mercoledì 25 aprile 2007

per permettere di capire.. a chi abbia voglia di capire..

A seguito della mia decisa azione in Consiglio Regionale, concretizzatasi grazie a Margherita, SdI e UDC in una Mozione BIPARTISAN votata addirittura dai DS, fu possibile, nel Marzo 2006, far recedere la direzione generale della Asl11 dalla rigida posizione assunta 1 anno prima, con il tentativo di costringere Ecomedica a realizzare la Radioterapia, ma solo per AFFITTARE tale "ramo d'azienda" alla Asl medesima.
Fu solo così che nell'Aprile 2006 Ecomedica potette firmare con la Asl11 -che accettava la convenzione con il Servizio Sanitario Regionale- l'accordo per la Radioterapia (non ottimale, certo, in particolare per i malati, ma che comunque rappresenta una base valida, a cui però occorrerà aggiungere l'accettazione della Asl all'installazione di un secondo acceleratore lineare, in modo da trattare nella Radioterapia di Empoli un numero di malati/anno adeguato alle oggettive necessità dei malati oncologici) :
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REGIONE TOSCANA, CONSIGLIO REGIONALE
MOZIONE n. 182 approvata nella seduta del 15 marzo 2006.
OGGETTO: Sulle carenze dell’attività di radioterapia nell’Area vasta Toscana centro.
Il Consiglio regionale
Richiamate le carenze del servizio di radioterapia nell’Area vasta Toscana centro;
preso atto che con la delibera della Giunta regionale n. 885 del 5 agosto 2002 “Programma di riorganizzazione e potenziamento dei servizi di radioterapia dell’Area vasta centro Toscana. Recepimento intesa delle aziende sanitarie di area vasta” era stato recepito l’accordo di Area vasta centro Toscana tra le Aziende sanitarie UUSSLL n. 3 di Pistoia, n. 4 di Prato, n. 10 di Firenze, n. 11 di Empoli e l’Azienda ospedaliera di Careggi avente pari oggetto della delibera, che quantificava l’attuale capacità di erogazione di prestazioni di radioterapia nell’Area vasta fiorentina - a fronte di una domanda potenziale rappresentata da circa 5.800 casi/anno – in circa 3.000 casi/anno da parte della rete pubblica e in circa 500 casi/anno da parte di erogatori privati convenzionati, e di conseguenza assolutamente insufficiente a soddisfare tutte le richieste;
Considerato che nell’ accordo prima citato venivano assunte precise determinazioni relativamente al
potenziamento della rete di erogazione – “si costituiranno tre nuovi centri di erogazione dotati di acceleratori lineari” -, alla dislocazione dei nuovi centri di erogazione – “i tre nuovi centri saranno collocati a Firenze, Prato e Empoli”-, alla modalità di costituzione dei nuovi centri – “Le aziende dell’area vasta nel realizzare i nuovi centri valuteranno tutte le forme di gestione possibili: diretta, mista con soggetti privati e attraverso strutture accreditate o da accreditare. Si darà particolare attenzione a quelle che consentiranno una più rapida realizzazione” -, ai tempi di realizzazione – “Entro il 15 settembre 2003 le aziende presso le quali dovranno essere costituiti i nuovi centri espleteranno l’analisi delle possibilità e proporranno i piani di realizzazione”; Considerato che, nonostante fossero stati annunciati come definiti già quasi tre anni fa, i previsti accordi con le due strutture private di Prato e di Empoli sono comunque ancora, incomprensibilmente, da sottoscrivere; Tenuto conto altresì che l’Associazione italiana di radioterapia oncologica, con propria nota del 29 ottobre 2004 inviata all’assessore al Diritto alla salute, affermava che “lo scarso ricorso alla radioterapia viene interpretato come carenza di offerta; si osserva infatti un rapporto trattati/incidenti particolarmente basso nelle sedi sprovviste di Centri radioterapici (...). Il numero di pazienti con tumore maligno trattati con radioterapia costituisce il 32 per cento dei casi incidenti quali risultano dai dati del registro tumori toscano. Il dato appare notevolmente più basso di quello raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) (50 per cento) e di quello rilevato in altri paesi occidentali come la Svezia e l’Olanda (47 per cento) o l’Australia (45 per cento). (…) E’ da sottolineare una notevole e
preoccupante disparità sul territorio regionale di ricorso alla radioterapia, che va da un minimo vicino al 20 per cento (residenti della zona di Empoli) ad un massimo superiore al 40 per cento (residenti nell’area di Arezzo)”; Constatata pertanto la crescente necessità di un servizio più ampio e in grado di dare risposte tempestive alla domanda, domanda che risulta essere in costante aumento, e che in attesa del trattamento radioterapico restano, anche per settimane, circa duemila persone ammalate di tumore;
Considerato infine che il programma di riorganizzazione e potenziamento dei servizi di radioterapia nell’Area
vasta fiorentina è ancora quasi del tutto non attuato e che non risulta ancora sottoscritto alcun atto da parte delle aziende sanitarie interessate, né tanto meno esistono delibere per l’assegnazione dei lavori o capitolati di alcun genere;
impegna la Giunta regionale
A seguire con maggiore efficacia il programma relativo alla riorganizzazione e al potenziamento dei servizi
radioterapici nell’Area vasta Toscana centro e ad assicurare tempi certi per le sua realizzazione;
A produrre, nella fase di transizione prima dell’entrata in funzione dei nuovi acceleratori, tutte le iniziative e gli investimenti al fine di utilizzare nella misura massima gli apparecchi delle strutture già presenti sul territorio.

La presente mozione è pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana
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Grazie all'accordo, Ecomedica poteva riprendere fiducia negli investimenti fatti : non solo in apparecchiature, ma anche nell'immobile detto "EX-ANFOR" (vicenda descritta in altre parti del blog ; a tale proposito, qui di seguito riporto la prima pagina del preliminare di vendita datato 17.07.2002, fra Direzione Generale Asl11 e Eustachio Borgonovo Srl -che aveva in progetto la costruzione di 4 palazzi di abitazione nell'area originariamente finalizzata a realizzazioni direzionali/sanitarie : attendo ancora la risposta al perché di tale scelta della direzione generale della Asl11 e alla successiva e prontissima autorizzazione da parte del comune di Empoli...)

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Ma a tale risultato si arrivò, appunto, dopo un anno di ulteriore attesa e sofferenza... Un anno segnato da tante vicende (anche molto sporche -ma questa sembra una costante della storia, alla luce anche di quanto accaduto nel 2006 e in questo scorcio di 2007..) ; nel Marzo 2005, tornai a segnalare gli accadimenti non solo ai massimi responsabili regionali, ma anche al Presidente Ciampi :

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Empoli, 15 Marzo 2005
Raccomandata AR

Al Signor Presidente della Repubblica Italiana
Dott. Azeglio Ciampi
Palazzo del Quirinale – Roma

E per doverosa conoscenza, ai Signori :

Sig. Claudio Martini
Presidente della Regione Toscana

Dott. Gian Valerio Lombardi
Prefetto di Firenze


Signor Presidente,


Questa è la seconda volta che mi permetto di recarLe disturbo. Benché la prima delle mie lettere –tre anni fa, ebbe ad arenarsi nella Segreteria del Quirinale, ritengo di dovermi comunque scusare con Lei per questa riproposizione ed assicurarLe che non ve ne sarà una terza.

Allegato alla presente (All. 1) è la pagina iniziale di una lettera –che evito di riproporre nella sua interezza, indirizzata nel gennaio 2004 al Sig. Assessore al Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà della Regione Toscana, Dott. Enrico Rossi, e per conoscenza al Prefetto di Firenze, Dott. Gian Valerio Lombardi (potrà essere il Sig. Prefetto a trasmettere, eventualmente, quanto in riferimento).

Nel settembre scorso ho dovuto scrivere altre lettere (quella in All. 2 è indirizzata al Direttore Generale del Dipartimento al Diritto alla Salute della Regione Toscana), sempre per denunciare quanto, da anni, non solo chi si raccoglie nella Società Ecomedica, ma tantissime persone –e fra queste anche malati di cancro, sono costretti a subire a seguito di un comportamento (nel migliore dei casi, almeno) ideologico della Regione Toscana (nei suoi vari “strumenti organizzativi” o “programmatori” che siano).

