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domenica 22 febbraio 2009

Propongo a me stesso una riflessione..


RIFLESSIONE POLITICA



La gravità della crisi economica che stiamo vivendo credo richieda una riflessione profonda ed una scelta politica conseguente.

La Lista Civica EMPOLIPERTUTTI è nata per aprirsi a Empoli, non per chiudersi in recinti mentali avulsi dalla realtà.

La gravità della crisi economica è senza precedenti e tutti gli analisti concordano che siamo solo all’inizio.

E che sarà così profonda e lunga che andrà a modificare quel modello di vita che caratterizzava fino a pochi mesi fa il “mondo industrializzato”.

Credo allora che una riflessione si imponga anche sul piano politico locale.

Ci sono punti del nostro programma che consideriamo irrinunciabili.

Ma sono punti che, forze politiche serie non possono non riconoscerlo, possono garantire/stimolare una maggiore e consapevole partecipazione alla vita democratica dei cittadini.

Pertanto dovrebbero essere accettati e sostenuti anche da loro.

La Lista Civica EMPOLIPERTUTTI si presenta alle elezioni comunali di Giugno con un programma in cui, fra gli altri punti (che corrispondono a 5 aree specifiche: Acqua, Energia, Sviluppo, Ambiente e Trasporti) figurano espressamente due proposte -quelle realisticamente attuabili in base alla legislazione vigente- che vogliono introdurre elementi di DEMOCRAZIA DIRETTA e PARTECIPATA, per dare voce effettiva ai cittadini empolesi:

1. modifica dello statuto comunale per introdurre l’istituto referendario deliberativo (REFERENDUM DELIBERATIVI SENZA QUORUM, da tenersi 1 all’anno, su questioni particolarmente importanti per la collettività);
2. modifica dello statuto comunale per introdurre l’ELEZIONE DIRETTA del DIFENSORE CIVICO (così che stia davvero dalla parte dei cittadini -ricordo che oggi il difensore civico è nominato dalle forze politiche: come può autorevolmente difendere il cittadino dalle eventuali vessazioni impostegli dall’amministrazione pubblica?).

I nostri interlocutori sono tutti gli empolesi di buona volontà e intellettualmente e moralmente onesti.

Vale a dire la stragrande maggioranza dei nostri concittadini.

E poiché di persone di tal genere ce ne sono anche nelle forze politiche, crediamo che sedersi ad un tavolo di confronto serio, onesto e con la volontà di agire davvero nell’interesse della collettività nella quale viviamo, possa aiutare a reindirizzare la politica verso un cammino più virtuoso di quello che abbiamo avuto sotto gli occhi per troppi anni.

Personalmente, voglio crederci.

Ma tutti coloro che, nelle forze politiche, hanno la consapevolezza dell’assoluta gravità della situazione, dovrebbero sforzarsi di cambiare atteggiamento -lasciandosi alle spalle comportamenti non più accettabili da una società che sta effettivamente rischiando lacerazioni profonde.

Confrontiamoci. Siamo disposti a lavorare insieme.

Credo sia un dovere nei confronti di tutti gli empolesi: confrontiamoci senza arroganza, bensì con umiltà e rispetto verso tutti, e con onestà -intellettuale e morale. Non è più tempo di ipocrisie e sotterfugi…

Questo è l’appello che EMPOLIPERTUTTI lancia alle persone di buona volontà.

Non abbiamo più voglia (né tempo da perdere, tutti noi) per impantanarci in diatribe ideologiche e/o opportunistiche, prive di ogni concreto significato per la collettività di cui facciamo tutti parte.

Noi andiamo comunque avanti. Ma pronti a farlo a fianco di altri che accettino il nostro modo di intendere la DEMOCRAZIA.

E che agiscano in conseguenza.

Saluti a tutti


Fabrizio Frosini

Lista Civica EMPOLIPERTUTTI

domenica 6 aprile 2008

Voto, non voto.. -ma c'é un senso, oggi, al voto..?

C'è un senso al voto nelle attuali condizioni?
Io credo di no. Pertanto non voterò.
Nella mia lettera al Presidente Napolitano ne ho spiegato le ragioni.
Perché il mio non è qualunquismo, ma limpida scelta democratica.
Ecco perché non accetto la critica, priva di senso comune, secondo la quale non votando, renderei vano il sacrificio di coloro che hanno immolato la loro vita per garantire a noi il "diritto/dovere" del voto.
Tale tesi, che sottintende il tentativo -politicamente miserrimo- di proporre un ricatto morale inaccettabile proprio a chi democraticamente rifiuta un sistema elettorale truffaldino, si ritorce oltretutto proprio contro chi la sostiene.
L'inaccettabilità democratica di una legge che conculca diritti costituzionali, sarebbe stata senza dubbio ben presente a coloro i quali hanno combattuto e dato la vita per la Democrazia.
Loro, ne sono sicuro, non l'avrebbero mai avallata.




Saluti

Fabrizio Frosini



da LA STAMPA : http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=4361&ID_sezione=&sezione=

Voto, non voto

di LUCA RICOLFI

La gente è perplessa. C'è chi dice, più o meno convintamente, «io questa volta non vado a votare». C'è chi ci va, ma solo per votare scheda bianca o nulla. C'è chi ci va perché considera il voto un dovere civico. E c'è chi ci va perché crede che se vincono «gli altri» saranno guai.

Negli ultimi tempi, alle perplessità dell'elettore si sono aggiunte ogni sorta di esternazioni. Grillo dice che per la prima volta non si vergogna di non andare a votare. Veltroni dice che chi non va a votare poi non deve lamentarsi se le cose vanno male. Qualche commentatore si spinge a dire che chi non vota accetta lo stato di cose attuale, e che chi vuole davvero il cambiamento deve andare a votare.

Io invece mi rammarico di non essere né fascista né comunista. Se fossi fascista voterei il partito della Santanchè, se fossi comunista voterei il partito di Bertinotti. E vivrei sereno, perché saprei che cosa gli eletti farebbero del mio voto. E invece no, non essendo né fascista né comunista mi sento preso in trappola. Tutti gli altri partiti, infatti, mi costringono a fare delle congetture ardite su quel che effettivamente faranno del mio voto. Come faccio a prevedere come lo useranno? Devo guardare all?esperienza passata o ai programmi?

Prendiamo Berlusconi e il Popolo della libertà. Che cosa possiamo ragionevolmente aspettarci? Politiche liberiste o politiche stataliste? Tagli della spesa pubblica nelle regioni più sprecone, o fiumi di denaro pubblico in opere come il ponte sullo Stretto di Messina? Linea dura sull'immigrazione o continuità con la Bossi-Fini (che, contrariamente a quel che si crede, ha consentito un notevole aumento dei delitti)?

Sfido chiunque a formulare una previsione attendibile su quel che succederà in caso di vittoria del Pdl.

Ma le cose stanno meglio nel campo opposto, quello del neonato Partito democratico? Direi proprio di no. Chi desidera la cancellazione delle cosiddette leggi vergogna non sa se può contarci oppure no. Chi vorrebbe sapere che fine farà l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non sa se prevarranno le idee di Pietro Ichino o quelle della Cgil. Chi vorrebbe meno tasse in busta paga non sa se Veltroni e Franceschini bluffano, o invece sanno dove trovare i soldi. Chi si chiede che fine farà lo Stato sociale vorrebbe sapere se Veltroni pensa veramente di poter tagliare 16 miliardi di spesa pubblica all'anno o se lo dice così, tanto per dire.

