pietro 14; Udc 3; Svp 4; Vallée d'Aoste 1; Movimento associativo italiani all'estero 1

Vday

Dal Corriere della Sera, 16 Aprile 2008
Ernesto Galli Della Loggia

Una storia finita

Ha ragione chi ha notato che il nuovo Parlamento italiano nato dalle elezioni di domenica e lunedì sarà l'unico dei principali parlamenti europei dove non troverà posto alcun partito che nel nome si richiami al socialismo o al comunismo. E questo accade nonostante che, come è noto, partiti con quei nomi abbiano segnato profondamente per decenni la storia della sinistra italiana e, insieme, la storia del Paese. Siamo di fronte, insomma, a una svolta profonda non solo del nostro sistema politico, ma della nostra intera vicenda nazionale, del lungo e tormentato configurarsi delle culture politiche italiane. Svolta tanto più significativa in quanto poi coincide con lo schierarsi elettorale a destra di tutto il Nord, cioè delle regioni più industriose, più ricche e più avanzate della penisola, un tempo, in molte zone, roccaforti della sinistra che aveva il socialismo o il comunismo nella propria insegna.

Da questo punto di vista è oltremodo indicativo il sorprendente successo della Lega in una regione come l'Emilia Romagna, con oltre il 7% dei voti alla Camera. In realtà la Prima Repubblica non è finita nel 1994, è finita ieri; e il terremoto che ha colpito la sinistra può essere interpretato come la conseguenza del modo miope e insufficiente con cui proprio la sinistra affrontò 15 anni fa la crisi di quella fase della democrazia italiana, non cogliendone né il significato né le implicazioni. E perciò riducendosi oggettivamente, allora e poi, a un ruolo di puro e semplice freno anziché di spinta e di direzione. Ciò che portò alla fine la Prima Repubblica fu essenzialmente la mancanza di alternativa di governo, il fatto che per svariati decenni a reggere il Paese fossero più o meno sempre le stesse forze. Uno degli effetti ne fu per l'appunto la vasta corruzione (da qui Mani Pulite), insieme alla progressiva decrepitezza dei meccanismi e degli strumenti amministrativi (per primi quelli dell'amministrazione statale) e all' inamovibilità castale delle élites del Paese in quasi tutti i campi. Inutile dire il motivo della mancanza per tanto tempo di una credibile alternativa di governo: la presenza all'opposizione di un Partito comunista il cui sfondo ideologico e la cui collocazione internazionale, essendo entrambi storicamente contigui alla vicenda bolscevico- sovietica, non lo legittimavano a governare una democrazia occidentale come l'Italia.

La fine dei partiti di governo della Prima Repubblica (Dc e Psi) per effetto delle inchieste giudiziarie di Di Pietro non ebbe l’effetto di spingere quelli che erano ormai i reduci del naufragio comunista a una revisione radicale della propria storia. E neppure li indusse a una rivisitazione altrettanto radicale di tutto l'impianto socio- statuale italiano, delle reti d'interesse, dei luoghi di potere accreditati, delle convenzioni bizantine, delle fame posticce di un regime ormai alle corde. Ebbe anzi un effetto paradossalmente pressoché opposto. Indusse gli ex comunisti a considerarsi quasi come i curatori testamentari di questo insieme di lasciti, facendosi catturare dalla tentazione di poterne addirittura diventare agevolmente gli eredi. Ciò che infatti cominciò fin da subito a verificarsi. Con la conseguenza però che abbagliati da questa facile conquista gli scampati al naufragio comunista non sentirono più l'urgente necessità, che invece avrebbero dovuto sentire, di buttare a mare alla svelta il proprio patrimonio ideologico, di ravvedersi senza esitazioni delle loro mille cantonate, di prendere coraggiosamente un nome e un abito nuovi. O, se lo fecero, presero a farlo con tempi politicamente biblici, dell'ordine degli anni.

Nel frattempo, come dicevo, orfano della protezione un tempo elargitagli dalla Dc e dal Psi, il potere tradizionale italiano cresciuto e prosperato sotto la Prima Repubblica si apriva volenterosamente a quelli che esso riteneva ormai i nuovi padroni della situazione. In breve tutto l'establisment economico- finanziario del Paese, tutta la cultura, tutta la burocrazia, tutti gli apparati di governo, dalla polizia alla magistratura, gran parte del vecchio cattolicesimo politico divennero o si dissero di sinistra. Ma proprio la massiccia operazione di riciclaggio e di «entrismo» da parte dei vertici della società italiana e dei suoi poteri, nell'area della sinistra ex Pci, insieme all'esasperante lentezza con cui procedeva la revisione ideologica di questa, hanno valso a porre il partito della sinistra ex comunista, nell'ultimo dodicennio, in una posizione sostanzialmente conservatrice. L’hanno reso di fatto il tutore massimo dell'esistente, incapace di comprendere i grandi fatti nuovi che si andavano producendo nel Paese, di rompere incrostazioni e tabù, restio a politiche animate da coraggio e da fantasia, timoroso infine di rompere le vecchie solidarietà frontiste. In vario modo questa parte, invece, se la sono aggiudicata fin dal 1994 le varie destre che allora videro la luce e/o che allora presero a ricomporsi.

Le quali, a cominciare da Berlusconi, hanno invece avuto facile gioco, esse sì, ad apparire fino ad oggi (e quale che fosse la realtà) tese al cambiamento, lontane dal potere costituito, prive di troppi pregiudizi ideologici, in sintonia con la pancia e con le esigenze più vere del Paese. Il merito indiscutibile di Walter Veltroni è stato quello di capire che sulla strada iniziata nel lontano 1993-94 la sinistra non poteva più procedere. Prendere le distanze dal governo Prodi ha voluto dire precisamente prendere visibilmente le distanze dalla tradizione. Da quella tradizione italiana che se da un lato era servita a far vivere il nome del socialismo e del comunismo, dall' altro però aveva reso sempre impossibile— ai partiti che ne portavano i nomi— qualunque autonomo ruolo politico innovativo alla guida del Paese. Veltroni ha capito che bisognava cancellare questa storia, la quale era stata anche tanta parte della storia della prima Prima Repubblica; che era finalmente giunto il momento di porre fine alla Prima Repubblica. Per farlo ha oggi dovuto pagare un prezzo assai alto, certo. Ma i conti veri, come sempre, si potranno fare solo alla fine.

