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lunedì 2 giugno 2008

2 Giugno : ombre sulla repubblica..

http://www.empolipertutti.com/sedute-comunali-pubbliche/371/mafia-si-o-mafia-no-ma-gli-empolesi-da-che-parte-stanno

Relativamente alla proposta di cittadinanza onoraria a Pino Masciari..

La cosa importante -indispensabile- quando si voglia veramente combattere la CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, è comprendere i meccanismi di COLLUSIONE (anche psicologici) che trasformano la società (così detta) "civile" nel mare in cui quegli squali umani si muovono (così spesso indisturbati), cibandosi di tutto quanto risulti loro commestibile..

Il fenomeno mafia non riguarda solo le "famiglie/clan", gli affiliati, i "simpatizzanti", i corrotti,.. -fino , purtroppo, alle "vittime".

C'è tutta un'area di collusione che non è solo quella "diretta", di chi partecipa ad uno scambio (collusione: accordo segreto tra due o più persone, a danno di terzi, per conseguire un fine illecito [De Mauro] -anche da una posizione di debolezza, eventualmente, ma non meramente passiva), bensì –come dicevo- anche quella psicologica, delle masse, per la quale il pensiero "debole" è lo strumento principe che consente la CONVIVENZA, prima, e l’accettazione, poi, dei metodi mafiosi. Fino alla CONNIVENZA. Alla tolleranza delle logiche mafiose.

Il pensiero “debole” è quello che ci fa ritenere di poco conto –o socialmente ininfluente, essendo diventato una sorta di abitudine mentale- un atteggiamento utilitaristico che antepone il proprio interesse a principi e valori che vengono relativizzati, in modo da renderli anche moralmente “neutri”.

Quando si compie questo passo, si apre la porta a tutte le mafie –criminalità organizzata e assassina inclusa.

UN GESTO ALTAMENTE SIMBOLICO E UNANIMAMENTE CONDIVISO QUALE IL RICONOSCERE LA CITTADINANZA ONORARIA A PINO MASCIARI, è un passo importante, anche se non sufficiente, per aiutare a rafforzare le difese immunitarie (culturali e di prassi) della nostra Società.

Ma è evidente che si tratta di un passo che non tutti ritengono il caso di fare..

Fabrizio Frosini


Dal Blog di Antonio Di Pietro :

"Fiducia sulla magistratura" di Antonio Di Pietro | 31 Maggio 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it

magistratura.jpg

Riporto il testo del mio intervento alla trasmissione Otto e Mezzo di giovedì 29 maggio, dove rispondo alle domande di Lanfranco Pace sul tema della magistratura. (Antonio Di Pietro)

passaparola

Dal Blog di Beppe Grillo : http://www.beppegrillo.it/2008/06/passaparola_lun.html#comments

UNICI COLPEVOLI: I CITTADINI


Per avviare il video, clicca "play"

Riporto di seguito il testo dell'intervento di Marco Travaglio.