Non basta. Chi vota Udc non sa con chi Casini finirebbe per allearsi, nel caso diventasse l'ago della bilancia. Per non parlare del governissimo, ossia di un eventuale governo Pd-Pdl, sul modello della Merkel in Germania. Quasi tutti i leader lo escludono in pubblico, quasi nessuno lo esclude in privato. Se l'elettore spera nel governissimo, che cosa deve fare? Gli conviene votare per Pd o Pdl, o viceversa deve votare per Bertinotti-Casini-Santanchè per indebolire Pd e Pdl, e indurli così a sorreggersi a vicenda? E se non vuole il governissimo, gli conviene cercare di far stravincere uno dei due partiti principali, o deve votare le liste minori che si oppongono al governissimo?

Comunque la rigiriamo, noi elettori siamo in trappola. Se non siamo sorretti da un'ideologia che ci forza a votare il «nostro» partito, ci è impossibile scegliere su basi razionali. Certo, possiamo pensare che il voto sia un atto essenzialmente espressivo, di pura identificazione in un simbolo, in un personaggio, in un'idea astratta, e possiamo quindi limitarci a votare il leader che più ci scalda il cuore (o meno ci deprime). Ma se per caso siamo invece affezionati all'idea che il voto sia una scelta razionale, basata sul calcolo delle conseguenze, dobbiamo rassegnarci: queste elezioni non fanno per noi, perché nessuno è in grado di prevedere come il ceto politico userà il nostro voto.

Da questo punto di vista la «scelta di non scegliere», in qualsiasi modo si manifesti (astensione, scheda bianca, scheda nulla), andrebbe forse guardata con maggiore rispetto. Ci saranno senz'altro i soliti qualunquisti, ci saranno senz'altro coloro cui l'Italia va bene così com'è. Ma ci sono anche tanti cittadini normali, onesti e umili, che si rassegnano alla «non scelta» proprio perché vorrebbero un cambiamento radicale, ma non sanno come ottenerlo. Sperano che il loro voto venga usato nel modo migliore, ma hanno imparato dall'esperienza che sarà usato in quello peggiore. Sperano che la propria parte politica faccia quello che dice, ma temono che li tradirà. Vorrebbero credere alle promesse, ma sono stati ingannati troppe volte. Soprattutto, notano che il passato non passa mai, dal momento che né Berlusconi né Veltroni hanno il coraggio di riconoscere i drammatici errori di cui è costellato il passato recente dei loro partiti. Come credere nel cambiamento, se chi lo propone si ostina a difendere l'azione di governi che hanno fallito?

In queste condizioni l'elettore può compiere un atto di fede, e scommettere su uno dei cinque-sei cavalli in lizza. Ma può anche sentirsi incapace di fare una scelta razionale e decidere di non andare all'ippodromo.

Vday


Dal blog di Grillo:

Classifica partiti per numero di condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio (*):

- PDL 56

- PD 18

- UDC - Rosa Bianca 9

- Lega Nord 8

- Partito Socialista 3

- Sinistra Arcobaleno 3

- La Destra 2

- Aborto No Grazie 1

- Italia dei Valori 0


Diffondi la marcia: Copia e incolla il codice
La marcia del V2-Day

V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera:

. Sostieni il V2 day

V-day.jpg

. Scarica il volantino del V2-day

giovedì 21 febbraio 2008

Lottare, all'interno delle regole democratiche ma senza deflettere, contro il sistema di corruzione imperante.. anche qui in Toscana..

ELEZIONI DA RIDERE

«Alice guarda i gatti.. ma i gatti guardano Uolter Ueltroni»

Dopo i «facts» su Chuck Norris, arrivano quelli ispirati al segretario del Partito democratico


ROMA - In principio fu Chuck Norris. Poi c'é stato Barack Obama. E infine è toccato a Walter Veltroni. Anzi, a Uolterueltroni. Uno che «da bambino giocava sempre ai cowboy buoni contro gli indiani buoni, anche se gli altri non si divertivano molto». Un politico così equanime che «a bimbumbalegiù butta zero per non fare un torto né al pari né al dispari». Un candidato premier talmente buono che «non ha mai giocato con le bolle di sapone, perché quando scoppiano ci sta male». Una persona che «non ha nemici, ma solo amici che non hanno ancora capito». Talmente coerente che «quando gli è stato offerto il dono della sintesi, l'ha rifiutato. Uolterueltroni i doni non li accetta, li fa». Un uomo che non disdegna nemmeno l'attività fisica: «Uolterueltroni spesso cammina sulle mani per non far sentire le gambe arti inferiori».



Da un messaggio di un amico fiorentino :

Caro Fabrizio, le tue idee sono affascinanti ed ammiro la tua convinzione, ma la mia esperienza di vita mi dice di essere realisti e disincantati.. un caro saluto.” Giovanni

(Meetup Firenze)


Caro Giovanni, grazie.

Sai perché sono non solo convinto, ma assolutamente determinato?

Vedi qui e lo capirai facilmente :

http://storiadiordina...


Quando si arrivano ad utilizzare certi metodi.. e considerare target anche i familiari della persona che si vuole pugnalare alla schiena per sporche questioni di interesse.. (: quella tipologia di interessi che afferiscono al sistema politico affaristico, così
frequentemente connotantesi anche in senso mafioso) allora non puoi non essere convinto e determinato nel voler spendere il massimo impegno per provare a cambiare questa società.. e pertanto lottare, all'interno delle regole democratiche ma senza deflettere, contro il sistema di corruzione imperante.. anche qui in Toscana..

Un caro saluto

Fabrizio

Liste Civiche Nuovo Rinascimento

lunedì 21 gennaio 2008

Oltre al presente, non dimentichiamo il passato di certi "signori"..

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Ringrazio di cuore Beppe Grillo per averci ricordato CHI è Totò CUFFARO (presidente della Regione Sicilia, nel passato militante nella corrente di Mannino della DC siciliana).
Questo “signore” (oggi abbracciato da Casini e da Cossiga, oltre che da tanti altri, per essere stato condannato a 5 anni – primo grado di giudizio, è vero, ma la condanna c’é) osò accusare pubblicamente di corruzione Giovanni Falcone e quei giudici che hanno dimostrato con la loro storia da che parte stavano : giudici che hanno dato la loro vita per la Giustizia e di fatto per tutti gli italiani – anche per quelli che sostenevano e continuano a sostenere, con il loro voto, quegli squallidi personaggi che un tempo sputavano in faccia a Falcone la loro rabbia e che ora stanno zitti, confidando che la memoria degli uomini è corta e parziale..
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NON DIMENTICHIAMO!
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Saluti a tutti
Fabrizio Frosini