http://www.corriere.it/editoriali/08_aprile_16/una_storia_finita_5b056ba0-0b72-11dd-98e1-00144f486ba6.shtml

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Vday

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Da Il Corriere della sera, 17 Aprile '08 :

Tangenti

Sirchia condannato a 3 anni

L'ex ministro della Salute era coinvolto in un'inchiesta su un giro di mazzette in ambito sanitario

L'ex ministro alla Sanità, Gerolamo Sirchia (Ansa)
MILANO - L'ex ministro della Sanità, Girolamo Sirchia, è stato condannato a 3 anni di reclusione nell'ambito del processo milanese in cui è imputato insieme ad altre sette persone e una società per presunte tangenti nel mondo della sanità milanese. Per Sirchia l'accusa aveva chiesto 2 anni e 9 mesi di reclusione: una pena leggermente più pesante, dunque, che tuttavia non verrà scontata in quanto coperta da indulto. All'ex ministro è stata anche comminata la pena accessoria di cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. «Sono stato condannato nonostante avessimo portato prove e testimonianze a favore - è stato il primo commento dell'ex ministro -. Evidentemente io e i miei difensori non siamo riusciti a convincere i giudici».

LA VICENDA - Le presunte tangenti, stando alle accuse, sarebbero state pagate per apparecchiature sanitarie a ospedali milanesi quando Sirchia era primario al Policlinico di Milano. L'inchiesta in questione portò il 29 settembre 2004 agli arresti domiciliari per il professor Francesco Mercuriali, ex primario di Immunoematologia del Niguarda, che si suicidò a casa sua il successivo 4 ottobre. Fra le presunte tangenti citate nell'atto di chiusura indagine, ci sono tre assegni su un conto corrente di Chiasso ritenuto riferibile a Sirchia per un totale di 30.500 dollari emessi da Health Care Id Inc. di Chicago, e tre assegni da 11.000 marchi tedeschi ciascuno emessi dalla Immucor tedesca, la filiale centrale europea della Immucor Usa.

«FUORI DALLA REALTA'» - Sirchia si è sempre difeso dicendo che quel denaro era il corrispettivo di una serie di consulenze. Per questo, a caldo dopo il pronunciamento della corte, parla di una sentenza «fuori dalla realtà e non condivisibile». «Sono ovviamente dispiaciuto perchè malgrado le prove e le testimonianze portate ha prevalso il teorema dell'accusa - ha detto dopo la lettura della sentenza -. Ovviamente mi riservo di impugnare una decisione che reputo fuori dalla realtà». L'ex primario del Policlinico ha inoltre sottolineato che per lui è un dovere «rispettare quello che il Tribunale decide ma è anche un dovere - ha detto - difendere la mia onorabilità». Il professore, assistito dagli avv. Giovanni Maria Dedola e Paolo Grasso, si è detto comunque amareggiato per essere uscito da un processo con una condanna coperta da indulto e una pena accessoria legata a un preciso episodio che presto cadrà in prescrizione.

http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_17/tangenti_sicrchia_condannato_tre_anni_a5048c32-0c66-11dd-aecb-00144f486ba6.shtml

Dal Blog di Grillo : 15 Aprile 2008

Loro non molleranno mai, noi neppure

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Vday

giovedì 7 febbraio 2008

La denuncia della Corte dei Conti : «Forte corruzione in sanità e appalti»

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Sistema feudale moderno..
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Dal Blog di Grillo :

http://www.beppegrillo.it/2008/02/la_legge_eletto.html#comments

Lo spettacolo di un presidente della Repubblica che guarda, in silenzio, il presidente della Corte dei Conti Tullio Lazzaro mentre dichiara che la corruzione in Italia dilaga negli appalti, nella sanità e nelle forniture è desolante. Napolitano non dice una parola, non sente il dovere di andare in televisione, davanti all’affermazione: "Il non agire protratto per anni provoca danni incalcolabili".

Le Istituzioni sono diventate i Notai dello Sfascio. Prendono atto, registrano, evidenziano. Lo Stato si inabissa, ma con piena consapevolezza dei Grandi Burocrati. I cittadini, come le stelle, stanno a guardare.

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Da RAI NEWS 24 : http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=78333
Roma | 5 febbraio 2008

Corte dei Conti: Italia malata, ampia corruzione.

Dal non agire dei politici danni enormi

Il non agire degli amministratori pubblici può generare danni incalcolabili. Non parla mai di immondizia nelle strade o di opere pubbliche incompiute, Tullio Lazzaro, presidente della Corte dei Conti, ma l'allusione è esplicita, nel discorso per l'inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile. A preoccupare, inoltre, è il quadro politico-istituzionale: "L'organizzazione della Repubblica vive un momento di diffuso malessere in se stessa".

Paralisi

"E' sotto gli occhi di tutti - ha detto Lazzaro - l'esempio di come il non agire protratto per anni possa provocare danni di tale entità per i quali nessun giudice, probabilmente, riuscirà a pervenire a una quantificazione e tanto meno a ottenere un risarcimento". Lazzaro ha aggiunto che "è di fronte a danni di spaventosa entità, danni alla salute, all'ambiente, alla fruizione a all'integrità di beni di consumo, allo stesso ordinato vivere civile, che gli attuali rimedi giurisdizionali mostrano tutti i loro limiti".

Il proliferare di strutture

"Assistiamo per tanti aspetti - ha detto Lazzaro - al crescere confuso di strutture, modelli amministrativi, sovrapposizione di competenze tra amministrazioni centrali ed enti locali, disarmonicità, conflitti irrisolti. E' compito prioritario e urgente della classe dirigente del Paese fare un bilancio ed eventualmente riconsiderare scelte recenti e meno recenti con il preciso scopo di ridare sistematicità all'insieme degli organismi amministrativi a tutti i livelli, nell'interesse finale della comunità nazionale".

Enti locali e consulenze esterne

L'emergenza rifiuti è "un caso esemplare di cattiva gestione delle risorse" non solo per i maggiori costi ma anche "per l'uso che si è fatto dello strumento del commissario straordinario con la conseguente deresponsabilizzazione degli enti locali". Il presidente della Corte dei Conti elencando tra gli altri casi di cattiva gestione la mancata liquidazione degli enti inutili e la scarsa trasparenza delle operazioni di cartolarizzazione.

