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mercoledì 5 novembre 2008

'Change has come to America' - Barack Obama è il 44° Presidente degli Stati Uniti d'America

Un grande giorno per le speranze del mondo

Oggi mi sento americano

Mi sento parte di una grande Democrazia

Di un grande Popolo..

Un popolo capace di tanti errori

Di tremendi errori

Ma anche di riscatto

Un popolo capace di fare la storia

Un grande esempio, che umilia ancor più il teatrino squinternato, desolante del paese in cui ci troviamo a vivere..


Quando mai potremo sperare in un simile riscatto per l'Italia..?


(Fabrizio Frosini)


L'email inviata da Barack Obama ai sostenitori della sua campagna, subito prima di recarsi al Grant Park, a Chicago, appena conosciuti i primi risultati che lo davano Presidente degli Stati Uniti d'America:

" I'm about to head to Grant Park to talk to everyone gathered there, but I wanted to write to you first. We just made history. And I don't want you to forget how we did it.

You made history every single day during this campaign -- every day you knocked on doors, made a donation, or talked to your family, friends, and neighbors about why you believe it's time for change.

I want to thank all of you who gave your time, talent, and passion to this campaign.

We have a lot of work to do to get our country back on track, and I'll be in touch soon about what comes next.

But I want to be very clear about one thing... All of this happened because of you.

Thank you,

Barack"


da RaiNews24 :

Obama presidente:

"Niente è impossibile in America"

Davanti a una folla festante Barack Obama è salito sul palco con le figlie e la moglie Michelle per ringraziare i suoi elettori, "i veri proprietari" di questa campagna elettorale.

"Se qualcuno ancora si chiede quale sia la forza della nostra democrazia, stasera ha avuto la risposta. Non siamo mai stati uno raccolta di stati rossi o blu, siamo sempre stati gli Stati Uniti d'America e ci stiamo dirigendo verso un paese migliore, ora il cambiamento è arrivato in America".

Obama ha riferito della telefonata di McCain, un uomo ha detto Obama "che ha lottato per il paese che ama, che si è sacrificato per il nostro paese. Mi congratulo con loro e sono lieto di lavorare con loro".

"Questa è una vittoria di milioni di americani che hanno detto: questo è un governo per il popolo, questa è la vostra vittoria. So che le sfide di domani saranno le più grandi della nostra vita: due guerre, la crisi finanziaria. Dobbiamo usare nuove energie, creare nuovi posti di lavoro, il percorso sarà in salita, forse non saremo in grado di risolvere tutto in un anno o forse nei prossimi 4 anni, ma ce la faremo. Ci saranno false partenze, ostacoli, frenate, il governo non potrà risolvere tutti i problemi, ma vi ascolterò sempre. Quello che è iniziato 21 mesi fa non può terminare stasera. Ci servirà per ottenere il cambiamento. Tutti noi possiamo fare qualcosa, lavorare più duramente. Se questa crisi ci ha insegnato qualcosa è che non possiamo avere Wall street ricca e Main street povera, lavoriamo insieme gli uni per gli altri. Abbiamo vinto con umiltà, con la volontà di sanare el differenze. A quelli che vogliono distruggere il mondo dico che li distruggeremo e a tutti quelli che si chiedono se ancora esiste una luce in America abbiamo dimostrato che la nostra forza non dipende dalle nostre armi, ma dalla nostra speranza. Questo è il vero genio del nostro paese, la dimostrazione che può cambiare".

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Dal preambolo alla Dichiarazione di Indipendenza :

«Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per sé stesse evidenti, che tutti gli uomini sono stati creati uguali e dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili, tra cui la vita, la libertà e la ricerca della felicità».


Thomas Jefferson




sabato 3 maggio 2008

V2-Day Empoli : i video girati nella 3 giorni di raccolta firme

I cittadini dicono che sono stufi..



E anche all'interno del mondo politico si comincia a dire basta..



Il punto, come Organizer del Meetup Amici di Beppe Grillo di Empoli :

una lotta per la libertà



sabato 5 aprile 2008

Signor Presidente : NON POSSO VOTARE!

Al Signor

Presidente della Repubblica Italiana

Palazzo del Quirinale

00100 Roma

RACCOMANDATA

Empoli, 4 Aprile 2008

Ill.mo Signor Presidente,

mi permetta di rivolgere a Lei ed alle Istituzioni che Lei rappresenta il seguente appello.

Premesso che la Corte Costituzionale, pur non potendo entrare nel merito della legittimità della legge elettorale in vigore, per vincoli procedurali, con le sentenze 15/16/17 del 2008 ha recentemente espresso importanti rilievi, e considerato che la Corte è impossibilitata ad esprimersi, ho deciso come cittadino di non partecipare a queste elezioni e inviare a Lei la mia tessera elettorale (qui acclusa).

Si tratta di una decisione sofferta, essendo consapevole che il rifiuto ad esercitare il diritto di voto è in antitesi al dettato dell'articolo 48 della Costituzione, che ne sancisce il dovere civico, e costituisce implicitamente una delegittimazione degli organi istituzionali eletti.

Pur tuttavia, in tutta coscienza, non posso esimermi dal contrastare, pur simbolicamente, una legge elettorale che ritengo fortemente lesiva dei miei diritti costituzionali.

Non posso esimermi dal rifiutare di legittimare la nomina di "rappresentanti" che non posso contribuire a scegliere, essendo di fatto nominati da forze su cui non ho alcun controllo democratico, in violazione al primo articolo della Costituzione : la sovranità appartiene al popolo.

Non posso accettare che il mio diritto costituzionale di scegliere i miei rappresentanti sia ridotto al mero avallo di una lista bloccata, in palese violazione degli artt. 56 e 58 della Costituzione che prevedono il voto a suffragio universale e diretto, privandomi così del controllo sulle loro azioni.

Non posso accettare
che attraverso la lista bloccata venga cambiata la natura del Parlamento, trasformando gli eletti da rappresentanti del popolo a rappresentanti dei dirigenti politici che li hanno selezionati, comprimendo i principi costituzionali della rappresentatività e della libertà dei parlamentari, vanificando di fatto il dettato costituzionale dell'art 67.

Non posso accettare che attraverso questa legge elettorale venga violato il principio della "scelta del corpo legislativo" sancito dall'articolo 3 del primo protocollo della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.

In tutta coscienza non posso accettare di legittimare con il mio voto una legge elettorale che richiama alla mente un percorso che, in un passato tragico per la storia di questo Paese, portò alla promulgazione delle leggi elettorali Acerbo, del 1923, e Rocco, del 1928, di cui ricopia uno dei principi fondamentali : la lista bloccata.

Lista bloccata peraltro presente (e da lì ripresa) nella legge elettorale regionale della Toscana.

Per queste ragioni, signor Presidente, le rimetto la mia tessera elettorale, chiedendoLe nella Sua figura istituzionale di garante della Costituzione, di rappresentare al Parlamento prossimo venturo un appello alto e fermo, affinché vengano al più presto corrette queste perniciose crepe nella struttura portante delle nostre istituzioni.