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CUFFARO, da Costanzo, ACCUSA FALCONE DI ESSERE UN GIUDICE CORROTTO..!
http://it.youtube.com/watch?v=F5MZmJLMQ9Y
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COSSIGA, da Latella, SKY TV, DIMOSTRA IL PROPRIO SPESSORE DI UOMO E DI POLITICO, PRENDENDO LE DIFESE DI CUFFARO E DI MASTELLA CONTRO LA MAGISTRATURA
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da La Stampa di oggi :
intervista a Bruno Tabacci , di Fabio Martini
"Cuffaro, Cesa, Mele: ora basta assolverci da soli"
«Casini sbaglia a sottovalutare il caso Sicilia. Così la politica si riduce a casta arrogante»

Col compiacimento di chi si sente un libero pensatore, Bruno Tabacci scandisce parole grosse, che pochi altri politici possono permettersi: «Confesso che le brutte vicende di questi giorni - i rifiuti campani, la vicenda Mastella, la condanna a Cuffaro - mi hanno messo in una condizione di grande prostrazione. Nella vicenda politica oramai c’è soltanto la violenza delle diverse bande in campo. Comincio a provare disgusto per quel che siamo diventati: l’etica pubblica si disperde, siamo diventati campioni del conflitto di interesse, che esalta il nostro personale contro quello generale».
Allievo di Albertino Marcora, già presidente democristiano della Regione Lombardia negli anni della Prima Repubblica, indagato e assolto durante Tangentopoli, da anni Bruno Tabacci vive con indipendenza di giudizio la militanza nell’Udc e nel centrodestra.
Il leader del suo partito, Pier Ferdinando Casini, ha tirato un sospiro di sollievo perché il Governatore di Sicilia Totò Cuffaro non è mafioso e dunque può restare al suo posto dopo una condanna a 5 anni. Lei condivide?
«Non sono d’accordo con la sottovalutazione fatta da Casini. La mia solidarietà umana a Cuffaro è fuori discussione, ma nella mia coscienza emerge un dissenso politico per l’indifferenza con la quale si valutano le sentenze giudiziarie. Qui non stiamo parlando di un divieto di sosta».
Quale il messaggio che viene fuori dalla vicenda?
«Quello della furbizia. Non si può ridurre tutto ad uno scontro tra poteri, nel quale oltretutto non emerge un’autorevolezza della politica, capace di indicare la strada di un rinnovamento anche alla magistratura. Una politica che si erge invece a difesa della casta».
Si obietta, il processo è lungo, fatto di tre gradi...
«Non è la prima volta che si ragiona così. Anche qualche illustre banchiere si è mosso sulla linea dell’irrilevanza della condanna di primo grado. Non è un esempio».
Con questo atteggiamento minimalista, non si alimenta il qualunquismo?
«Esattamente. Così si fa crescere l’antipolitica, non ci si può assolvere da soli in un sistema democratico fondato sulla divisione dei poteri. D’altra parte il giustizialismo e la risposta della piazza all’ebbrezza del sangue e alla decapitazione delle classi dirigenti, lo conosciamo già. Solo una politica alta e credibile può spingere la magistratura a recuperare appieno il senso dello Stato».
Lo spaccato offerto dall’inchiesta Mastella non racconta una politica impicciona sino a diventare soffocante?
«Emerge un quadro nel quale è difficile distinguere tra reato e costume, tra fatti penalmente rilevanti e abitudini consolidate. Si staglia la crisi di una politica arrogante che giustifica ogni corporazione e furbizia, il prevalere dell’accaparramento personale sull’etica pubblica. Non sono più le raccomandazioni di Remo Gaspari. La sanità non è per il malato, ma per chi vi opera: la politica vuole controllare la sanità per controllare i bisogni dei cittadini nella debolezza della loro salute e condizionarne le scelte».
Nel Mezzogiorno l’etica pubblica fatica da decenni, ma al Nord la politica è davvero così disinteressata?
«Anche al Nord accadono certe cose e nella stessa Lombardia non è che i Formigoni ci vadano leggeri».
Se lei distingue le fasi del processo, non se la sente di rimproverare il segretario del suo partito, Lorenzo Cesa, o il collega di partito Cosimo Mele che sono ancora «a monte»...
«Non ho lesinato le critiche quando, nel venir meno dell’etica pubblica, poi si giustifica tutto».
Mastella che si è dimesso è meglio di Cuffaro?
«Dopo il suo intervento alla Camera, ho stretto la mano a Mastella e gli ho detto: “Dai subito dimissioni irrevocabili”. Lui mi ha risposto: “Prodi sta...”. E io: “Se pensi di utilizzare l’interesse di Prodi a galleggiare, non arrivi a stasera”. Se pensava di restare, non lo ha fatto e ha dato il segno di come ci si deve comportare in questi casi».
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giovedì 17 gennaio 2008

Applausi.. ah ah ah.. Viva l'Italia.. ah ah ah..

http://www.beppegrillo.it/2008/01/applausi/index.html?s=n2008-01-17


Applausi
ah ah ah ah ah ah ah
ah ah ah ah ah ah ah
ah ah ah ah ah ah ah
applausi della Casta intorno a me
applausi tu sola Sandra non ci sei
ma dove sei chissà dove sei tu
agli arresti forse tu
perché cantare
cantare ma perché
se canto tutta la Casta va in galera insieme a me
ah ah ah ah ah ah ah
applausi oceano di mani sporche
intorno a me
ma le tue mani Sandra
non le vedrò mai più
ho un nodo in gola
arrestatemi con lei perché cantare
fare la spia ma perché
se canto la Cosca non mi applaude più
ah ah ah ah ah ah ah
un magistrato non è
non e' un robot senz’anima
Prodi io per te son stato
come un disco che fa l’indulto e poi si getta via
applausi della Cosca intorno a me
applausi tu sola Sandra non ci sei
chissà dove sei tu
agli arresti forse tu
perché cantare
cantare ma perché
cantare ma perché
se De Magistris
più non c’è
ah ah ah ah
cantare ma perché
cantare ma perché
perché cantare se la Casta ama me
perché cantare se la Casta applaude me
(Beppe Grillo, Blog)
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Un commento al post di Grillo:
Clemente Mastella cita Fedro: “Gli umili soffrono, quando i potenti si combattono.”
In un paese normale, la Magistratura indaga. Su chiunque.
In un paese normale, quando la Magistratura indaga, non ci si dimette per ricattare il governo.
In un paese normale, finché non c’è una sentenza, si è innocenti come l’acqua di fonte.
In un paese normale, è inopportuno inserire i propri familiari nei posti chiave delle amministrazioni.
In un paese normale, deputati e bidelli rispettano in egual modo le sentenze definitive.
In un paese normale, prima di riciclare i politici trombati, si ricicla l’immondizia.
In un paese normale, l’immondizia non brucia nelle strade.
In un paese normale, riciclando l’immondizia, si evita che pessimi politici se ne giovino per tornaconto personale.
In un paese normale, non si confondono le biomasse con l’immondizia.
In un paese normale, non si fa pagare una tassa sulla fornitura elettrica per incenerire l’immondizia, raccontando che è una biomassa.
In un paese normale, quando una sentenza definitiva dice che una frequenza televisiva non ti appartiene, quella TV va sul satellite.
In un paese normale, non è il proprietario della stessa emittente a definire le leggi della comunicazione.
In un paese normale, non si fanno scambi fra le leggi sulla comunicazione e quelle elettorali.
In un paese normale, una legge elettorale permette ai cittadini di scegliere i candidati.
In un paese normale, non si fanno leggi elettorali con il solo scopo di cassare gli altri.
In un paese normale, si preserva la democrazia come un dono prezioso.
In un paese normale, queste cose è inutile dirle, perché tutti le sanno.
(Carlo Bertani)