Critiche anche per la prassi, diffusa soprattutto negli enti locali, della creazione di società pubbliche costituite "non già per accrescere l'efficienza gestionale ma solo per eludere i vincoli del patto di stabilità interno o di fare assunzioni senza concorsi".

Male anche il frequente ricorso alle consulenze esterne: il rischio è quello di non controllarne il contributo è "di perdere il controllo della gestione strategica delle operazioni".

Taglio delle spese non è la panacea

"La flessione rilevante delle spese di investimento è certo una forma di risparmio per far quadrare i conti dell'anno. Ma - ha detto Lazzaro - alla lunga, erode le capacità di dare risposta alle esigenze di sviluppo del Paese".

Da segnalare anche il fatto che la pratica a cui spesso si ricorre di "tagliare in modo indiscriminato le spese per i consumi intermedi, ha fatto sì che esse siano giunte a un livello tale da intaccare l'operatività' e la stessa dignità delle amministrazioni".

Contratti e stipendi

La dinamica delle retribuzioni nel pubblico impiego "supera sistematicamente gli obiettivi programmatici di volta in volta prefissati".

Lazzaro elenca i fattori negativi: "i ritardi nei rinnovi, che ampliano la base salariale sulla quale si applicano i benefici dei nuovi contratti, la sostanziale libertà del quadro macroeconomico con la quale vengono assegnate le quote variabili dello stipendio rinunciando a qualsiasi connessione con reali aumenti di produttività; il dilagare di contratti a termine; l'aumento di posizioni dirigenziali nelle riorganizzazioni di amministrazioni centrali e locali, proprio mentre entrambe perdono funzioni di gestione diretta di risorse".

Più tangenti

Un "quadro di corruzione ampliamente diffusa" emerge dagli accertamenti della Corte dei Conti nel 2007. A rilevarlo è il procuratore generale della magistratura contabile, Furio Pasqualucci, secondo cui "profili di patologie" sono evidenti "nel settore dei lavori pubblici e delle pubbliche forniture, nonché nella materia sanitaria". In particolare, risultano in aumento le condanne per danni materiali e per danni all'immagine della P.A. pronunciate dalla Corte dei Conti in seguito al pagamento di tangenti (per concussione o corruzione) durante la stipula di contratti. Su un totale di 1.905 sentenze di condanna emesse in primo grado nel 2007 dalle sezioni regionali della Corte dei Conti per un totale di oltre 92milioni di euro, una buona parte (l'11,4%) ha riguardato danni causati da corruzione, tangenti, e concussione.

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Dalla Rete del Grillo
di G. A. N. V. da Lugano

Egregio Signor Presidente,
visto e considerato che:
- nella Repubblica Italiana oggi i margini di Libertà e Democrazia si stanno riducendo di giorno in giorno sino a scomparire;
- che la certezza del Diritto è divenuta una chimera;
- che i cittadini onesti (mi scusi, volevo anzi dire “i sudditi”) sono vessati ed avviliti da chi dovrebbe operare per il loro benessere e per la tutela dei loro diritti fondamentali;
- che altresì i malfattori di ogni tipo sono non solo certi dell'impunità, ma che anzi sono stimati e rispettati come “uomini di successo”;
- che lo Stato si rammenta di detti sudditi solo quando si tratta di riscuotere i balzelli e chiedere il voto per coloro che pretendono di volerli rappresentare;
- che i principi sanciti dalla Costituzione del 1948 - ed in particolare l'art. 1 - suonano oramai irrisori come un motto tristemente noto dello scorso secolo (“Die Arbeit macht frei”...);
- che sono oggi nulle le prospettive di vedere mutare questo stato di cose;
- e che, ad un livello più personale, io e la mia famiglia, tanto per recuperare una tranquillità sia psicologica che economica, che per offrire ai nostri figli un ambiente moralmente e socialmente sano e sereno ove crescere e costruirsi un futuro, e non ultimo dove potere riprendere a lavorare serenamente sia a beneficio della mia famiglia, del prossimo e di me stesso, abbiamo dovuto lasciare l'Italia e riparare in un paese estero,
con la presente restituisco personalmente a Lei la mia Tessera Elettorale, che troverà qui allegata. Ne faccia l'uso che meglio crede. Le preannuncio, inoltre, che avviate le necessarie procedure con il paese che ora – con grande civiltà e disponibilità - ci ospita, sarà mia cura recarmi presso le Autorità Consolari Italiane per fare formale atto di rinuncia alla cittadinanza e restituire il mio passaporto italiano.
Con osservanza.

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Pur capendo molto bene l'amarezza di G.A.N.V., da Lugano, io non penso che sia positivo restituire la tessera elettorale o comunque non votare. Almeno non prima di aver constatato, per le elezioni politiche, che non è possibile esprimere un voto che sia "alternativo" al sistema partitico "castale" attuale. In effetti è verosimile che ciò non sia possibile. Ma almeno una verifica facciamola. Oltretutto comporta un'attesa modesta, essendo le elezioni fissate per il 13 e 14 aprile. Entro due o tre settimane sapremo se un'alternativa esiste o meno. Nel frattempo, ciò che ormai è diventato inevitabile, si compia pure..

Saluti

Fabrizio Frosini

sabato 19 gennaio 2008

La legge sono Loro? Ma se la Giustizia non c'é, allora ognuno può farsene una propria..