Nonostante tante dichiarazioni –anche pubbliche e “garanzie”, niente è mutato.

È per il protrarsi di tale comportamento che sono a scriverle ancora, Signor Presidente, come appena anticipato via e-mail al Signor Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana, al Direttore Generale del Dipartimento al Diritto alla Salute della Regione, al Sindaco di Empoli e alla Direzione dell’Azienda Usl locale (All. 3).

Il senso di tutto ciò è appunto quello di rendere nota la mia personale decisione di non accettare l’insolenza e l’arroganza di un “potere” che ha perso non solo il senso della misura ma, in un processo di degenerazione da autoreferenzialità, ha addirittura smarrito il significato vero di “Interesse Pubblico”.

Come Cittadino, come Medico, come Imprenditore non ho la minima intenzione di abdicare a Diritti garantiti dalla Costituzione, pertanto non posso far altro che continuare ad esercitare fino alle estreme conseguenze quella coerenza di comportamento alla quale mi sono sempre attenuto –nel bene e nel male.

Quello che ho infatti sperimentato nel corso di questi anni, Signor Presidente, configura una realtà che –a mio vedere, ha penalizzato un gran numero di cittadini e negato loro, nella sostanza, diritti costituzionalmente rilevanti. Senza considerare l’aggravante che si è trattato, con una certa frequenza, di persone malate, anche gravemente (se poi la coscienza recalcitra, la si imbonisce con “impegni e promesse” alle varie manifestazioni pubbliche, del tipo settimana della “prevenzione oncologica”).

Ho usato un tempo passato. In realtà l’azione perversa continua nel presente e continuerà anche nel futuro, a meno che un minimo di Razionalità venga imposto.

È per questa ragione, profondamente e radicalmente presente nella mia concezione dei diritti che –in un Paese Civile, occorre sforzarsi di garantire ad un qualsiasi cittadino, che ho deciso di mettere me stesso sul piatto della bilancia.

Ritengo infatti, da laico convinto del suo ruolo nella società, che una vita possa e debba essere spesa, se la gravità della situazione e la necessità di assicurare il “bene comune” lo richieda.

Sono ben cosciente di quanto sto scrivendo. Posso anzi garantirLe di non stare assolutamente attraversando un momento di depressione –come sicuramente qualcuno sarà pronto a dire. Certo è che sono stanco, terribilmente stanco di subire e basta. Stanco di toccare con mano quale genere di sensibilità mostri questa Classe Dirigente, tanto pronta a garantire i cittadini e a soddisfarne i bisogni –a parole.

È del resto dal 1990 che questa grottesca, allucinante storia perdura.

All’inizio si è trattato della sostanziale nascita del Centro diagnostico, con la richiesta di installare un’apparecchiatura di Risonanza Magnetica ed una TAC.

Partiti nel 1990 riuscimmo ad avere il giusto riconoscimento dei nostri diritti solo nel 1996 (All. 4 : “Memoria del Prof. Guarino per il ricorso al Consiglio di Stato”). Peccato che una delibera dello stesso anno (mese di agosto) dell’allora Assessore alla Sanità, ci costrinse a rimanere in un’area di criticità, venendo ad assumere veste normativa il noto motto napoletano “chi ha avuto, ha avuto.. chi ha dato, ha dato”. Ovverosia: alle strutture private convenzionate veniva riconosciuto, per l’anno in corso ed i successivi, il “tetto di attività” raggiunto nel 1995… Non accuso qui nessuno, Signor Presidente, ma la mia famiglia non potrà mai scordare che l’ictus emorragico che colpì mio padre la notte del 1 settembre ’96 ebbe sicuramente una concausa nello stato di grande preoccupazione che quella delibera innescò… –consideri, oltretutto, che quale ulteriore regalo hanno trovato il modo di azzerare la convenzione che l’Istituto Ecomedica aveva per fisiokinesiterapia e riabilitazione, impedendoci l’accesso anche all’accreditamento istituzionale (pur disponendo l’Istituto dei requisiti previsti) adducendo appunto il fatto che l’Azienda Usl11non vuole convenzioni con privati…

Nel 1992 si colloca invece l’inizio della strabiliante (in negativo) parabola della vicenda PET (acronimo per “Tomografia ad emissione di Positroni”), per la quale mi limito a proporre qui due allegati (All. 5 a, b), tanto per documentarne la prima fase, visto che la vicenda ha ancora da concludersi.

Successivamente si passa alla Radioterapia, circa otto anni fa, ma con l’incredibile sviluppo recente: in particolare dal luglio 2002 ad oggi. Il 4.7.02 , infatti, presso il Comune di Empoli, alla presenza del Sindaco, l’Assessore alla Sanità della Regione Toscana chiede ufficialmente all’Istituto Ecomedica di realizzare entro 12 mesi un Centro di Radioterapia che possa aiutare a ridurre l’attesa di qualche migliaio di malati di cancro (2400 nella sola area Firenze/Prato/Empoli ; da qui la Delibera di Giunta 885/5.8.02).

Nel frattempo, a sottolineare l’irrazionalità del “Sistema” e l’assoluta arbitrarietà delle decisioni –spesso, apparentemente?, contraddittorie, che vengono assunte nei vari “snodi” del medesimo sistema (ma sarebbe più opportuno definirlo “nodo gordiano”), abbiamo dovuto subire di tutto da: burocrati, amministratori pubblici, medici/direttori di dpt. universitari/coordinatori.. Finché sono stato spinto oltre il limite di sopportazione.

Anche proponendo un appello che in neppure un mese ha raccolto –senza pubblicità, senza neppure un tavolino, solo sottoponendolo ad amici, conoscenti, utenti dell’Istituto ed in più addirittura in mia assenza per la metà del tempo, circa 2700 firme: tutte autentiche, posso assicurarlo (All. 6).

Perché, Signor Presidente, ho paura ci sia qualcosa di malato in questa Società, dove si fanno marce per la pace nel mondo e, nello stesso identico momento, da parte di “chi gestisce l’amministrazione pubblica” si impedisce di realizzare opere necessarie per curare i malati… L’unico sollievo –pur parziale, è che i cittadini sanno rendersene conto, quando viene loro illustrato il problema…

Sollievo parziale, non può che esserlo, visto che non si dovrebbe assistere all’umiliazione delle Istituzioni e delle Amministrazioni pubbliche.

Eppure è questo che si vede in continuazione –e che mi offende profondamente come Cittadino. Mi offende e mi induce a chiedermi se non sia il caso di andarmene da questo Paese. Tanto più che le vicende qui illustrate sono riuscite a disgustarmi al punto da non avere più grande voglia di fare il medico o l’imprenditore…

Signor Presidente, so di ripetermi, ma mi creda: non pensavo proprio che dovessi arrivare a scrivere –e fare, tutto questo. Ma ho sempre, nella mente, quei versi di Emily Dickinson: “We never know how high we are / Till we are asked to rise”.

Dovremmo tutti aver presente quanto l’acquisizione della posizione eretta abbia rappresentato un capitolo fondamentale dell’evoluzione umana : chi preferisse un Uomo in ginocchio –questi sì, non dovrebbe meritare considerazione.

Io, comunque, non accetterò mai di inchinarmi all’arbitrio e alla sopraffazione. Meglio morto che in ginocchio.

Ed è questo che avverrà entro il mese di Aprile, se la Regione Toscana non avrà permesso all’Istituto Ecomedica di realizzare un Centro di Radioterapia per servire almeno 900 malati di cancro all’anno, installando anche –come chiedo da ben 13 anni, l’apparecchiatura CT-PET (vale a dire la più avanzata diagnostica per immagini nel settore oncologico, che rappresenta l’unione, in un’unica strumentazione, di una PET e di una TAC di avanzate prestazioni), da me ordinata da ben tre anni (All. 7 : articolo stampa). Il binomio CT-PET / Radioterapia è del resto ciò che la Medicina richiede per combattere in modo migliore questa malattia. Perché in ballo ci sono vite umane, non solo questioni economiche.

Ecco allora la mia semplice richiesta, Signor Presidente.