Distinti saluti

Fabrizio Frosini

(cittadino italiano, attualmente conculcato nei propri diritti costituzionali)

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Dott. Fabrizio Frosini

V.le Petrarca 106

50053 Empoli (Firenze)

Vday


http://beppegrillo.meetup.com/489/messages/boards/thread/3643134/150#16645019




V2day

domenica 24 febbraio 2008

Napoli, scusa.. e altrettanto alla Toscana.. e all'Italia tutta..

Quando ho visto Beppe Grillo a Napoli e ho sentito le sue parole (non proprio "compassate".. è vero.. e non potevano esserlo: è così che accade quando si parla alla mente e insieme al sangue della gente reale), non ho potuto non percepire, netta e chiara, la distanza infinita fra una persona che è cittadino fra i cittadini e i parrucconi bisunti della politica..

Napolitano è napoletano.. nato a Napoli nel 1925, dicono le sue note biografiche. Beh.. avesse espresso lui (non dico con la stessa foga oratoria, né con la stessa rabbia di cittadino di continuo e arrogantemente prevaricato e violato, finanche nella propria dignità..) anche solo uno dei concetti cui Grillo ha dato voce, i suoi concittadini e tutti gli italiani lo avrebbero applaudito -finalmente grati di una vera partecipazione umana alla loro sofferenza..

Ma i parrucconi della politica -anche i più blasonati e azzimati- non si avventurano nel mondo reale. Se ne guardano bene. E non partecipano con sincerità alla sofferenza di alcuno che non sia loro simile e sodale.. Si guardano bene dal dire parole di verità a coloro che considerano sudditi.. pecore buone da tosare e condurre qui o là, al bisogno del gran capo (o dei sotto-capetti di turno). E al massimo, i toni moderati e super partes di critica al sistema -di cui fanno parte e che hanno contribuito, chi più e chi meno, a costruire e fortificare- li impastano a untuose e circonvolute assoluzioni politiche a tutti coloro che il degrado hanno permesso e favorito..

Dunque: ancora grazie, Beppe. Per quello che fai. Per la tua testimonianza e l’esempio.. Spero saremo in tanti ad alzarci in piedi, questa volta.. e allora capiremo che la nostra altezza supera di molto quella di chi.. pervicacemente, arrogantemente, ottusamente.. continua a credere di poter schioccare la frusta e metterci in riga al suo comando..

Caro Beppe, anche noi ci uniamo a te : Napoli, scusa.. e altrettanto alla Toscana.. e all'Italia tutta..

Scusateci per essere rimasti per troppo tempo assenti e ignobilmente passivi, mentre nani, ballerine e farabutti imperversavano in lungo e in largo, umiliando e insozzando il Paese.

Ripuliamolo della monnezza morale e materiale che si è accumulata in decenni di degrado. Rimettiamoci e rimettiamolo in piedi : Giustizia per l’Italia!

Rivendichiamo con forza la nostra Dignità di Cittadini e riprendiamoci finalmente il bene più prezioso: quella Libertà che da troppo tempo ci viene negata.

Fabrizio Frosini


Vday

Dal Blog di Beppe Grillo, 24 fabbraio 2008
http://www.beppegrillo.it/2008/02/napoli_scusa.html#comments



Napoli, scusa.

Greenpeace_Napoli.jpg

Clicca il video

Ieri sera a Napoli ho chiesto scusa a tutti i Campani.

"Scusa. Sono qui per chiedervi scusa a nome di tutti gli italiani.
Nel 1861 siete stati annessi dai piemontesi con una guerra di occupazione. Napoli era una delle capitali di Europa. Con Vittorio Emanuele II è diventata la capitale dell’emigrazione. I Savoia si sono portati via la cassa del Regno e vi hanno mandato il generale Cialdini. Decine di migliaia di campani sono stati massacrati. Prima dei piemontesi erano sudditi del Regno delle Due Sicilie. La mattina dopo erano briganti. La tecnica è sempre la stessa: prima ti infangano, poi ti ammazzano o ti manganellano. Napoli è la capitale mondiale della spazzatura. Sporca, schifosa. E’ su Newsweek, sul Time, su Le Monde. Siete dei benefattori. Smaltite i rifiuti tossici da tutto il mondo, e soprattutto, dalle imprese del Nord Italia. Avvelenare la Campania gli costa meno che smaltire le scorie nocive. Chi ci guadagna? Il prodotto interno lordo!
Dopo l’unificazione con l’Italia non siete più un popolo, siete lazzaroni, camorristi, feccia, cafoni. Voi che avete avuto Cuma e Capua migliaia di anni fa. La civiltà greca, quella etrusca, quella romana. Oggi siete prigionieri in casa vostra. Non sapete neppure più chi siete. Vi chiedo scusa per la Camorra, per Bassolino, per Veltroni, per Berlusconi, per la Iervolino, per Cirino Pomicino. Vi chiedo scusa per Mussolini, per il fascismo, per due guerre mondiali, per le leggi razziali, per le navi piene di emigranti. Scusa per aver ridotto una delle più belle città del mondo a uno spot pubblicitario della monnezza.
Tenímmoce accussí: ánema e core...nun ce lassammo cchiù, manco pe' n'ora...stu desiderio 'e te mme fa paura...

Dall’altra parte dell’Adriatico un piccolo Stato è appena diventato indipendente. E’ il Kosovo, ha due milioni di abitanti. Voi siete sei milioni in Campania e chissà quanti milioni in giro per il mondo. Avete una storia millenaria. Lo Stato Italiano vi ha ridotto a un letamaio. Diventate kosovari. Fate un referendum per diventare indipendenti. Io appoggerò la vostra campagna. Proponete un plebiscito per il ritorno dei Borboni. Peggio di così non potete essere governati. Vi hanno tolto anche la parola. La lingua napoletana è stata riconosciuta dall’UNESCO, ma non dalle scuole italiane. La mozzarella di bufala non la mangia più nessuno. Hanno paura che sia radioattiva. La vostra agricoltura è in ginocchio. Dovete esportare i pomodori di nascosto. Stampare sulle scatole di conserva: “made in China” per contrabbandarle in Europa. Il Governatore del Veneto ha lanciato una campagna pubblicitaria in Germania. Per spiegare a tutti i tedeschi che il Veneto è diverso dalla Campania. Caorle è meglio di Ischia e di Capri. La civiltà si ferma sul Piave: una volta mormorava, adesso vomita il sindaco Gentilini.
La Campania è un laboratorio politico. Quello che succede qui succederà in tutta Italia. La distanza tra i cittadini e le istituzioni da voi non c’è più, hanno introdotto il manganello consapevole. Quello che colpisce a ragion veduta le donne e i vecchi con le braccia alzate a Pianura e a Savignano Irpino. Il manganello quasi consapevole del G8 di Genova, della Val di Susa, da voi si è evoluto, ha trovato una rappresentazione matura, più democratica.
Tenímmoce accussí: ánema e core...nun ce lassammo cchiù, manco pe' n'ora...stu desiderio 'e te mme fa paura…