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Ieri il Tribunale di Palermo ha condannato il Presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, detto “Totò”, a cinque anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio, nell’ambito del processo per le “talpe” nella Procura di Palermo.In sostanza, Cuffaro, rivelando segreti della Procura di Palermo (e la cosa fa riflettere, con riferimento all'abitudine di tanti ad addebitare sistematicamente le "fughe di notizie" alla magistratura), avrebbe favorito un indagato, informandolo che erano state attivate intercettazioni nei suoi confronti. Per avere un quadro seppure approssimativo dell’intera vicenda e delle persone coinvolte e condannate a pene fino a 14 anni di reclusione, si può leggerne una sintesi http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsid=77749 . Il Tribunale ha escluso la circostanza aggravante del favoreggiamento alla mafia e bisognerà aspettare il deposito della motivazione della sentenza per sapere se questa esclusione si fondi sul fatto che favorire una persona coinvolta in una associazione mafiosa non equivalga a favorire l’associazione o se si fondi sulla mancanza di prova del fatto che il Cuffaro sapesse che la persona che stava favorendo era inserita in un’associazione mafiosa.L’ennesimo paradosso di questa vicenda giudiziaria è che il titolare di una carica politica di altissimo rilievo (Presidente di una Regione) viene condannato alla significativa pena di cinque anni di reclusione, ma:
1. si dichiara contento (: http://www.regione.sicilia.it/presidenza/ufficiostampa/ si può leggere il Comunicato stampa ufficiale della Regione Siciliana) ;
2. non si dimette;
3. grazie alle leggi proposte dagli ultimi due governi e non solo, anche se la sentenza divenisse definitiva, non sconterà un solo giorno di carcere, perché l’indulto ridurrebbe la pena da cinque a due anni di reclusione, consentendo la fruizione di una serie di benefici che impediscono la carcerazione, ma, soprattutto, perché le norme attuali sulla prescrizione faranno sì che il reato si prescriverà certamente prima della conclusione del processi di appello annunciato dal Cuffaro, sicché l’intera sentenza finirà nel nulla.
In relazione alle posizioni assunte in questi giorni dal senatore Cossiga, può essere interessante sapere che nello stesso sito ufficiale della Presidenza della Regione Siciliana appena citato si riferisce che il sen. Cossiga, Presidente emerito della Repubblica, ha telefonato al Cuffaro, rallegrandosi con lui (ma cosa ci sarà da rallegrarsi in una condanna a cinque anni di carcere!?) e confermandogli che lui rimane “il primo dei cossighiani”.
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Riportiamo su questa vicenda un articolo di Antonio Padellaro tratto da L’Unità del 19 gennaio 2008. Il titolo di questo post è quello originale dell'articolo di Padellaro.
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Condannato da un tribunale della Repubblica a cinque anni per favoreggiamento, il presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro comunica esultante: non mi dimetto. Uomo di parola, Totò lo aveva detto prima che senza l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra sarebbe rimasto al suo posto. L’asticella l’ha fissata lui, e adesso non sente ragioni. Almeno un amico degli amici si è giovato di una sua soffiata su certe microspie messe dagli investigatori. Con il risultato di vanificare intercettazione e indagini. Negli Stati Uniti per molto meno ti sbattono in galera e buttano la chiave. Qui da noi ti dedicano una fiaccolata. A quanto si è capito, secondo i giudici, favorire un mafioso non significa favorire la mafia. Siamo o no la patria del diritto? La condanna resta comunque grave, una macchia pesante per un uomo politico che dovrebbe difendere la propria immagine di onestà sopra ogni altra cosa. Non certo per “vasa vasa”, abituato a baciare sulle guance tanta di quella gente, ovviamente senza mai chiedergli la fedina penale. Lo abbiamo visto, raggiante, raccogliere il meritato successo a palazzo di giustizia. Dicono che nelle chiese palermitane i suoi fedeli abbiano pregato per l’assoluzione, e se anche il miracolo non c’è stato a Totò va benone lo stesso. Alleluja. Tra sconti di pena e indulto di quei cinque anni ne resterà ben poco. E quanto all’interdizione dei pubblici uffici, scatta a sentenza definitiva. Totò sorride e vasa e vasa. Immacolato è. È un arroganza che lascia senza parole, ma scandalizzarsi serve poco. I tanti Cuffaro disseminati nel nostro bel paese della legge se ne fottono allegramente perché “loro” si considerano la legge. E quanto alle sentenze, dipende dal punto di vista. Infatti, Cuffaro festeggia la condanna che considera un’assoluzione e subito si crea una festosa processione di solidarietà guidata da Pierferdinando Casini. Il quale dimentico di aver ricoperto il ruolo di terza carica dello Stato, con una certa dignità, si congratula e approva con questo stravagante sillogismo: Totò non è colluso e quindi è giusto che resti presidente. Con questa logica potevano anche dargli dieci anni o venti e il leader Udc avrebbe ugualmente stappato lo spumante. Bravo Totò sei tutti loro, ma occhio alla prossima soffiata.
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In questo venerdì di ordinaria giustizia spicca pure il rinvio a giudizio di Berlusconi chiesto dalla Procura di Napoli per corruzione. La storia è quella della famosa telefonata al prono Saccà con le aspiranti attrici tv “segnalate” in cambio di favori. Qui la tecnica è collaudatissima. Se Totò minimizza, Silvio s’indigna. E giù insulti contro il partito delle procure che i bravi berluscones rincarano in pieno delirio mistico accusando i magistrati di barbarie e altre nefandezze.
Poi i due si congratulano vicendevolmente solidarizzando con Mastella. Il quale da Ceppaloni nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura definisce una «macchietta» il procuratore di Santa Maria Capua Vetere che lo ha inquisito con moglie e parenti.
Vendetta tremenda vendetta: il leader dell’Udeur pretende da tutta la maggioranza un voto di solidarietà, altrimenti addio governo. Probabilmente lo avrà.