Non avendo più fiducia in un “sistema” che garantisce solo se stesso e del quale anche le persone più volenterose non riescono a venire a capo, la Sua Persona è il richiamo naturale di ogni cittadino che veramente abbia a cuore le Istituzioni e la Democrazia nel nostro Paese. Lei è una sorta di “catalizzatore” del processo democratico.

Se la Regione Toscana, come auspico, pur nel mio scetticismo, non sarà riuscita entro Aprile a risolvere positivamente e definitivamente –ritrovando finalmente Dignità e Coraggio, la ultradecennale questione, dovrà essere il Parlamento ad interessarsene

Alla Sua Persona, assolutamente Super Partes, sono pertanto a chiedere di garantire, con un Suo alto richiamo al Parlamento, nella persona delle due più alte Cariche Istituzionali dopo di Lei, che la Commissione Parlamentare che si occupa di Sanità apra una inchiesta approfondita e rigorosa circa quanto ho denunciato.

Quello che voglio, Signor Presidente, è che questo Paese diventi migliore.

Per questo fine sono disposto a dare la vita.
Ed è esattamente quello che farò, Signor Presidente, se entro il mese di Aprile non sarà risolta positivamente la vicenda che sta travagliando non solo me e la mia famiglia, ma tante, tante altre persone.

Ne siano ben coscienti Coloro i quali possono modificare il corso degli eventi. Coloro i quali, addirittura –ma questo non fa altro che sottolinearne i limiti caratteriali e culturali, hanno ultimamente ritenuto che una soluzione accettabile potesse essere quella di emarginarmi, cercando un “referente societario” più propenso del sottoscritto ad accettare soluzioni “ibride”, dalla ridotta incisività sociale (ed etica). In ciò, cercando addirittura di far germogliare i semi dell’inimicizia, per dividere il fronte compatto degli amministratori e soci Ecomedica : persone, Amici, che da sempre hanno condiviso quanto qui illustrato –tentativo peraltro infruttuoso, almeno fino ad oggi, perché rifiutato da tutte le parti in causa.

Non mi è semplice scrivere queste cose. Mi creda –e mi scusi per averLe evocato una certo non piacevole emozione. Le posso garantire che l’augurio che io stesso mi faccio è proprio quello che non vi sia bisogno di dare dimostrazione della mia coerenza, sperando che tutto trovi in pochi giorni uno sbocco “naturalmente positivo”. Ma ho una volontà tale da permettermi di dimostrare agli scettici che Fabrizio Frosini è diverso dai tanti che solo a parole stanno dalla parte della gente comune…

Andando a terminare, debbo doverosamente ed onestamente precisarLe che, in caso questa lettera non dovesse superare il filtro della Segreteria del Quirinale, cercherò di consegnarla direttamente a Lei, dopo averne reso pubblico gran parte del contenuto, recandomi a Roma a piedi –pellegrino laico, entro la seconda metà di Aprile. Copie della presente saranno allora recapitate alle altre Istituzioni dello Stato.


RingraziandoLa, Le formulo i più sinceri e rispettosi saluti.


(Fabrizio Frosini)



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ALLEGATI :


All. 1 pagina iniziale della lettera indirizzata al Dott. Enrico Rossi , Assessore al
Diritto alla Salute, Rg. Toscana, e al Dott. Gian Valerio Lombardi, Prefetto di
Firenze, nel gennaio 2004.

All. 2 lettera del settembre 2004 al Dott. Ancona, Direttore Generale del Dpt. Diritto
alla Salute e Politiche di Solidarietà, Rg. Toscana.

All. 3 lettera del 15.3.05 indirizzata a: Signor Assessore al Diritto alla Salute della
Rg. Toscana, al Direttore Generale del Dpt. Diritto alla Salute della Regione, al
Sindaco di Empoli, all’On.le Alberto Fluvi e alla Direzione dell’Azienda Usl11.

All. 4 Memoria del Prof. Guarino per il ricorso al Consiglio di Stato (02/’96).

All. 5 (a) lettera del Ministero della Sanità, Dir. Gen. Ospedali-Div.II^, indirizzata all’
Assessorato Regionale alla Sanità della Rg. Toscana, per trasmissione della
richiesta di installazione di apparecchiatura PET presentata da Ecomedica [ “per
tutti gli adempimenti di competenza e per l’eventuale inoltro agli Istituti
Tecnici..”] (data: 8.1.1993).

All. 5 (b) lettera dell’Assessore alla Sanità della Rg. Toscana (Giovanni Fratini) a
Ecomedica e (p.c.) Ministero Sanità (in merito alla richiesta di installazione di
apparecchiatura PET), datata 1.3.1993 .

All. 6 firme di cittadini a calce del mio “appello” del settembre 2004.

All. 7 copia articolo apparso su Il Tirreno, cronaca di Empoli, 6.4.2002.





(N.B.: non si ritiene di unire gli allegati alle lettere indirizzate, per doverosa conoscenza, al Signor Presidente della Regione Toscana e al Signor Prefetto di Firenze, essendo Loro già nota la vicenda descritta. In relazione alla PET, pur non avendo mai parlato direttamente con il Presidente Martini negli anni in cui il medesimo è stato Assessore alla Sanità, ho avuto modo di discutere ampiamente ed in molte occasioni della specifica questione con il Suo Segretario, Signor Cirri).


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Empoli, 22 Marzo 2005

Pur avendo scritto la presente lettera in data 15 marzo, a seguito di una pronta telefonata* del Sindaco di Empoli ad un Consigliere della Società Ecomedica, con la quale veniva annunciata una avvenuta sollecitazione alla Direzione della Asl11 e all’Assessore Regionale per una pronta ed efficace risoluzione della questione “Radioterapia” (cfr. lettera in All. 2 , inviata per e-mail il medesimo 15 marzo –*precedente alla telefonata) , ritenni corretto attenderne l’esito, prima di decidere se inviarla o meno.

Il semplice fatto che l’abbia spedita sta a dimostrare che tale risoluzione (pronta ed efficace) non c’è stata, né percepisco la volontà di tutti i soggetti in campo di dare una soluzione logica alla complessiva vicenda, che esplicito nuovamente qui –per chiarezza :

1. Ecomedica chiede da anni di realizzare un Centro di Radioterapia che possa rispondere alle necessità di cura di almeno 900 malati di cancro ;
2. la Regione Toscana ha esplicitamente chiesto ad Ecomedica (4.7.2002) di realizzare nel tempo più breve possibile un Servizio di Radioterapia ;
3. per tale ragione Ecomedica si è impegnata sia nel reperire l’area (una ulteriore vicenda, questa, che meriterebbe approfondimento in merito al comportamento della Direzione Generale della Asl11) e predisporre i lavori necessari, sia a ordinare due acceleratori lineari e quant’altro occorrente per un moderno centro radioterapico (anche se, ad oggi, ha dovuto telefonare ben due volte negli Stati Uniti per spostare nel tempo la messa in produzione degli acceleratori lineari) ;
4. nella radioterapia moderna ha assunto un ruolo di primo piano un’apparecchiatura (PET-TAC) che consente una più corretta definizione del volume bersaglio (= massa tumorale effettiva) da irradiare, migliorando sensibilmente le probabilità di successo della terapia stessa;
5. l’apparecchiatura PET-TAC è stata da noi ordinata da tempo, dopo che Ecomedica ha addirittura chiesto fin dal 1992 l’autorizzazione ad installare una PET;
6. nonostante la lettera indirizzataci, in data 1.3.1993, dall’Assessorato alla Sanità della Rg. Toscana, Ecomedica non è mai stata messa in condizioni di svilupparsi, impedendo pertanto agli stessi malati di ricevere cure adeguate ;

Ciò che chiedo, pertanto, è che si metta fine ad una ultradecennale discriminazione nei confronti della Società Ecomedica, permettendole di realizzare –nell’interesse stesso dei malati, quel Centro di Radioterapia per almeno 900 malati di cancro, munito altresì di apparecchiatura TAC-PET e di quant’altro oggi fondamentale per migliorare le probabilità di guarigione dei malati o comunque di prolungarne la sopravvivenza e migliorarne la qualità della vita.

Non credo ci sia alcuno che possa negare il fatto che questa richiesta va esattamente a sposare l’interesse della Società Civile e della Buona Amministrazione Pubblica.

Per ottenere questo, sono pronto a concretizzare (mio malgrado) quanto dichiarato nella lettera che Vi invio, redatta la notte del 15 Marzo c.m. .