"Buongiorno a tutti. Spero si possa ancora dire che l’intervento del Capo dello Stato in occasione della festa del 2 giugno tenuto ieri è stato tutt’altro che soddisfacente. Io per esempio non l’ho condiviso per niente. Non perché i principi che ha enunciato non siano giusti: basta con l’intolleranza, basta con le ribellioni allo Stato. Dipende da che cosa sta dicendo e a chi si sta riferendo. Si riferiva a Bossi? Che ha di nuovo minacciato che se non si faranno le riforme che vuole lui di marciare su Roma con cinquecentomila padani, peraltro tutti da individuare. Non si sa se questa volta armati, disarmati, travestiti da Obelix, o come diavolo si presenterebbero. Si riferiva a Berlusconi, che si è appena ribellato allo Stato, cioè agli arresti disposti dalla magistratura napoletana per lo scempio dei rifiuti, per le discariche truccate, per la monnezza non trattata che veniva nascosta sotto lievi coltri di monnezza trattata e magari anche profumata con la calce viva come dalle intercettazioni dell’enturage di Bertolaso e dalla immarcescibile FIBE-FISIA del gruppo Impregilo che hanno continuato a lucrare soldi nostri senza smaltire un grammo di rifiuti? Si riferiva a ..? Chi sono quelli che si ribellano allo Stato? Sono quelli che vogliono abolire le intercettazioni perché funzionano troppo, come hanno dimostrato anche in questo caso? Berlusconi ha approfittato del ricevimento al Quirinale per primo giugno per annunciare una legge contro le intercettazioni, cioè per disarmare una magistratura che già è stata messa in ginocchio da quindici anni di riforme di destra e sinistra che ormai provocheranno a ben breve il risultato della chiusura di alcuni tribunali e di alcuni uffici giudiziari che dichiareranno fallimento. Chi si ribella allo Stato è per caso chi manda a fare carotaggi e analisi a Chiaiano e poi dà i risultati prima che siano finiti i carotaggi medesimi dicendo che va tutto bene e che quello è il posto giusto per portarci l’immondizia? In una delle poche oasi incontaminate, dove si coltivano frutti di eccellenza, dove a pochi passi ci sono gli ospedali, nel centro della città. Quelli che si ribellano allo Stato chi sono? Sono quelli che dal 1999 calpestano le sentenze della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato, della Corte Europea di Giustizia, le messe in mora e le procedure di infrazione della Commissione Europea sulle frequenze concesse a Rete4 senza concessione, anziché a Europa7, che la concessione ce l’ha? Chi si ribella allo Stato chi è? Quello che stava facendo fallire definitivamente Alitalia dopo aver messo in fuga i francesi di Airfrance che l’avrebbero probabilmente salvata? Chi si ribella allo Stato è per caso il senatore Schifani, presidente del Senato, che oggi regala le costituzioni ai bambini e che ha dato il suo nome, Schifani, a una delle leggi più incostituzionali che si ricordino, il “lodo Schifani”, che garantiva l’impunita alle cinque più alte cariche dello Stato, soprattutto a una, la più bassa, e che fu incenerito dalla Corte Costituzionale nel 2003? Chi si ribella allo Stato sono i politici campani, di cui Napolitano fino a prima di essere eletto presidente della Repubblica faceva parte, perché è li che aveva il suo collegio elettorale, che hanno creato per quindici anni l’emergenza immondizia e che adesso pretenderebbero di farla risolvere dagli stessi che l’hanno creata, compreso Bertolaso, che due anni fa era commissario alla monnezza e che non ha combinato niente, come tutti gli altri e che adesso viene riproposto, come la peperonata che ritorna sempre su, a risolvere un problema che anche lui ha contribuito a creare e ad aggravare? Chi si ribella allo Stato è chi non ha dato la protezione a questo imprenditore che aveva cominciato a parlare e che per questo è stato ammazzato, come tutti quelli che parlano in Campania, come in Calabria, come in Sicilia? Chi si ribella allo Stato è forse chi ha definito in campagna elettorale “eroe” Vittorio Mangano, cioè un malavitoso che non ha parlato? Allora, se in questo Paese gli eroi sono i mafiosi che non hanno parlato, allora questo che è stato ucciso per ha parlato non era un eroe. Dobbiamo decidere...