Due articoli da La Stampa di oggi :
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Gli applausi affrettati della casta
di RICCARDO BARENGHI
La notizia che fa più impressione - politicamente parlando - non è l’arresto di Sandra Mastella e di altre 23 persone. E neanche l’indagine a carico del ministro della Giustizia, di cui si è saputo solo nel pomeriggio. È invece la reazione che tutto questo ha suscitato nel mondo politico, a destra, al centro e a sinistra. L’applauso bipartisan che ha salutato il furioso e anche commosso discorso di Mastella contro la magistratura, gli interventi che si sono succeduti in aula, la preghiera che tutti - a cominciare da Prodi e a finire con Rifondazione, che ha corretto il tiro solo dopo l’intervento di Bertinotti dal Venezuela - hanno rivolto al ministro affinché restasse al suo posto, dimostrano una cosa sola: guai a chi tocca la casta della politica. La quale si difende senza neanche aspettare qualche ora per capire meglio che cosa stia succedendo, si ribella e spara a zero contro i giudici senza aver letto le carte (dalle quali si spera che arrivino ipotesi di reato più solide della concussione nei confronti di Bassolino). Senza informarsi. A prescindere. Fa quadrato, si schiera a difesa del suo esponente sotto accusa (peraltro ieri mattina era sotto accusa solo sua moglie), arriva fino al punto di respingere dimissioni indispensabili, anzi doverose, da parte del responsabile della Giustizia. Eppure chiunque con un minimo di buon senso sa che Mastella non poteva restare al suo posto mentre il suo partito, la sua famiglia e lui direttamente venivano colpiti dalla giustizia stessa, fosse stato ministro dei Beni culturali ancora ancora... Ma questo semplice buon senso politico non ha minimamente sfiorato i nostri uomini di governo e di maggioranza: un coro di dichiarazioni, un pellegrinaggio di solidarietà, una sequela di telefonate sono arrivate a Mastella. Non stiamo parlando di solidarietà umana, ché quella non si nega a nessuno: bensì di quella politica (e di governo). E se l’opposizione non sorprende, visto che al centrodestra le toghe non sono mai piaciute (mentre dall’altra parte sì), e visto pure che un’occasione del genere per acchiapparsi Mastella e chiudere così l’era Prodi non si presenta tutti giorni, la domanda va rivolta al premier. Perché ha respinto le dimissioni di un suo ministro che evidentemente non può più svolgere serenamente le sue funzioni, se non diventando ostaggio dei magistrati che lo indagano (e viceversa)? E perché tutto il centrosinistra, escluso Di Pietro, ha seguito il suo premier su una strada che rischia di trasformarsi in un vicolo cieco? La risposta non è solo quella più evidente, appunto la casta che difende se stessa. Qui entra in gioco un altro fattore, ossia la vita del governo. La paura, diciamo pure il terrore, che Mastella approfittasse della contingenza per chiudere la sua avventura con il centrosinistra, ha scatenato una reazione istintiva, primordiale: primum sopravvivere. E allora non importa la morale, l’etica, l’immagine peraltro già logora che si trasmette al Paese e alla propria opinione pubblica. Non importa nemmeno il rispetto della regola elementare che il centrosinistra sbandiera contro Berlusconi solo quando gli fa comodo: il conflitto di interessi. Che in questo caso, al di là di quelle che siano le sue colpe (se ci sono), Mastella incarna in un sol uomo. Importa solo restare dove si sta, ad ogni costo, nonostante tutto e tutti. Sempre meno credibili, sempre più deboli e sempre più esposti al rischio di crollare da un minuto all’altro. Sarebbe facile dire che se un comportamento del genere l’avesse tenuto il governo Berlusconi, l’opposizione di allora avrebbe occupato il Parlamento, sarebbe scesa in piazza, si sarebbe appellata al Presidente della Repubblica, avrebbe gridato al colpo di Stato. Ma si sa che l’abito fa il monaco, in politica purtroppo non conta la coerenza bensì il ruolo che in quel dato momento si ricopre e il potere che si gestisce. Anche se questo modo di fare può provocare - e probabilmente provocherà - una reazione di disgusto in gran parte degli elettori del centrosinistra. Che oggi hanno tutto il diritto di chiedersi dove si trovi sul serio l’antipolitica: nel Paese o nel Palazzo?