Scusa. Voglio chiedervi scusa per l’inceneritore di Acerra. Per l’Impregilo. Per i vostri politici scelti dai partiti nazionali. Per Veronesi che è capolista di Veltroni in Lombardia e ha tre anni in più di De Mita. Per Prodi che vuole regalarvi tre nuovi inceneritori. In Lombardia ci sono decine di inceneritori, le strade sono pulite, ma c’è una diffusione di tumori da far paura. Vi chiedo scusa per le malattie dovute ai rifiuti radioattivi sepolti nelle vostre terre senza che nessuna autorità abbia mosso un dito in vent’anni. Vi chiedo scusa per la diossina e le nanoparticelle da incenerimento che respirerete insieme al cancro. Quante autorità avete pagato con le vostre tasse? Magistrati, ASL, amministratori pubblici, Regione, Province, Comuni, Comunità Montane, Polizia, Carabinieri, Guardie Forestali, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, Nettezza Urbana, deputati, senatori. Tutti nostri dipendenti. Quante migliaia di persone sono state stipendiate per salvarvi da questo disastro? Perché ci fosse Giustizia, per evitare questa Chernobyl della spazzatura? A cosa servono? Perché sono lì?
Il mondo guarda Napoli. Siete a un punto di non ritorno. Napoli è all’anno zero. Come Berlino nel 1945 dopo i bombardamenti. E’ un’occasione storica, unica per ripartire. Per una Rinascita Campana. Riprendete in mano il vostro passato, la vostra lingua e la vita dei vostri figli. Il vostro territorio. Se volete potete cambiare le cose. Nulla è impossibile per chi è nato qui. Quello che viene deciso a Roma non è importante, voi siete importanti. L’Italia di Beppe Grillo vi chiede scusa, l’altra Italia vi giudica e vi manganella. La Storia è passata di qui e ci tornerà presto. Però, dategli una mano.
Per un Nuovo Rinascimento.
Tenímmoce accussí: ánema e core...nun ce lassammo cchiù, manco pe' n'ora...stu desiderio 'e te mme fa paura..."


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lunedì 11 febbraio 2008

Comunicato politico numero uno.. Peccato.. lo ritengo uno sbaglio.. ma tant'è..


Dal Blog di Beppe Grillo , 10 Febbraio 2008

http://www.beppegrillo.it/2008/02/comunicato_poli.html#comments

Comunicato politico numero uno


grillo_montanelli.jpg


La democrazia può partire solo dal basso. Il nuovo Rinascimento avrà origine nei Comuni. Le liste civiche devono organizzarsi per le elezioni amministrative del 13 aprile 2008. Il blog sosterrà le liste civiche. Beppe Grillo sarà presente nelle città che presenteranno una lista civica. Le elezioni politiche di aprile sono contro la Costituzione. Il cittadino non può scegliere i propri rappresentanti. I concessionari dello Stato non devono fare politica. I referendum non possono essere cancellati. I referendum non possono essere rinviati. Il risultato delle prossime elezioni è nullo. L’informazione è nelle mani dei gruppi economici e dei partiti. La monnezza è di Stato. Beppe Grillo parteciperà al Monnezza Day a Napoli il 23 febbraio insieme a esperti e medici per il rilancio della raccolta differenziata e per la salute dei cittadini. L’informazione è deviata. Beppe Grillo depositerà tre proposte di referendum alla Corte di Cassazione in febbraio. Abolizione dell’ordine dei giornalisti. Abolizione del finanziamento pubblico all’editoria. Abolizione del Testo Unico sul sistema radiotelevisivo che prostituisce l’informazione agli interessi dei partiti e di Mediaset. Il 25 aprile si voteranno i referendum in tutte le piazze d’Italia. Le proposte di legge popolari per un Parlamento Pulito depositate al Senato sono state ignorate dai nostri dipendenti. Fuori i condannati. Due mandati. Votazione diretta del candidato. Hanno firmato 350.000 italiani. Firme certificate da pubblici ufficiali e dai Comuni di residenza. Mai avvenuto in Italia in un solo giorno. Un lavoro di mesi di migliaia di persone. I partiti hanno occupato la democrazia. I parlamentari non sono eletti, ma nominati. Per essere nominati basta pagare. Un milione di euro un deputato. Tre milioni di euro un senatore. Il conflitto di interessi è un conflitto con il Paese.
Per un nuovo Rinascimento. V-day 25 aprile.


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Dal Blog di Beppe Grillo , 8 Febbraio 2008

http://www.beppegrillo.it/2008/02/tu_sei_beppe_gr.html#comments

Tu sei Beppe Grillo!

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La televisione è occupata dai politici che discutono di percentuali, coalizioni, apparentamenti, accordi di desistenza, collegi elettorali. E' gente separata dal Paese. Dei fatti nostri, lavoro, salute, ambiente non parla mai. Ci spiegano che la politica è una vocazione, una missione. Una volta presi i voti si è politici a vita. Chi fa politica, lo ha affermato Franceschini, deve essere disposto a sporcarsi le mani. Tangenti, reati amministrativi, corruzione si possono sempre lavare con l’indulto, con le prescrizioni, con l’abolizione del falso in bilancio. Lo sporco impossibile non esiste. C’è sempre una legge ad castam che lo fa diventare bianco che più bianco non si può. Il politico italiano DEVE avere le mani sporche. In Inghilterra “civil servants”, da noi “dirty hands”.
Ieri è successo qualcosa a Anno Zero. Dopo aver ascoltato i politici (ma cosa vuol dire questa parola?), gli starnazzamenti della Prestigiacomo, le convulsioni di Furio Colombo e il nulla di Franceschini, un ragazzo ha preso la parola. Ha parlato di sicurezza sul lavoro, delle nuove povertà, di malattie (tumori) professionali. Gli ha gridato che sono persone inutili, ma ben pagate, che parlano a vanvera. Ha detto quello che pensano gli italiani. Un altro ragazzo è intervenuto. Un ventenne con occhiali e cravatta che ha ottenuto il massimo punteggio a un concorso pubblico senza avere padrini. E per questo è stato escluso. Ha spiegato che la destra e la sinistra non esistono. Sono concetti metafisici. E ha mandato a fanculo i nostri dipendenti.Questi ragazzi sono un esempio da seguire.
Tu che mi leggi sei Beppe Grillo.
Tu puoi andare in una trasmissione televisiva, alzarti in piedi e vendicare gli italiani. Tu puoi parlare di parlamento pulito, di precariato, di morti sul lavoro, di raccolta differenziata. Lo puoi gridare.Tu puoi fare una domanda a un dipendente sul conflitto di interessi, sul falso in bilancio, sull’indulto, su Europa 7, sulla corruzione di giudici per la Mondatori e PRETENDERE una risposta con una telecamera piazzata sulla sua faccia.

Tu sei Beppe Grillo.
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Saluti a tutti
Fabrizio Frosini

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mercoledì 10 ottobre 2007

MINACCE COSI' NON POSSO CHE DEFINIRLE "MAFIOSE".. ma Empoli non è Palermo.. ed è bene ricordarselo



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SENZA COMMENTO

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NON RITENGO INFATTI CE NE SIA BISOGNO..