Ma temo che non intendesse parlare di queste categorie e di questi suoi colleghi il Capo dello Stato in questo suo, per così dire, infelice discorso per la festa della Repubblica. Temo che si riferisse alla gente di Chiaiano che difende la sua oasi, che difende la sua qualità della vita, che difende la possibilità di andare prima a verificare se un sito è o non è idoneo a ricevere rifiuti, e poi dopo utilizzarlo. E non viceversa. Ma è tutto sconvolto, non solo il vocabolario delle nostre istituzioni. È sconvolta la logica, è sconvolto l’ordine pubblico, è sconvolta la Costituzione. Di fatto vengono sospese le garanzie costituzionali, vengono vietate le manifestazioni come simboli di complicità con la monnezza e viene espropriata la magistratura del suo diritto-dovere di perseguire i reati e presto non avremo più nemmeno il controllo delle intercettazioni. Avremo l’esercito che andrà a militarizzare sempre più spesso, come peraltro Beppe Grillo aveva previsto, le situazioni che la politica non riesce più a governare se non con la forza, con i manganelli e con l’uso delle armi.
Stefano e Luigi, nel blog di Beppe Grillo, mi chiedono di spiegare la sentenza del Consiglio di Stato, sul caso Europa7. Che sarebbe il caso di chiamare “caso Rete4”, in realtà. Diciamo lo scandalo delle frequenze negate a Europa7 da nove anni da parte dello Stato, al quale qualcuno si è ribellato, ma non era la gente di Chiaiano e non era nemmeno l’imprenditore di Europa7, Francesco Di Stefano. È l’azienda del nostro presidente del Consiglio, che non ha nemmeno bisogno di ribellarsi perché è da 25, 30 anni, fin dai decreti che Craxi faceva su misura per il Cavaliere, riesce a comandare in materia televisiva sia prima, sia durante, sia dopo la sua permanenza al governo. Le leggi in materia televisiva, da 25 anni a questa parte, le scrive sempre Berlusconi. Solo che prima era costretto a pagare Craxi per sdebitarsi, mentre adesso le fa direttamente lui e quindi non deve più pagare nessuno. Diciamo che risparmia. A me piacerebbe molto poter spiegare questa sentenza del Consiglio di Stato, ma questa sentenza del Consiglio di Stato non c’è. O meglio, c’è, ma i vertici del Consiglio di Stato hanno pensato bene di chiuderla in una cassaforte sabato mattina, poi se ne sono partiti per il weekend lasciando ai giornalisti un comunicato scritto in ostrogoto, forse in sanscrito. Nessuno ha capito cosa voglia dire, quindi dobbiamo andare a tentoni. Diciamo, fidandoci di alcune parole chiave che emergono in questo comunicato. Domani speriamo di avere finalmente la sentenza sotto mano. Qual è il problema? Il problema nasce nel 1999 quando lo Stato italiano decide di riassegnare, secondo dei criteri previsti dalla legge, per gli otto soggetti che hanno titolo a trasmettere su scala nazionale. Si presentano vari pretendenti: si presenta la Rai con le sue tre reti, si presenta Mediaset con le sue tre reti, si presenta l’allora Telemontecarlo, si presentano vari soggetti presenti all’epoca - Telepiù, c’era ancora Telepiù nero – si presenta anche questo nuovo editore, Francesco Di Stefano, con due reti: una è Europa7, l’altra è 7plus. Vince la concessione a trasmettere su scala nazionale con una di queste due reti, Europa7, mentre perde la concessione nazionale Rete4. Perché? Perché fin da cinque anni prima la Corte Costituzionale aveva stabilito che Mediaset, come tutti i soggetti privati, non può possedere più di due reti sull’analogico terrestre, cioè sul nostro telecomando classico che utilizziamo per cambiare canale. Quindi, una delle reti o viene ceduta, o viene trasferita sul satellite liberando le frequenza dell’analogico terreste, che sono limitate e che quindi devono andare a chi ne ha diritto. Nella fattispecie, Europa7 ha vinto la concessione e quindi dovrebbe avere le frequenze. Chi c’è al governo in quel periodo? Massimo D’Alema. Il governo D’Alema fa un bel decreto ministeriale in cui dice Europa7 ha diritto, anzi davanti all’authority che si è occupata di esaminare i requisiti delle varie televisioni che chiedono di poter trasmettere, Europa7 ha addirittura vinto su tutte le altre per la qualità dei programmi del suo progetto di palinsesto che ha presentato. In questo decreto c’è scritto che quindi Europa7 ha diritto di trasmettere, ma si dimenticano di precisare su quali frequenze esattamente, perché? Perché le uniche frequenze libere sono quelle che sono ancora occupate da Rete4 e da Telepiù Nero. Rete4 di Berlusconi, Telepiù Nero degli amici di Berlusconi, i quali naturalmente non hanno alcuna intenzione di liberarle se il governo non glielo imporrà. E il governo non glielo impone, anzi, consente a Mediaset di continuare a trasmettere su quelle frequenze anche senza concessione per Rete4, in attesa di nuovi sviluppi. Per cui Rete4, formalmente abusiva, cioè senza più concessione, ottiene una proroga che non si sa quando finirà. A questo punto interviene la Corte Costituzionale per la seconda volta. La prima volta nel ’94: principio antitrust, due reti per ogni soggetto privato, la terza, via. Dato che nessuno ha fatto niente in quei sette anni, nel 2001 la Corte Costituzionale torna a ribadire: “guardate che Mediaset deve scendere da tre reti a due. È incostituzionale non agire. È incostituzionale ogni legge che le consente di trasmettere su tre reti. Panico, ovviamente, in Mediaset, ma chi c’è al governo? C’è Berlusconi. Con l’apposito ministro Gasparri. Prima versione, viene bocciata da Ciampi perché incostituzionale. Dicembre 2003. A questo punto a Natale del 2003, Berlusconi in persona firma un decreto legge che si chiama “salva Rete4”. Cioè decide che Rete4 può continuare a trasmettere. Nel frattempo entra in vigore la Gasparri 2, questa Ciampi la firma. Nell’aprile del 2004, la Gasparri 2 stabilisce che, fino al momento in cui entrerà in vigore il digitale terrestre, Rete4 potrà trasmettere, perché tanto il digitale terrestre è dietro l’angolo. Gasparri lo prevede nel 2006. Digitale terrestre moltiplicherà il numero delle rete a centinaia e centinaia, tutti avranno centinaia di televisioni tra le quali scegliere, per cui che saranno mai quelle piccole tre reti di Mediaset? Rete4 quindi può rimanere. Naturalmente è tutta una balla. Il digitale terrestre non esiste nemmeno oggi. Siamo nel 2008. Non esisterà nemmeno del 2010. Non esisterà nemmeno nel 2012. Forse, si dice, arriverà nel 2015, ma molto probabilmente arriverà prima la