Alla fine l’unico, vero colpevole della giornata sarà il pm di Catanzaro De Magistris.
Duramente sanzionato dal Csm viene trasferito da Catanzaro e non sarà più pm.
Così impara a indagare sui politici.
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P.S. L’altra sera in tv il sondaggista Renato Mannheimer calcolava in 7 su 100 gli italiani che nutrono ancora fiducia nella politica. Coraggio, lo zero è vicino.
(Antonio Padellaro)
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Quanto segue è un mio commento nella discussione sulle Liste Civiche del Meetup Firenze :
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Poiché ricevo ancora messaggi da parte di metuppers che sono scettici sul successo di nostre Liste Civiche (o che addirittura temono il nostro futuro arruolamento nella casta..!!), permettetemi di riproporre un'ultima volta il mio pensiero: CHI RITIENE CHE NON COSTITUIRE NOSTRE LISTE CIVICHE SIA LA COSA MIGLIORE DA FARE, VALUTI QUANTO ESPLICITATO DA MONFORTE, A NOME DI TUTTI COLORO CHE HANNO DECISO DI DAR VITA AL COORDINAMENTO TOSCANO :
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..il deficit di democrazia, sostanziale e sempre piú anche formale, nelle nostre città e nella nostra regione è ormai allarmante e non è recuperabile attraverso una semplice autoriforma. Tale deficit è, infatti, organico al dominio di quella che è ormai nota come «casta», a cui fa capo tutto l'insieme dei partiti (nei loro diversi colori), di seguiti e di liste d'attesa, di organizzazioni collaterali e di associazioni fiancheggiatrici, «casta» interconnessa con le lobbies finanziarie e affaristiche. Esistono ormai dei veri e propri comitati d'affari, articolati in tutta la regione; ne è l'espressione il cosiddetto «modello toscano» (il quale ha addirittura anticipato analoghi indirizzi a livello nazionale), che ha prodotto ... riduzione della democrazia a vuota forma, degrado della stessa condizione di cittadini, ridotti a diventare moderni sudditi. Si è, in sintesi, prodotta una crisi generalizzata di civiltà.Ribadita l'esigenza inderogabile di contrastare con il massimo di incisività ed efficacia questa situazione, ... aprire subito il processo di costruzione del Coordinamento toscano del movimento cittadino, che raccolga e componga liste, comitati, associazioni varie, nella piena autonomia di ogni realtà ... ma nella loro interconnessione, dal locale al regionale, sia riguardo alle iniziative in corso e in preparazione, sia in previsione delle future scadenze elettorali. E avviando da subito anche la stabilizzazione dei collegamenti extra-regionali con le realtà affini.
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E abbiate anche presente che, se non ci saranno nostre Liste Civiche alle prossime elezioni (di qualsiasi genere), tantissimi italiani perbene NON ANDRANNO A VOTARE, semplicemente,.. con il risultato che i soliti continueranno a fare quello che stanno facendo da troppo tempo.. Si vuole forse questo? Da parte mia: no, non voglio che tutto continui come ora.. pertanto sarò alla riunione del Coordinamento di giovedì 24 gennaio, ore 21 (Circolo Bencini, Via Mercadante, Firenze). E anche alla riunione del 26 , organizzata da Pardi.
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Quanto segue è stato invece scritto da Serenetta Monti, Meetup Roma. Mi è piaciuto e lo ripropongo a voi per una riflessione generale.. nella considerazione che USCIRE DALLE TANE ha per me un preciso significato: DIVENTIAMO SOGGETTO POLITICO A TUTTO TONDO.
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"Scrivo questa mail con la consapevolezza che la leggerete e rifletterete... ma non tutti parteciperete, sarebbe davvero impossibile. Purtroppo. Non voglio criticare, ma la giornata di ieri, 18 gennaio 2008 è stata devastante per chiunque abbia ancora un senso di giustizia vivo e il desiderio di vivere in un paese in cui la legalità è pane quotidiano e i magistrati non vengono vissuti come i giudici del film di Stallone "Dredd"... ma come i difensori della legalità di cui sopra. De Magistris trasferito... a poca distanza dalla notizia della condanna di Cuffaro... che proclamava che sarebbe, comunque, rimasto a svolgere il suo lavoro... e a poche ore dai domiciliari della moglie di Mastella... che pretendeva di dirigere da casa il Consiglio Regionale, sotto arresto. Ma se c'è ancora qualcuno (parlo di tecnici) che ha un briciolo di dignità dentro i palazzi di potere... dovrà passare la Proposta di Legge "Parlamento Pulito"!! La faremo estendere agli enti locali! "Non dobbiamo, non possiamo, non vogliamo"... queste le frasi del Papa nel film Il marchese del Grillo (lui non voleva riconoscere l'impero) Beh, neanche noi!!! non possiamo permettere di essere trattati come incapaci mentali, come se non capissimo che loro mangiano a quattro palmenti tutti i giorni e noi fatichiamo per pagare le bollette!!! Ora basta! Ieri sono morti altri quattro lavoratori, due quelli asfissiati del porto di Marghera... di cui uno interinale... morire e non poter lasciare neanche uno straccio (perchè quello sono diventate le pensioni) di pensione ai famigliari! Niente! così i famigliari perdono il loro caro... e chi portava il pane a casa. E i giudici che vogliono scoperchiare i pentoloni in cui ribolle tutto questo fango... trasferiti... e il cittadino.... gli rimarrebbe solo emigrare. Invece no!dobbiamo essere più tignosi che mai! sono LORO che devono andare via: i Mastella, i Berlusconi, i D'Alema, i Bertinotti, I Fini, i Casini... non importa il colore. BASTA! Dobbiamo lavorare sempre di più, tra noi e con gli altri, dobbiamo insinuarci in questa città e in questo paese come un cancro: le metastasi devono arrivare ovunque! Saremo l'unico caso di tumore benigno con metastasi. Per fare questo, dobbiamo uscire tutti dalle tane, partecipare, informarci e divulgare: al mio vicino, al mio barista, al postino, in fila alla posta Basta protestare. Parliamo di noi con gli altri. Raccontiamoci: siamo degli illusi che vogliono cambiare il sistema? va beh... qualcuno ci risponderà... "meno male che è rimasto qualcuno", invece di prenderci per matti. Ma dobbiamo uscire!" (Serenetta Monti , Meetup Roma)
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Grazie Serenetta.