Preciso che questo avverrà se entro il mese di Aprile 2005 non sarà stata totalmente recepita e garantita dai più alti livelli decisionali la mia richiesta (sostenuta per ora da circa 2700 persone, ma che –ne sono sicuro, verrà sostenuta dall’intera collettività, nel momento in cui la vicenda dovesse diventare completamente di dominio pubblico).

Cordiali saluti
Fabrizio Frosini

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ed ecco alcuni documenti in proposito :

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In cronaca di Empoli, su Il Tirreno e su La Nazione, viene data la notizia dell'ACCORDO per la realizzazione della Radioterapia da parte di Ecomedica (convenzione con il servizio sanitario regionale) "siglato" fra Regione Toscana ed Istituto Ecomedica nel Novembre 2004 (ma dalla Regione messo "da parte" pochi mesi dopo, dietro l'offensiva di Asl e di ambienti universitari, e grazie all'aiuto interessato di certi soci Ecomedica che cedettero alle pressioni e alle lusinghe del "potere politico", accoltellando così alla schiena non solo la loro stessa Società, ma anche i malati di cancro che si erano finalmente illusi in una pronta realizzazione di un servizio così importante per aumentare le loro probabilità di guarigione -di sopravvivenza..)




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A quell'accordo, come riportato ad esempio in cronaca locale nel Settembre 2004, si era arrivati dopo una battaglia "di civiltà", contro una volontà negativa dimostrata ripetutamente, negli anni, dalla direzione generale della Asl11.

Proprio nell'Ottobre 2004 raccogliemmo le 2725 firme (in calce all'APPELLO riportato in altra parte di questo blog) :


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le testimonianze circa l'ostilità della direzione generale della Als11 sono del resto molteplici e più volte, nel corso degli anni, ho dovuto segnalarle all'Assessore alla Salute della Regione Toscana, Enrico Rossi (cfr. questa lettera dell'Aprile 2003) :



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ed ecco un esempio degli atteggiamenti contraddittori all'interno della direzione Asl medesima: in questo documento, il direttore sanitario afferma che il numero di pazienti oncologici da trattare annualmente nel territorio della Asl11 è ben più elevato rispetto alla limitazione irrazionalmente impostaci di 450 malati/anno (dando quindi ragione a quanto da anni affermo, basandomi proprio sui dati della medesima Regione Toscana, della necessità di installare 2 acceleratori lineari, per poter trattare almeno 800-900 malati/anno, invece di 450..) :



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Il 18.6.2002 avevo però dovuto scrivere all'allora Sindaco di Empoli, Vittorio Bugli, oggi consigliere regionale, per stigmatizzare il comportamento del Direttore Generale dell'Asl11 e chiedergli un intervento...
E la lettera ebbe effetto, visto che portò l'Assessore Rossi a Empoli, in Comune, il successivo 4 Luglio, per un incontro con alcuni consiglieri di amministrazione di Ecomedica, con la richiesta di realizzare la Radioterapia (in 1 anno!)..


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Empoli, 18 Giugno 2002

Sig. Sindaco, Vittorio Bugli

Comunicazione RISERVATA e PERSONALE


Caro Bugli,

verso le 12 di oggi ho ricevuto la telefonata del Segretario dell'Assessore alla Sanità, Nedo Gori: l'incontro in Regione è fissato per il prossimo mercoledì 26/6 , alle ore 16,30 .

Ti ringrazio di cuore per il tuo intervento, che giudico importante e assolutamente responsabile nella sua collocazione "istituzionale" –quale Sindaco , oltre che personale –il cittadino Bugli, ma anche l'uomo politico.

Detto –e con piacere, questo –quale giusto riconoscimento al tuo operato, devo però aggiungere che la situazione, purtroppo, sembra ormai in caduta libera.

Sebbene io sia incapace a percepire tutta questa vicenda se non nella sua dimensione grottesca e surreale, e pertanto faccia oggettiva fatica a collocarla in uno spazio e in un tempo "reale", fatto di persone e cose che intrecciano la rispettiva storia in un paese europeo in pieno 2002 , tali accadimenti hanno una connotazione assolutamente oggettiva e si svolgono sotto gli occhi di tutti....

La personalizzazione che tale vicenda ha assunto, vede contrapposto, a questo punto, un Amministratore-Manager Pubblico e il Titolare di un Istituto Privato Accreditato che è il legale (e legittimo) rappresentante di una Società che lui stesso ha fondato e che raccoglie attualmente 140 soci, oltre a dare lavoro a circa 70 persone.

Tale personalizzazione è, in più –e incomprensibilmente, caratterizzata da un palese "odio" (e non vado certo sopra le righe nell’affermarlo) di uno dei due soggetti nei confronti dell'altro.

Potrei specificare che io, per quanto in riferimento, non odio proprio nessuno : l'indifferenza è il sentimento naturale che coltivo nei confronti di coloro ai quali va la mia disistima. È peraltro indubbio che, nei confronti dell'attuale signor D.G. della ASL11 –e non certo per partito preso, bensì a seguito di oggettivi comportamenti del predetto, Fabrizio Frosini nutra netta e profonda disistima.

Il punto è, nei fatti, che l'odio di cui sopra pare abbia condizionato il DG (il quale è avvocato... ma certo una laurea in legge non garantisce il rispetto che si deve al prossimo, dovunque e comunque, ed in particolare in uno stato di diritto) a tal punto che si sia convinto a… non considerarmi più l'interlocutore della ASL11.

Detto signore sembra si sia espresso, circa la prossima contrattazione dell'Istituto Ecomedica con la ASL11, nei termini di "voler negoziare con un interlocutore diverso” da Fabrizio Frosini, “che abbia la delega del Consiglio di Amministrazione" a trattare su tutta la materia dei rapporti Ecomedica-ASL. In caso contrario il DG rifiuta tale trattativa.

Potrei proporre a questo punto la battuta che, forse incantato dalla devolution, voglia anche lui contribuire alle modifiche della Costituzione. Oppure proporre un richiamo ai "secoli bui", in cui la legge la faceva il più forte, il più arrogante, il più violento... Comunque sia, ne esce la caricatura di un ben strano tipo di Amministratore-Manager Pubblico.

Io non sono avvocato. Sono medico. Nonostante la mia specializzazione abbia a che fare col cervello, non sono psichiatra: non posso pertanto permettermi di fare diagnosi. Ma certo, in qualità di medico, posso permettermi di porre a me stesso un sospetto: la paranoia narcisistica mi sembra un possibile quesito su cui soffermarmi –fra me e me.

E chiedermi anche se sia mai possibile, per un cittadino, in uno stato di diritto, tollerare che un soggetto il quale rivesta un ruolo pubblico da cui discenda l’esercizio di un potere, sia autorizzato per ciò stesso a comportarsi come un dio in terra, ritenendo egli, addirittura, di potersi scegliere perfino gli "interlocutori" , ovvero nominare/destituire i rappresentanti legali di società costituitesi secondo i dettami del codice civile.

Sono allibito. È da 2 anni che mi trovo a vivere una vicenda surreale, da cartoon, poco comprensibile anche alla luce di una qualche, aberrante, logica di “potere” o di “conflitto ideologico”…. Ma a questo livello, mai avrei immaginato di arrivare.

Ma tutto questo è ormai secondario.

Accettata questa situazione come “reale”, accertato che il punto di “non ritorno” è stato definitivamente superato, allora ciò che per Fabrizio Frosini va fatto è chiaro…. Ci sono due strade che adesso si devono assolutamente differenziare : da una parte sta l’Istituto Ecomedica, che è un'Azienda e una Società costituita da tanti soci.

Dall'altra c'è Fabrizio Frosini, cittadino italiano –anzi, europeo- che è costretto a combattere una battaglia civile per vedere riconosciuti, a sé e agli altri, diritti costituzionalmente rilevanti.

A questo punto è bene che tale battaglia diventi assolutamente personale, allontanandola da Ecomedica, per evitare che questa ne faccia assurdamente le spese.