televisione su Internet che lo supererà e lo renderà già vecchio. In ogni caso era una balla, era una truffa, che è servita a procrastinare sine die questa fase transitoria che non finisce mai, perché è in vista di un digitale terrestre che non arriva mai. E intanto Di Stefano continua a rimanere al palo con la sua televisione, per la quale ha investito una marea di soldi per creare un centro di produzione di 22.000 metri sulla Tiburtina, otto studi di registrazione, gli uffici, le tecnologie, la library con tremila ore di programmi. Tutto ciò era necessario appunto per ottenere la concessione. E tutto questo è una ferrari che arrugginisce nel garage. Perché? Perché non gli danno le frequenze. Non gliele da il centrosinistra. Non gliele da Berlusconi nei cinque anni di governo. Lui si rivolge, come fa un cittadino modello, ai tribunali. Il TAR, che gli da parzialmente torto. Ricorre al Consiglio di Stato. Il Consiglio di Stato, per far passare un po’ di tempo, o forse perché non ha chiaro qual è il problema, manda tutto alla Corte di Giustizia Europea chiedendo se le normative italiane che consentono questa situazione e che sono state create nel corso degli anni da destra e sinistra, sono o non sono compatibili con le norme europee. Anche la Corte di Giustizia Europea non è che impieghi poco tempo per studiare il caso, anche perché è un caso unico al mondo, e alla fine il 31 gennaio di quest’anno, il 2008, emette la sua sentenza: le norme italiane che consentono a Rete4 di trasmettere al posto di Europa7 in questa infinita fase transitoria sono contrarie al diritto comunitario, quindi sono illegali, quindi lo Stato italiano le deve disapplicare. È come se non esistessero. Perché? Perché il diritto comunitario vale più delle normative nazionali. Quindi il governo potrebbe sbaraccare la legislazione attuale, imporre a Rete4 di sparire dall’analogico terrestre, levarle comunque le frequenze – che non sono di Rete4, sono nostre, sono un bene pubblico, che viene dato in concessione a un privato se rispetta delle regole, ora che si dice che non rispetta quelle regole, perché quelle europee valgono più di quelle italiane, toglie le frequenze e le dai al legittimo, non proprietario, ma colui che legittimamente le può utilizzare in base alla concessione vinta nel ’99. Invece il governo Prodi ormai è semi defunto, è appena caduto, è in fase – diciamo – di disbrigo degli affari correnti in attesa delle elezioni. Non se la sente di fare ciò che nemmeno prima, quando era nel pieno delle sue funzioni Gentiloni aveva mai fatto, e cioè dare le frequenze a chi ne a diritto, e quindi viene varato un decreto per ottemperare a varie prescrizioni che ci fa l’Europa, tranne questa della Corte Europea di Giustizia. Nel frattempo la Commissione Europea, cioè il governo d’Europa, il governo Barroso tramite il commissario Kroes, ha aperto una procedura di infrazione sulla Gasparri a proposito di un altro “buco” della Gasparri, e cioè il fatto che la Gasparri garantisce l’accesso a questo mitologico digitale terrestre solo ai soggetti che sono già presenti sull’analogico, e cioè Mediaset e Rai. Invece di aprire il mercato, come ci era sempre stato raccontato, proprio la legge Gasparri, fa entrare nel digitale terrestre solo quelli che sono già presenti nell’analogico terrestre, il che significa non solo che oggi abbiamo il duopolio Rai-Mediaset, ma che ce lo avremo per sempre. Per l’eternità, perché nessuno di quelli esclusi oggi dall’analogico terrestre potrà entrare nel digitale terrestre. E per questo ci ha messo in mora nel 2006 avvertendoci che se entro un paio di anni non avessimo sbaraccato la Gasparri, sarebbe partita una multa retroattiva proprio dal 2006 fino addirittura ad arrivare a 3-400.000 euro al giorno, che se li spalmiamo su tre anni diventano addirittura 300 milioni di euro che ci potrebbero capitare se entro qualche mese la Gasparri non fosse risolta. A questo punto arriva il governo Berlusconi. Torna Berlusconi per la terza volta. Tenta immediatamente di fare un colpo di mano, cioè di rispondere all’Europa dicendo “chi ha avuto, ha avuto. Chi ha dato ha dato. Scurdammoce ‘o passato” e scurdammoce soprattutto le sentenze della Corte Costituzionale, le sentenze della Corte Europea, la messa in mora della Commissione Europea, la procedura di infrazione. Lo status quo rimane così, finché non ci sarà il digitale terrestre. Cioè in un futuro che forse arriverà tra sei, sette anni. Vogliono stabilire e cristallizzare una situazione illegale, per evitare di dare a Europa7 ciò che anche la Corte Europea ha stabilito sia suo diritto avere. Ultima puntata, sabato, il comunicato che annuncia la sentenza. Sentenza che dovrebbe chiudere questo contenzioso che è basato su ben sette cause che Europa7 ha fatto allo Stato italiano. Dice, in sintesi, il comunicato che: “il ricorso che aveva fatto Mediaset, - qui si parla di RTI, perché è la società che si chiama così – viene respinto, e spetterà all’amministrazione, cioè al governo, cioè al sottosegretario ad personam, o ad aziendam, Paolo Romani, applicare la sentenza della Corte Europea di Giustizia e rideterminare le frequenze in base alle richieste di Europa7”. Che cosa voglia dire tutto questo, non lo sappiamo. Non sappiamo se il Consiglio di Stato dice al governo: “dai le frequenze a Europa7 e toglile a Rete4”. Oppure: “decidi tu come vuoi”. Oppure: “facci sapere cosa vuoi fare, dopodiché noi stabiliremo quale sarà il risarcimento che dovremo dare a Europa7, senza che però nessuno le dia le frequenze”. Sono formule ambigue che però speriamo finiscano domani, quando arriverà finalmente il testo completo della fatidica sentenza. Quello che si può arguire fino a questo momento è che il Consiglio di Stato affida al governo Berlusconi di risolvere un problema che è stato creato dai governi Berlusconi per favorire l’azienda di Berlusconi; oltreché dalla cosiddetta opposizione di Berlusconi che ha remato dalla sua parte, come sempre è avvenuto in materia televisiva. Vedremo che cosa dirà la sentenza. Certo che affidare a Berlusconi la risoluzione del problema Rete4/Europa7 ricorda tanto l’affidare a Berlusconi e a Bertolaso la risoluzione del problema della monnezza, d’accordo con Bassolino. Cioè d’accordo con l’altro, che con Berlusconi e Bertolaso ha collaborato a crearlo. È come se, di fronte a un delitto, si affidasse il compito di risolvere il caso all’assassino." (Marco Travaglio)