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Solo una precisazione: chi pensa di intimidirmi così.. mostra solo la propria pochezza..

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http://beppegrillo.meetup.com/489/messages/boards/view/viewthread?thread=3643134#11965216
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(Fabrizio Frosini)



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Appello per la Giustizia - Per De Magistris





LETTERE ANONIME E DEMOCRAZIA..

OGGI E' ACCADUTO QUALCOSA DI MOLTO GRAVE..

MA VOGLIO ATTENDERE DOMANI PER PARLARVENE..
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- vedi :
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PER ORA MI LIMITO A PROPORRE UNA RIFLESSIONE, PRENDENDO SPUNTO DALL'ARTICOLO DI MAURIZIO VIROLI (LA STAMPA DI OGGI) :
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Il paese dei furbi

« .. nella nostra società è ormai diffuso un modo di pensare e di agire proprio di quegli individui che non hanno neppure più la consapevolezza che esiste una differenza fra il giusto e l'ingiusto. Non sanno come si pone il problema morale: non tanto persone immorali ma veri e propri sordi morali.
Il sordo morale non avverte alcun senso di colpa per aver violato regole.. .. non sospetta neppure che ci dobbiamo chiedere, prima di agire, se la nostra azione è giusta o ingiusta.
Afferma di non capire «perché la gente si scandalizza». Il problema è evidentemente degli altri che si scandalizzano, non suo che ha commesso un'azione moralmente e penalmente illecita.
La via maestra verso la sordità morale è l'analfabetismo morale: prima perdi, o non impari mai, la capacità di ragionare di questioni morali, poi diventi completamente ottuso verso il problema stesso.
Messa a tacere la coscienza personale, il sordo morale conosce altrettanto bene il modo di sottrarsi alla sanzione della legge penale.
Sa di poter contare sul completo sostegno del contesto familiare e sociale in cui vive. Né genitori, né amici, né nessun altro lo rimprovereranno o condanneranno per quello che ha fatto. Sapeva anche prima di barare che non avrebbe mai dovuto abbassare gli occhi, ma avrebbe continuato a girare a testa alta. .. segreta soddisfazione di sentirsi superiore agli altri ordinari individui che non sono stati capaci di emanciparsi delle miserabili angustie della coscienza morale
.. »
(Maurizio Viroli, La Stampa, 9 Ottobre 2007)
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Oltre ai collusi, ai corrotti, ai complici.. ai partecipanti a tutto tondo al "sistema".. il nostro Paese è sommerso da un'orda indicibile di SORDI MORALI.. di ANALFABETI MORALI.. di GENTE GRETTA..
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In questo contesto, senza che le persone pulite si alzino in piedi.. tutto può accadere.. e una lurida lettera anonima (quella che potrete "ammirare" domani sera, su questo blog) può essere allora l'inizio di una storia dall'ambientazione che a molti potrebbe apparire più palermitana che toscana..
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Ma questo non lo permetterò..
Vedremo chi sarà con me nella battaglia per la PULIZIA.. per la DEMOCRAZIA.. per la GIUSTIZIA..
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(Fabrizio Frosini)
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Appello per la Giustizia - Per De Magistris
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lunedì 8 ottobre 2007

NOI STIAMO DALLA PARTE DELLA GENTE ONESTA.. CHI SI VENDE, NO

Questo che propongo oggi è l'intervento di un Giudice..
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Illustra molto bene la situazione (l'anomalia) italiana..
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La illustra così bene che ciò che descrive vale non solo per i Giudici che si sforzano di fare onestamente e correttamente il loro lavoro, ma per chiunque faccia altrettanto, in ogni campo, senza voler cedere alle "logiche di corruzione" del sistema..
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Leggerlo fa bene a tutti : a chi sta dalla parte degli onesti ma anche a chi è "scivolato" in campo avverso.. perché rifletta e apra gli occhi in tempo.. così da poter risalire la china prima che sia troppo tardi.. ("salvezza" certo possibile, ma a condizione di non aver smarrito del tutto la propria coscienza..)
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Saluti e.. buona lettura
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(Fabrizio Frosini)
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domenica 7 ottobre 2007
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di Uguale per Tutti

Il guaio di quando la crisi di una società non è conseguenza di episodi accidentali, ma di un degrado complessivo della sua cultura e degli strumenti per assicurarle una qualche parvenza di democrazia è che a un certo punto tutto si confonde e sembra difficile riprendere il bandolo della matassa e imboccare una qualche strada che consenta di risalire la china.

Accade, dunque, sempre più spesso, in questi giorni, che dinanzi a eventi assai gravi maggiorenti del potere e dell’informazione si affannino a creare confusione, a cercare di appannare anche quel poco di chiaro che ancora resta nella coscienza della gente, così che anche le persone meglio intenzionate siano assalite da dubbi davvero inverosimili.

Un signore porta in piazza centinaia di migliaia di cittadini per protestare contro alcune cose obiettivamente inaccettabili – per tutte, una categoria di “lavoratori” (i parlamentari) che maturano il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo di “lavoro”, mentre si discute se i metalmeccanici devono aspettare trenta o trentacinque anni, e un popolo cui non si riconosce il diritto di esprimere un voto di preferenza per questo o quel candidato a rappresentarlo, essendo costretto dalla legge a delegare ciò a pochi capipartito – e nessuno riesce a trattare dell’oggetto del contendere, ostinandosi tutti a concentrarsi sulla opportunità o meno che i comici facciano politica, sulla eleganza o no del titolo della manifestazione (con spunti surreali quando Bruno Vespa ha detto che nel nostro Paese prima d’ora “Vaff …” in una piazza non si era mai sentito dire, dimenticando, evidentemente, che lo si sente dire un mese si e uno no nelle sedute del Parlamento, insieme a espressioni decisamente più pesanti, tipo “assassino” all’indirizzo di un ex Procuratore delle Repubblica oggi senatore), eccetera.

Così da un paio di giorni tutti discutono se sia legittimo o no che due magistrati rendano una intervista ciascuno a una trasmissione televisiva.

Questo dibattito si colora di toni terrificanti e sempre più indignati, che andrebbero bene se la domanda fosse se è legittimo o no che dei magistrati si diano allo spaccio della cocaina (dibattito quest’ultimo che, peraltro, nessuno ha neppure avviato quando si è scoperto che un senatore a vita, che continua a fare il senatore a vita, la cocaina se la faceva comprare dalla scorta, concentrandosi anche in quel caso non sul fatto in sé, ma solo ed esclusivamente sulla opportunità o meno che la notizia finisse sui giornali).

L’idea di fondo che viene utilizzata per caricare fino al paradosso l’esecrazione è che ai magistrati si addice il silenzio e che essi devono parlare solo con i loro provvedimenti.

E si tratta di affermazione, invero, del tutto condivisibile in astratto.

Si dimentica, però, che essa fa parte dell’armamentario completo di un paese civile.