.Nel Granducato di Ceppaloni
di FEDERICO GEREMICCA
.«Sapete chi gli ha votato contro? Chi ha avuto solo quattro favori»
E quando se le dimenticano più, quelle immagini, qui nella valle del Sabato, anzi, per essere più precisi, qui a Ceppaloni? Sandra e Clemente a New York. Meglio: Sandra e Clemente sulla Quinta Strada! Belli come il sole, in piedi in una Maserati Ghibli bianca senza capote, proprio come John e Jackie, o come Hillary e Bill. E mica un secolo fa... Era l’ottobre scorso, il 9 ottobre, giorno della sfilata per il Columbus day: e Sandra e Clemente erano lì che rappresentavano l’Italia. Lui con la fascia, lei con la bandiera. Peccato per quei dieci giovinastri, tifosi di Beppe Grillo, spuntati da dietro le transenne per urlargli «dopo De Magistris trasferisci anche noi». Ma loro comunque erano lì, che rappresentavano l’Italia. E Ceppaloni, s’intende, prima di tutto. Che sarebbe questo paesone, residuo dell’Italia degli Anni 70 e 80, che è tutto un saliscendi tra le colline, e sul quale Clemente Mastella regna in pace da almeno trent’anni in qua. I paesani gli vogliono bene. Anche perché, primo: non hanno motivo per non volergliene; e secondo, chi glielo fa fare? Clemente è stato «il deputato», poi è stato «il sindaco», ora è sindaco, deputato e ministro assieme: ma è prima di tutto un amico, uno che se può dare una mano, la dà. «Sapete chi è che qua gli ha votato contro? - va spiegando in un piccolo bar Mario Tranfa, cugino di Clemente -. Quelli ai quali, dopo quattro favori già fatti, al quinto ha detto no». E pare che sia proprio così. La cortesia di Sandra e Clemente, del resto, è proverbiale. La dote, si dice, sarebbe più di lei che di lui, ma che importa. Quello che conta è che alla fine sono gentili, una parola per tutti, un pensiero per ognuno. E anche un regalo: che è certamente una sciocchezza, ma può rendere in miniatura l’idea di cos’è, più o meno, il sistema Mastella.Natale 2005: diciassettemila euro in torroncini da regalare in giro per l’Italia, e a Ceppaloni prima di tutto. Torroncini acquistati qui, s’intende: a San Marco dei Cavoti, a Summonte, in zona, insomma, che è pure meglio, così i soldi restano tra noi. I soldi, appunto: provenienti dai finanziamenti pubblici destinati al giornale di partito, «Il Campanile» (come rivelato da un’inchiesta de l’Espresso). Però i cesti li prepara la signora Sandra con le sue mani, e li sceglie lei: millecentocinquanta euro solo per quelli, come da fattura del Cis di Nola, e fa niente che i soldi fossero sempre quelli dei finanziamenti a «Il Campanile». Come a dire che quasi quasi i regali agli amici di Ceppaloni li facciamo noi... Però, appunto, t’inerpichi sulla stradina che porta alla casa di Clemente e di Sandra - cancello scuro, colonne rosso pompeiano, una telecamera, due cipressi alla fine del vialetto d’ingresso - t’inerpichi e pensi che questo è. Qui non c’è il craxismo, questa non è Tangentopoli e non c’è nemmeno la cupezza imposta da certi patti tra la politica e la mafia: il sistema Mastella è un’altra cosa. Lui ha tenuto in vita, qui, una fiammella in attesa che la tempesta passasse, dopo che il grande fuoco sembrava spento: a Ceppaloni il clientelismo non è finito mai. È vero: sta tornando alla grande quasi ovunque. Ma qui non era finito mai. Per questo, forse, è un clientelismo che sa d’antico: niente maxitangenti e niente affari su grandi appalti, però il posto di lavoro te lo trovo, la promozione te la faccio avere io, a quell’incarico là ci mettiamo un uomo mio. Questo, per altro, sembrerebbe venir fuori dall’inchiesta su Sandra e Clemente: comandiamo noi e a quell’Asl o a quella presidenza ci metti chi diciamo noi.Non è che sia meno grave, intendiamoci: in fondo, il sistema Mastella, su scala maggiore, è quello che ha avvolto per decenni l’Italia - soprattutto qui al Sud - in una spira soffocante di inefficienza e sprechi, di moltiplicazione degli incarichi, mazzette, buchi di bilancio e tutto il ben di Dio che la Seconda Repubblica ha ereditato. Però qui Clemente non è odiato, come a un certo punto è stato odiato Bettino a Milano; e ne pronunciano apertamente il nome, non come in paesi dove certi nomi conviene non farli. E’ meglio o è peggio? Anzi, per esser precisi: è più sopportabile, visto che non girano maxitangenti e non ci sono morti ammazzati? «È na’ fesseria... Una settimana e passa tutto...», assicura la donna del piccolo bar sulla piazza, intitolata a un vecchio sindaco del paese. «La signora Sandra, poi, è così gentile che ci manca già...». Verso le tre del pomeriggio, il portavoce della signora Sandra (è pur sempre presidente del Consiglio regionale campano) esce dalla casa nella quale deve stare rinchiusa e dice ai tanti giornalisti: «Sandra si rammarica di non potervi invitare come al solito a pranzo...». Alle cinque esce di nuovo e porta tè e biscotti al cioccolato: «Ha telefonato Bassolino e poi credo Prodi, quasi sicuramente Berlusconi... Ma hanno chiamato in centinaia, non saprei». La signora Sandra ha risposto a tutti con cortesia e gratitudine sincera: e viene da chiedersi cosa debba esser successo da farle urlare infuriata al telefono - come alcune intercettazioni rivelerebbero - «quello per me è un uomo morto». Clemente magari lo sa, perché si conoscono da una vita ed è una storia lunga e bella, quella con e Sandra. Lui giovanotto che studia qui, lei ragazzina che va e viene da Long Island. Un giorno si conoscono (ed è naturalmente un 14 febbraio, San Valentino), un lungo fidanzamento e poi il matrimonio, che tra due mesi fa 35 anni. Lui entra in politica e sale gradini, diventa deputato, sta con De Mita; lei fa la volontaria per la Croce Rossa, e anche lei sale gradini. Fino a diventare presidente del Consiglio regionale campano: e anche lì, però, quante polemiche sulla moltiplicazioni delle auto blu e delle commissioni, proliferazione di nuovi e di segreterie. «Non ci penso nemmeno a dimettermi», ha chiarito ieri mattina mentre - surreale com’è giusto che sia - Clemente si dimetteva da ministro a Roma per il provvedimento di carcerazione domiciliare inflitto a Sandra, e a Sandra quel provvedimento nessuno l’aveva ancora comunicato. Ma naturalmente non è solo questione di Sandra: la questione è che a lui hanno anche decapitato l’intero Udeur campano, che è come tagliare i capelli a Sansone. La bufera, evidentemente, non era passata. Oppure è ripresa. Un vero guaio per il sistema Mastella. In più, ci sono i guai di Roma, con quegli sbarramenti nella legge elettorale. E stavolta, ironia della sorte, non gli è nemmeno di conforto aver affianco Sandra. Perché è vero che si sono promessi di star vicini nella gioia e nel dolore: ma a un dolore così, forse nemmeno l’officiante avrebbe mai pensato...
SOLI, PER LA LEGALITA'
intervento del capogruppo IdV alla Camera, Massimo Donadi, in risposta a Prodi e alle accuse pronunciate ieri da Mastella, nei confronti della Magistratura.
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Caso Mastella
Ecco il testo integrale dell'ordinanza di custodia cautelare:
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Notare: "CONCUSSIONE".. sì, si parla fra l'altro di.. "CONCUSSIONE"..
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Saluti a tutti
Fabrizio Frosini
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venerdì 28 dicembre 2007

Pino Masciari, simbolo della resistenza alla mafia, cittadino onorario di Empoli

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PETIZIONE PER PINO MASCIARI, SIMBOLO DELLA RESISTENZA ALLA MAFIA
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Al Sindaco, Comune di Empoli
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Appello per il conferimento della Cittadinanza Onoraria a Pino Masciari, simbolo della Resistenza alla mafia.
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Pino Masciari è un imprenditore edile calabrese, nato a Catanzaro nel 1959, sottoposto a programma speciale di protezione dal 18 ottobre 1997, unitamente alla moglie Marisa (medico odontoiatra) e ai loro due figli, per aver denunciato la criminalità organizzata ndrangheta, le sue collusioni politiche e le sue infiltrazioni nelle Istituzioni. La Sua storia è descritta nel sito web:
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Pino Masciari molti anni fa si ribellò al sistema d'intimidazione mafioso. Denunciò i suoi ricattatori iniziando così un processo che ancora oggi continua nelle aule dei tribunali. Da quel giorno la mafia ed esponenti delle istituzioni collusi con la mafia, l'hanno costretto a chiudere le proprie aziende. Pino è costretto a vivere sotto protezione per non essere ucciso. E mentre lo Stato Italiano usa per Pino auto blindate rotte, e lui e la sua famiglia devono vivere rintanati, i mafiosi possono tutt'ora camminare liberamente..
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Per aiutare ad assicurare non solo alla Calabria, ma a tutto il Paese un futuro libero dalla mafia, dobbiamo amplificare la voce di Pino Masciari, così che la Sua testimonianza serva in particolare a forgiare la coscienza dei giovani di oggi : i soli con la potenzialità di rendere l'Italia di domani un Paese più giusto e più civile. Un Paese finalmente normale.
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Per questo occorre che la parte sana della Società Civile si liberi dal torpore e che dia il più convinto sostegno affinché si sblocchi una situazione che non è da Paese civile.
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Ecco perché Vi chiediamo di voler conferire a Pino Masciari, Cittadino Italiano simbolo della Resistenza alla mafia, la CITTADINANZA ONORARIA DELLA NOSTRA CITTÀ.
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Grazie.