Saluti
Fabrizio Frosini

giovedì 29 novembre 2007

quella politica è.. la corruzione che più ha danneggiato il Paese.. (Guido Carli)

Un bell'articolo di Ostellino ci aiuta a focalizzare uno dei temi di fondo della vita di questo paese.. a qualsiasi latitudine:
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(dal Corriere della Sera , 29 novembre 2007 , di Piero Ostellino)
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Gli industriali antimafia. Il nuovo caso Sicilia

Dopo tanti anni di passività, il mondo imprenditoriale si sta attivando di fronte al «caso Sicilia», individuando l'obiettivo che nel 1815 Ugo Foscolo aveva così enunciato: «A rifare l'Italia bisogna disfare le sètte».

È quanto il procuratore aggiunto di Palermo e coordinatore del Dipartimento «mafia ed economia», Roberto Scarpinato, ha sintetizzato sul Corriere di ieri: «L'impegno del presidente della Confindustria nazionale di espellere non solo gli imprenditori che si rassegnano a pagare il pizzo, ma anche tanti imprenditori a vario titolo collusi con la mafia (dimostra) come si stiano rompendo equilibri consolidati che in passato avevano condannato all'immobilismo il mondo imprenditoriale».

Sintomatica, al riguardo, è altresì la denuncia del presidente della Confindustria di Caltanissetta di alcuni recenti episodi di intimidazione, non tanto riconducibili agli uomini del racket quanto a settori interessati a sabotare dall'interno i processi di moralizzazione in corso che potrebbero compromettere gli interessi di chi, per «arraffare» i finanziamenti pubblici, ha intessuto rapporti incestuosi fra economia e criminalità organizzata.

Vengono, così, al pettine i nodi che già un altro presidente di Confindustria, Guido Carli, aveva segnalato. La corruzione che più ha danneggiato il Paese non è stata quella di matrice criminale, bensì quella politica. Leggi che — tutelando interessi particolari, mortificando il mercato, favorendo «chi ha saputo solo arraffare i finanziamenti pubblici» — erano già esse stesse impregnate e produttrici di corruzione.

Luigi Einaudi, riecheggiando il pensiero di un grande meridionalista liberale, Giustino Fortunato, aveva scritto in un articolo intitolato significativamente Tempi lunghi che sarebbe stato un errore affrettare l'industrializzazione del Sud se prima non si fosse promosso un livello più alto di istruzione, anche civica.

Lo Stato si è occupato di ciò che non gli compete — diventando imprenditore, padrone, benefattore — invece, come ha detto Luca Montezemolo davanti alla Commissione antimafia, di assolvere la sua funzione primaria, la creazione di infrastrutture e di servizi sociali, di sicurezza.

Forse, è anche per questa ragione culturale che nei confronti delle iniziative che il mondo imprenditoriale ha intrapreso contro la criminalità organizzata non c'è sufficiente attenzione. Afone quelle di sostegno, poche sono state anche le voci di apprezzamento che si sono levate nel mondo della politica come in quello intellettuale.

La sindrome «familista» sembra rallentare quell'«imprescindibile operazione di pulizia interna — ha scritto ancora Scarpinato — che non può essere surrogata da meri esorcismi verbali non seguiti da comportamenti coerenti, né supplita dall'impegno di tanti nelle istituzioni e nella società civile».

venerdì 4 maggio 2007

ritengo di aver fatto tutto il possibile per far capire..



(nota scritta al Sindaco di Empoli e all'On.le Fluvi -DS- nel Febbraio 2007 : solo un esempio fra i cento..)




Si, ritengo di aver fatto quanto possibile per far capire.. Ma quando non si vuole -o forse non si può- capire..



È in effetti un problema di mentalità. Come scrive il Giudice Romano Vaccarella nella sua lettera di dimissioni dalla Corte Costituzionale, è 'incomprensibile' – o meglio, 'inconcepibile’ – in questo Paese, che si possa agire mettendo sul piatto della bilancia se stessi, il proprio futuro, finanche la propria vita, a tutela di ciò che consideriamo un Valore supremo: le Istituzioni democratiche (la “Democrazia”), il Diritto, la propria Dignità personale.



Chi di questi Valori ha un concetto relativo, e magari della Dignità personale ha un deficit oggettivo, si trova in effetti senza gli strumenti culturali fondamentali per poter capire..



Allora, ripropongo:



- Che ruolo hanno giocato i politici locali? Da Bugli a Regini, da Fluvi a Cappelli..



- Quale ruolo imprenditori come : Dragoni, Tognetti e altri..?



- Chi ha "coordinato" la strategia? L'assessore Rossi? Il DG Asl11 Reggiani? Regini? Bugli? Chi altri..?



Chi vuol cominciare a rispondere alle "10 domande in attesa di risposta" ?

Perché non sono solo io a sostenere che Ecomedica ha subito non solo un torto, ma un reato -di concussione- da parte di chi dovrebbe invece garantire il rispetto delle regole e la tutela del Diritto.. (v. passaggio della lettera a piè di pagina : "Aggiungo solo che .. la Commissione Regionale non avrebbe mai concesso PET e Radioterapia e ciò avrebbe portato alla rovina Ecomedica..")

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Nota - dal Dizionario DeMauro, Paravia :

concussióne

s.f. 1 TS dir., reato del pubblico ufficiale che, abusando della sua autorità, fa sì che qcn. dia o prometta denaro o altro a lui stesso o anche ad altri 2 OB scossa violenta, urto fig., agitazione

Polirematiche

concussione fraudolenta loc.s.f. TS dir. ⇒concussione implicita loc.s.f. TS dir., c. esercitata mediante persuasione o convincimento


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mercoledì 18 aprile 2007

Al Sig Presidente IV Commissione, Consiglio Regionale della Toscana

Al Signor Presidente IV Commissione, Fabio Roggiolani
E p.c. :
Al Sig. Presidente Consiglio Regionale, Riccardo Nencini
Consiglio Regionale della Toscana

Raccomandata AR - Empoli, 15 Dicembre 2006


Egregio Signor Presidente,

Faccio seguito alle mie dell’8 e 14 Novembre u.s. per chiederLe formalmente un incontro, al fine di illustrarLe quanto vado a riportare integralmente di seguito (testo della lettera dell’ 8 Novembre) nonché quanto contenuto nella mia lettera al Presidente Napolitano.

Nel periodo Febbraio/Marzo u.s. , avete avuto la cortesia di ascoltarmi, ricevendomi presso il Consiglio Regionale –oltre a leggere con attenzione quanto più volte ebbi a sottoporVi-, e penso rammentiate l’oggetto delle mie sollecitazioni.

Foste così attenti a quanto allora Vi illustrai che in data 15 Marzo 2006 venne unanimemente approvata la Mozione 182 su proposta dei Consiglieri Monaci, Fossati e Carraresi –in un positivo spirito bipartisan.

