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giovedì 25 giugno 2009

Xiphias gladius

Xiphias gladius





Mi ulcero sul fianco
addentato da troppo dagli speroni
aguzzi (il letto di contenzione
non mi permette di
girarmi né d’alzarmi o
muovermi comunque) –E
il dolciastro odore
delle mie ferite richiama le formiche
come il miele sparso per i campi.

Sarà la foglia, l’alzavola volante,
il corvo e le lumache d’acqua dolce
il mio sparuto lembo
d’orizzonte –O la follia?

Dal fosso non si vedono le case
e i rosoni delle chiese
non si trafiggono l’un l’altro : anche l’odore
è immobile da sempre.



Fabrizio Frosini


(Fabrizio Frosini, poesie)

La Clef des Rêves


La Clef des Rêves




Nel peristilio
Dell’età matura
–In disadorno atteggiamento
Ad accogliere il sogghigno
Dei transieunti

Mi lasciano.







--------------------------------
"transieunti" ** / mi lasciano
- i sogni

( ** licenza poetica )



Fabrizio Frosini




dall'antologia "La Clef des Rêves" (Fabrizio Frosini, poesie)



Seduto su un vaso di creta

Seduto su un vaso di creta



Seduto
su un vaso di creta,
l’orizzonte si rivela
................in briciole]

– si schiudono
....in preziosi attimi
....le corolle di seta
....del melograno.






Fabrizio Frosini



dall'antologia "La Clef des Rêves" (Fabrizio Frosini, poesie)

mercoledì 24 giugno 2009

Monocrono (primavera)

Monocrono (primavera)



Mi satollo –nel crogiòlo- di

sole. Il lubrico si schiavizza

nella sua garconniere e se monocrono

fu allora il primo atto, oggi e domani

non lo sarebbe più.



È tempo ora di miagolii demonici

e di bombi che fioriscono nel glicine : la

coda che persi mi si riforma a vista (e

nello stesso posto –ma biforcuta).






Fabrizio Frosini


(Fabrizio Frosini, poesie)

lunedì 22 giugno 2009

Nella luce che muore


Nella luce che muore



And we shall play a game of chess
Pressing lidless eyes and waiting for a knock upon
The door).
(Thomas Stearns Eliot, The waste Land, II)



Mi sono nutrito di foreste
............. –e di laghi,
Di ampi orizzonti, di luci soffuse...

Ma le ho catturate solo con la mente
E non so dire adesso se fossero reali
............. –o soltanto immaginate



Fabrizio Frosini



(Fabrizio Frosini, poesie)

domenica 21 giugno 2009

Frammento Spurio (con due variazioni)


Frammento Spurio

(con due variazioni)


Ho allontanato gli occhi
Da ciò che non sapevano
Guardare)

Adesso il –Buio
È la sola visione
Della mia esistenza.







Frammento Spurio
(con due variazioni)

Variazione , 1

È il buio
La mia sola –Casa
Da quando agli occhi
Ho imposto di
Vedere.







Frammento Spurio
(con due variazioni)

Variazione , 2

Ebbro di follia
È il –Buio
Il colore dei miei
Occhi.





Fabrizio Frosini

lunedì 15 giugno 2009

Rapsodie Ungheresi ( I. , VII. )


Rapsodie Ungheresi

I.

"Here we go round the prickly pear" (i) ....................................... ........
(T.S.Eliot, The Hollow Men).... .............................................. ..............

DOPO VARAZDIN

Volevi vedere il
Cimitero/più/bello/d’Europa

–Beh, cos’è: uno scherzo?

Ma ti imposi una nuova
Cavalcata)
Per strade –Serpeggianti
Fra campagne e
Paesini sconosciuti
–E per nulla interessanti

Poi attraversammo ancora una frontiera
Ma in realtà –alle
Nostre)
Rimanemmo fermi.



(i) "Giriamo intorno al fico d'india"






Rapsodie Ungheresi

VII.


Alle note
S’avvinghia il desiderio
Di sedurre la
Vita)

–Almeno un poco.




Fabrizio Frosini

sabato 13 giugno 2009

Lamenti per Anita Quiclotzl ( I. , III. , IV. )


Lamenti per Anita Quiclotzl

I.



"Da tempo ti devo parole d’amore"
(S.Quasimodo, La terra Impareggiabile)

MIA

Coperta dal respiro del
Mattino)
Dalla bruma di –Sogni
Dai colori di piume papuase
Dal mio sguardo –Soffice
Di miope cerusico
–Incapace d’amore



Lamenti per Anita Quiclotzl

III.


Sono stanco di reggere il peso
Di un amore –Incompiuto

Di reggere il trucco di ciglia
Che si sfaldano
Sotto l’urto di ogni
Occhiata)

Di reggere il solitario divagare
Con le ombre
Con il flebile rumore del respiro
Con il sordo mormorare del
Pensiero)

Sono stanco di questo corpo
Vuoto.




Lamenti per Anita Quiclotzl

IV.