In un paese civile le questioni – e anche quelle relative alla giustizia e ai tribunali – di discutono civilmente e, quindi, nessun giudice si sogna di difendersi in pubblico.
Ma per la semplice ragione che nessuno si sogna di insultarlo in pubblico.
Le sentenze si discutono, quando è il caso civilmente si criticano, alcune (non quante da noi) si possono impugnare, ma si rispettano e i giudici pure.
In un paese civile le leggi non le fanno “ad” e “contra” “personam” persone coinvolte negli interessi in gioco e in alcuni casi addirittura già condannate per atti contrari alla difesa di quegli interessi.
In un paese civile si sa (quasi) sempre chi sono le guardie e chi i ladri e le due categorie vengono trattate dai cittadini e, soprattutto, dalle istituzioni in maniera coerente con i loro ruoli.

La pretesa – che da noi è abituale – di applicare solo il lato A della civiltà, omettendo di utilizzare anche il lato B dà luogo al paradosso odierno.

Un paradosso che consiste nel fatto che ogni giornalista o anche solo aspirante tale, ogni portaborse, ogni faccendiere e ogni imputato/condannato può insultare senza limiti (e non solo può farlo in teoria, ma lo fa in pratica quotidianamente) quel paio (“paionon nel senso di “due”, ma dipochi”) di giudici che ancora si ostinano a non prendere atto del corso che sta avendo la storia repubblicana, dicendo di essi peste e corna, continuando da mesi a ipotizzare abusi da parte loro che vengono definiti come terrificanti e che, quando si chiede in cosa consistano, vengono coperti dalla opportunità di mantenere un presunto ma inesistente “segreto istruttorio”.

Un paradosso nel quale un sottosegretario può riconoscere in televisione che uno di questi giudici ostinati ha subito non una ma enne ispezioni tendenti a verificare se si stia o no comportando bene e dirsi convintoin totale assenza di qualunque contraddittorio e sottraendosi all’onere almeno di indicare le ragioni del suo dire - che non si è comportato bene.
Un paradosso nel quale tutti stanno attentissimi a ogni “mossa” anche minima, a ogni “piega del viso” delle guardie e nessuno fa un po’ di luce sul comportamento che contemporaneamente mantengono i ladri.

Un paradosso che assomiglia a un filmone di guerra nel quale l’eroe torna miracolosamente vivo dalla missione suicida e il comandante che ce lo ha mandato vince lo stupore dell’inaspettato e indesiderato ritorno mettendo il malcapitato in punizione perché è vero che ha salvato un’intera città disinnescando un’intera batteria di mine al rischio della propria vita, ma, perdinci, forse (si badi, solo forse) ha un bottone staccato nell’uniforme.

Un paradosso – e questo è l’epilogo – nel quale, quando gli insultati, derisi, vilipesi, ispezionati, isolati, minacciati, sconsigliati, dopo anni in cui vengono tenuti sotto una pressione disumana, dichiarano (con una faccia tosta davvero deplorevole!) “siamo innocenti, abbiamo fatto solo il nostro dovere”, tutti si levano in piedi e, urlando scompostamente, all’unisono dichiarano: “Eh no, i magistrati non possono parlare alla stampa”.

Che dire e che fare?

Vi diamo il nostro modestissimo contributo pubblicando qui sotto i video delle due “interviste” che sono oggetto delle specifiche polemiche di questi ultimi giorni.

Per favore, guardatele e fatevi queste domande:

1. Le cose dette da questi “sovversivi” che, secondo i migliori mètre à penser del Paese minano alle radici la credibilità delle istituzioni, sono così tanto assurde e criminali?

2. E il solo essersi permessi di dirle è così inaccettabile da parte di due persone che lavorano alle dipendenze di un datore di lavoro che non li aiuta per niente e, anzi, li tratta da nemici?
3. E non c’è qualcosa di “malato” nel continuare a pretendere un silenzio sostanzialmente autolesionista da costoro, senza adoperarsi in alcun modo perché a questo silenzio siano incoraggiati da una qualche forma di tregua da parte dei loro aggressori?
4. E si può deplorare la solidarietà che, non richiesta, viene data loro da una folla di cittadini qualunque, senza bandiere e tessere, se continua a rimanere vistosamente assente la solidarietà che dovrebbe venire loro dalle istituzioni in genere e dagli organismi rappresentativi dell’ordine professionale al quale appartengono, che anzi contribuiscono all’isolamento?
5. E secondo quale itinerario logico si afferma disinvoltamente che la solidarietà della gente questi magistrati se la sono cercata, se manca qualsiasi atto o fatto che consenta un’affermazione del genere? E che senso ha dire che a quella solidarietà non si sono sottratti? Cosa dovrebbero fare, scendere in piazza e minacciare la gente, intimandogli di andarsene a casa?

Questi quesiti sono importanti per noi che facciamo il blog non tanto perché riguardano nostri colleghi (dopo tutto, purtroppo, troppo pochi colleghi), ma perché crediamo siano importanti per tutti i cittadini di questo Paese, dato che le risposte da dare a essi definiscono lo stato in cui versa oggi quella che tanti credono sia una democrazia, ma che forse non lo è tanto.

Tutto questo non toglie ovviamente che, se il Consiglio Superiore della Magistratura troverà nelle condotte dei magistrati in questione motivi di censura, certamente li punirà e del tutto legittimamente. Nessuno pensa di creare salvacondotti in favore di questi magistrati e loro non ne chiedono e non ne vogliono: Clementina Forleo ha detto espressamente nella sua intervista non solo di non avere nulla da obiettare contro le ispezioni, ma anzi di volerne anche altre, quando gli interessi in gioco sono quelli di persone qualunque e non solo quando sono coinvolti i potenti.

Ma punire (se, allo stato per mera ipotesi, ne fosse il caso) è cosa del tutto diversa da insultare, isolare, intimidire, cacciare.

E nei paesi che della civiltà applicano sia il lato A che il lato B, finché non ci sono prove di responsabilità a loro carico e anche quando (come tanti colleghi dicono ancora oggi per giustificare la loro "neutralità") "non si sa come stanno le cose", la regola nei confronti dei magistrati è: "lasciarli lavorare". In alcuni paesi di civiltà esagerata, addirittura "aiutarli a lavorare ancora meglio".

Chissà perché non riusciamo a stupirci che da noi la presunzione di innocenza per i potenti valga anche dopo le sentenze definitive di condanna (così che in tanti media importanti, anche "di Stato", condannati eccellenti per fatti anche gravissimi o dichiarati colpevoli di reati prescritti vengono accolti con deferenza e ossequio, ironizzando sulle sentenze di condanna o "vendendo" per assoluzioni le declaratorie di prescrizione) e, invece, per i magistrati "troppo zelanti" la presunzione di innocenza non esista, così che del tutto imprecisate responsabilità di Luigi De Magistris e di Clementina Forleo vengono date per scontate da politici e giornalisti al seguito, che neppure si sforzano di indicare almeno dei fatti nei quali esse si sostanzierebbero.