domenica 11 maggio 2008

Oggi abbiamo iniziato a raccogliere le firme per "Pino Masciari Cittadino Onorario"

Libera RAI, libera informazione

beppe_diretta_11-5-2008.jpg

Ho deciso di fare una diretta streaming da Internet e di non venire al Salone del Libro di persona. Il presidente Ferrero mi ha intimato dalle pagine della Stampa di non fare comizi, di non dire parolacce e di spiegare il valore della lettura, di limitarmi a parlare solo di libri. Non ho voluto metterlo in imbarazzo con la mia presenza e con qualche ardita espressione come Morfeo. Insulto violento e censurato dall’informazione che lo cita infatti come insulto inaudito. Io non voglio parlare del valore della lettura, ma piuttosto del valore della scrittura. Se ciò che scrivi è spazzatura, ciò che leggi è spazzatura. Elementare. Se ciò che scrivi viene censurato dall’editore, dall’inserzionista pubblicitario, dalla telefonata del politico per continuare a fare il giornalista o lo scrittore l’unica via che ti rimane è l’autocensura.
Il 25 aprile ha dimostrato che l’informazione è controllata, questo è stato il risultato vero, quello più importante. La reazione dei media è stata compatta. Prima il silenzio, poi gli attacchi personali a Beppe Grillo senza entrare nel merito dei tre referendum e sul perché così tante persone sono scese in piazza e hanno firmato. Non è mai successo che si raccogliessero 1.350.000 firme in un giorno nella storia della Repubblica, ma per Riotta, per Mieli, per Fede o per Scalfari è un non fatto. Il 25 aprile non è esistito, esiste solo un delinquente che si chiama Beppe Grillo, peggio di Mussolini, di Andreotti, di Testa d’Asfalto. Un assassino multimilionario che fa pagare chi partecipa ai suoi V day. Si mette in discussione la validità delle firme e non si citano neppure i contenuti dei referendum. Le richieste per i referendum sono state depositate alla Corte di Cassazione, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. I miei legali e i loro consulenti non hanno dubbi sulla loro validità. E’ il vecchio metodo fascista di colpire chi denuncia sul piano personale e di non parlare mai delle denunce.
Il 25 aprile tra qualche anno sarà ricordato come l’inizio della fine dell’informazione di regime, controllata da partiti, Confindustria, banche. L’informazione si sta spostando in Rete, tutti siamo giornalisti, tutti siamo editori, tutti siamo registi. E’ solo una questione di tempo. In Rete chi mente è perduto, le vecchie regole dell’informazione non valgono più.
Nei prossimi anni assisteremo a uno scontro diretto, a una escalation tra i vecchi media e la Rete, tra la politica e la Rete. Ma sono già sconfitti, questo mi rende felice e mi fa sentire in pace.
A luglio consegnerò le firme per i referendum, ma prima lancerò un referendum operativo. Un referendum operativo si differenzia da quello legislativo perchè è di immediata esecuzione. Il cittadino fa da sé. Proporrò la disdetta del canone alla RAI con le istruzioni, i partecipanti, i risultati in tempo reale. La RAI se la paghino i politici, l’informazione televisiva è roba loro, i Riotta, i Mazza e i Saccà sono roba loro, il consiglio di amministrazione è roba loro, la pubblicità è roba loro. Petruccioli in Confalonieri è roba loro. Per far chiudere questa RAI non è necessario cambiare le leggi, è sufficiente non pagare più il pizzo. Un solo canale, senza pubblicità, senza interferenze politiche, al servizio dell’informazione e dei cittadini. Un canale pubblico con un direttore come Marco Travaglio, per fare un esempio. Un canale di cultura, inchiesta. Questo è quello che vorrei, non culi, tette, calcio e politici in prima, seconda e terza serata.
Il controllo dell’informazione ha cambiato il Paese in peggio, una libera informazione può darci un nuovo Rinascimento. Loro non molleranno mai, noi neppure! (Beppe Grillo, 11.05.08)

"Zappiamo Forbice come lui zappa noi. Libera informazione in libero Stato.
Diffondete il banner e telefonate, telefonate, telefonate."