E
Mi coprirono le braccia
–Nude
Le tue
Braccia)




Fabrizio Frosini

mercoledì 10 giugno 2009

Mariposa (con variazioni [1,2])


Mariposa

(con variazioni [1,2])


La tua lettera mi ha portato
Il tuo profumo, insieme ai
Colori di una primavera che
Il vecchio bombo non potrà
Godere.






Variazione 1

[su "Mariposa"]


Attraverso la tua lettera
Il profumo dei tuoi fiori
E i colori pastello
D’incredibili farfalle
I cui baci hanno il sapore
Del prato.








Variazione 2

[su "Mariposa"]



Mi hai spedito baci –Colorati
Di primavere e di tramonti
E di acque turchesi –Profonde
Come gli occhi dei tuoi
Sogni

Ma hai pensato almeno
Che il cuore di un vecchio bombo
Non può battere più di tanto?




Fabrizio Frosini

lunedì 29 settembre 2008

Sunset


Sunset


Se i tuoi occhi
E le tue ciglia
E le tue labbra

Fossero reali..

E non filanti creature di un
–Tramonto
Di fuoco..


Fabrizio Frosini

La Poesia non muore

martedì 16 settembre 2008

Aracnidi

Aracnidi



Dai miei sensi
piccoli sussulti
m’intaccano il respiro –Come
se si sfilacciasse
.....a poco a poco]
il cotone brunito
da cui penzolo.






Fabrizio Frosini



dall'antologia "La Clef des Rêves" (Fabrizio Frosini, poesie)

sabato 6 settembre 2008

Il Nulla –e ancora il Nulla


Il Nulla –e ancora il Nulla


Adeso come un ragno alla parete
Ascolto il ticchettio della pioggia
Con l’orecchio del –Cieco
–Che cerca
di distinguere il volto del mondo)

E mi sforzo di penetrare quel –Vuoto
Che mi fa simile alla –Goccia
E a tutto il resto)
Quel vuoto
La cui –Voce
Mi pulsa
Nelle tempie)


Fabrizio Frosini

sabato 9 agosto 2008

De Profundis


De Profundis


L’avorio dei tuoi fianchi
Scivola precipite
Dentro notti profonde come abissi

Ho scoperto che non sai quello che sono
Con tristezza

Rassegnato
Ho accettato ciò che sapevo di doverti

Ora tu sollevi
–Senza sforzo
Questo peso rovente di possesso
Sfuggitomi di mano –Come un incubo
In istanti consumati d’
Imenotteri)

Nei tuoi occhi –Cartocci
Dal cuore di fuoco
Si contorcono –Magnetici
In tralci che afferrano
L’aridità che vesto)

Nelle tue terre seminate
D’impazienza
–Sconfinate –Audaci –Apocalittiche
Larva lacunosa d’un antico affetto
Affondo la mia unica radice
–Senza lacrime
Piangendo.



Fabrizio Frosini

La Poesia non muore

giovedì 19 giugno 2008

Il Verme


................................ Il Verme



E me ne andrò
Gridando
"Datemi la pace"

E a che pro’
Togliersi la vita
Se nella gabbia dei Morti
Non potrò demolirmi?

-Hai sentito il tuono
lontano?
-Hai visto la scintilla?

Il tuono non ha voce
E in questa valle
La scintilla gli stà
Dietro di secoli

-Hai visto la giovane
prostituta nelle favelas di
Rio?
-Hai visto le sue lunghe trecce
Dipinte?
-Le hai guardato gli occhi?

Mi dissolverei all’istante
Se accarezzassi le sue guance di
bimba
E caverei gli occhi
Al primo dei tori di coccio
Per ridonarle intatta la verginità

(Sussurri)
"Attraverso i fili della Luce il Vento non ha pace
"Attraverso i comignoli di cera anche il fumo non ha pace
"Attraverso gli alberi di stagno anche le civette
"Attraverso il russare sgangherato della gente
La formica non ha pace

E l’Uomo
S’asciuga
Le lacrime
Di carta
E canta

-E canta sulle sponde
-E canta lungo i rivoli
del fiume
e sotto i ponti
-Cos’avrà
da cantare?

Due ubriachi si danno la mano lungo il muro della chiesa
Si danno la mano i due ubriachi e scivolano via
Scivolano via lungo il muro della chiesa
Sono due ubriachi che non cantano
-Scivolano

Gli ubriachi sobri stanno in altri luoghi
Stanno riuniti in bottiglie e bicchieri
E cantano a busto avanti e gambe larghe

Le mie gambe stanno alla
Morgue
Il mio cervello è già stato sezionato
E il mio cuore messo in formalina

-Ma c’è uno nel gruppo che non canta
-E’ disfonico e ha la voce bitonale
-Un cancro l’ha afferrato alla gola
e non lo fa cantare
-L’ha afferrato stretto e non lo fa cantare
-L’ha afferrato stretto e se lo porta via
-Senza cantare

La mia gola sta alla
Morgue
La mia lingua è già stata sezionata
E il canto messo in formalina

(I due ubriachi scivolano sempre)

-Hai visto il dissolversi del sogno?
-Hai mai toccato qualche sogno?
-Hai udito ciò che dice il verme d’albicocca?