Ma la battaglia non può rivolgersi meramente contro un qualunque personaggio con problemi comportamentali, bensì contro un “sistema” di potere iniquo ed arrogante, in cui –appunto- un qualunque soggetto dotato di qualche forte coloritura ideologica o caratteriale che venga collocato in un ruolo “chiave”, può con estrema facilità andare a negare diritti altrui e distorcere doveri propri.

Battaglia che Fabrizio Frosini ha voglia di combattere fino in fondo... anche in piazza, se necessario... Questo perché tali conflitti non devono fare paura (e non mi fanno paura –scusa la franchezza, che non è assolutamente strafottenza… Mi rendo infatti perfettamente conto di ciò che sottende quanto ho appena scritto) : queste sono battaglie per la democrazia, sono pertanto guerre che si combattono con strumenti civili, in piazza, fra la gente, e non in stanze chiuse di assessorati o di ministeri....

Sono battaglie per diritti che ritengo abbiano valenza costituzionale.... e non posso accettare vengano conculcati da chicchessia, pur se espressione di poteri "forti”. Perché non si possono accettare supinamente le logiche che vorrebbero trasformare contrapposizioni ideologiche –peraltro prive di razionalità oggi, in modelli di relazione sociale che richiamano alla mente le dinamiche della tettonica a zolle... con gli squassanti terremoti a punteggiare gli allucinati picchi di demenzialità liberata.

Posso comunque dire che già nel passato –e solo per un “bisogno” della mia coscienza, ho messo più volte a disposizione, del Consiglio di Amministrazione e dell’Assemblea dei Soci, la mia carica, senza che alcuno mai avesse neppure minimamente ipotizzato un tale gesto.

Ma visto che il DG ama i diktat, come ha più volte dimostrato, se non il vero e proprio oltraggio, né si cura della ridicola volgarità di certe uscite, e che –pur nell’oscena assurdità della vicenda– il rischio di una sfida all’OK Corral fra ASL ed Ecomedica c’è tutto, riproporrò lunedì 24 giugno, ai Consiglieri, di individuare un responsabile diverso dal sottoscritto, che possa guidare il CdA e rappresentare la Società nel rapporto con la ASL11 e la Regione, fino all’Assemblea Straordinaria che dovrà tenersi entro il prossimo mese di Luglio, per nominare il nuovo Presidente della S.r.l. Ecomedica.

Del resto, mia è la responsabilità di ciò che faccio e farò. È solo per tale senso di responsabilità che metterò a disposizione il mio mandato di Presidente della Società Ecomedica, non certo per le isteriche guasconate di un qualunque DG : non voglio, infatti, che questa possa eventualmente “subire ritorsioni, pregiudizi o discriminazioni” di qualunque sorta, per comportamenti miei personali.

Libero da tale carica, del resto, potrò più agevolmente combattere a tutto campo la mia battaglia civile, senza dover “patteggiare” le mie decisioni con alcuno.

Ho usato parole “forti”, me ne rendo conto e me ne scuso: ma ritengo onestamente che chiunque abbia un minimo di sensibilità e di razionalità può capirne pienamente la ragione.

Ricorderai il passo conclusivo di una mia precedente lettera: “[..] non pensavo proprio che dovessi arrivare a scrivere (e a fare) tutto questo, ma ricorderà i versi di Emily Dickinson : “We never know how high we are / Till we are asked to rise”. L’acquisizione della posizione eretta è stato del resto un capitolo fondamentale dell’evoluzione umana: chi preferisse un Uomo in ginocchio –questi sì, non dovrebbe meritare considerazione alcuna.” Mi pare di potermi rifare allo stesso identico richiamo in questa chiusa.

Nonostante tutto, posso onestamente dire di non “avercela con nessuno”. Spero vorrai credermi quando dico, pertanto, che mi dispiace profondamente aver dovuto scrivere quanto sopra.

Ringraziandoti ancora per quanto hai fatto,

Cordiali saluti

Fabrizio Frosini
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* * *
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Ma a parte le peculiari "asprezze del carattere" del DG Asl11, non si può immaginare che sul suo comportamento non incidesse una altrettanto "peculiare" situazione politica locale e regionale..
Del resto, ancora prima del gennaio 2000 (data di arrivo del Dott. Reggiani), siamo stati messi in condizione di dover segnalare all'ANTITRUST la particolarissima situazione riguardante Ecomedica .. (Novembre 1997)
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ISTITUTO DI RICERCHE CLINICHE
ECOMEDICA
Empoli , Via Roma 42 - Tel.: 73922 ; Fax : 74322


n. prot. 10178 Empoli, 14 Novembre 1997
RACCOMANDATA A.R.


Spett.le
AUTORITA’ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
Via Liguria 26
00187 Roma

c.a.: Dr.ssa Francesca Romana Ferri

Oggetto : trasmissione segnalazione A.G.C.M. sul rapporto Sanità Pubblica/Sanità Privata (Settore : Diagnostica Medica Convenzionata).



Con la presente provvediamo ad inviare formale segnalazione a Codesta Autorità, così come preannunciato in occasione del nostro incontro del 27 ottobre u.s. .

Restando a disposizione per ogni ulteriore comunicazione ed informazione in merito, porgiamo distinti saluti.



Dott. Fabrizio Frosini
(Presidente C.d.A.)


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ECOMEDICA SRL

Memoria per l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Alla cortese attenzione della Dr.ssa F.R. Ferri.


Nella considerazione che alcuni esempi pratici possano favorire una migliore comprensione delle difficoltà che gli operatori privati della Sanità sperimentano nel rapporto col Sistema Pubblico, ci permettiamo di presentare una breve cronistoria delle vicende legate alla nascita dell’Istituto di Ricerche Cliniche ECOMEDICA, con particolare riferimento all’iniziativa di installazione di apparecchiatura di Risonanza Magnetica.


Ottobre 1991 Ecomedica inoltra domanda alla Regione Toscana per
l’installazione di apparecchiatura RM ai sensi DM 2.8.91, art.5
(con obbligo di installazione anche di TAC). Domanda protocollata
dalla Regione in data 21 ottobre 91.

28.10.1991 parere contrario della Regione (“in attesa della programmazione
sanitaria”)

19. 5.1992 la Srl Ecomedica Risonanza, intanto costituita, rinnova la domanda
alla Rg.T. per la RM (e TAC). Ecomedica Risonanza è una Srl che
possiede -attualmente- circa il 70% del capitale della Srl
Ecomedica (Società Holding).

14.7.1992 risposta negativa della Rg. , con la stessa motivazione del 28.10.91

Ottobre 1992 ricorso al TAR Toscana da parte di Ecomedica Risonanza Srl :
ricorso respinto il 25.11 con la motivazione di non poter alterare
una programmazione regionale in fieri.

Settembre 1993 Ecomedica Srl formula ulteriore domanda alla Rg.T. per la RM .

5.1.1994 per il “silenzio/assenso” la domanda si intende accolta.

Ecomedica formalizza l’acquisto delle apparecchiature e fa partire i lavori per la nuova sede del centro, dove verranno installate le macchine e verrà trasferita tutta l’attività dell’Istituto.

Nel 1994 la Rg.T. individuava 3 tipologie di attrezzature, sulla base della tecnologia e capacità di studio, permettendo l’esecuzione di un maggior numero di esami a chi disponesse di apparecchiature di fascia più alta. Questo dato spinge Ecomedica ad acquistare la prima RM a più alta intensità di campo magnetico (2 Tesla) presente in Italia, oltre ad una TAC di tecnologia avanzatissima, cosa che purtroppo va a complicare le procedure di installazione, rallentandone molto i tempi.
L’investimento complessivo di Ecomedica è di oltre £ 8 miliardi.

2.5.1994 Delibera G.R. 3838 (costituzione elenchi delle istituzioni private
autorizzate ad eseguire esami RM e TAC in convenzione “indiretta” ,
con norme per l’inserimento : scadenza domanda agosto 94)

19.9.1994 Ecomedica ricorre al TAR per annullamento D.R. 3838 (pare negativo
del TAR)

24.10.1994 la USL di Empoli, con propria circolare, rifiuta di autorizzare le richieste
per esami TC, dichiarando che la presenza di una propria TAC rende
inutile il ricorso al privato La Rg.T. approva tale scelta (altre UUSSLL si
comportano invece ben diversamente).