Diffondi l'iniziativa
Zappiamo Forbice


Oggi abbiamo iniziato a raccogliere le firme per sostenere la richiesta al Consiglio Comunale di Empoli di nominare Pino Masciari Cittadino Onorario della nostra città.

Questa la lettera al Comune di Empoli:


Oggetto: Pino Masciari, proposta conferimento Cittadinanza Onoraria.


Gentilissimi Signori,

facendo seguito alle lettere datate 10.12.2007 e 25.02.2008, a nome degli iscritti al Meetup Amici di Beppe Grillo di Empoli rinnovo l’appello al Comune di Empoli perché riconosca l’alto valore della testimonianza di vita di Pino Masciari nella Sua resistenza alla mafia (: e alla più agguerrita fra questa, la Ndrangheta calabrese, ramificatasi ormai dovunque, anche nella nostra regione, come documentato dalla Commissione Antimafia), attribuendo al medesimo la Cittadinanza Onoraria –gesto simbolico ma concretamente attestante la non retorica partecipazione del nostro Comune alla lotta contro tutte le mafie.

Con la presente informo anche che il Meetup raccoglierà firme a sostegno dell’appello per la Cittadinanza Onoraria a Pino Masciari (appello che potete visualizzare alla pagina web: http://www.petitiononline.com/2007ff01/petition.html), in contemporanea alla raccolta firme per il V-Day sull’Informazione, il prossimo 11 Maggio.

Per conoscere la testimonianza di vita di Pino Masciari, vogliate avere la cortesia di visitare il suo sito web http://pinomasciari.org/ o anche il 3D sul forum del Meetup Empoli : http://beppegrillo.meetup.com/489/messages/boards/thread/3916409

Tenete presente anche che il Meetup di Torino ha voluto far propria la nostra proposta e l’ha presentata al Consiglio Comunale di Torino, il quale all’unanimità (e con una procedura speditissima : circa 2 mesi) ha nominato Pino Masciari cittadino onorario di Torino.

Ci auguriamo che Empoli non voglia essere da meno.

RingraziandoVi per l’attenzione,

Cordiali saluti

Dott. Fabrizio Frosini

Meetup Empoli



Per Pino Masciari, diventato con la Sua testimonianza di vita un simbolo della lotta alla mafia, dobbiamo fare tutti la nostra parte. Dobbiamo squarciare il muro del silenzio, indifferenza e isolamento che avvolge quanti mettono a rischio la propria vita per sconfiggere i poteri criminali e ridare dignità al nostro Paese. Un Paese dove troppi rappresentanti dello Stato – delle Istituzioni – fanno finta di combatterli. Firma la richiesta al Consiglio Comunale di Empoli di riconoscere a Pino Masciari la cittadinanza onoraria. Un modo simbolico ma nello stesso tempo concreto per dimostrare che siamo realmente contro la mafia! Grazie.

MEETUP AMICI DI BEPPE GRILLO DI EMPOLI

http://beppegrillo.meetup.com/489/boards/


Dalle “linee di indirizzo” del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni emanate il 23 maggio 2007, quindicesimo anniversario della “Strage di Capaci”:

«Il fenomeno mafioso è presente, anche se in modo diverso, in tutto il Paese» per cui, nella scuola, «l’educazione alla legalità finalizzata alla lotta alle mafie, dovrà offrire strumenti per la comprensione delle loro differenti connotazioni nelle diverse aree geografiche del territorio nazionale»: da ciò la necessità di far conoscere, in un più ampio contesto, anche «la storia e le caratteristiche del fenomeno, con particolare riguardo alla sua pervasività, che presenta il rischio di sempre maggiori inquinamenti − e non soltanto nel Sud − del sistema economico e delle Istituzioni pubbliche» al fine di «promuovere negli studenti il senso di responsabilità civile e democratica per spronarli ad un costante impegno sociale».



Cose evidentemente che si scrivono.. si dicono..
..ma poi non si fanno.