Sinceramente,
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petizione proposta dal
Meetup Amici di Beppe Grillo di Empoli
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richiesta consegnata al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale il 12.12.2007
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firma e diffondi le petizioni, grazie :
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venerdì 28 settembre 2007

GIUSTIZIA e LEGALITA’… VALORI supremi, da difendere, preservare o.. riconquistare.. DOVUNQUE

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Un Appello per la GIUSTIZIA e la LEGALITA' in Calabria e.. OVUNQUE
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Da: dottfrosini.gmail [mailto:dottfrosini@gmail.com] Inviato: venerdì 28 settembre 2007 12.49
A: C E Staff Sindaco Emp.; CE Circondario ; Comune Capraia Limite; Comune Castelf/no; Comune Castelfranco; Comune Cerreto G. -s.; Comune Certaldo sindaco; Comune Fucecchio sind; Comune Gambassi T.; Comune Montaione sind; Comune Montelupo; Comune Montespertoli; Comune Montopoli; Comune S.Croce; Comune S.Miniato -sind; Comune Vinci; C E - Gruppo AN comune; C E - Gruppo DS comune; C E - Gruppo FI-CCD; C E - Gruppo Margherita; C E - Gruppo PDCI; C E - Gruppo R-Comunista; C E - Gruppo SDI; C E presidente consiglio c.; P ProvinciaFi ; RgT AN - Gruppo; RgT CI - Gruppo; RgT DS - Gruppo; RgT DS - segreteria gr.; RgT FI - Gruppo; RgT MA - Gruppo; RgT RC - Gruppo; RgT SDI - Gruppo; RgT UDC - GRUPPO; RgT Verdi - Gruppo; 'beppegrillo-489@meetup.com'; 'beppegrillo-29@meetup.com'; 'beppegrillo-191@meetup.com'; 'beppegrillo-162@meetup.com'Cc: AI Assind. MassaCarrara; AI Assindustria Grosseto; AI Assindustria Livorno; AI Assindustria Lucca; AI Assindustria Pistoia; AI Assindustria Siena; AI Unione Industriali Pisa; AI Unione Industriali Prato; AI SI Centi; P^ arci empoli; P.PublAmb-magazzini a; P^ Ass Agrado; P^ Ass Difesa Malato; P^ Ass Terrerare; P^ Circolo Rosselli; P^ cittadinanzattiva; P^ PPAA Empoli; P^S CGIL Empoli; P^S CISL toscana; Q radiolady; Q. antenna5; Q. IL TIRRENO Empoli; Q. LA NAZIONE Empoli; Q. pin; CNA Firenze; AIF ; 'beppegrillo-12@meetup.com'; 'beppegrillo-190@meetup.com'; 'beppegrillo-480@meetup.com'; 'beppegrillo-461@meetup.com'; 'beppegrillo-172@meetup.com'; 'beppegrillo-63@meetup.com'; 'beppegrillo-382@meetup.com'; 'beppegrillo-90@meetup.com'; 'beppegrillo-2@meetup.com'; 'beppegrillo-221@meetup.com'; 'beppegrillo-418@meetup.com'Oggetto: Firmate l’appello per la Giustizia e la Legalità in Calabria : http://www.petitiononline.com/040407rc/petition.html

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Ai Signori Presidenti, Sindaci, Assessori, Consiglieri Comunali, Provinciali e Regionali
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Chiedo scusa per l’intrusione, ma insieme a tanti, tanti altri sono a chiedermi cosa pensiate dell’appello per la Giustizia e la Legalità in Calabria..
GIUSTIZIA e LEGALITA’… (VALORI supremi, da difendere, preservare o.. riconquistare.. ovunque).
Mi chiedo quanti fra Voi intendano firmarlo (o, sperabilmente, lo abbiano già fatto).. Mi chiedo.. Ci chiediamo in tanti.. veramente tanti..
Grazie a Coloro i quali firmeranno (o hanno già firmato) l’appello.
Se Vi ho disturbato, accettate le mie scuse. E, attraverso di me, i saluti di tanti..
Cordialità
Fabrizio Frosini
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EMPOLI, Beppe Grillo Meetup Group : http://beppegrillo.meetup.com/489/

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Firmate l’appello per la Giustizia e la Legalità in Calabria.
http://www.petitiononline.com/040407rc/petition.html

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Lettera del fratello di Paolo Borsellino e di Sonia Alfano indirizzata al Capo dello Stato:
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Chiediamo l'intervento del Capo dello Stato per porre fine all'imbarazzante ed offensiva attività del Ministro Mastella tesa ad imbavagliare la verità e scongiurare che la giustizia possa, definitivamente, arrivare a lui.Per evitare ciò ha chiesto al CSM il trasferimento del PM De Magistris motivando la richiesta come atto dovuto a seguito delle risultanze delle ispezioni ministeriali presso la Procura di Catanzaro. A tale proposito, se Mastella si proclama corretto per questo atto "doveroso", saremmo curiosi di sapere come si definisce il Ministro Amato in considerazione del fatto che lo stesso talvolta preferisce ignorare le risultanze delle ispezioni ministeriali (vedi mancato scioglimento del Consiglio Comunale di Barcellona P.G.-ME).Forse sfugge, o addirittura sconosce, al ministro Mastella che esistono problemi gravi che andrebbero sollevati al CSM e che rischiano di ingolfare la giustizia; le procure di Caltanissetta e di Catania, considerata l'importanza delle stesse nella lotta alla mafia, sono scoperte da troppo tempo. E cosa dire della paralisi disastrosa che l'entrata in vigore del nuovo ordinamento giudiziario provocherà?Passeranno molti mesi prima che il CSM possa procedere a nuove nomine lasciando così gli uffici scoperti.Sarebbe opportuno che Mastella si dimettesse subito, così da rendere più sereni anche gli italiani, ai quali chiediamo di non dimenticare che Mastella è testimone di nozze del pentito di mafia F.sco Campanella.Speriamo pertanto in una forte presa di posizione da parte di tutti gli italiani onesti che non possono essere rappresentati da personaggi come Mastella e company.”
(Sonia Alfano e Salvatore Borsellino)
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Firmate l’appello per la Giustizia e la Legalità in Calabria.
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Gli incontri degli amici di Beppe Grillo

domenica 23 settembre 2007

Contro l'anti-politica partitocratica, SCENDIAMO IN POLITICA!