Qui non è in discussione solo la possibilità di questi magistrati di fare il loro lavoro, ma la possibilità in assoluto che un tale lavoro possa essere fatto in questo Paese .
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(sul punto, illuminante l’intervista del Procuratore Aggiunto di Torino Bruno Tinti, pubblicata nel nostro blog :
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NOI STIAMO DALLA PARTE DELLA GENTE ONESTA.. CHI SI VENDE, NO
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Appello per la Giustizia - Per De Magistris
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mercoledì 19 settembre 2007

politica..? anti-politica..? Noi siamo per la POLITICA con la "P" Maiuscola

"TERZA REPUBBLICA"
Aiutiamola a nascere


Quanto sta accadendo in queste ultimissime settimane può indurre anche ad esclamare, come Andrea T-J, Meetup Firenze: <Finalmente è finita la seconda Repubblica. Stiamo scrivendo una storia nuova>..

La seconda Repubblica, in realtà, non è ancora finita (e possiamo discutere se è veramente morta la "prima"), ma possiamo veramente aiutare la nascita della "TERZA" (anche se è un parto molto sofferto, come stiamo vedendo.. )
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Voglio riprendere un passo dell'intervento di Andrea:
<E' l'ora della maturità. [..] come Italiani. Come cittadini di una comunità ampia, democratica, civile, con dei valori da trasmettere. Questo passaggio lo dovremo superare e vivere mediante la ricerca dell'unire, più che del dividere; con la voglia di confrontarsi, più che affrontarsi; con la voglia di sentire e di dire parole nuove>
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È esattemente questo lo spirito con cui vivere un'esperienza rigeneratrice come questa e lavorare tutti insieme per cercare di sanare una politica degradata dalle logiche partitocratiche e ormai marcia.. Per rinnovare la Società.. Per scacciare i veleni generati dalla corruzione della praxi partitocratica..
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Per lo meno, questo è lo spirito con cui lo sto vivendo io..
Ma mi rendo conto -ed è questa la cosa che mi dà la più grande soddisfazione- che sono in compagnia di tante, veramente tante persone... Una moltitudine di persone che spero possano diventare il catalizzatore del cambiamento, del RINNOVAMENTO, della RINASCITA.. così come Grillo è stato il catalizzatore di questo movimento di "liberazione"
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(Fabrizio Frosini)
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Gli incontri degli amici di Beppe Grillo

domenica 16 settembre 2007

MEMENTO : un monito alla cattiva politica..

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UN MONITO ALLA CATTIVA POLITICA :
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- BEPPE GRILLO E I MILIONI DI ITALIANI CHE NON ACCETTANO PIU’ DI FARE LA PARTE DELLE PECORE -
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Dal blog di Beppe Grillo : http://www.beppegrillo.it/
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<< Di carica, [..], vi è rimasta solo quella dei 101 iscritti al partito democratico. Il Papa è venuto in vostro aiuto. Ha dichiarato oggi che “lo stato vegetativo è vita”. C’è ancora speranza... Gli italiani che protestano non sono l’antipolitica, ma LA POLITICA, vogliono fare politica. Sono semmai antipolitici, contrari a questi politici. >>
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DIMOSTRAZIONE ULTERIORE CHE I NOSTRI “VECCHI POLITICI” (MA DOVE SONO I “NUOVI”?) NON SONO CAPACI DI CAPIRE CHE IL BARATRO FRA I LORO ARROGANTI COMPORTAMENTI E IL DIFFUSO SENTIRE DELLA GENTE HA ASSUNTO DIMENSIONI MOSTRUOSE.. : ecco la cronaca dello show di Beppe Grillo alla Festa dell’Unità del 15.9 a Milano..
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(Corriere della Sera, 16 settembre 2007 :)
Il comico ospite a Milano dopo la raccolta delle firme . Grillo, show anti-governo alla festa dell’Unità
Il comico attacca «Prodi-Valium» e «Baffetto-D’Alema», applausi dal popolo ds. Diverbio tra gli organizzatori e i militanti del V-day
MILANO—«Baffetto-D’Alema? Lui parla del V-day come di fascismo latente? Ma taccia, che poche settimane prima delle elezioni telefonava a quello in mutande, Fiorani, per dirgli: dai, compriamoci una banchetta, la Bnl. Lo facciamo per i lavoratori ». Giù applausi. «Prodi-Valium? Per me soffre di letargia. Ma il problema è che se lo mandiamo via viene Berlusconi-lo psiconano. Pensate che da Prodi tre anni fa sono pure andato a presentargli le richieste degli elettori per le primarie e lui, preso il libricino, ha chiuso gli occhi come se non gliene fregasse nulla. C’era anche Sircana, che per una volta non stava girando con i trans, e mi ha detto: "Non ti preoccupare, fa sempre così"». Applausi.
«Il viceministro Visco? Ha solo fatto un piccolo abuso a Pantelleria, un tunnel... Che vuoi che sia? E quando sono andato dal ministro del Lavoro Damiano a consegnargli un libro con le lettere dei precari mi ha chiesto: "Perché lo dà a me, io sono qua per caso..."». Ancora applausi.
Ma è quando Grillo nomina Fassino-il globulo — «ha un solo globulo rosso che gli dà quel colorito grigio. Una volta ha avuto un’erezione e il globulo gli è andato giù» — e il popolo del Palasharp applaude, compresi i volontari dei panini al wurstel, che la scena sembra davvero surreale. A ogni applauso, è davvero difficile credere che Beppe Grillo stia tenendo il suo show nel Palasharp di Lampugnano, sede della Festa dell’Unità di Milano.
Sul palco il simbolo nero e arancione del V-day. A pochi metri, dietro i banchi delle salamelle e della birra alla spina, le bandiere di Ulivo e Ds. Ma nessuno sembra farci caso. Il popolo di Beppe lo acclama. Lui, il comico che si è fatto istrione politico, li guida come il pifferaio magico. Così nella festa simbolo della Quercia si celebra il trionfo dell’antipolitica. Vittima numero uno: il centrosinistra. Ma i 9 mila che affollano il Palasharp approvano all’unisono il Grillo-pensiero.
Ed è delirio quando sul palco presenta otto ragazzi «meetup», responsabili della propaganda del suo sito: «Eccoli i terroristi che i commentatori dei giornali sostengono stiano per minacciarvi». Il «dopo V-day» va così. Con un Grillo soddisfatto che esordisce al grido ironico di «Italiani...» e non lo abbandona, come un mantra, fino alla fine. Un solo momento di tensione tra i "militanti" di Grillo che raccolgono le firme e l’organizzazione che non vuole i banchetti all’interno della Festa. In platea niente politici. Maurizio Migliavacca, responsabile ds Enti locali, che pure nel pomeriggio era alla Festa, è ripartito subito per Roma.
E anche quelli locali si sono tenuti lontani dal Palasharp. Tanto che il segretario milanese, Franco Mirabelli, se la ride: «Io entrare? Assolutamente no». Ma Grillo va dritto per la sua strada: «Non so neppure io cosa sia successo a Bologna. Abbiamo fatto un miracolo! Però la nostra forza dopo il V-day è non prenderci sul serio». I politici invece «non hanno capito cosa è successo e cosa gli succederà. Abbiamo fatto una cosa straordinaria che non finisce qui, anche se io non sono leader di nessuno». Ambiente, ecologia, lotta al precariato, figli di assunti in Rai ma soprattutto attacchi a giornali e tv («Sono omertosi. Il prossimo V-day per togliere loro i finanziamenti ») e ai partiti «da eliminare, la cancrena della democrazia » sono i pezzi forti di Grillo.
Compreso il Pd: «Una roba che nasce morta». E «i sindaci pezzi di merda che se la prendono con i lavavetri. Sono solo dei funzionari di partito, ecco perché i partiti devono togliersi dai coglioni». Pochissimi i politici che salva: De Gasperi, Pertini, Almirante e Blair. E tra quelli attuali solo Di Pietro, che si becca un applauso. Fischi invece per «l’incendiario» Borghezio, per «l’esagitato» Bossi, per Mastella «l’impresentabile Guardasigilli», e per De Michelis («Ve lo ricordate quando si portava all’Hotel Plaza le mignotte»)? Il Palasharp è tutto con Grillo. E quando alla fine i 9 mila si alzano in piedi per fare il simbolo della «V» e il comico, sudato e arrabbiato, grida un liberatorio «vaffanculo », allora il rito si è consumato. E la Festa dell’Unità sembra sempre più lontana. (Angela Frenda)
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A QUANDO UNA DIMOSTRAZIONE TOSCANA DEL COMUNE SENTIMENTO POPOLARE ?
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VEROSIMILMENTE PRESTO.. L’ASPETTIAMO CON ANSIA.. COME ASPETTIAMO CON ANSIA CHE LA MAGISTRATURA “BATTA UN COLPO”.. ANCHE A FIRENZE.. SUI COMPORTAMENTI DI CERTI POLITICI E DI CERTI LORO AMICI, SODALI E CLIENTES.. (altrimenti dovremo appellarci a Beppe Grillo perché dia una spintarella..)
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Ancora dal blog di Beppe Grillo : http://www.beppegrillo.it/index.html