Immagino però non ricordiate quanto il 1 Marzo u.s. Vi scrivevo :

· "Oggi è il 1 Marzo ; questo medesimo giorno, ma di 13 anni fa (1.3.1993), l'allora Assessore Fratini indirizzava a me -e p.c. al Ministero della Sanità, Direzione Generale Ospedali, Div II- una lettera (prot. 3944/SP 1.2) ad oggetto : "richiesta autorizzazione alla installazione di apparecchiatura PET -tomografo ad emissione di positroni- e acceleratore lineare". Nella lettera si informava della richiesta dell'Assessore medesimo, ad una all'uopo costituita Commissione Regionale, di . Sapete già che non vi è mai stato alcun seguito, nonostante ripetute (continue) sollecitazioni. Anzi, la pratica Ecomedica, relativa sia alla Radioterapia che alla PET-TAC, da realizzare c/o l'immobile "ex-Anfor" (del quale la Società si è riassicurata la disponibilità, a fronte di ingente impegno economico, dopo travagliate vicende che ne avevano visto la "promessa", da parte dell'allora proprietario Asl11, a privati interessati a realizzare edilizia abitativa -con progetto già approvato dal Comune di Empoli -, e dopo averne anche riottenuto il ritorno alla precedente finalità direzionale/sanitaria), è "ferma" da ben 20 mesi presso la Commissione (tecnica) regionale per la prevenzione dei rischi da radiazioni ionizzanti. [...]"

Vi informo ora, 8 Novembre 2006, che la "pratica Ecomedica" non è più insabbiata.

Ecomedica è stata infatti costretta a ritirare la domanda del Luglio 2004, alla Commissione Regionale per la prevenzione dai rischi da radiazioni ionizzanti, e ripresentarne una nuova, per poter ottenere l’approvazione del progetto Radioterapia.

La domanda del 2004 riguardava infatti sia la Radioterapia che la PET-CT .

Il 13 Maggio 2006, Ecomedica è stata però “invitata” (per sbloccare la parte Radioterapia) a “RITIRARE SPONTANEAMENTE” la vecchia domanda e ripresentarla dopo aver escluso la richiesta di installazione della PET-CT .

In caso contrario, la Commissione avrebbe continuato a non esaminarla. Notare: tutto ciò solo ed esclusivamente con “informativa orale”.

La necessità di presentare una nuova domanda venne “giustificata” dall’essere, la precedente, errata, in quanto vi erano contemplate due metodiche (Radioterapia e PET) che avrebbero dovuto essere.. “esaminate separatamente” (!).

Da qui il “suggerimento” : ritiro e riproposizione. Ma per la SOLA Radioterapia.

Che il Presidente della Commissione –o chi per esso- non sappia che l’oggetto della Commissione medesima sono i rischi da radiazioni ionizzanti, e che queste riguardino appunto Radioterapia E PET? Non credo.

Credo che quanto “imposto” a Ecomedica abbia una spiegazione per nulla “tecnica” : la richiesta di Ecomedica di installare una PET-CT bloccava infatti una ben successiva, analoga richiesta di un altro Istituto privato.

Occorreva quindi che Ecomedica ritirasse “spontaneamente” la propria domanda, perché la Commissione regionale potesse dare l’autorizzazione a tale Istituto (fiorentino).

Ritengo che la dimostrazione stia nella successione degli avvenimenti, oltre che nella falsità dell’asserto che la domanda del Luglio 2004 era “sbagliata” :

La mia proposta di presentare una nuova domanda per la sola Radioterapia, ad integrazione e parziale modifica di quella del 2004 –che non sarebbe stata quindi ritirata, lasciando sul tavolo la richiesta per la PET-, venne giudicata “improponibile”.

Appena ritirata la precedente domanda e presentata la nuova (:il 7 Giugno, al Comune di Empoli, seguendo l’iter previsto dalla normativa di legge, ma anche -“di corsa”- in Commissione, il 12.6), il progetto Radioterapia fu autorizzato : era il 13 Giugno 2006.

L’autorizzazione per la PET-CT all’Istituto fiorentino fu altrettanto immediata: subito dopo il nostro ritiro.

Credo allora sia venuto il momento di dare il rilievo che merita all’intreccio politico-affaristico toscano, configurante ormai un sistema di potere che finisce per connotarsi in senso “mafioso” (una “mafia” dei , per distinguerla da quelle cui comunemente ci riferiamo: le organizzazioni criminali che sparano anche).

In questo sistema prospera chi è colluso. Ma con lo stesso sistema devono fare i conti anche coloro che hanno bisogno di utilizzarne i canali per agevolare la propria attività. Sono queste le tossine che condizionano pesantemente la nostra società.

Un sistema profondamente inquinato, ma che viene accettato dai più con rassegnazione.

Io non sono mai stato fra questi. Né ho l’intenzione di arruolarmi in tale folta schiera. La mia intenzione è quella di adoperarmi perché vengano ridotte queste tossine.

Permettetemi di rammentare quanto scritto nel Febbraio scorso :

· “ [..] il direttore Reggiani ha avuto l’onestà di precisare che la Regione si oppone all'installazione della PET da parte di Ecomedica. Non ne ha spiegato le ragioni. Ha tuttavia aggiunto che, secondo lui, se Ecomedica istallasse la PET, ciò sarebbe utile per il territorio. ”

Non posso allora che riproporre le considerazioni e le domande già fatte, ma che ora hanno bisogno di risposta :

1. Sono stato il primo a fare richiesta di realizzare un Centro PET (8 Ottobre 1992: richiesta al Ministero, poi da questo trasmessa alla Regione Toscana).
Dalla comunicazione dell’1.3.’93 dell’allora Assessore Fratini, Ecomedica è stata tuttavia emarginata dalla Regione, senza alcuna giustificazione.
Eppure, in un incontro con il Direttore Generale del Dpt., alla presenza di Ledo Gori (14 Aprile 2004), il dott. Ancona aveva affermato: “La Regione non può impedirvi di installare l’apparecchiatura PET-TAC che avete ordinato, ma non chiedetemi da subito la convenzione perché la Regione non può darvela. Dopo che avrete iniziato a lavorare, sulla base delle necessità oggettive, la Regione potrà valutare positivamente tale eventualità. Ma non a priori”.
Anche quella si rivelò essere un’affermazione gratuita : mentre Ecomedica veniva obbligata all’immobilità, a fine 2004 un Istituto privato di Pistoia installò una PET (di basso livello) ottenendo la convenzione fin dall’inizio dell’attività (Gennaio ‘05). Perché?