29.12.1994 ricorso al TAR per annullamento DR 9932 del 10.10.94 (: approvazione
dell’elenco delle strutture convenzionate di cui alla DR 3838 , con
esclusione di Ecomedica) : parere negativo del TAR.

Nel corso del 1994 , fino al marzo 1995 : ingerenze e rallentamenti nella pratica USL per il trasferimento del Centro nella nuova sede, in particolare ad opera della responsabile del Servizio di Igiene. Tali “difficoltà” vengono infine superate per il diretto intervento del Direttore Generale e del Direttore Sanitario della USL, con sconfessione ufficiale della predetta (lettera alla Regione Toscana)

Giugno ‘95 appello al Consiglio di Stato.

Febbraio ‘96 memoria del Prof. Guarino in aggiunta alla documentazione già
presentata al C.S.

27.2.1996 vittoria al Consiglio di Stato.

Aprile ‘96 la Regione Toscana è costretta a deliberare l’inserimento di
Ecomedica negli elenchi (RM e TAC).

1.7.1996 Delibera Rg.T. n.821 : “TETTI” per i singoli centri convenzionati,
con riferimento all’attività da questi effettuata nel 1995.

Ottobre ‘96 ricorso al TAR contro la DR 821 : il TAR non riconosce i caratteri
dell’urgenza.

28.12.1996 “TETTI” anche per le attività di RM e TAC, con riferimento all’attività convenzionata effettuata dal centro nel 1996.

Aprile 1997 TAR Toscana: discussione nel merito del ricorso vinto al Consiglio
di Stato (esito ancora sconosciuto al 14 novembre 1997)


Alleghiamo altresì in copia :

. Memoria del Prof. Guarino (febbraio 1996) per il ricorso al Consiglio di Stato.
. Ricorso al TAR (19.9.1994) per l’annullamento della DR n.3838 .
. Risposta negativa della Regione Toscana (28.10.1991) alla domanda di Ecomedica per l’installazione di RM.
. Delibera Rg.T. 9819 del 15.11.1991, con relazione sulla Risonanza Magnetica (ove è chiaramente indicato un rapporto auspicato di 1 RM per 200.000 abitanti , oltre alla definizione dei “bacini di utenza”).
. Risposta negativa della Regione Toscana (14.7.1992) alla richiesta di installazione RM avanzata da Ecomedica Risonanza.
. Circolare della USL di Empoli (24.10.1994) che vieta le autorizzazioni per esami TAC da eseguirsi presso privati.
. Prospetto della USL di Empoli con i “TETTI”, consentiti alle strutture private convenzionate del territorio, per il 1996 .

Empoli, 14 Novembre 1997
Dott. Fabrizio Frosini
(Presidente Ecomedica Srl)

Napolitano: «Costruire i valori del 25 aprile» - SEMPRE, SPERO, Presidente..

Corriere , 25 aprile 2007
Napolitano: «Costruire i VALORI del 25 aprile»

VALORI - Ieri Napolitano aveva già parlato al Quirinale dei temi del 25 aprile. In particolare aveva detto: «… siamo chiamati a prestare tutta la nostra attenzione all'attualità di quegli insegnamenti; sapendo che è nostro compito non solo ricordare ma costruire ponendo a frutto la grande forza creativa che può scaturire dalle esperienze vissute in una fase storica precedente. Per fare ciò, è necessario considerare quei valori e quegli insegnamenti nel loro significato non contingente, non destinato ad esaurirsi con gli eventi del passato. Soltanto così riusciremo a vivere il 25 aprile non semplicemente come richiamo alla storia, ma come punto di partenza per costruire insieme un futuro migliore. La Liberazione, in effetti, fu un risultato di decisiva importanza per l'avvenire del Paese, ma al tempo stesso e soprattutto fu la premessa, la condizione per un'Italia nuova, per la Costituzione, per la faticosa ed entusiasmante edificazione di una democrazia vitale, per la rinascita economica e sociale … ».
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VORREI TANTO CREDERE CHE TALE AUSPICIO E IL CONSEGUENTE IMPEGNO VALGANO SEMPRE, IN OGNI CONDIZIONE.. purtroppo ben sappiamo come sia frequente -per troppi- farsi cogliere da amnesia quando diventa loro utile non ricordare..
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In occasione del 25 Aprile, un "Grande Vecchio" del giornalismo italiano ha avuto il buon senso di ricordarci, in modo semplice e diretto, che :
"C’è sempre da resistere a qualcosa, a certi poteri, a certe promesse, a certi servilismi"
Un omaggio sincero e grato a Enzo Biagi : le sue parole dovrebbero far riflettere.. ma sappiamo bene che pochi lo faranno.. perché resistere è faticoso.. è più semplice assecondare "certi poteri" e adattarsi al servilismo..

Peccato, perché se fossimo in molti a resistere, l'Italia avrebbe miglior destino -e forse anche il parto distocico di quella "cosa" chiamata Partito Democratico potrebbe dar vita ad un pargolo di più rosee speranze (per il futuro di questo Paese)

lunedì 23 aprile 2007

REGOLE UGUALI per tutti e principio di Sussidiarietà, in uno status di pari dignità

* APPELLO *
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APPELLO A GOVERNO E PARLAMENTO REGIONALI PERCHÈ NON SIANO SORDI ALLE RICHIESTE E LEGITTIME ASPETTATIVE DEI CITTADINI, IN TEMA DI EFFICIENZA ED EFFICACIA DEL SERVIZIO SANITARIO.
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RITENIAMO CHE PER MEGLIO RAGGIUNGERLE, IN UNA SOCIETÀ SOLIDALE E GARANTE DELL’EQUITÀ, IL SERVIZIO SANITARIO, ORGANIZZATO DALLE REGIONI, DEBBA UTILIZZARE NEL MODO PIÙ APPROPRIATO I PRIVATI ACCREDITATI : PUBBLICO E PRIVATO DEVONO COESISTERE ED ESSERE MESSI IN GRADO DI IMPEGNARSI INSIEME PER TUTELARE AL MEGLIO LA SALUTE DEI CITTADINI.
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RITENIAMO CHE LO STATO E LE REGIONI DEBBANO AGIRE IN MODO CHE TUTTE LE STRUTTURE ACCREDITATE, SIA PUBBLICHE CHE PRIVATE, OPERANTI SECONDO LE NORME DI LEGGE, SI ATTENGANO OPERATIVAMENTE A REGOLE CONDIVISE, CHE RENDANO INELUDIBILI I DOVERI RECIPROCI E GARANTISCANO AL CONTEMPO I DIRITTI DELLE STRUTTURE A LAVORARE CON PARI DIGNITÀ E A SVILUPPARSI SECONDO LE PROPRIE CAPACITÀ E MISSION AZIENDALI.
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RITENIAMO CHE LA LEGISLAZIONE NAZIONALE E REGIONALE, COSÌ COME PREVISTO DALLE SCELTE ATTUATE A SUO TEMPO DAL PARLAMENTO NAZIONALE, DEBBA ALFINE GARANTIRE CHE CON L’ACCREDITAMENTO VENGA RICONOSCIUTA AL CITTADINO L’EFFETTIVA LIBERTÀ DI SCELTA FRA LE STRUTTURE PUBBLICHE E QUELLE PRIVATE ACCREDITATE.