venerdì 28 dicembre 2007

Pino Masciari, simbolo della resistenza alla mafia, cittadino onorario di Empoli

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PETIZIONE PER PINO MASCIARI, SIMBOLO DELLA RESISTENZA ALLA MAFIA
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Al Sindaco, Comune di Empoli
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Appello per il conferimento della Cittadinanza Onoraria a Pino Masciari, simbolo della Resistenza alla mafia.
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Pino Masciari è un imprenditore edile calabrese, nato a Catanzaro nel 1959, sottoposto a programma speciale di protezione dal 18 ottobre 1997, unitamente alla moglie Marisa (medico odontoiatra) e ai loro due figli, per aver denunciato la criminalità organizzata ndrangheta, le sue collusioni politiche e le sue infiltrazioni nelle Istituzioni. La Sua storia è descritta nel sito web:
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Pino Masciari molti anni fa si ribellò al sistema d'intimidazione mafioso. Denunciò i suoi ricattatori iniziando così un processo che ancora oggi continua nelle aule dei tribunali. Da quel giorno la mafia ed esponenti delle istituzioni collusi con la mafia, l'hanno costretto a chiudere le proprie aziende. Pino è costretto a vivere sotto protezione per non essere ucciso. E mentre lo Stato Italiano usa per Pino auto blindate rotte, e lui e la sua famiglia devono vivere rintanati, i mafiosi possono tutt'ora camminare liberamente..
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Per aiutare ad assicurare non solo alla Calabria, ma a tutto il Paese un futuro libero dalla mafia, dobbiamo amplificare la voce di Pino Masciari, così che la Sua testimonianza serva in particolare a forgiare la coscienza dei giovani di oggi : i soli con la potenzialità di rendere l'Italia di domani un Paese più giusto e più civile. Un Paese finalmente normale.
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Per questo occorre che la parte sana della Società Civile si liberi dal torpore e che dia il più convinto sostegno affinché si sblocchi una situazione che non è da Paese civile.
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Ecco perché Vi chiediamo di voler conferire a Pino Masciari, Cittadino Italiano simbolo della Resistenza alla mafia, la CITTADINANZA ONORARIA DELLA NOSTRA CITTÀ.
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Grazie.

Sinceramente,
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petizione proposta dal
Meetup Amici di Beppe Grillo di Empoli
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richiesta consegnata al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale il 12.12.2007
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firma e diffondi le petizioni, grazie :
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lunedì 1 ottobre 2007

REPORT : Seduta del Consiglio comunale di Empoli, 1.10.07

Il 1 Ottobre cinque iscritti al Meetup di Empoli hanno seguito il
CONSIGLIO COMUNALE

convocato in sessione STRAORDINARIA
Lunedì 01.10.2007 con inizio ore 20.30
SEDUTA PUBBLICA N.21
per la trattazione del seguente ordine del giorno:
1) Comunicazioni del Presidente e del Sindaco.
2) Interpellanza presentata dal gruppo consiliare F.I. in merito alla trasparenza degli incarichi degli Amministratori delle Società a totale o parziale partecipazione pubblica.
3) Interrogazione presentata dal gruppo consiliare F.I., relativa all'ascensore Centro Cerbaiola.
4) Interrogazione presentata dal gruppo consiliare F.I., relativa a permessi ZTL - ZCS.
5) Interrogazione presentata dal gruppo consiliare A.N., relativa all'esclusione di alcuni bambini dall'Asilo Nido.
6) Interrogazione presentata dal gruppo consiliare A.N., relativa a diniego sosta gratuita per alcune attività commerciali.
7) Interrogazione presentata dal gruppo consiliare A.N., relativa a sosta gratuita per i primi 15 minuti nei parcheggi blu.
8) Interrogazione presentata dal gruppo consiliare A.N., relativa ai parcheggi riservati al carico e scarico merci.
9) Interrogazione presentata dal gruppo consiliare U.D.C., relativa all'assunzione diretta di personale ausiliario del traffico.
10) Interrogazione presentata dal gruppo consiliare U.D.C., relativa all'andamento del contenzioso e delle spese per i lavori del Centro Storico.
11) Variante normativa e di azzonamento al Regolamento Urbanistico in Località Pontorme: adozione.
12) Ricognizione sullo stato di attuazione del programma: presentazione al Consiglio (II c., art. 193, D.Lvo 267/00).
13) Bilancio preventivo esercizio 2007: verifica degli equilibri di bilancio. Variazioni (II c., art. 193, D.Lvo 267/00).
14) Mozione presentata dai gruppi consiliari C.I. e Cittadini per M.M., per la discussione in Consiglio Comunale della nuova e recente situazione AUSL 11, con audizione e partecipazione in aula dei rappresentanti sindacali dei medici, dei paramedici e degli...
15) Mozione presentata dal gruppo consiliare U.D.C. sui tagli agli organici e ai fondi degli istituti scolastici.
16) Mozione presentata dai gruppi consiliari C.I. e Cittadini per M.M., relativa alla concessione di un impianto sportivo alla Società ASDR EMPOLI RUGBY.
17) Mozione presentata dal gruppo consiliare A.N., relativa a Via Salaiola loc. Corniola.
18) Mozione presentata dal gruppo consiliare A.N., relativa all'esame di ammissione all'Università.
L'Adunanza del Consiglio Comunale avrà luogo presso il Palazzo Municipale
Via G. del Papa, 41 - 1° piano