<< E adesso? Dopo il V-day? La parola è ai cittadini. Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali. I cittadini devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli. I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi.Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo. Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche. Le liste che aderiranno ai requisiti che pubblicherò sul blog tra qualche giorno avranno la certificazione di trasparenzabeppegrillo.it”. Tra i requisiti ci saranno, ad esempio, il non essere iscritti a partiti ed essere incensurati. Le liste potranno comunque chiamarsi come gli pare ed essere autonome nella loro azione. Ci potranno anche essere più liste in una stessa città. Le liste certificate saranno pubblicizzate dal blog e messe in condizione di scambiarsi informazioni e esperienze attraverso una piattaforma comune on-line che sarà messa a disposizione, sempre attraverso il blog. Io non parteciperò a nessuna manifestazione nei prossimi mesi. Non sto promuovendo la presentazione di nessuna lista civica, né locale, né nazionale. La loro voce i partecipanti del V-day non la prestano a nessuno. Sono i megafoni di sé stessi. I cittadini che si fanno politica. Per le liste civiche rimanete sintonizzati sul blog. Stay tuned. >>
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Saluti a tutti..
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(Fabrizio Frosini)
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Gli incontri degli amici di Beppe Grillo

giovedì 14 giugno 2007

dalle intercettazioni telefoniche del caso Unipol-BNL e Antonveneta

QUANTE LEZIONI POSSONO – E DOVREBBERO – ESSERE TRATTE DAGLI AVVENIMENTI DI QUESTI GIORNI...
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Per una di queste lezioni occorre ringraziare di cuore Consorte e Fassino:
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Consorte: “Non c’è nessuno che fa niente per niente Piero a ‘sto mondo. Siamo rimasti in pochi secondo me
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Questo l’illuminante e scellerato commento del “signor” Consorte, immortalato per i posteri nella registrazione della conversazione telefonica che segue a piè di pagina – conversazione che sarà anche priva di ricadute penali, come tutti affermano, ma che ha almeno il merito di evocare la più profonda reazione di disgusto degli onesti..
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C’è infatti chi ricorderà quanto ebbe ad affermare Piero Fassino ai segretari di sezione, riuniti in vista dello scioglimento dei DS e dell’inizio dell’avventura della “cosa” PD : «Voi siete la dimostrazione di cos’è la politica quando è fondata sulla passione, la generosità, l’impegno. [..] Berlusconi vuol farci sentire uguali a loro mentre noi siamo diversi perché abbiamo un fine che loro non hanno, quello di superare le ingiustizie e le diseguaglianze». Concludendo poi, in tono “profetico”, rifacendosi proprio alla parola d’ordine di quell’assemblea (“Domani è un altro giorno”) : «quel giorno non è così lontano, l’alba si avvicina».
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Ma quanto avrebbe portato con se l’alba, il profeta Fassino non lo immaginava : l’alba ha disvelato infatti ciò che può essere descritto con le parole chiare e nette del direttore di Repubblica Ezio Mauro : «il legame contro natura tra Unipol e i furbetti del quartierino, la complicità tra Consorte e Fiorani, i metodi disinvolti e illegali usati per arricchimenti personali (...) le alleanze, l'illegalità, la contiguità con un mondo che con la sinistra non c'entra nulla» .
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Giovanni De Luna, su La Stampa (13.6), riassume tutto quanto sopra con queste parole : «Convulsioni di un mondo che appare incapace di autoriformarsi, devastato dall’impatto con una gestione del potere affrontata con eccessiva «voracità», in una dimensione esistenziale attraversata più dal compiacimento che dalla consapevolezza».
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O, in modo molto più diretto, con Gianpaolo Pansa (L’Espresso, 1.6): «Non è una novità che il ceto dirigente dell'Unione sia fatto di politici con due vizi mortuari: l'impotenza e l'arroganza. Esistono delle eccezioni, naturalmente. Ma il nocciolo duro delle dieci sinistre italiane più i loro alleati centristi è quella roba lì. E quella 'roba' gli elettori del Nord l'hanno rifiutata. [..] Chi gira l'Italia ha imparato a conoscerli bene i compagnucci del quartierino unionista. Spesso sono tanto ottusi da suscitare pena, prima ancora che avversione. Con chi non sta ai loro ordini, i compagnucci sono dei formidabili sepolcri imbiancati. Ti sorridono, fanno i complimentosi, giurano che sono d'accordo con te. Poi, appena giri le spalle, cercano di fregarti. Convinti che tu non conti un fico secco rispetto a chi, come loro, può vantare un piccolo potere. [..] Democratici a parole, autoritari di fatto».
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Ringrazio Pansa, De Luna, Mauro ed anche Fassino e Consorte, per aiutarmi con le loro parole ad illustrare questo Blog.. (F. Frosini)

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Dal Corriere della Sera , 12 giugno 2007