* * *
Stante l’impegno a favore di un servizio sanitario pubblico visto quale garanzia di sicurezza, di qualità, di omogeneità e di uguaglianza tra i cittadini, chiediamo alle forze politiche di fare chiarezza nella relazione tra strutture pubbliche e private accreditate. In particolare, chiediamo che vengano garantiti i principi sintetizzati nei seguenti punti :

1) con il concorso della volontà, competenza e rispetto di tutte le parti in campo, pubbliche e private, l’obiettivo comune deve essere quello di dare ad ogni cittadino la garanzia che il Servizio Sanitario possa soddisfare al meglio il diritto alla salute, in tempi consoni alla tipologia della richiesta, con il migliore utilizzo delle risorse disponibili e con una flessibilità che renda l’ organizzazione/erogazione del servizio più efficiente ed efficace;

2) nel rispetto dei ruoli, ad assolvere le funzioni del servizio sanitario debbano concorrere con pari dignità (= uguaglianza di diritti e doveri) e con le loro specificità tutte le strutture pubbliche e private accreditate presenti nel territorio;

3) debbono essere raccordate le risorse e le potenzialità per evitare dispersioni, sottoutilizzazioni, duplicazioni;

4) essere bandita, nella ricerca della migliore risposta sanitaria, ogni cultura demagogica o integralista o qualsiasi pregiudiziale opzione per una tipologia di struttura, occorrendo privilegiare la qualità e l'economicità delle prestazioni e le garanzie per i cittadini;

5) la ricerca di una armonizzazione deve fondarsi sul reciproco rispetto, affidabilità e credibilità, garantite da norme certe;

6) la costruzione di ogni Piano Sanitario deve avvalersi di tutte le esperienze professionali esistenti e deve registrare significativi cambiamenti nell'organizzazione del Servizio Sanitario, nel quale il cittadino-utente deve essere posto VERAMENTE al centro del sistema;

7) l'integrazione delle professionalità, delle competenze e delle risorse tra pubblico e privato accreditato deve rappresentare un processo sistematico e non casuale e costituire una scelta di metodo e di principio;

8) debbono essere separate le due funzioni di “soggetti acquirenti” e “soggetti erogatori” delle prestazioni sanitarie, per garantire vera equità e trasparenza;

9) debbono essere favorite le possibilità di integrazione più evolute, che prevedano ipotesi di collaborazione tra pubblico e privato anche sotto il profilo societario, finanziario e gestionale, garantendo altresì il principio di sussidiarietà.


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Puntualizziamo quanto sopra perché, a fronte di vaghe dichiarazioni di apertura al privato accreditato, la legislazione nazionale, quella regionale e i comportamenti delle AA.SS.LL si sommano per emarginare i privati accreditati.

Credo sia difficile negare che la politica attuale della Regione Toscana, in particolare, si caratterizzi per un progressivo distacco dalle strutture private accreditate, “utilizzate” solo al momento del “bisogno” e/o per garantire le prestazioni sanitarie per le quali i tempi delle liste di attesa sono ancora insopportabilmente lunghi.

Non per nulla, della spesa pubblica della Regione Toscana per la Sanità, la percentuale rappresentata da tutta la Sanità Privata Accreditata è inferiore al 4% (= strutture di ricovero + strutture ambulatoriali).

Questo significa voler ridurre le strutture private ad un ruolo sempre più marginale, ciò comportando finanche la scomparsa di parte di esse.
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Essendo infatti le AA.SS.LL assolutamente libere di agire e di impostare come meglio ritengono la loro strategia sul territorio, secondo gli indirizzi regionali, di fatto esse dettano le regole del confronto con i privati accreditati, i quali si trovano a dover sostenere un “duello” impari. Stante la programmazione regionale a monte, infatti, la ASL riveste nel territorio il ruolo di programmatore delle prestazioni (globalmente intese), competitore dei privati ed arbitro nel confronto con loro, tutto nel medesimo tempo.

L’espressione “PARI DIGNITÀ” fra pubblico e privato accreditato è pertanto, ad oggi, null’altro che un’enunciazione vuota di contenuti, in assenza della volontà politica di renderla concreta.

Ma una tale politica regionale, che non solo privilegia il servizio pubblico (cosa naturale se fatto in modo corretto ed entro precisi limiti) ma indebolisce intenzionalmente quello privato, va a scapito di una corretta e positiva competizione, della qualità, appropriatezza ed economicità delle prestazioni e della libertà di scelta dei cittadini-utenti : il problema non è dunque solo politico, ma anche CULTURALE.

Come rendere attuabile -ed in condizioni di VERA equità- la corretta competizione tra sistema sanitario pubblico e privato accreditato, deve essere pertanto un’imprescindibile punto di riflessione al fine di creare i presupposti per lo sviluppo di una sanità migliore.

Ricordiamoci quanto l’allora ministro della Sanità, on.le Bindi, ebbe a sostenere, presentando le innovazioni apportate dal Dlgs 229/1999 :

".. il cittadino può scegliere di curarsi in tutte le strutture accreditate, pubbliche e private. La riforma scommette sulla competizione tra pubblico e privato con regole uguali per tutti, nella convinzione che ciò favorirà un innalzamento complessivo della qualità dei servizi offerti."
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Alzi la mano chi ritiene che quanto promesso otto anni fa sia stato attuato.
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10 DOMANDE ANCORA IN ATTESA DI RISPOSTA

Gradirei venisse finalmente risposto a queste 10 domande, essendo da molto tempo in credito di risposta :

1. Perché, dal 1993 a oggi, in Regione Toscana (il Ministero della Sanità non aveva infatti pregiudizi di sorta) non si è voluto che Ecomedica installasse un’apparecchiatura PET?
2. Chi ha voluto che Ecomedica ritirasse la domanda già formalizzata dal 2004 in Commissione per la prevenzione dei rischi da radiazioni ionizzanti, Dipartimento Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà della Regione Toscana (il nome è certo altisonante) ? Vuole rispondere l'Assessore Rossi? O il presidente della Commissione, ing. Masi? Ricordo: il 13 Maggio 2006, Ecomedica venne “invitata” (per sbloccare la parte Radioterapia) a “RITIRARE SPONTANEAMENTE” la vecchia domanda e ripresentarla dopo aver escluso la richiesta di installazione della PET-CT. Ottenuto ciò, venne poi autorizzato un istituto privato fiorentino ad istallarla.
3. Perché, ancora prima (fine 2004) si permise ad un istituto privato di Pistoia di istallare la Pet -dandogli fin da subito la convenzione (gennaio 2005), e si lasciò Ecomedica al palo?
4. Perché per la Radioterapia, nonostante l’invito dell’Assessore Rossi a realizzarla in 1 anno (4.7.’02), Ecomedica dovette scontrarsi fin da subito con difficoltà create ad arte, sia dalla direzione della Asl11 che dall’Area Vasta fiorentina e dalla Radioterapia universitaria di Careggi? Quali interessi dovevano essere gratificati? (“interessi privati”, li definirei, visto che l’interesse pubblico era rappresentato da quanto illustrato dall’Assessore Regionale al Diritto alla Salute).
5. Perché dopo la presentazione ufficiale dell’accordo Regione/Ecomedica (20 Novembre 2004 –Villa Sonnnino, S.Miniato, alla presenza di Ledo Gori, che rappresentava ufficialmente l’Assessore Rossi, del Sindaco di Empoli Luciana Cappelli, dell’ON.le Alberto Fluvi e di vari consiglieri Regionali), con la dichiarazione di Gori che l’accordo sarebbe stato firmato entro quel Natale, si operò subdolamente e nel modo più sporco per far saltare ogni cosa e costringere Ecomedica a realizzare sì la radioterapia, ma per cederla poi in affitto alla Asl11? (e qui ricordo che dovetti intervenire direttamente, nel febbraio 2006, per ottenere il rispetto degli accordi con la Regione del Luglio 2002 –cfr. azione in Consiglio Regionale, con la mozione bipartisan resa possibile dall’appoggio in particolare di SdI, Margherita e Udc. Fu a seguito di ciò che il DG Asl11 dovette accettare l’accordo con Ecomedica che prevede la convenzione-accreditamento e non l’affitto di ramo d’azienda).
6. Chi ha gestito la vicenda riguardante l’immobile “ex-Anfor”, allora di proprietà Asl? È razionale che la Asl11 ne abbia “ceduto i diritti” (per soli 50.000,00 Euro) ad un privato interessato a costruirvi abitazioni, piuttosto che venderla a chi la utilizzasse per soddisfare il prima possibile una “Priorità” della Regione Toscana? Com’è che il Comune di Empoli fu così sollecito a rilasciare la concessione per una speculazione edilizia? Ecomedica è stata costretta a subire un notevole danno economico e centinaia e centinaia di malati di cancro sono costretti da anni ad attendere una Radioterapia che, nella migliore delle ipotesi, potrà essere messa in funzione solo a fine anno 2007/inizio 2008 (= a 5 anni dall’invito dell’Assessore Rossi e ben oltre 10 anni dopo la mia richiesta di realizzarla). Perché? Che ruolo ha avuto la direzione della Asl e quale il sindaco di Empoli del tempo – ora consigliere regionale?
7. Perché ci si è dati tanto da fare per “normalizzare” Ecomedica (addirittura esercitando fortissime pressioni su certi Sociparticolarmente sensibili : per quali ragioni?-, solleticandone personali interessi), al fine di renderla “meramente satellite” e subordinata all’interesse del “sistema politico-affaristico”? Che ruolo hanno avuto politici locali (ad es.: l’ex-sindaco di Empoli Bugli), oltre al direttore generale Asl11. E quale ruolo certi ambienti del credito locale, peraltro legati al sistema politico dell’area?
8. Perché tanta malevolenza (parlerei addirittura di odio, nei miei confronti) da parte del direttore generale dell’ Asl11? Perché le fortissime pressioni sui “soci sensibili”, per farmi lasciare Ecomedica e far sì che (sue parole) “siano le persone responsabili, ad operare per il bene del territorio e dell'azienda Ecomedica"?
9. Perché il silenzio delle istituzioni? La “filosofia del muro di gomma” è diventata prassi cui costantemente si richiamano politici, amministratori, dirigenti pubblici.. Ma il muro di gomma non è eterno – e diversamente da quanto in molti sembrano ritenere, è sporco di sangue. La “gomma” può essere più “dura” del cemento, in certe situazioni..
10. Perché c’è stata avversione nei confronti di Ecomedica fin da sempre? Basti pensare che anche per la Risonanza Magnetica subimmo l’oltraggio dell’ostracismo per anni e anni (cfr. la memoria del Prof. Guarino del Febbraio 1996, per il ricorso al Consiglio di Stato, che alfine ci dette ragione) mentre altri privati toscani -in particolare fiorentini- potevano invece operare e svilupparsi anche a nostre spese..