2. quando il 4.7.2002 l’Assessore Rossi, alla presenza dell’allora Sindaco Bugli, si appellò a Ecomedica (che da anni si proponeva) perché realizzasse nel tempo più breve possibile la Radioterapia, così da trattare almeno un terzo di oltre 2400 malati in lista di attesa (essendo divenuta questa “Priorità” della Regione), Ecomedica si attivò immediatamente. Ma dovette scontrarsi fin da subito con difficoltà create ad arte, per gratificare interessi che nulla avevano ed hanno da spartire con l’interesse pubblico.

3. l’impegno di Ecomedica è indubbio: nella primavera 2003 venne “recuperato” l’immobile ex-Anfor (sottraendolo, con spese non lievi, alla speculazione immobiliare: progetto per 4 palazzi approvato subito dal Comune, dopo opportuna variante al piano regolatore).
Chi ha gestito la vicenda riguardante l’immobile “ex-Anfor”, allora di proprietà Asl? È razionale che la Asl11 ne abbia “ceduto i diritti” (per soli 50.000,00 Euro) ad un privato interessato a costruirvi abitazioni, piuttosto che venderla a chi la utilizzasse per soddisfare il prima possibile una “Priorità” della Regione Toscana? Com’è che il Comune di Empoli fu così sollecito a rilasciare la concessione? Ecomedica è stata costretta a subire un notevole danno economico e centinaia e centinaia di malati di cancro sono costretti da anni ad attendere una Radioterapia che, nella migliore delle ipotesi, impiegherà ancora 12 mesi per poterli accogliere. Perché?

4. perché ci si è dati tanto da fare per “normalizzare” Ecomedica (anche andando ad esercitare pressioni su Soci, solleticandone personali interessi), al fine di renderla “meramente satellite” e subordinata all’interesse del “sistema politico-affaristico”?

Le vicende, è evidente, sono funzionali ad una precisa strategia.
Quella stessa strategia che (Ve ne informai il 22 Febbraio) fece “trasmettere” dal D.G. Reggiani l'INDIGNAZIONE dell'Assessore Rossi circa “il comportamento di un tal Fabrizio Frosini”, comportamento ritenuto essere caratterizzato da assoluta “insensatezza e pericolosità” .
Il senso della preoccupata comunicazione del DG era volto ad esercitare una forte pressione per farmi desistere, così che “siano le persone responsabili, ad operare per il bene del territorio e dell'azienda Ecomedica". La preoccupazione essendo riassunta nella domanda dal medesimo lasciata cadere sull'interlocutore : "ma cosa vuole quel signore, vuole sfasciare tutto?".

Chiedo pertanto ancora: Quali interessi (personali e/o di parte) ci sono dietro?

Dov’è l’interesse “pubblico” che dovrebbe avere al centro il cittadino malato (di cancro)
?
La diagnostica PET/Tac assume un particolare significato in connessione con la Radioterapia, perché definire al meglio il volume bersaglio da irradiare, aumenta le probabilità di successo del trattamento radioterapico medesimo.
Visto che parliamo di persone malate di cancro e dell’impegno a curarle nel modo migliore : come si spiega un atteggiamento che continua a boicottare proprio chi vuole aiutare il Servizio Pubblico a risolvere al meglio una “Priorità” della Regione?

Concludo ricordando quanto, ancora, già detto 8 mesi fa: come Cittadino di un Paese Democratico, non accetto che dopo 13 anni proprio chi dovrebbe essere al Servizio della Collettività continui arrogantemente a dire : “NO, TU NO”, per favorire altri.

Il mio concetto di Democrazia non si esaurisce nel basilare, ma troppo semplice e formale “diritto di voto” per eleggere i rappresentanti del popolo.
Democrazia è un sistema di VALORI condivisi e anche correttezza di metodi per raggiungere una soddisfacente organizzazione della Società, tale da permettere il sempre maggior soddisfacimento dei Diritti a fronte di una chiara definizione dei Doveri di ciascuno.

In tale organizzazione, che presuppone necessariamente scelte politiche di sistema e altrettanto necessarie considerazioni economiche (sia intese in senso generale, sia in particolare come analisi di costi/benefici), il tutto nella più auspicata trasparenza di comportamento e nell’assunzione chiara delle responsabilità di chi assume “impegno di servizio” (peccato che la figura anglosassone del “civil servant” non sia dalla nostra mentalità altrettanto sentita), i diritti dei più deboli dovrebbero essere, a maggior ragione, tutelati.

E in un Regione da sempre governata prima dalla Sinistra, poi dal Centro Sinistra, in un Paese anch’esso governato oggi dal Centro Sinistra, continuare a vedere questi principi conculcati in nome di un finto “interesse pubblico” è un oltraggio che non è più possibile tacere.

Vi chiedo pertanto di darmi l’opportunità di un incontro, prima di denunciare quanto sopra al Parlamento e all’Autorità Giudiziaria.

Una mia (ennesima) lettera alle Istituzioni del Paese e alle Rappresentanze Parlamentari tutte è infatti già pronta per essere spedita. Questa mia ne diventerà uno degli allegati.

Rimarrò comunque alcuni giorni in attesa di un Vostro riscontro, prima di farlo. E di un incontro che, mi auguro, vogliate concedermi nel più breve tempo.

Il problema è infatti politico e solo con la BUONA volontà politica può essere risolto.

Nel Marzo scorso, grazie a Voi, sembrava fosse incamminato finalmente verso una soluzione dignitosa..

Così non è stato. Non per la PET. Ma neppure per la Radioterapia, nonostante esista un contratto firmato –ma non adeguato e più usato per estorcere condizioni ulteriori ed economicamente più impegnative per Ecomedica, come la vicenda relativa all’imposizione della Commissione Regionale dimostra, che non per dare tranquillità a chi investe milioni di Euro.

Mi scuso per averVi riproposto antichi problemi in nuove salse… Ne avrei fatto del resto volentieri a meno.

Rimango in attesa di un Vs. riscontro e Vi ringrazio per l’attenzione

Cordiali saluti

Fabrizio Frosini