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CONSIGLIO COMUNALE DI EMPOLI - REPORT DALLA SEDUTA DI LUNEDI’ 1 OTTOBRE
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Dopo una dichiarazione di solidarietà nei confronti della sollevazione popolare in Birmania, apparentemente già soffocata dalla repressione dei militari (solidarietà che ho trovato onestamente molto formale, quasi di prammatica, in assenza di vera partecipazione emotiva), il programma della serata si è sviluppato con una cadenza che definirei.. stanca..
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I Consiglieri autori delle interrogazioni/interpellanze e gli Assessori e Sindaco che hanno risposto, si sono sempre espressi in modo molto corretto e misurato, ma traspariva una qualche nota di rassegnazione mista a scetticismo, nell'opposizione, di poter mai arrivare a conoscere la situazione reale..
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L'unanimità si è comunque registrata a proposito del punto 11 dell'Odg (Variante normativa e di azzonamento al Regolamento Urbanistico in Località Pontorme: adozione..), per permettere uno sviluppo dell’industria Sammontana.
Mi ha fatto piacere constatare come finalmente (ma quanti anni ci sono voluti..!!) si siano messe da parte pregiudiziali ideologiche e si sia guardato all'aspetto pratico dello sviluppo, con ulteriori posti di lavoro che potranno essere così creati dall'azienda.. SARA' FORSE UN EPISODIO ISOLATO? SPERIAMO DI NO..
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Al punto precedente (: 10 - Interrogazione presentata dal gruppo consiliare U.D.C., relativa all'andamento del contenzioso e delle spese per i lavori del Centro Storico) il consigliere Cioni aveva molto puntualmente sottolineato come lo stato delle opere pubbliche portate a termine (diciamo così..) in questi anni, fosse tale che i costi per.. "rattopparle" si siano ingigantiti.. Senza contare i disagi per i cittadini e le difficoltà sopportate da molti esercenti di attività commerciali, ostacolati dai molteplici cantieri. Tanto che lo stesso Cioni, chiedeva per quale ragione l'amministrazione comunale si fosse limitata a formalizzare nei confronti delle ditte con le quali da anni è in contenzioso, un risarcimento danni inadeguato al semplice importo dei costi di rattoppo..
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Una delusione grossa l’ho avuta quando si è trattato di presentare il punto 13 ( : Bilancio preventivo esercizio 2007: verifica degli equilibri di bilancio. Variazioni). Immaginavo infatti che l’argomento fosse importante e pertanto che l’Assessore al Bilancio fosse presente.. Mah.. sarà forse che non l’ho riconosciuto??
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Il punto 14 (: Mozione presentata dai gruppi consiliari C.I. e Cittadini per Marconcini, per la discussione in Consiglio Comunale della nuova e recente situazione AUSL 11, con audizione e partecipazione in aula dei rappresentanti sindacali dei medici,..) ha portato invece un po’ di.. brio in Consiglio..
E' stato Marconcini infatti a introdurre la richiesta di audizione, in particolare, del Direttore Generale Reggiani, in relazione al licenziamento, ad inizio estate, di due medici della ginecologia della Asl, motivandolo con la necessità di chiarire, in modo non ideologico e senza accuse o difese preconcette nei confronti di nessuno, una politica Asl e un comportamento della direzione della stessa che, in certe occasioni, appaiono personalistici agli occhi dei cittadini.
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Questa mozione non ha trovato il favore delle altre parti politiche: né della maggioranza, né dell’opposizione, pur con diverse motivazioni.
La maggioranza (sia nella risposta di Bartalucci, Ds, che di Pasquinucci, Margherita) ha fatto sostanzialmente quadrato, sostenendo come non ci fosse ragione a convocare le parti in oggetto, non comportando il fatto in questione una caduta dei livelli di qualità dei servizi sanitari pubblici.
L'opposizione di centro-destra è stata più articolata nelle motivazioni, dichiarando che ci sono aspetti nella gestione Asl per nulla chiari e sottoposti peraltro anche al vaglio della magistratura, ma che essendo la questione specifica attualmente oggetto di causa legale, non fosse opportuno - e forse neppure legittimo da parte dell’assise consiliare, è stato segnalato - entrare nel merito della stessa.
Con tali premesse, la votazione non ha avuto storia, essendo risultati solo 4 i voti a favore della mozione (Lista Marconcini / Comunisti Italiani).
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Lasciatemi dire che.. abbiamo resistito fino al termine della seduta (era quasi l'una di notte).
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Quale nota esclusivamente personale, devo riportare un senso di sorpresa all'aver ascoltato 4-5 volte, in occasioni diverse della discussione consiliare, il riferimento alla RADIOTERAPIA (“che insieme all'ospedale nuovo farà di Empoli un riferimento importante nel panorama regionale” - parole dette in Consiglio da esponenti della maggioranza), sempre agganciata alle.. "realizzazioni PUBBLICHE" - ed in specie, anche se non esplicitamente, a quanto debbasi ascrivere al.. "merito" della Asl.. - .. QUANDO SO PERFETTAMENTE, PER ESSERE STATO PROPRIO IO A VOLERLA E A COMBATTERE 13 ANNI PER REALIZZARLA, QUESTA BENEDETTA RADIOTERAPIA, QUALE SIA LA REALTA' DELLE COSE.. E CHI - E CON QUALI SOLDI - LA STA VERAMENTE REALIZZANDO..
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Ma questa è un'altra storia.. come sa bene chi segue questo blog

Saluti
Fabrizio Frosini
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