No
L’albicocca non ha voce
E il verme la divora in silenzio
Lo scivolante verme d’albicocca
Il verme giallo –bianco –nero –rosso
Il verme pazzo d’albicocca
Il verme già disfonico
Il verme tuono dalle lunghe trecce
Il verme che brulica in silenzio

-Il Verme



Fabrizio Frosini


................................ La Poesia non muore

venerdì 30 maggio 2008

Frammenti, XC


Frammenti, XC

"Odi profanum vulgus et arceo / Favete linguis" , Orazio, Odi, XII (III)
"Volgus profanus odi et arceo" , Petronio Arbitro, Satyricon


Su ali d’insetto
Si posa il mio grido
–Indifeso

L’elicotrema risuona
Di vuoto)


Fabrizio Frosini


giovedì 20 marzo 2008

Alle soglie del Cielo

Alle soglie del Cielo

Las altas soledades
De Macchu Picchu en la puertas del cielo
(P.Neruda; Canto General, I)




Alle soglie del
Cielo
Mi hanno fermato
Perché i miei capelli
Non erano verdi
Come i fianchi impervi
Dei dirupi

Su quelle alte solitudini
Ho cantato
La fine della vita

Scivolando..



Fabrizio Frosini


La Poesia non muore

giovedì 31 gennaio 2008

Sei da qualche parte

Sei da qualche parte


Sei
Da qualche parte
–Invisibile
–Inudibile
Coi fianchi
Scavati
Nelle dune matriarcali
Delle amazzoni.
Le ruote
Del carretto
Alle fontane
Immerse
In anni sgangherati
Si sostengono
Appena
In pochi assi
(Se cadranno marci
Anche le fontane
Resteranno secche)
La statua
Quasi immobile
Di un mulo
Scaccia
Petali di giorni con
Coda
Origliante
Sul mio fianco –Che
Chiama…

Sei qui
Già qui
Che ascolti…

Chi sapeva
Che udissi il
Vento
Prima degli
Uccelli?
Che
Indovinassi
I segreti
Più nascosti,
Le paure,
Gli amori,
Le vergogne
Inammissibili…

Prima ch’io
Parli
Mi guardi –Già
Sapendo
Le parole
Che dirò :
Nei tuoi occhi
I riflessi
D’improvvisi
Cristalli
–Non pensati
Esplodono
Coi battiti di
Ciglia.

Se c’è qualcuno
Che –Svolando il
Nibbio
Lo raccolga e
Lo trapassi
E faccia questo per
Me,
Non lo confidi.
Io sono schiavo
Della mia memoria.
La sera
Solo –Pipistrello
Libero nell’aria
Volteggio
Le falene
In stretti
Cerchi.

Chi chiama
Non ha storia
E si ripete
Ad ogni lamento di
Cenere
Nel fuoco.
Mi dico: non morire!

–Ma chiamo…

E mi ascolti
E mi rispondi
E mi precipiti
Nel gioco crudele
Delle parti.

Circolo d’ombre solitarie:
Non c’è
Più
Chi ci appenda
Alle campane:
Chi ci liberi –Coi vespri
Nella sera
Chi ci raccolga,
Ci protegga,
Ci abbandoni.
Non grida. Non
Urli. Non
Gli ululati
Dei lupi nelle tundre.
Non più
Paure –Né odio
Né palpiti di sogni.
Cadono le
Travi
Sui ricordi: tutto
S’incendia: è
Necrosi di tomba.

Tu mi ascolti…

È vero che mi ascolti..?


Fabrizio Frosini

La Poesia non muore

lunedì 17 settembre 2007

Ancora una notte




Ancora una notte

-If the lost word is lost
If the spent word is spent-
T.S.Eliot

Ancora una notte da confondere
Con altre
Ancora un giorno da dimenticare.

Ho vissuto, così, per secoli d’incanto e di
Disperazione
Ho vissuto così – In un attimo d’argento
La mia malinconia :
La nouance incorrotta
Di un tramonto – Il sospiro di un’amante
Senza volto – Il velato richiamo
Del mare dalle viscere, profonde,
Di conchiglia.

Quel che rimane ancora è la mia forza
Quel che è scomparso lo era stato fino allora.

Nell’odore caldo di versi non più miei
Sono rimasto – Attonito e misantropo.

Tu sai
Che il difficile non è
Sciogliere l’abbraccio di cristallo
Di una solitudine che m’ama

Mille volte l’ho fatto con furore
Mille volte l’ho infranto con disprezzo

Ma sempre sono tornato a lei
Come a un’amante più forte d’una droga.

In questo specchio rinsecchito d’orizzonte
Le mie ore non corrono che a tratti

Ma la sete d’angoscia
E’ un urlo lacerante
E dal rassegnato gomitolo di sogni
Non risponde che un’eco – Strangolata

Di sconfitta.



Fabrizio Frosini

domenica 16 settembre 2007

Dalla bifora del tempo




Dalla bifora del tempo


Dalla bifora
Del tempo)
Che corre a salti

M’avvinco a rimanere
Tra i pennelli)

–Impiastricciato del colore
d’un immortale autunno.



Fabrizio Frosini

La Poesia non muore