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Mi chiedo quanto le riflessioni e gli appelli di commentatori ed editorialisti intelligenti e non “proni”, che da lungo tempo richiamavano sui rischi della cattiva politica (o della mancanza di una Politica) e della collusione politica-affari, siano oggi comprese e condivise dai politici e amministratori pubblici – anche a livello locale.
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Ne propongo una piccola antologia:
Barbara Spinelli su La Stampa ( “Il vero antipolitico? È il palazzo” , 23.09):
Né la politica né le televisioni né i giornali hanno il potere di estromettere il nuovo mondo della comunicazione e della denuncia che si chiama blogosfera e che include siti come quello di Grillo o di YouTube [..] la blogosfera, i movimenti [..] i giovani [..] che firmano proposte di legge perché sono abituati a rispondere a sondaggi-votazioni su Internet sono nuovi poteri che fanno apparizione in una democrazia non più veramente rappresentativa, né veramente rappresentata. >
Politici e giornalisti ne discutono animosamente ma non sembrano comprendere tali fenomeni, e di conseguenza ne sottovalutano la forza [..] la domanda di politica e non di anti-politica che emana da blog e movimenti alternativi. Pochi sembrano capire che Grillo in realtà denuncia l’anti-politica [..] che egli invoca la politica. >
Quel che la sinistra ha mancato di fare è rispondere a domande che riguardano legalità, moralità, giustizia.
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Mario Monti, Il Corriere (su «Economia e società aperta» , 13.05) :
capire come, nelle moderne democrazie, siano i legami tra interessi corporativi e sistema politico a ostacolare le riforme necessarie per rendere più competitiva l'economia, più aperta la società, più equa la distribuzione del reddito, meno grigio l'orizzonte dei giovani. Occorre superare questi legami, o ridurre il loro potere di interdizione, se si vuole che il privilegio, la rendita, la casta lascino spazio alla concorrenza, al merito, alla libertà.
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Angelo Panebianco (sul libro di Alesina e Giavazzi), Il Corriere 8.09 :
<< (solo) il «liberalismo economico» è in grado di realizzare gli obiettivi di equità e di uguaglianza delle opportunità che sono storicamente ideali di sinistra mentre le politiche interventiste e dirigiste praticate dalla sinistra italiana calpestano il principio di equità e finiscono per accrescere disuguaglianze e ingiustizie. Si tratti di meritocrazia nell'istruzione, di riforme del mercato del lavoro, di liberalizzazione delle professioni, di privatizzazione delle industrie di Stato, [..] la concorrenza e l'equità non sono in antitesi, .. le politiche liberiste, colpendo privilegi e rendite monopolistiche dei pochi, avvantaggiano i più, rendono la società più giusta e più efficiente al tempo stesso >
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Ancora da “colloquio con Panebianco” (Il Corriere del 7.05):
<< «la tradizione socialista riconosce il mercato perché è più efficiente degli altri sistemi, mentre per il liberalismo il mercato va difeso perché è uno strumento di libertà, il fatto che sia più efficiente nell’allocazione delle risorse è un sottoprodotto». In Italia questa incomprensione è molto accentuata, per esempio .. si difende il mercato ma poi si iniziano discussioni infinite sul fatto se, in certi campi, non sia per caso più efficiente lo Stato. [..] la libertà, l’iniziativa privata, il riconoscimento dei meriti sono sempre sacrificati in nome dello Stato e in realtà a vantaggio dei clan, delle famiglie, delle cooptazioni nel potere. « Se l’istruzione scolastica è poco amichevole nei confronti del merito, anche le classi dirigenti lo saranno. .. di conseguenza vincono il familismo, la cooptazione, la clientela. [..] l’establishment italiano ha una tendenza alla chiusura: [..] la chiusura garantisce chi è dentro rispetto agli outsider. [..] Il problema, però, non riguarda solo le classi dirigenti. [..] in una società che ritiene che il merito non sia premiato, conta di più un buon rapporto con un deputato». >
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Carlo Bastasin , La Stampa 26.07 :
il sistema degli intrecci sotterranei per delinquere, degli abusi di potere e delle manipolazioni informative, non è in declino. [..] In un tale sistema [..] si affermano l'irresponsabilità e la dipendenza gli uni dagli altri, prevale la collusione e la necessità di nascondersi. [..]in piena discrezionalità [..] Si realizza una «selezione avversa» degli interlocutori politici ed economici, vengono favoriti quelli che sono pronti al compromesso e sostenuti quelli più spregiudicati
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Angelo Panebianco, Il Corriere 7.08 :
Una diagnosi corretta deve assumere i costi abnormi della politica e la dissipazione del denaro pubblico come punte dell'iceberg [..] di una patologia. Che cosa è l'iceberg sommerso? E' lo Stato «predatore» .. cacciatore di rendite, divoratore di capitali che trasforma in rendite politiche a fini di consenso. E' lo Stato che promuove un gigantesco spostamento di risorse dalle attività produttive a quelle improduttive. Questa incessante opera di [..] a un immenso stuolo di clientes. [..] ha effetti catastrofici, nel lungo termine, per la società nel suo insieme. Lo Stato predatore, letteralmente, «si mangia» il futuro della società, ne compromette le possibilità di sviluppo, sottrae chance di vita alle generazioni future
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Riccardo Barenghi, La Stampa 17.09 :
il problema è più grave e più serio: ossia che la politica è ormai diventata il suo contrario. Con i suoi metodi, i suoi privilegi, la sua chiusura nel Palazzo, il suo essere impermeabile a qualsiasi voce cerchi di penetrarla, la sua totale autoreferenzialità, inefficacia, incomprensibilità
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e ancora il 21.09 :
La sensazione netta, diciamo quasi una certezza, è che ormai la valanga sia partita. Oggi è ancora una slavina, ma se nessuno la ferma - e nessuno sembra in grado di farlo [..] - travolgerà presto tutto il quadro politico [..] Il livello di tolleranza nei confronti della classe politica è sceso a un livello bassissimo [..] provocato dalla sua incapacità, inefficienza, arroganza, privilegio
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Luca Ricolfi, La Stampa 18.09 :
Se è così si illudono: la gente non è stupida, e sa distinguere i cambiamenti genuini, frutto di una vera maturazione politica, dai cambiamenti decisi a tavolino, dettati da furbizia e calcolo. Quel che andava fatto vent’anni fa, quando la caduta del Muro di Berlino aprì una nuova stagione politica in Europa, non può essere fatto credibilmente in pochi mesi, sotto la spinta dei sondaggi
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Giovanni De Luna, La Stampa 22.09 :
Nel groviglio di reti che si annodano nel blog si discute di ambiente, tradizioni etniche e religiose, salute, bioetica, spazio, territorio, informazione, saperi. C’è un’ansia giustizialista [..] ma anche una convinta adesione alle regole, a una legalità introiettata come etica individuale.
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Eppure, nonostante quanto sta avvenendo, il “sistema” continua a rotolare per la china, incapace di arrestarsi – e neppure di modificare la direzione.
Per rimanere solo alla cronaca politica di questi ultimi giorni, cos’altro se non tracimante disgusto e disprezzo, con le reazioni che sperimentiamo, possono provare i normali cittadini “ulteriormente colpiti” dai vari casi: RAI, Visco, Unipol,… con la ciliegina della richiesta del ministro Mastella al Csm di “trasferimento preventivo” per il pm che indaga sui sospetti di corruzione, a Catanzaro?
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Il disgusto e il disprezzo va però trasformato in azione politica.
Da qui l’importanza di lavorare per costituire LISTE CIVICHE, come dalla proposta di Grillo, e della PRESENZA ALLE SEDUTE DEI CONSIGLI COMUNALI.
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Marco Furina, La Stampa 23.09 :
Beppe Grillo lancia dal suo Blog un’altra iniziativa all’insegna della partecipazione diretta dei cittadini: «La sera tutti al consiglio comunale». Ovvero, un invito a tutti i cittadini a non delegare le scelte e a controllare attivamente chi ci governa. «La carta di identità è la nostra tessera di partito. I comuni la nostra piazza. Sindaci e assessori i nostri dipendenti. Vanno controllati». Tutto a norma di legge. E dopo aver visto i nostri amministratori all’opera? «Discutete le sedute e riportate le vostre impressioni nei blog, nei forum. Tranquilli, siete nell’alveo!».
Le sedute dei consigli comunali sono effettivamente pubbliche e se l’invito di Grillo dovesse essere seguito anche solo da una parte dei suoi sostenitori, la vita degli ottomila parlamentini sparsi per l’Italia non sarebbe più la stessa. E, problemi di capienza a parte, forse, anche certi modi di amministrare la cosa pubblica dovrebbero cambiare.
Solidarietà a Grillo arriva da Antonio Di Pietro, che ieri su La Stampa, ha definito la rivolta partita dalla Rete la «fase 2 di mani pulite»: «Mi preoccupano molto le critiche che vengono mosse a Grillo e al popolo della rete - ha detto il ministro delle Infrastrutture - perché come al solito i notabili del paese o dell’intera Italia sono come i manovratori di un treno, non vogliono essere disturbati». Dura invece Rosy Bindi: «I comici sarebbe meglio che facessero ridere. In questo caso, fanno soltanto piangere».Intanto arriva la prima bocciatura per una lista civica ispirata al V-day. Quella messa in piedi dai girotondini e con la presenza di Roberto Alagna, Elio Veltri, Sancho Pardi e Oliviero Beha. Scrive Grillo: «Mi segnalano un’iniziativa del 6 ottobre a Roma. Voglio informarvi che io non ho nulla a che fare con questa lista» *
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LISTE CIVICHE
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La proposizione e sperimentazione di liste civiche locali alternative e indipendenti dai partiti tradizionali (e per garantirne l’indipendenza, non potranno farne parte iscritti a partiti – e ne dovranno essere esclusi anche i “collusi” con quel potere politico-affaristico che da troppo tempo degrada la nostra Società) rappresenta un potenziale enorme di cambiamento nella vita democratica del Paese.
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Riprendendo quanto riportato da Claudio Torrenzieri in un forum del Meetup Firenze :
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Le liste civiche in democrazia diretta e partecipativa sono l'espressione reale di un società civile composta da liberi cittadini che si pongono l'obbiettivo di rendere praticabile il concetto stabilito al comma 2 dell'Art.1 della nostra costituzione Repubblicana, ovvero restituire la sovranità al popolo attraverso forme e metodi che prevedono il nesso logico e funzionale fra informazione, formazione, deliberazione, azione (ovvero metodi di democrazia diretta e partecipativa).