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Memoria del Prof. Giuseppe Guarino per il Consiglio di Stato (1996)

STUDIO LEGALE GUARINO TEL:06-6867627 12 FEB '96 13:16 N.007 P.02

E
cc.mo Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Roma
ric.n. 5024/95 C
.di C. 13.2.1996
Mem
oria
per la Ecomedica
(prof.avv.ti Giuseppe Guarino, Monica Passalacqua e Piero d'Amelio)
contro
la Regione Toscana.

* * * * *
* * * * *

1- Abbiamo depositato in data 7 febbraio 1996 una ampia documentazione.
Dalla stessa si ricava:
- che l
'apparecchiatura per la risononanza magnetica "GYREX 2T SGR" e "CT TWIN", prodotta dalla Elscint è stata acquistata da Ecomedica per un prezzo complessivo pari a Lit 2999059170 (vedi contratto, doc.n.8) ;
- che l’apparecchiatura è stata
affettivamente installata e che la Regione Toscana (Dipartimento sicurezza sociale), con atto a firma della Responsabile dell'U.O.C, dott. Silvana Sassu del 10.7.1995, ha autorizzato l'Ecomedica alla gestione al pubblico del relativo servizio nella nuova sede in Empoli, Via Roma, 24 (doc.n.l);
- che l'apparecchiatura RM installata da Ecomedica è in assoluto la più avanzata che esista in Italia (doc.n. 7) ;
- che nell'ambito territoriale della azienda USL n. 11 di Empoli, che comprende più di 200 mila assistiti, non esiste altra apparecchiatura di RM e che pertanto i pazienti dell
'ambito di Empoli devono essere trasportati con ambulanza presso le strutture esistenti in Firenze, con grave disagio, con dispendio di energia e con maggiori costi (vedi deliberazione del Direttore Generale della USL n. 2194 del 30.12.1995: doc.n. 4);
- che a tale punto è avvertita dalla USL n.11 1'opportunità, anzi la necessità, di avvalersi per i propri assistiti per il serv
izio di RM della apparecchiatura della Ecomedica / - che con il provvedimento ora citato (doc. n. 4 ) il Direttore della USL ha chiesto alla Regione 1’autorizzazione a stipulare con la Ecomedica la necessaria convenzione in deroga a quanto stabilito con la deliberazione n. 3838 del 2.5.94, oggetto della impugnazione:
- che la responsabile regionale per l'assistenza specialistica, con fax del 12.1.1996, ha chiesto alla USL n. 11di espri
mere un formale consenso per l'inserimento di Ecomedica nell'elenco RM (doc.n. 5) ;
- che il consenso della USL n. 11 è stato dato con telegramma 12 gennaio 1996 (doc.n. 5).
2. Gli atti da noi depositati ed ora citati offrono importanti conferme della fondatezza del ricorso.
La memoria avversaria fa leva su due punti :
a) non ci sarebbe alcuna ragione di urgenza perché gli elenchi dell'assistenza indiretta sarebbero superati dal passaggio al nuovo regime di assistenza diretta (p.2 : memoria 20.7.95);
b) sarebbe stata comunque necessaria una nuova autorizzazione regionale (pag. 4 segg., ivi).
Quanto al primo punto, a smentire quanto si afferma nella memoria avversaria basta leggere il testo del fax del responsabil
e regionale UOC del 12.1,1996 (doc.n.9).
In esso si chiede il consenso della USL all'inserimento nell’elenco RM della struttura privata Ecomedica “urgentemente... in relazione alle necessità territoriali".
Quanto al secondo punto, è confermato che secondo le tesi da noi espre
sse nessuna altra autorizzazione era necessaria ai fini dell’inserimento nella assistenza indiretta. Il documento n. 2 , che è un decreto del dirigente UOC della Regione Toscana, è una autorizzazione richiesta e concessa in relazione al trasferimento dell’insieme delle attività Ecomedica dalla sede originaria, dimostratasi insufficiente, ad una più ampia e funzionale. Il trasferimento riguarda non la sola attività RM, ma 1'insieme dei servizi Ecomedica. Le caratteristiche della nuova sede qualificano Ecomedica come uno dei centri diagnostici privati più importanti in Italia e non solo in Toscana.
3. Nel ricorso (v.pag.13 ricorso al Tar) era stato formulato esplicitamente il motivo che, se la Regione avesse ritenuto rilevante una qualsiasi altra autorizzazione o nulla osta, avrebbe dovuto non escludere Ecomedica dalla assistenza indiretta, ma accogliere la domanda condizionando la sua efficacia alla verifica che il nulla osta od autorizzazione ritenuta necessaria era stata conseguita.
Su questo specifico punto nulla viene detto da parte avversaria né in primo grado, né in grado di appello. Eppure questo era un punto essenziale: ed il punto il cui chiarimento giustifica la domanda di sospensione del provvedimento impugnato.
Il provvedimento testualmente esclude dall’elenco Ecomedica "in quanto non ancora autorizzata a svolgere prestazione di risonanza magnetica".
Si è molto discusso circa il modo in cui debba interpretarsi l’espressione "in quanto" ove adoperata in atti normativi, amministrativi o sentenze. Lo "in quanto" equivale ad un "perché" ovvero va inteso come "fino a quando"?
È questa disputa che genera il paradosso che l'impianto di RM più avanzato esistente in Italia, del costo di 3 miliardi, disponibile per il pubblico, che oggi incontestabilmente dispone di qualsiasi autorizzazione o nulla osta (vedi doc.n.2), che coraggiosamente è stato installato non in una grande città, ma in un'area di fertile attività quale è la zona di Empoli, una zona tuttavia priva di qualsiasi altra struttura similare, può essere utilizzato dai pazienti a spese proprie, ma non dal SSN e cioè nonostante la USL competente e la stessa autorità regionale competente (responsabile UOC, vedi doc.n.5) avvertano l'urgenza del suo utilizzo in relazione alle necessità territoriali.
Paradosso che codesto On.le Consiglio di Stato potrà eliminare ammettendo l
'inserimento con riserva di Ecomedica nell'elenco, con piena soddisfazione della USL, degli oltre 200 mila assistibili e dell'interesse pubblico.
Roma, 12 febbraio 1996
Prof.avv. Giuseppe Guarino

1.3.1993 -e la Regione Toscana a Ecomedica: la PET? Un poco di pazienza, vi facciamo sapere..


Si... l'allora assessore alla Sanità della Regione Toscana, Giovanni Fratini, mi rispondeva di fatto così, in data 1 Marzo 1993..

Salvo poi "mettere nel cassetto" ogni cosa...

Non diversamente si sono comportati gli assessori successivi -fino all'attuale assessore al Diritto alla Salute, Enrico Rossi..

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