Fassino a Consorte: «Visto che casino? Mi attaccano tutti i giorni» «Quelli del Sole sono dei veri figli di p...» «Ho fatto una bella telefonata a Montezemolo. Gli ho detto ora basta, se volete la guerra l'avrete»
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Consorte: Pronto?
Fassino: Piero.
Consorte: Oh ciao Piero.
Fassino: E allora?
Consorte: Eh stiamo lavorando per chiudere.
Fassino: Ah, come sta andando?
Consorte: Siamo in 40 qua, cazzo, mi tocca rispondere a 40 quesiti contemporaneamente, io sono solo, un bel casino. Comunque no, secondo me siamo proprio in dirittura d’arrivo. Domani mattina...
Fassino: Domani mattina chiudete?
Consorte: Sì, sì, sì. Domani mattina tra le sette e mezza e le nove.
Fassino: Prima che apra la Borsa...
Consorte: Prima che apra la Borsa. Dovremmo chiudere, dovremmo avere già in mano il 51,8.
Fassino: Bene.
Consorte: Quindi poi appena fatto questo (...) l’iter, io li sto denunciando tutti.
Fassino: Hai visto che attacco furibondo che stan facendo a me, giorno dopo giorno? Guarda è una cosa...
Consorte: Sì, infatti, una cosa incredibile...
Fassino: Oggi ho fatto una telefonata di fuoco a Montezemolo su questo. Gli ho detto «Adesso basta, adesso basta. Volete la guerra l’avrete, dico...».
Consorte: (...) Perché hanno perso...
Fassino: È perché abbiamo messo le mani nel loro mercato.
Consorte: Domani verrà fuori una cosa, adesso te la dico con grande chiarezza, alla quale nessuno di loro ha pensato.
Fassino: E cioè?
Consorte: Noi domani usciremo che le azioni degli immobiliaristi le comprano tre banche mondiali...
(Fassino ride)
Consorte: ... Che sono la Nomura, la Nomura...
Fassino: Mmm.
Consorte: ... La Deutsche Bank...
Fassino: Ahhh.
Consorte: ... E il Credit Suisse.
Fassino: Quindi non le comprate voi. Consorte: No, le comprano quattro banche italiane.
Fassino: Sì...
Consorte: Quattro cooperative.
Fassino: Sì.
Consorte: E Hopa.
Fassino: Ma comunque fate una società.
Consorte: No, no, no. Loro comprano il 27,2 per cento.
Fassino: Mmm.
Consorte: E si tengono le azioni.
Fassino: Sì, ma...
Consorte: Io lancio l’Opa.
Fassino: Mmm. E le prendi da loro.
Consorte: No, se mi arrivano le azioni dal mercato loro rimangono alleati nostri industriali. Noi arriviamo al 51 e loro detengono il 36.
Fassino: Unipol comunque il 51 ce l’ha.
Consorte: Se non mi arriva dal mercato loro mi hanno già rilasciato, e domani lo comunichiamo al mercato, una call (strumento derivato che consente all'acquirente di riscattare i titoli di una determinata società a prezzo prefissato, ndr) per cui ho il diritto in qualunque momento di comprare tutte le loro azioni.
Fassino: Beh è straordinario.
Consorte: Domani saranno esterrefatti. Oggi quando gli ho detto, ai nostri amici cooperatori, quello che mi sono inventato ti giuro mi hanno fatto l’applauso.
Fassino: Comunque la banca ce l’avremo saldamente in mano.
Consorte: Saldamente in mano. Ma questo non se lo aspetta nessuno perché...
Fassino: Bene bene.
Consorte: ... Perché vedete... qui il nazionalismo mica il nazionalismo la Banca d’Italia. Noi abbiamo fatto le alleanze con tre banche che diventano socie nostre in Bnl con quattro banche italiane, quindi abbiamo difeso l’Europa, c’abbiamo una banca svizzera una tedesca una giapponese, cazzo più di così sarà difficile no?
Fassino: Bene bene.
Consorte: Quattro banche italiane. C’abbiamo quattro cooperative che, oltre a tutto il resto, sono entrate direttamente.
Fassino: Chi sono, chi sono le quattro?
Consorte: Coop Liguria, Nuova Coop, Gillone mi ha dato una grossa mano a Torino, Coop Estense Modena e Coop Adriatica Bologna.
Fassino: Stefanini?
Consorte: Stefanini, esatto.
Fassino: Bene bene.
Consorte: E quindi domani quando verrà fuori questo non c’è nessuno che neanche ci si è avvicinato a pensare una cosa del genere.
Fassino: Bene, bene, bene, bene Giovanni.
Consorte: Abbiamo messo fuori tutti gli immobiliaristi Piero.
Fassino: Ehhh.
Consorte: Completamente.
Fassino: Guarda io sono proprio incazzato perché anche oggi Il Sole 24 Ore una pagina intera... Sono dei veri figli di puttana.
Consorte: No guarda, sono dei figli di puttana perché le hanno provate tutte, a denigrarci eccetera. Adesso quando è finito... Io da domani posso parlare.
Fassino: E bisognerà anche spiegare che tu hai preso una banca che è un colabrodo (...) come l’ha gestita quel deficiente.
Consorte: Adesso guarda, piano piano, ma con un po’ più di classe, in realtà non ci vuole molto ad avere un po’ più di classe di ‘sti beceri, noi piano piano diremo tutto. Abbiamo fatto un progetto industriale della Madonna.
Fassino: Mmm.
Consorte: Che noi possiamo fare perché abbiamo 6 milioni e 300mila clienti qui, i baschi no, i baschi volevano svendere Bnl, lo diremo. Nel senso che la testa pensante è a Madrid e Bnl diventava solo una succursale e una rete.
Fassino: Infatti.
Consorte: Invece noi vogliamo farla diventare tra le prime tre banche italiane.
Fassino: Bene.
Consorte: Quindi...
Fassino: Senti invece, questa storia che ho letto sui giornali... Gavio... ci sono dentro?
Consorte: Gavio entra con uno 0,5, Marcellino Gavio.
Fassino: Insieme a Bonsignore...
Consorte: No Bonsignore esce.
Fassino: Esce? Come mai lui entra?
Consorte: Gavio entra perché ha capito che l’aria cambia e siccome lui ha Impregilo vuole lavorare con le cooperative.
Fassino: Capito.
Consorte: Non c’è nessuno che fa niente per niente Piero a ‘sto mondo. Siamo rimasti in pochi secondo me.
Fassino: Chiaro chiaro. Va bene.
Consorte. Però adesso lavoreremo tutta la notte perché praticamente quello che deve avvenire è che tutte queste operazioni Piero siano baciate domani, capito?
Fassino: Sì, che nessuno poi faccia... Che non si apra un contenzioso.
Consorte: No, soprattutto noi dobbiamo avere il 51,8 domani.
Fassino: Domani, perfetto.
Consorte: E poi lo dichiariamo.
Fassino: Va bene.
Consorte: Ciao Piero.
Fassino: Chiamami domani.
Consorte: Sì. Senz’altro.
Fassino: Ciao, auguri. Saluta Sacchetti.