Informazione: rendere agibile e fruibile ad ogni cittadino ogni fonte relativa a temi e questioni riguardanti i beni comuni di interesse pubblico;
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Formazione: attraverso forme di confronto aperto a tutti i cittadini, la messa in discussione di temi di interesse pubblico;
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Deliberazione: la condivisione di scelte e di indirizzi assunti a seguito di discussioni adeguate, i cittadini decidono sulle soluzioni che gli amministratori locali dovranno assumere e realizzare (evitiamo qui di banalizzare che in questo modo si può arrivare a decidere di asfaltare un corso d'acqua perché è una battuta talmente banale che non merita di essere presa in considerazione);
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Azione: un patto un contratto pre-elettorale che impegna gli amministratori pubblici - delegati dagli elettori e quindi dai cittadini (ho detto delegati e non rappresentanti) a realizzare quanto i cittadini hanno deciso quale miglior soluzione al problema inerente la gestione dei beni comuni. >

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La proposizione delle Liste Civiche deve andare di pari passo con la raccolta di firme per il referendum abrogativo della norma (legge della Regione Toscana) che abolisce il voto di preferenza alle elezioni regionali, consegnando di fatto la nomina degli eletti alle Segreterie dei Partiti (n.b.: la firma può essere posta presso le sedi dei quartieri, province, comuni. E che ne siano raccolte tante, fidando nella stessa voglia di adesione dimostrata dalla raccolta per il Referendum contro l’attuale legge elettorale – elezioni politiche – e la raccolta di firme in occasione del V-Day).
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È questa la strada da seguire per togliere il potere decisionale alle segreterie dei partiti e il potere di interdizione alle lobby, restituendo finalmente e realmente la “sovranità” ai cittadini – e riscattando i principi fondanti della Carta Costituzionale.
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Per ristabilire un reale dialogo e un confronto aperto fra le varie componenti della Società civile, che siano – questi sì! – espressione libera e corretta dei valori della Politica rispetto all’anti-politica della partitocrazia.
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Per stimolare un’informazione libera, che sia coscienza critica e strumento democratico di controllo sulla Politica e sull’Amministrazione pubblica, nonché componente fondamentale e “viva” di formazione e crescita civile.
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Per ridare forza, credibilità e razionalità alle politiche di integrazione e di solidarietà, riconoscendo che ai diritti debbano necessariamente corrispondere altrettanti doveri e che le risorse disponibili devono essere utilizzate con intelligenza ed equità, ma anche proponendosi che gli “ultimi” siano i primi ad essere aiutati, senza che debbano attendere un altro “mondo”.
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Per dare a tutti un’uguale possibilità di partenza, premiando però il merito e la capacità di intraprendere. E punendo eventualmente i fannulloni. Solo così si può arrivare a garantire a tutti il diritto ad un lavoro dignitoso, fattualmente, non solo nei principi.
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Perché nei fatti, e non solo a parole, la legge sia uguale per tutti..

La sfida è grande. Il cammino difficile. Ma altre strade non sono praticabili.
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Saluti
(Fabrizio Frosini)
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Gli incontri degli amici di Beppe Grillo

martedì 29 maggio 2007

Napolitano: moralità e rigore per rinnovare la politica

Dalle agenzie di stampa, 29 Maggio 2007 :
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Come uscire dalla crisi della politica?
E dal malcostume dilagante..
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La ricetta che propone Giorgio Napolitano è semplice e diretta : «Serve moralità e rigore per rinnovare la politica», «La risposta è l'impegno».
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Un’esortazione alla classe dirigente italiana che viene lanciata dal capo dello Stato a pochi giorni dalla "Festa della Repubblica".
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Per Napolitano si tratta di «Un tema che dovrebbe sollecitare una riflessione costruttiva non solo di tutte le componenti dello schieramento politico ma di tutte le componenti della società italiana».
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«La soluzione ai problemi, sia delle riforme istituzionali sia del rinnovamento della politica, può venire soltanto attraverso un impegno conseguente delle forze sociali, culturali e politiche».
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Il presidente della Repubblica esorta a «pensare idealmente e in grande la Politica, contro la piccola politica delle manovre opportunistiche».
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Ecco, mi sembra un'ottima sintesi per sottolineare il senso di questo Blog.
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(Fabrizio Frosini)